domenica 9 maggio 2021

L'Altra Donna

Fonte: Pinterest


C'è una donna in questo universo che è la donna che meno mi assomigli in assoluto.
Certo abbiamo le stesse labbra, lo stesso colore di capelli. Abbiamo anche la stessa pelle che tende a macchiarsi al sole. Ma per il resto non esiste particolare che ci renda simili, affini in qualche modo.
Questa donna ed io ci conosciamo da sempre. Dopo la mia nascita, ma forse anche prima, non c'è stato un solo giorno in cui lei non mi abbia pensato, non abbia rivolto al cielo una preghiera per me.
Si era truccata solo il giorno del suo matrimonio ed era presto diventata una donna pratica, di quelle che si curano poco, che dentro i vestiti si nascondono, che abbassano lo sguardo quando vengono guardate dritto in faccia. Non indossava profumi, non metteva creme, non stendeva il rossetto sulle labbra. 
Non sapeva neanche cucinare perché era andata a lavorare prestissimo e in casa non c'era mai. Le insegnò la suocera, che di quegli insegnamenti le avrebbe fatto scontare ogni minuto passato insieme, avvelenandola un po' di più ogni giorno come solo certi serpenti riescono a fare.
E mentre crescevo e la guardavo mi rendevo conto di quanto fossimo diverse. Aveva alcuni sandali col tacco che appartenevano al suo periodo pre-matrimoniale e che teneva chiusi in un armadietto. Avevo appena cinque anni, me le infilai, mi parvero le uniche scarpe che potessi indossare da quel giorno fino all'eternità. Erano enormi ma ci andavo in giro fiera, felicissima, già una femmina in miniatura. Rise di me ma mi lasciò fare.
Non abbinava i colori ed ho sempre avuto la sensazione che non li percepisse appieno. Scambiava il fucsia col rosso, non riconosceva l'arancione. E allora andava in giro sempre vestita in modo un po' assurdo e tante volte ci andavo anche io, almeno fin quando non potei prendere le redini della situazione e scegliere per me.
Mi invaghivo dei prodotti di bellezza della vicina perché lei non ne possedeva, non li conosceva, non le interessavano. E quando andavo a casa di mia zia guardavo sognante il suo portagioie ricolmo di collane bellissime.
Avevo un cassetto pieno di borse e a sette anni chiesi ad una sua amica di comprarmi un rossetto, il primo della mia vita, che le tenni nascosto per anni e che indossavo di nascosto in bagno, ammirandomi allo specchio, per poi pulirmi le labbra con la carta igienica prima di uscire di nuovo.

Quella donna era ed è mia madre.
Che ha dedicato la sua vita agli altri, a noi, tenendo sempre così poco per sé stessa.
E nel frattempo vedendo crescere questa figlia che non le assomigliava per niente, che man mano le diventava più estranea, più distante, meno allineata. 
Se solo penso agli scontri, alle liti, alle parole che mi rigettava addosso come fossero pietre. Perché sapeva amarmi solo così, a quell'epoca, e non capiva che il mio diventare donna non le avrebbe tolto alcunché. Non c'erano abbracci, coccole, confessioni. C'era solo quella distanza dolorosa che ci pesava addosso. E allora io iniziai la mia crescita mangiando troppo. Poi mangiando poco. Poi tagliuzzandomi qui e là. Mi guardavo allo specchio e cercavo di riconoscermi, di comprendermi, di percepire cosa ci fosse al di là di quella sensibilità troppo acuta che un giorno avrei nascosto, barricato, incarcerato. 

E ora che è tutto diverso mi chiedo come abbia potuto scrivere queste cose proprio stasera, che è la festa della mamma e che avrei dovuto celebrare questa donna che per me ha fatto tutto quello che si potesse fare, invece di rivangare storie lontanissime che non servono più a nessuno. Dopo anni in cui l'ho vista amarmi in modo così forte, così intenso, così incredibilmente vicino nonostante la distanza.
Anno dopo anno quella ragazza dalla vita complicata è diventata un'altra donna e c'è una sola cosa che non sia cambiata mai, l'essersi annullata per noi, l'aver vissuto per crescerci, per sostenerci. Prima senza mezzi, poi imparandoli strada facendo mietendo errori come vittime. Me li sento ancora addosso ma li ho perdonati tutti perché quando smisi di mangiare la prima volta non ci fu persona che più di lei mi aiutò ad uscire da quel vortice. Ed ancora oggi continua a guardarmi nel piatto, ad aver timore che smetta di nuovo, che non mi nutra a sufficienza. Sempre con quella paura latente di vedermi scomparire.

