mercoledì 27 luglio 2022

Luglio, Col Bene Che Ti Voglio

 
Fonte: Frasissime


Sembra che questo caldo bestiale sovrasti ogni cosa. Le azioni, le emozioni, le sensazioni, forse persino i pensieri. Che aggrovigli tutto, che lo accartocci, che infine lo appiattisca.
Con i clienti, in negozio, non si parla più d'altro. Non c'è più la guerra, non ci sono più contagiati Covid di cui discutere sebbene siano ovunque, non si parla neanche più del caro benzina.
Sembra esserci solo quest'afa, questa umidità che penetra le ossa e sfinisce, questa calura ad ogni ora del giorno e della notte che schiaccia tutto il resto.

E allora quasi dimenticavo di dirvi che riesco a vedere il mio amico Saif regolarmente ora. E che lo scorso sabato sera siamo stati a cena insieme, in un gruppo di nove persone, divertendoci molto e trascorrendo tre ore in serenità. Mi ha anche fatto un regalo di compleanno, imbarazzandosi quando l'ho ringraziato mille volte, perché lui è così: generoso con le persone cui vuole bene. Salvo poi vergognarsi per un bacio di riconoscenza sulla guancia o un abbraccio.
Anche domenica il mio compleanno è stato festeggiato a dovere. Non che lo avessi programmato, però mia madre ci teneva e dopo tre settimane di separazione (causa Covid e altre questioni) senza dirmi nulla ha organizzato un pranzo con i fiocchi invitando anche i cugini. Pure lì faceva caldissimo, ovviamente, ma siamo stati così bene, tutti insieme, che sinceramente ho ricominciato a sentire il caldo solo al momento di ripartire, in strada.
E' stato un bel week end, più leggero di molti altri, più spensierato.
Ho fatto persino in tempo ad osservare il tramonto cadere a picco sul mare, dunque a berlo tutto con gli occhi, lasciandomi sopraffare dai suoi colori intensi. Mi sono fermata sulla spiaggia fin quando gli ultimi raggi scomparivano sul limitare dell'acqua e l'avvolgevano tutta, diventando oro liquido.
Quando sono rientrata a casa, dopo ore di gioie condensate, ho lasciato scivolare via il sudore sotto la doccia lasciando intatto tutto il resto: l'affetto che mi era rimasto addosso, l'allegria, le risate, le nuvole che coprivano il rosso del sole, un gelato assaporato sulla sabbia il cui sapore mi sembrava ancora di sentire in bocca.
Mi sono sentita serena, appagata. Come se i giorni strani vissuti fin lì fossero stati spazzati via dagli ultimi due, azzerandone l'amaro.

mercoledì 20 luglio 2022

Sospensione




Martedì 19 Luglio 2022, ore 12:39:

In questi giorni ho provato a scrivere più volte, senza riuscirci mai.
Quelli del Covid sono stati momenti sospesi, particolari, che avevo difficoltà a descrivere.
Otto giorni di positività, rientrata a lavoro il nono, appena tornata negativa.
La febbre alta, il dolore alle gambe, i polmoni affaticati, la stanchezza perenne. Avevo un solo bisogno ed era quello di stare sdraiata.
Al mattino mi facevo forte e mi allenavo appena appena, dunque facevo le pulizie, mi sforzavo di preparare i pasti e mangiare. Poi tornavo subito a letto, come se avessi corso maratone lunghissime.
Di notte dormivo come un ghiro, senza girarmi né svegliarmi mai. 
Ero isolata dal mondo, percepivo l'aria esterna solo uscendo un po' in terrazzo. Non sono stati giorni particolarmente caldi, quelli, al contrario di questi in cui son tornata alla solita vita.
Avevo il pensiero costante del lavoro, dei turni infiniti che Fred che stava coprendo al posto mio. Dovevo guarire per questo, per tornare al mio posto.
E allora non sono riuscita a sentire pienamente il calore dei messaggi di chi mi vuole bene, del tempo sospeso, di questa bella casetta assolata. Non sono riuscita ad ascoltare finalmente il mio corpo che si rilassava, che decelerava, che veniva costretto ad un'inconsueta immobilità.
Non stavo bene e ho ancora strascichi che forse mi porterò dietro per un po', tuttavia son stati giorni strani ma non brutti. La solitudine non mi pesava e il silenzio mi era amico. Mi rifugiavo in esso, mi crogiolavo in quella fissità. 
Le lenzuola erano fresche sotto il mio corpo, avvolgevo il cuscino con le braccia e lì trovavo il conforto che mi serviva. Tornare alla solita vita è stato necessario e voluto ma anche complicato. Non mi pare di avere ancora le forze ed il benessere che avevo prima che tutto questo iniziasse. 
Quel momento di sospensione è finito ma io mi sento ancora lì, a quel punto, in quel tempo fermo. 

