giovedì 13 gennaio 2022

Centrifuga

Fonte: bigodino. it


Sono giorni in cui mi sento come dentro una centrifuga, rimbalzata tra un dovere ed il successivo senza poter prendere neppure una boccata d'aria tra l'uno e l'altro. E allora mi barcameno, correndo a destra e a manca, senza una logica apparente.
Eppure una logica deve senz'altro esserci visto che, tutto sommato, questo andamento funziona. Quantomeno un po'. Perché poi penso a tutto quello che lascio indietro, quello che non riesco a fare, tutti quegli impegni che mi guardano con occhi colmi di aspettative che per forza di cose devo disattendere.
Sono una.
Una sola piccola donna.
Ho due braccia, due gambe, energie che devo distribuire lungo tutta la giornata. 
E a volte, semplicemente, devo mettere un punto prima di essere travolta.

Allora succede che cercando immagini ne trovi una che ti piace particolarmente.
C'è una ragazza con una valigia ed un grappolo di palloncini colorati. Procede dritta lungo il bordo di una strada, verso un orizzonte illuminato che non si sa bene dove porti.
E non ne conosci la ragione ma senti di essere lei, quella ragazza con la valigia ed i palloncini, sola ma forte, su una strada deserta di pensieri assolati e alberi da raggiungere e abbracciare con entrambe le mani, con il cuore, con il corpo per intero. E poi stenderti a terra, chiudere gli occhi, forse piangere un po' ma poi ridere, addormentarti, cadere in un mondo di sogni che ti lascino semplicemente riposare.

14 commenti:

  1. L'immagine è molto bella.
    La ragazza cammina tra sogno, avventura e realtà, proprio come fai tu ogni giorno.
    Come ti ho spesso ripetuto, non dovresti pretendere così tanto da te stessa.
    Ma io per prima lo faccio, e non potrei smettere.
    Quindi, afferra il tuo palloncino odierno e lasciati condurre dove desideri. 😘

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    1. Proprio perché lo fai anche tu sai che non si può smettere dall'oggi al domani :D anzi, forse non saremo mai capaci di farlo sul serio.
      Un abbraccione e grazie.

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  2. Una cosa alla volta, non si può far tutto anche se vogliamo spingerci sempre oltre. Il dovere è importante ma non esiste solo quello, ci sei anche tu con i tuoi desideri, per cui non rinunciare a fare quello che ti piace, a rilassarti, a prenderti una pausa. Buona giornata, un abbraccio.

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    1. Tutto vero Caterina, purtroppo non sempre si riesce a ritagliarsi degli spazi sufficienti.
      E la centrifuga continua a girare, incurante.
      Un abbraccio.

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  3. Sei una grande donna. E non sei neanche sola. La tua valigia piena di sogni e sorrisi, la portate in due.. ;)

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    1. Sono una donna come tante altre, non ho la presunzione di definirmi grande. Ho ancora tempo per crescere, comunque :D

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. piace anche a me quest'immagine, solo che adesso i miei palloncini sono un po' sgonfi e al pomeriggio mi mancano le forze per viaggiare. Ma vorrei andare verso una meta precisa, senza una direzione. Ho voglia di ritornare quella che ero con la mia valigia piena di cose che per ora non riesco a fare uffi. E se quella ragazza fossi te che stai venendo verso di me? ciao

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    1. Valeria, io credo tu sia il tipo che riesce a viaggiare anche con i palloncini un po' sgonfi, ho questa sensazione.
      Non pretendere troppo da te stessa. Se nel pomeriggio ti senti scarica, approfitta del mattino. Un grande abbraccio.

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  6. Appena ho visto la foto , ho visto la me stessa tanti anni fa .
    Vivevo a Stoccarda , un sabato , mentre camminavo per la via
    principale , in una vetrina vidi una valigia in nappa , rossa .
    Me ne innamorai e la comprai . Viaggiò con me per tanti anni ,
    eravamo diventate amiche e nelle giornate di solitudine ci
    parlavamo ed era un'ottima compagna di vita .
    Scrissi anche un racconto "La ragazza dalla valigia rossa".
    Te l'ho già scritto : vogliti bene e non strafare .
    La vita è una sola , prenditi una piccola pausa , ti farà
    sentire meglio .
    Un bacione . Laura

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    1. Ciao Laura,
      mia madre ha vissuto a Stoccarda per 5 o 6 anni, in preadolescenza. Tornò perché suo padre si era ammalato di tumore.
      Grazie per avermi raccontato questo pezzo di vita, mi sembra di vederti con la tua bella valigia rossa :) un forte abbraccio.

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  7. Cavolo ero convinto di averlo ripostato, mi spiace rimedio subito: immagine serena anche se malinconica. Devo peraltro dire che concordo con il bellissimo commento che ti ha postato Franco Battaglia.

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    1. Figurati Daniele, capita di non riuscire a pubblicare bene. Grazie per averlo riscritto. Un abbraccio.

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