Non saprò mai essere come te mamma.
Non potrò mai uscire di casa senza essermi guardata allo specchio, aver abbinato i colori, indossato un paio di belle scarpe, messo il rossetto sulle labbra.
Non potrò mai cucinare per tante persone e farlo con gioia, col sorriso, con quell'anima materna che a poco a poco è diventata il tuo marchio di fabbrica.
Non potrò mai starmene ferma per ore davanti alla tv. O non potrò mai stare ferma in generale, che non so più come si fa.
Non potrò mai essere una madre che ha rinunciato a tutto il resto per i figli, mettendoli al primo posto sempre, azzerando le proprie esigenze per ascoltare unicamente le loro.
Non sarò mai così accogliente, così chioccia come sei diventata, così premurosa. Avrò sempre spazio per me stessa, prima che per chiunque altro, portando alta la bandiera di un egoista individualismo di cui non mi pento neanche un po'.
Non potrò mai, mamma. Non potrò perché non sono te. E a volte penso che questa femminilità spesso esasperante ed esasperata sia stata tirata fuori proprio dall'assenza della tua, mortificata sempre, nascosta, messa da parte. 
Sono questa mamma e in fondo lo devo anche a te, alle nostre differenze, a tutto quello che ci divide e a quella cosa, però, che ci terrà sempre unite. L'amore.

26 commenti:

  1. Leggevo e pensavo comunque alle tue ultime righe. Siamo la nostra mamma alla fine, con tutti i milioni di differenze. Basta una battito di ciglia o un cuore che stantuffa lo stesso sangue. E' stata la mia prima festa della Mamma senza la mamma, senza un fiore se non accanto alla lapide, dove prende il sole come le è sempre piaciuto, e da dove mi sta aiutando come non mai, anche non essendoci, perché c'è invece, con quell'amore eterno.

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    1. Sono le righe più importanti perché non conta ieri, l'altro ieri, 20 anni fa.
      Conta che questo sentimento c'è sempre stato.

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  2. Nonostante i suoi errori ti abbiamo fatto male e danneggiata erano errori non esisteva odio o malafede solo tua mamma non ha saputo capire apprezzare le tue peculiarità. Questo non toglie che tu mi pare le voglia bene ed ho trovato questo post coraggioso intenso ed anche intriso cmq di affetto perdita mamma.

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    1. Le voglio molto bene e lei ne vuole a me. Abbiamo aggiustato il nostro rapporto man mano, io crescendo e lei invecchiando e soprattutto quando si è liberata dalla morsa assassina e crudele di mia nonna.

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  3. Un post molto "pieno".

    In realtà, credo che il rinunciare, mortificare la propria femminilità sia più un meccanismo di difesa e insicurezza. Non so se davvero chi lo fa sia convinta che sia davvero la cosa giusta... forse, è più un ruolo che le viene gettato addosso da altri, dalle convenzioni, che si accetta a proprio malgrado perché tutti ci vogliono in quella posizione lì, e non abbiamo modo di reagire, anche se stiamo male.

    Ed è facile poi, una volta che si accetta la mortificazione, la propria "scomparsa", la totale abnegazione per gli altri, che si cade nell'errore di giudicare chi invece non si adegua, chi non rinuncia a sè. Nonostante quella persona possa essere un figlio, una figlia, e lo si possa amare a dismisura.

    È un discorso lunghissimo. Sono sicura che tua madre si è scontrata con te, in passato, perché costretta in quel ruolo. Perché condizionata ad accettarlo... condizionata anche da sè stessa.
    Sono sicura che è fiera di come sei tu, che lo è sempre stata, che forse tentava di proteggerti allora (chissà... io vedo certe pressioni dei nonni sui nipoti, e sono lontana, e non sempre sono al corrente di cosa stanno mettendo nella testa dei miei figli... io cerco il dialogo, ma a volte il dialogo non è sempre la cosa migliore, a volte potrebbe essere la guerra, specialmente contro credenze "tossiche").