Mercoledì 20 Luglio 2022, ore 15:48:

Oggi compio 37 anni. E di compleanni così sottotono ne ricordo pochi altri. Anche l'anniversario con Fred è passato in sordina, a distanza, quando ero positiva. E quando poi sono tornata a stare "bene", semplicemente non ci abbiamo pensato più. Era vita scivolata via, senza che ce ne accorgessimo, vita che forse non si aveva più voglia di recuperare.
E allora me ne sto qui in negozio, guardo la calura sopprimere il mondo intero appena fuori da queste mura. L'ibisco giallo è cresciuto a dismisura, più che una pianta è diventato un albero. Ci sono nove fiori aperti oggi, mi hanno accolto quando ho iniziato il turno, circa due ore fa. Ho pensato che fosse un bel modo di iniziare, con quei petali gialli, grossi, soli interi che mi accoglievano e che mi ripagavano delle cure che giornalmente gli offro, con tutta la loro bellezza.
Devo tornare a germogliare così anche io, al di là di questa debolezza, di certi pensieri dissonanti e stridenti, del solito immane fastidio che provo nel giorno del mio compleanno.

venerdì 8 luglio 2022

Pochi Giorni

 
Fonte: CreaMariCrea


Ore 20:57
Osservo il tramonto dal terrazzo con gli occhi un po' persi ma vivi. E' un tramonto di quelli banali, senza colori sorprendenti, senza nuvole dalle forme strane, senza atmosfere mozzafiato. Eppure dopotutto è un bel momento, questo. 
Sento Fred muoversi sotto la doccia e anche se non possiamo toccarci né abitare una stessa stanza, la sua presenza in casa dopo una lunga giornata di solitudine mi conforta. 

Sono positiva da due giorni, alterno brividi e febbroni a mal di gola e d'orecchio. Me ne sto isolata dal mondo intero che viaggia tranquillo anche senza di me. Gli alberi oscillano sotto il peso del vento, i cani vengono trascinati al guinzaglio, le automobili imboccano contromano questa via, il bambino dei vicini piange se non lo portano a passeggio. 
Tutto nella norma, direi. Tranne questo senso di noia che mi prende già dopo aver fatto colazione. E allora mi attivo nonostante il malessere, cercando di occupare le ore e provando a dargli un senso. Saranno pochi giorni nell'arco di un anno intero, passeranno anche loro.
Ricorderò le chiamate di mia madre e di mia suocera, le lenzuola stropicciate, i libri che ho aperto con incostanza, la tv che non ho mai acceso, i messaggi di mio fratello, i sacrifici di Fred in negozio, forse persino questo tramonto dai colori banali. 
Non sapersi fermare senza provare un infimo senso di colpa è una di quelle caratteristiche dalle quali non mi separo mai e anche in questa situazione mi batte sulle spalle e chiede il conto.

Fred è salito in mansarda, ci siamo salutati brevemente attraverso la zanzariera. Fa caldo lassù, si fa compagnia col ventilatore. Io me ne resto qui, decisa a non rientrare fin quando anche le ultime luci non si saranno spente.

venerdì 1 luglio 2022

Occhi Verde Acquamarina

Fonte: assisiofm .it


Gli occhi verde acquamarina di Anna sembravano sanguinare.
Non erano semplici lacrime, quelle. Erano stille di dolore. Una pioggia di sangue, flutti di un rosso vivo che dal cuore straripavano ovunque, venivano fuori zampillando come dallo squarcio di una ferita.
Arma da taglio, mi son detta.
Una pugnalata laddove fa male di più.
E più l'abbracciavo, tentando invano di consolarla, più mi bagnavo di quelle lacrime sanguigne.
Ne venivo intrisa.

Cosa vuol dire perdere un figlio lo sa solo chi ci passa. E noi tutti che speriamo di non doverlo sapere mai, ce ne stiamo lì a guardare rassegnati all'idea di non saper trovare parole giuste, parole che sappiano sanare, mettere punti di sutura, guarire.
Marco era una brava persona, una delle prime che ho conosciuto trasferendomi qui. E i suoi genitori ormai mi vogliono bene come se ci conoscessimo da sempre. E' così anche per me. Gli voglio bene.
Avrebbero potuto restare clienti come tanti e invece ci siamo reciprocamente affezionati sebbene non siano di quelli più assidui. Ci si incontrava più fuori dal negozio che al suo interno. E allora ci si fermava a parlare, a ridere, a scherzare. Ogni volta si fermavano con la macchina ovunque fossero, persino in mezzo alla strada, pur di parlare con me.
In comune abbiamo sempre avuto il sorriso facile ed un bisogno di selezionata socialità, ed è così che ci scegliemmo senza accorgercene nemmeno.

E lo so che dovrei esser dispiaciuta per Marco che non c'è più. Lo sono.
Ma più di tutto io sono dispiaciuta per queste due persone carissime che ora soffrono come non si dovrebbe soffrire mai.