martedì 15 giugno 2021

Il Nido

 

Fonte: amoreaquattrozampe. it

Mi sono alzata alle sei, ho fatto colazione, indossato un paio di pantaloncini ed una canotta e mi sono allenata. Poi ho fatto la doccia, mi sono cambiata, ho accorciato i capelli dalla mia parrucchiera di fiducia, sono rientrata a casa, ho girato come una trottola per un paio d'ore e finalmente mi sono seduta.
Il silenzio insperato di questi attimi mi porta alla mente che oggi sono otto anni che vivo qui. E' una giornata come tutte le altre, iniziata nello stesso modo frenetico di sempre, ma non può essere una giornata usuale quella in cui dentro di te stai festeggiando qualcosa.

Arrivai il sabato sera, trascorsi la domenica a sistemare una casa intera e il lunedì ero già a lavoro.
Tutto era nuovo ed io non conoscevo nessuno né sapevo come avrei dovuto mandare avanti tutto quanto senza averlo mai fatto prima.
Un po' come quando ti gettano fuori dal nido sperando che ti decida ad usare quelle dannate ali per non finire sfracellato al suolo.
Proprio tu, un uccellino implume che fino a quel momento avevi solo aperto la bocca aspettando che ti nutrissero.
Però ho imparato. Due prime settimane di fuoco e poi trovai il modo di organizzare la mia vita, assestandomi pian piano, mese dopo mese, anno dopo anno.
Semplicemente, ad un certo punto si deve crescere. E senza neanche rendersene conto capita che il luogo in cui si arriva sembri appartenerti più di quello che hai lasciato.
Fermo restando che a volte mi sento come se non potessi essere totalmente di questo posto e non lo fossi più neanche di quello da dove me ne sono andata.
Un po' straniera qui, un po' straniera lì.
Eppure, allo stesso tempo, materia di entrambi.

Ci si trasferisce per i motivi più disparati ma io lo feci per quello più banale e al tempo stesso il più importante che mi venga in mente. Per amore. Per coronare un sogno, per vivere un sentimento quotidianamente. Per stare sotto lo stesso tetto dell'uomo che avevo scelto e che sento di scegliere ancora, perché per tutte le diversità che ci dividono, ci sono elementi davvero fondamentali che ci hanno sempre uniti.
E allora questo luogo, un tempo sconosciuto e spaventoso, è diventato casa mia. Mia davvero.
Le strade, il sole, il mare, gli alberi, i fiori sui balconi, le vie ordinate, il vento sabbioso, le persone. 
Tutto questo mi appartiene e a volte mi sento così grata da rivolgere uno sguardo al cielo pieno di commozione, anche se non prego mai, anche se non so farlo. Uno sguardo che contenga ogni cosa, ogni parola che non so pronunciare, ogni gesto che non mi viene in mente di fare, ogni pensiero pregno d'amore e di gioia per essere qui con Fred.

20 commenti:

  1. Un post così bello :)

    Hai ragione: ci si sposta, e dopo un po' ci si sente un po' meno appartenenti a dove si stava prima, e un po' di più alla nuova sistemazione, specie se è un nuovo "nido" :)

    Io mi sono mossa parecchio e tutte le volte ero spaventata del nuovo posto, per poi amarlo visceralmente e piangere al dovermene andare. Solo una volta non è stato proprio così ma dipendeva dalla mia situazione interiore. Inoltre, ci sono dei posti che non si dimenticano mai (per me, la Turchia, anche se mi sono assestata qui).

    Mi ha commosso questo post. Spero che un giorno anche io mi sposterò per lo stesso motivo tuo, l'amore :)

    Un abbraccio grosso :)
    Nuvola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' quello che ti auguro, di trovare un nido in cui spostarti per amore. Ti sposti tanto per lavoro, sarebbe bello che tu un giorno certi progetti li facessi per badare al cuore. Te lo meriteresti. Un abbraccio grande.

      Elimina
  2. Come sai, avrei potuto scrivere questo stesso post.
    Vivo in questa casa, e in questa città, da sette anni e mezzo, ma continuo a non sentirli completamente miei.
    Al contrario, quando torno nella mia città natale, mi sento a casa, sebbene cominci a sembrarmi anch'essa un po' estranea.
    Insomma, vivo sospesa a metà e non so se durerà per sempre.
    Sono felice che, però, a mio contrario tu sappia di aver fatto la scelta giusta. Per me non è così.
    Tornando indietro resterei a Fasano e costruirei lì la mia vita familiare e professionale.
    Ma vabbé. È andata così.
    Un abbraccio e buon anniversario alla te "adulta". 😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Abbiamo fatto due percorsi molto diversi, io non tornerei da dove sono partita, anche se lì stavo bene, non mi potevo lamentare. Però qui sto meglio, stranamente sento più mio questo posto di quello.
      Mi spiace che tu abbia quel rimpianto e come sai spero sempre che possiate trasferirvi, se questo è il tuo desiderio. Un abbraccio.

      Elimina
  3. Ispirata dal tuo post, questa mia poesia non vuole essere uno specchio del tuo post e raccontare di voi, ma prende spunto dalle tue sensazioni evocate con così tale intensità e romanticismo, per immaginare una coppia nella stessa vostra situazione, ossia tuo trasferimento da lui, e per sentire cosa dice loro il cuore. Ti chiedo se per favore posso tenere il titolo del tuo post e farlo diventare anche il titolo di questa mia poesia.