    La smetto qui per ora :)
    E sono sicura che, come tu ami tua madre, tua madre ama te, e magari riflette su quanto poteva fare meglio, come faccio io in situazioni analoghe :)

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      come spesso capita, hai centrato bene il discorso. Mio padre non voleva che si truccasse, che fumasse - lei lo ha fatto di nascosto per anni. E lei si è adeguata. Del resto si era trasferita in una casa già pronta dove non aveva potuto scegliere neanche l'arredamento, insieme ad un marito che lavorava molte ore al giorno ed una suocera che più stronza di come è stata non esiste. Al piano di sopra una cognata anch'essa molto pratica, poco curata e via dicendo. Insomma, si è adeguata nel solo modo che ha conosciuto.
      Io non ce l'ho con mia madre, credimi, in realtà provo una tenerezza infinita per lei che vedo stare meglio ora a 66 anni di quando ne aveva da sposina. Incredibile ma vero.
      Che ci amiamo non è in discussione, è assolutamente accertato :) un grande abbraccio e grazie per le tue parole e il tempo che hai speso per replicare a questo mio lungo post.

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  4. Ogni mamma è unica, irripetibile, e ogni donna sarà una mamma unica e irripetibile, l’unica cosa che accomunerà tutte le mamme, nessuna esclusa, è l’amore viscerale, assoluto verso quel figlio che sarà per l’eternità l’amore con la a maiuscola.
    sinforosa

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    1. Sono convinta che sia così. Un abbraccio sinforosa.

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  5. Che meraviglia queste righe. Mi aiutano a comprendere il senso del commento che mi hai lasciato sul post di ieri.
    Il fatto che tu voglia essere così indipendente, di sicuro dipende dall'involontario condizionamento di tua madre.
    Il non voler essere come lei, infatti, ti spinge a fare esattamente l'opposto dell'esempio che hai vissuto.

    Mi dispiace per le angherie che lei ha dovuto subire dalla suocera e dalla vita in generale.
    Sono felice, però, che tu le abbia perdonato tutto e spero che riuscirete a recuperare gli abbracci persi.
    Non si è mai troppo adulti per coccolarsi un po', sai?
    Ne sono super convinta.

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    1. Ho usato il verbo "perdonare" ma avrei dovuto usarne un altro migliore che è "comprendere".
      Io ho capito determinate dinamiche dopo esser cresciuta perciò a tante cose non ci penso più. Lei ha sofferto molto per buona parte della sua vita, ha anche perso il papà che era molto giovane. L'ho vista piegarsi troppo e forse, come dici tu, è per questo che io non riesco a piegarmi mai. L'esempio ci condiziona sempre, nel bene e nel male.
      Un abbraccio.

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  6. La tua voglia di indipendenza, la tua voglia di emergere come donna credo sia strettamente legata al fatto che a tua madre sia stato impedito di esprimere la sua femmnilità a pieno. Anche se tua madre ti ha contrastato, lo ha fatto perchè condizionata forse dalle regole della nostra società maschilista. Ma ciò che si evince dal post che hai scritto e che è davvero emozionante, è il fatto che , nonostante le differenze, siete unite da un grande amore e penso che al di là delle divergenze, questa sia la cosa che conti più di tutto.

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    1. Ti ringrazio molto per aver voluto ragionare insieme a me e anche per aver letto questo papiro infinito. Di solito non scrivo così tanto, evidentemente ne avevo bisogno ieri sera :)
      hai ragione, comunque. Ci sono delle differenze ma vengono superare dall'amore. Un abbraccio.

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  7. difficile commentare questo post...però a sensazione la ricerca del paragone non ha molto senso, se posso dirtelo

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    1. Non tutto deve avere senso, certamente non i pensieri che ti escono fuori di getto, senza neanche averli chiamati.

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  8. Mi hai commosso, forse un po' perchè in certi aspetti mi riconosco nella tua mamma....sarebbe molto bello se un giorno, uno dei miei figli mi dedicasse un post come il tuo... sono certa che sei una figlia speciale e che ti prenderai cura della tua mamma con amore. Questo è molto bello, penso di aver riscoperto la mia mamma in questi ultimi anni, la vedo "rimpicciolita", non solo nel fisco sempre più minuto, ma anche nei gesti più affettuosi, sento di doverla proteggere. Sono certa che lo farai anche tu. Complimenti perchè questo post con le tue parole, mi hai toccato il cuore. Un abbraccio

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    1. Ciao Valeria,
      sono contenta di averti toccato il cuore. In realtà in certi punti mi sono sentita molto dura, ma non era voluto, è uscito così. Mia mamma è cambiata molto negli anni, adesso è più materna di quanto non fosse anche solo fino a 10 anni fa.
      Un abbraccio a te.

