giovedì 15 aprile 2021

Strati

 
Fonte: viaggiatore. net


Negli ultimi tempi vivo su un sottile strato di apatia.
Non so a cosa sia dovuto. 
Forse al sole che si mescola col freddo. O al vento che mi scarmiglia la faccia e i capelli e si porta via un po' del mio consueto entusiasmo.
Forse se guardo bene tra l'erba ai bordi delle strade che attraverso, o ai fiori rosa degli alberi di Giuda che circumnavigano certe vie nelle quali spesso mi ritrovo, posso ritrovarlo lì.

Potrei affermare che così non mi piaccio, che non mi riconosco.
E può esser vera la prima, ma sulla seconda avrei qualcosa da ridire.
Se mi guardo indietro credo di aver vissuto buona parte della mia vita a sentirmi mancare il terreno sotto i piedi per un nonnulla. Perennemente adagiata su un filo di rasoio sul quale tante volte ho perso l'equilibrio e son caduta.
Forse alla mia età, a metà strada tra i trenta e i quarant'anni, dovrei poterlo ritenere un moto quasi perenne dell'anima. 
Un suo capriccio, una sua variante, una di quelle caratteristiche che non ti puoi levar di dosso con la stessa facilità con cui la sera ti spogli ed entri in doccia.
Un po' come le maree, la cui unica costante sia quella di muoversi. Ma ci sono maree basse, alte, maree che mangiano la sabbia, altre che sembrano venirne inghiottite.
E come loro io mi vedo mutare ogni giorno e ogni giorno sento di non ritrovarmi appieno.

30 commenti:

  1. che bello sapere che non sono solo a perdere la strada e non riconoscermi. Sarà la pandemia o meglio diamo la colpa al covid.
    Troppi input a cui siamo bombardati e troppi cartelli pubblicitari lungo questa strada. Peccato che non esista per ognuno di noi un'isola non quella dei famosi. Cerchiamola in noi l'isola che è quella più bella e avventurosa

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    1. No Andrea, decisamente non sei il solo ;)
      L'isola cercarla in noi, ok, si...ci sto.
      Ma non possiamo dare questa interpretazione a tutto.
      Qualunque cosa dire: dobbiamo trovarla in noi. Che siano la pace, la serenità, la gioia, l'entusiasmo, la voglia di vivere. E' una soluzione molto zen.
      Ma non si può né si deve dimenticare che c'è un mondo fuori, vivaddio, ed io voglio stare nel mondo, non confinata in me stessa.

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  2. Ho momenti simili.

    Però a volte penso: non è che dipende da qualche carenza vitaminica/anemia/etc?

    A volte per me è così... mente e corpo sono legati a doppio filo.

    Comunque, spero che passi presto :)
    E che il cambiamento perenne porti sempre qualcosa di cui tu possa andare fiera :)

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      può darsi che sia anche quello, una carenza di tipo alimentare. Ma se non sono morta l'anno scorso che mangiavo quasi nulla, penso non succederà neanche quest'anno che ho ripreso un'alimentazione meno proibitiva.

      Comunque si, speriamo passi presto. Un abbraccione.

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  3. Tutta colpa di sto cazzo di covid

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    1. Non posso mica escluderlo, sai Fra?
      Parlavo oggi con un cliente. Dicevamo: ma quanto ci mancano dei semplici svaghi domenicali grazie ai quali resettare il cervello?
      Alla fine a forza di accumulare uno esplode...

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  4. È una sorta di inquietudine ma non in senso negativo ma nel senso di una sana irrequietezza senza la quale credo ti spegneresti veramente.

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    1. Se mi spegnessi, ne morirei.
      So che è così.
      Io DEVO restare accesa.

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  5. Voglio credere sia il naturale stato che ti permette di perderti tra fili d'erba, i fiori rosa, le albe sulla spiaggia deserta ancora addormentata, dove poter dare del tu a quelle maree ancora indecise che accarezzano il bagnasciuga. Un'apatia che genera quegli equilibri instabili che da un lato ti fanno sentire perennemente sul filo del rasoio, dall'altro generano quella sensibilità senza la quale non saresti più Sara.

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  6. E' naturale , per una persona sensibile come te "non ritrovarsi
    appieno" . Credimi , gli alti e bassi ci sono per tutti salvo
    per chi si sente un dio . Meglio essere introspettivi e avere
    un'anima e un cuore che batte e a volte soffre . Questa è vita .
    Ti abbraccio forte forte . Laura

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    1. Si si, altroché.
      Alti e bassi fanno parte della vita.
      E da sempre i cambi di stagioni mi sono stati avversi, mi scuotano l'intero equilibrio psicofisico.
      Comunque si, meglio avere un'anima.
      Un grande abbraccio.

