giovedì 22 aprile 2021

Quante Inutili Parole

 


Parla da solo.
A raffica. 
Infila una parola dietro l'altra come perline su una collana da annodare.
Le sento vorticare fuori, sovrapporsi, diventare una pila altissima, come se improvvisamente la collana non fosse più soltanto una, ma ce ne fossero tante, troppe, fino a riempire la stanza.
Quasi mi sembra di vederle saturare l'aria e infine rimbalzarmi addosso. Sono fatte di carta, di metallo, piombini di polvere da sparo.
Non erano innocenti perline colorate? E invece eccole qui, pesanti, di una stupidità che accieca, che annienta, che distrugge.

Mi isolo, porto la mente altrove, nei pressi di un luogo lontanissimo in cui questa cacofonia non possa raggiungermi. 
Fisicamente non posso andarmene, è il mio lavoro.
Devo restare qui, con le gambe ben salde sul terreno, anche se dentro ogni molecola vacilla, sembra voler cercare un varco da cui uscire. Le sento pungolarmi la pelle, miriadi di spilli sotterranei.

E poi all'improvviso esce. Saluta e se ne va.
Guardo mio cognato negli occhi, è sfinito anche lui. 
Ridiamo nel constatare come capiti proprio a due come noi, che parlano il meno possibile, di dover sottostare ad un simile bombardamento.
Ed è un sorriso amaro, di chi in un giorno di pioggia sottile avrebbe forse bisogno di una qualche forma di conforto completamente afona e leggera, leggera, così leggera da avvertirla appena.
Una carezza delicata.
Un lieve refolo di vento.
Un fiore da annusare.

Rientra.
Era solo una vana speranza quella di essergli sfuggiti.
Ricomincia a parlare ed è la solita mitraglietta.
Poi mio cognato mi lascia sola con lui, entra in magazzino.
Ed io resto qui, assente ma presente, una donna di cui sia rimasto solo l'involucro e tutto il resto si sia arreso, volatilizzato, scomparso come scompaiono certe persone per cui si fanno gli appelli alla tv.

26 commenti:

  1. Cattivo tuo cognato a lasciarti sola con questa mitraglietta.
    Non ti invidio per niente.
    Ma di sicuro, un modo gentile per zittirlo esiste.
    Intanto, ti lascio la mia carezza silenziosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh beh, se fosse esistito lo avrei trovato :D ci combatto da anni.
      Grazie per la carezza! Un abbraccio e buona serata.

      Elimina
  2. Purtroppo i problemi di lavorare col pubblico

    RispondiElimina
  3. Posso capirti, sia per il tuo carattere più taciturno e meditativo sia perché in una giornata come quella da te descritta "... un giorno di pioggia sottile" comprendo che si avverta il bisogno di raccoglimento interiore e magari di quel gesto muto ma significativo di conforto o di semplice e solidale complicità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi io non sono tanto taciturna, a lavoro parlo con tutti, sorrido, non mi tiro mai indietro.
      Ma parlare solo per dare aria alla bocca proprio non mi piace, soprattutto se piove.

      Elimina
  4. Ne ho anche io qualcuno così ed è faticosissimo, quindi cerco uno spazio dentro di me e mi ci chiudo, applicando il solito "sorridi ed annuisci".
    Quelli che proprio non riesco a mandar giù invece sono i discorsi razzisti ed i pregiudizi: lì cerco di glissare, cambio discorso, non rispondo eppure continuano imperterriti lasciandomi addosso un nervosismo strisciante e un profondo disgusto per la maggior parte del genere umano.
    Difficile specie adesso che la pazienza è arrivata ai minimi storici e la stanchezza invece aumenta senza controllo.
    Mal comune mezzo gaudio dicono, ma a me non ha mai convinto troppo ;)
    Un abbraccio grande Sarina :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Saretta,
      quel tipo di discorsi irrita molto anche me, e purtroppo devo ammettere che non sempre sono riuscita a stare zitta. Se uno mi viene a dire che una donna stuprata se l'è cercata, allora io divento una iena, a prescindere che sia un cliente o meno.
      Si, è successo anche questo un paio di anni fa.
      E come tu, mal comune mezzo gaudio mica tanto :D
      Baci.

      Elimina
  5. Ho lavorato una vita al pubblico. Credo di poterti comprendere molto bene. Ci vuole una pazienza davvero enorme, e spesso self control fuori dal comune. In compenso queste "qualità" acquisite sul campo, possono servirti in altri ambiti, sviluppando pazienze al limite dell'ascetismo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ne sono convinta.
      Spesso la pazienza viene esaurita tutta sul lavoro e poi non ne resta per altri campi :D

      Elimina
  6. Capita anche a me con i miei clienti...ma ci tocca stare li ad ascoltare...Buona giornata, con un abbraccio

    RispondiElimina
  7. forse non basta a consolarti ma considera che dopo una prova del genere riesci ad apprezzare meglio la bellezza del silenzio!!!
    Un sorriso

    RispondiElimina
  8. Penso che sia capitato a tutti, nel lavoro e nella vita ed è estenuante; la mente va, va, va e lo sguardo lo mostra palesemente che la mente se n'è andata, ma la persona va avanti imperturbabile a dare aria alla bocca, forse è una persona che non ha nessuno che l'ascolti veramente.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A lui piace sproloquiare e il primo a non ascoltare, in realtà, è lui. Contano solo i suoi monologhi, non gli interessa alcun tipo di dialogo.
      C'est la vie, nessuno è perfetto.

      Elimina
  9. Ma è possibile che queste persone non si accorgono che
    annoiano la gente ? Io penso che a loro PIACE ascoltarsi .
    Nel mio ristretto gruppo di amiche ce n'è una che parla
    in continuazione , è davvero stanchevole . Io con la mente
    mi stacco dal gruppo e penso a cose mie , tanto non mi
    si lascia lo spazio da parlare .
    Dì al tizio che hai un forte mal di testa e hai bisogno di
    silenzio . Capirà ? O è anche sordo ?
    Un affettuoso abbraccio . Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa persona in particolare non è del tutto sana di mente, di sicuro questo influisce sulla percezione del sentire altrui. Se le dico che ho mal di testa inizia a sbraitare come un matto, non mi conviene. E' preferibile estraniarsi, te lo assicuro.
      Un abbraccio.

      Elimina
  10. La prossima volta fuggi tu in magazzino, oppure simula uno svenimento.

    Ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahaha.
      Dovrei farlo 6 volte al giorno, poi non ci crederebbe più nessuno.
      Baci.

      Elimina
  11. A proposito di parole, oggi da me ho postato "le parole giuste "che mi fu ispirata da un tuo post.🙂

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wow! Passo tra poco! Grazie per aver avvisato ;)

      Elimina

  12. Purtroppo questa gente è nata per asfissiare il mal capitato.
    Comprendo come il tuo cervello fumasse!
    Io amo parlare poco e ascoltare molto..
    Buona serata
    Rakel

    RispondiElimina