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  9. non credo al tuo individualismo egoista: sono convinto che anche tu ti sai spendere molto per gli altri ma a modo tuo, secondo lo stile unico ed originalissimo che ti caratterizza!!!

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    1. Ciao Luigi,
      certo che mi spendo anche per gli altri, ma di sicuro non mi metto mai al secondo posto dietro un qualunque altro essere umano su questa terra né ho alcuna intenzione di farlo, per quanto possa volergli bene.
      Diciamo che tra un modo di fare e l'altro esistono infinite sfumature, ma entrambe sembriamo radicate su due poli opposti e un pochino drastici.

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  10. Un post che fa molto riflettere sui rapporti madre e figlia .
    La mia Mamma è scomparsa da anni e ancora provo un senso di
    rimorso per non aver fatto di più per lei , anche se , l'ho
    assistita fino al suo ultimo respiro .
    Era una donna troppo sensibile e per non soffrire manteneva
    le distanze con tutti , anche con noi figli . Solo da adulta
    ho capito che non era mancanza d'amore ma , un'autodifesa .
    Io e mio fratello l'abbiamo lasciata sola a vivere in un paese
    dove non aveva nessun parente essendo la sua famiglia a Nizza.
    Anni fa le ho chiesto come aveva fatto a lasciarmi partire .
    Mi ha risposto "Lo desideravi così tanto"... Se questo non è
    amore , rinunciare ai figli per lasciarli liberi di vivere la
    loro vita .
    Tu sei giovane e hai ancora la tua Mamma , dimentica il passato , pensa al presente , l'Amore che ti ha dato e che continua a
    darti e sempre ti darà .
    Abbraccio . Laura .
    PS. Io avevo una suocera che voleva vivessi come lei : casa ,
    chiesa e famiglia , come persona non esistevo . Ho sofferto .

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    1. Ciao Laura,
      mi dispiace molto per tua suocera. Tra le tante cose, mia madre mi ha ripetuto questo fin da piccola: di dover vivere lontana sia da lei che dall'altra. Ho sempre seguito pedissequamente questo consiglio, anche avendo vissuto sulla mia pelle i disagi di una nonna del genere.

      Mi dici di dimenticare il passato. Mi spiace aver dato l'impressione che queste mie parole fossero una sorta di rimprovero per lei. In realtà è stato solo mettere nero su bianco, una volta tanto, una parte importante della mia vita anziché scrivere di quanto siano belli il cielo o il mare. Ma non ce l'ho con lei, non ero arrabbiata anni fa figuriamoci adesso. Ha fatto quello che poteva con i suoi mezzi e ora è addirittura una persona nuova.
      Un abbraccio.

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  11. Ciao, un bellissimo ricordo per la tua mamma e un inno all'amore che ogni mamma prova per i suoi figli.
    Anche io ho avuto una madre poco sensibile verso la cura della propria persona, non amava truccarsi e vestiva molto modestamente, quasi a nascondersi
    dagli sguardi, purtroppo io di questa situazione soffrivo e spesso invidiavo i miei compagni e le compagne di scuola perle loro bellissime madri modernamente vestite e truccate.
    Mio padre era morto poco tempo dopo la mia nascita e allora più grandicello ho pensato che sia per causa della vedovanza questo suo modo di quasi nascondersi agli altri, pur essendo una donna ancora giovane e bella..
    Un caro saluto. fulvio

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    1. Ciao fulvio,
      grazie per avermi raccontato questi particolari belli ed importanti della tua vita.
      Credo che dietro una scelta di questo tipo vi sia sempre una motivazione e più di una. Ce l'aveva mia madre, ce l'aveva la tua.
      Un abbraccio.

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  12. Ciao bel post con un bellissimo ricordo della tua mamma. Certo non si è mai uguali alla propria madre, anche se per alcuni versi, si scopre col tempo di essere "simili". Simili ma diverse. Un saluto cara e buon fine settimana

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    1. Abbiamo sicuramente delle similitudini, magari non le so notare ma ci sono. In ogni caso non è questo l'importante, non ho mai desiderato che ci fossero.
      Buona domenica per domani, grazie.

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