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  7. E' stato un anno a marzo, un anno dove io ho toccato il fondo più volte. Ho seguito una cura di farmaci potente, che non era per me, era sbagliata ma io non potevo saperlo. Il fondo della mia botte l'ho toccato e ci sono rimasta a lungo, se non avessi avuto i miei figli che mi spronavano a risalire con le unghie, sarei ancora ricoverata. Ce l'ho fatta, cambiando medico e cure. Anch'io non mi riconoscevo più. Non riconoscersi per una donna è doloroso. Ma le onde del mare poi arrivano a riva. Sei una donna sensibile, ma saprai trovare la forza di ritrovarti. E' anche un periodo brutto, non so se tu come me sei ancora in zona rossa, non poter uscire, non poter incontrare amici, avere dei problemi con il lavoro...tutto influisce sulla tua persona. Non so se ti può essere d'aiuto parlare, scrivimi pure sul mio blog e io ti mando la mia email. Quello che ho vissuto io è stato tremendo e non posso pensare che un altra donna lo viva. Probabilmente sarà solo un momento. Troverai il tuo equilibrio vedrai. Un abbraccio da quaggiù fino a te. Valeria

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    1. Ciao Valeria,
      ricordo bene che lo scorso anno sei stata male e sono molto felice che ora tu ti senta molto meglio nonostante le difficoltà generali che ancora stiamo vivendo.
      Io non mi sento depressa, sarebbe un termine improprio. La depressione è una malattia, non mi sento malata.
      Mi sento stanca, questo si. Fisicamente, mentalmente. E questa stanchezza si traduce nell'apatia di cui ho parlato. Poi ci sono giorni in cui ho le stesse energie di sempre e allora mi sfogo per bene, giorni in cui per fare la metà di quello che faccio di solito sembro impiegare una vita intera.
      Forse ha ragione Nuvola, qualche carenza alimentare. Non ci avevo pensato ma è un buon punto di vista su cui indagare.
      Un abbraccio grande e grazie per la tua proposta ma non ho qualcosa di cui parlare, perché non ci sono ragioni emotivamente scatenanti a questo caos.
      Kiss.

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  8. la vita e' fatta anche di piccole cose, di sorrisi..
    il mio abbraccio
    Maurizio

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    1. Soprattutto di quelle piccole, per quanto mi riguarda :)
      Buona giornata.

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  9. Sfido chiunque a riconoscersi in questo momento di profondo turbamento per ciascuno di noi.
    Io mi sento più apatica del solito, e non è da me, che sono sempre allegra e vitale, ma so che passerà.
    Ecco. Anche tu tornerai quella di sempre, sebbene in continua evoluzione.
    Credo sia solo un brutto e lungo periodo.
    Ti abbraccio.

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    1. Vale lo stesso per me. Mi sento apatica e non è da me, considerando che ho sempre un sacco di energie e le faccio ben fruttare tutte.
      Che dire, speriamo che questa sensazione passi un po' per entrambe. Baci.

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  10. Mia cara, non sei la sola. Credo che molti di noi stiamo entrando in quella buia stanza, dove luce non filtra.
    Noi dobbiamo trovare quella forza interiore che ci resta e abbattere quelle pareti e fare entrare il sole.
    Passerà non può piovere sempre.
    Un abbraccio
    Rakel

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    1. Ciao Rakel,
      non sento di star vivendo al buio, fortunatamente, ma di sicuro vivo in uno stato di apatia - soprattutto al mattino - che psicologicamente mi prostra un po'.
      Spero passi. Un abbraccio.

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  11. Ciao, il disagio capita o può capitare, a volte e una conseguenza di valide rsgioni altre è solo un malessere passeggero e immotivato, la cura è l'ottimismo....... forse.
    Un caro saluto, fulvio

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    1. La cura è andare avanti, un passo dopo l'altro, e vedere che succede. Vivere, insomma.
      Buona serata.

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  12. la patina di apatia può essere un velo a protezione delle cose dell'anima.
    e il non riconoscersi non è detto che sia un male, può essere uno scoprire nuove sfaccettature di sè.
    l'importante è che come le maree si alterni ad altri stati.
    massimolegnani

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    1. Fortunatamente si, non è un'apatia costante.
      Tuttavia quando l'avverto spero sempre che finisca presto perché la detesto nel profondo.

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  13. Talmente tanto destabilizzante questa pandemia, che quasi inizio a volere dei bambini... vedi tu...

    Baci

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    1. Caspita. Tu mi spiazzi quasi quanto la pandemia ;)
      Un abbraccione.

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  14. Ciao Sara..

    Il tuo scritto mi ha portato a due accostamenti , quello di uno scrittore Alessandro Baricco, e quello di un cantautore Franco Battiato . Ciò che li lega al tuo scritto è esattamente la citazione della stessa forza gravitazionale che agisce nelle "maree"

    -Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. (Baricco)


    -Cerco un centro di gravità permanente
    Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente(Battiato)


    E poi in fondo è anche naturale perdersi un po a causa di eventi e situazioni in cui quella forza gravitazionale ci attira a sé e poi ci restituisce a ciò che sentiamo di essere ..quasi come ad aver subito una purificazione dei sensi e dell'anima .

    Perdona il papiro...un abbraccio:)


    L.

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    1. Ciao L.
      Non c'è nulla da perdonare in un papiro, anzi.
      Bella la citazione di Baricco. Ho Oceano Mare qui a casa, forse dovrei leggerlo di nuovo.
      Un abbraccio.

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