    "IL NIDO"

    E ti ho seguito
    Seguito per amore

    Tutto nuovo
    Passo importante
    Da ponderare
    Ma io ero già convinta
    Io l'amavo
    L'amo ancora
    E sento questo sentimento
    Crescere ogni giorno dentro di me
    E ti scelgo ogni minuto
    Ogni secondo
    Ogni momento del mio respiro

    E ti ho accolta
    Accolta per amore;
    Il nostro citofono
    I nostri nomi
    Ora siamo una cosa sola
    Ora siamo due cuori uniti indissolubilmente.

    Un passo importante
    Per un solitario come me
    Ma le nostre anime vibrano all'unisono
    E sognano nello stesso momento

    Era impossibile non sceglierti
    Per condividere questo nido
    Con te.

    Già qualche anno è trascorso da allora
    E nessuno di noi due si è pentito della scelta

    Oggi è l'anniversario di quel primo giorno insieme
    Sotto lo stesso tetto
    I nostri occhi si guardano sorridenti
    Si baciano appassionatamente
    Si staccano
    E pensano:
    "Qui è la felicità, la gioia, la complicità, l'Amore"

    E mentre si fissano intensamente pensano:
    "Io questo nido non voglio abbandonarlo per nessuna ragione
    Non voglio imparare a volare perchè le mie ali sono qui
    E se proprio mi dovrò allontanare
    Che sia per poco tempo
    Sia insieme a te
    E sia il tempo strettamente necessario per poi ritornare
    Perchè ho trovato il mio nido
    E dal mio nido, dal nostro nido
    Nessuno di noi due vuole più volare via

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniele,
      mi sento davvero onoratissima per aver ispirato questa tua bellissima poesia, di cui soprattutto adoro questi versi:"Il nostro citofono
      I nostri nomi
      Ora siamo una cosa sola".
      Certo che puoi mantenere questo titolo, mi sembra perfetto :)
      Grazie per questo bel regalo.

      Elimina
  4. E' molto bello quello che hai scritto. I luoghi amati non sono solo quelli in cui si nasce, ma anche quelli in cui ci si sente a casa, soprattutto quelli in cui dimora l'amore. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I luoghi del cuore sono quelli che parlano di noi e possono essere ovunque, anche in un posto in cui arriviamo per la prima volta.
      Un abbraccio.

      Elimina
  5. Ciao, è una strada che abbiamo percorso in molti.
    Complimenti per il tuo raccontarti, nelle tue parole c'è amore e serenità, tutto ciò che serve per vivere la quotidianità-
    Ti auguro buone vacanze ,arrivederci a settembre
    Rakel

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci si prova :)
      Grazie, per me le vacanze sono lontane. Dunque buone vacanze a te e arrivederci a settembre.

      Elimina
  6. Ho cambiato millemila case anche se sempre a Roma. Ma sai bene che già da sud a nord, è come spostarsi in un'altra città. Faticando ogni volta, affezionandomi ogni volta. Si cambia per amore e per necessità, ma farlo assieme al tuo amore, alla fine, è tutto un altro sport, diventa magia, scoperta, complicità. Tu descrivi un percorso affascinante, di appartenenza, condivisione. Percorso col quale ti trasferisci te e la tua coscienza, per trovare casa, e casa è dove c'è soprattutto amore. Vivi nella dimora più splendida Sara ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ne sono assolutamente convinta :) grazie Franco.

      Elimina
  7. Quando mi sono trasferita a Monastero, ero giovane, vent'anni, non conoscevo ne il paese, ne le persone. Mia madrina e mio nonno non volevano, troppo lontani da loro e con persone a lor dire chiuse. Si sono ricreduti e io ho incominciato ad amare questo Comune. Sono anni che sono volontaria nella Pro Loco e ancora adesso quando chiudo il negozio apro il Circolo. Molti mi chiedono chi me lo fa fare, forse proprio la gioia di poter vedere le persone.
    Ma la mia casa è forse il mio nido, adoro persino tenerla in ordine e pulita. Il mio Andrea a fine anno andrà a vivere da solo, sempre in questo Comune, poteva decidere di trasferirsi dove lavora, ma invece come me sente che gli da qualcosa e che ne riceve in cambio.
    La tua poi è anche una dichiarazione d'amore, per la persona che ai accanto.
    Vi auguro di provare ancora queste emozioni per tanti anni.
    Buona giornata Valeria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sapevo che Andrea si stesse per trasferire, è un passo importante. Un grande in bocca al lupo, anche se già rimanere nello stesso comune renderà il distacco più semplice per tutti voi. Un caro abbraccio.

      Elimina
  8. Ho lasciato il mio paesello che avevo 17 anni , mi stava stretto.
    Ho cambiato tante città e indirizzi , quando mi spostavo era
    il momento migliore , sospesa tra il prima e il dopo , nel
    limbo . Qui in Italia mi sono trasferita x amore come te ma ,
    non ho mai amato la nuova cittadina . Siamo ritornati in
    Liguria esattamente 30 anni fa . Qui ho costruito finalmente
    il mio nido . Sole , mare e...amore , sempre con mio marito .
    Ogni tanto mi viene nostalgia del paesello , così come di
    altre città dove ho vissuto, poi tutto passa . "Io mi fermo qui".
    Un caloroso abbraccio . Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un bel fermarsi secondo me. Ogni volta che parli della tua cittadina ti percepisco serena, felice. E questo è tutto ciò che conta. Un grande abbraccio.

      Elimina
  9. io voto le prime tre righe del post :-)

    RispondiElimina
  10. ma si che sai farlo: credo che nessuno saprebbe pregare meglio di te!!!
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mia spiritualità non ha nulla di convenzionale caro Luigi. Per me la maggiore vicinanza che si possa avere con qualcosa di simile ad un concetto divino è il contatto con la natura. Quindi rispettare la natura, viverla profondamente...per me equivale a pregare. Non posso e non so fare di meglio.
      A presto!

      Elimina