sabato 27 marzo 2021

Sulla Tua Schiena

Fonte: hinelson. com


Una settimana passata ad arrancare.
Un'infezione da curare.
I farmaci che, entrando in circolo, sembrano spostare altrove equilibri già trovati in precedenza.
Il sonno che cala sulle palpebre a chiudere sipari che, tutto sommato, non si aveva granché voglia di tenere su.
Le solite notizie straccia-budella di cui ho ormai le scatole piene.
Ma che dico piene.
Pienissime.
Ricolme.

Ed è ancora sabato.
Ancora non posso mettere la parola fine a questi giorni di caos perenne che mi hanno resa inquieta dal mattino alla sera ma in cui ho trovato una sorta di rifugio nella notte.
Aggrappata alla schiena di Fred, che è sempre la mia ancora di salvezza. 
E non voleva mica essere un post dai risvolti dolciastri, questo qui.
Ma è così. Che farei senza la sua schiena da abbracciare di notte.

"E c'è una cosa che io non ti ho detto mai,
I miei problemi senza te si chiaman guai.
Ed è per questo, che mi vedi fare il duro
In mezzo al mondo, per sentirmi più sicuro".
(Gianluca Grignani)

lunedì 22 marzo 2021

Fiori Nuovi

Fonte: vips.plug. it


La terra tra le mani.
I vasi di fiori in fila.
Le operazioni di travaso, le radici da aprire, il pavimento che andava via via sporcandosi.
Il sole in faccia, le gambe aperte in un profondo squat.
Il silenzio.
Soprattutto...la felicità.
Una felicità semplice, da bambina adulta.
Una felicità schietta e sincera di chi non cerca mica la luna per stare bene.
Volevo abitare il mio terrazzo di fiori nuovi e colorati ed ho impiegato un'ora della mia domenica in zona rossa a fare esattamente questo.
In trepidante attesa prima, completamente soddisfatta dopo.
Ora guardo i miei vasi, i colori sgargianti e purissimi dei fiori. Ne accarezzo i petali.
Sorrido.
E' di nuovo primavera. 
C'è il sole. 
Ho mangiato fragole succose a colazione.
Fatto yoga.
Respirato.
In questo momento mi sembra di non aver bisogno d'altro.

venerdì 19 marzo 2021

Papà

Fonte: thesocialmediamama


Mio padre non pensava di voler fare il padre.
Non pensava neanche di volersi sposare, in realtà.
Gli capitò tutto all'improvviso, come capita che un fulmine cada in mezzo ad un cortile squarciando un grosso albero. Fu così che mia madre squarciò le sue convinzioni da scapolo. Semplicemente le incenerì e improvvisamente sembrò che non fossero mai esistite, che lui non le avesse mai pensate, che quel proposito fosse appartenuto a qualcun altro che non era lui.
Non era mai stato bello mio padre, forse la bellezza non era caratteristica della sua famiglia. Erano solidi ma non erano belli, nessuno di loro. 
Mia madre invece era graziosa, aveva denti bianchissimi e regolari, capelli scuri, occhi vispi. Però era timida, schiva, chiusa come un riccio.
Io non so come quei due iniziarono ad amarsi, so solo che ad un certo punto si sposarono e dopo poco più di un anno nacqui io. 
E allora mio padre diventò pian piano l'uomo che ora conosco. Lo ricordo severo da bambina, ma anche capace di sciogliersi quando al mattino mi chiamava principessina e poi usciva presto a lavorare. 
Adesso che è padre da trentacinque anni è un uomo del tutto differente da quello che era stato un tempo.
Un uomo che si commuove, che si toglierebbe un braccio per aiutarmi, che mi donerebbe tutto ciò che possiede qualora mi vedesse appena in difficoltà.

Oggi siamo lontani, lo siamo da quindici giorni e lo saremo probabilmente almeno per altri quindici, se non di più.
Ma se fossimo insieme gli porterei i dolci alla crema che gli piacciono tanto.
Lo fisserei sorridente gustarli soddisfatto.
Poi ci metteremmo un po' al sole a guardare le colline, in silenzio.
E allora lui sarebbe perfettamente felice.
Ed io sarei perfettamente felice.

Auguri papà.
Ti amo così tanto che forse lo senti o forse non lo saprai mai. 
Perché non sono brava a spiegare l'amore e spero sempre che i miei occhi lo facciano al posto mio.
Ti vedo invecchiare e l'anima mi si frantuma quando penso che un giorno mi lascerai da sola.
Tu che sei la mia roccia, tu che mi hai instillato la convinzione che tutto si possa sempre sistemare, che ogni pezzo possa sempre tornare al suo posto.
Anche ora che siamo lontani tu ci sei. 
Quando mi dici "se un mese non riesci a pagare il mutuo, vieni da me". E anche se non lo abbiamo mai fatto, quanto abbiamo apprezzato quelle parole, quanto mi hanno fatto bene al cuore.
Tu che mi compri ancora quelle poche cose che sai che mi piacciono, come se vivessimo ancora sotto lo stesso tetto. 
Perché non si smette mai di essere padre, non si smette mai di essere figlia.

domenica 14 marzo 2021

Sospesi

Fonte: pinimg. com



Domenica 14 marzo, Ore 18:29.
Dormi qui accanto, il tuo respiro è regolare.
Ti ho steso addosso una coperta per non farti prendere freddo.
La musica alle orecchie ti concilia il sonno.
Poi all'improvviso ti desti, vorrei che la spegnessi ma non lo fai. 
Semplicemente riprendi a dormire come se quel risveglio durato solo pochi istanti in realtà non fosse mai accaduto, come se lo avessi solo immaginato.
Chissà se stai sognando. Chissà se invece il tuo è un sonno intero, buio, privo di immagini.
C'era una canzone che ascoltavo da adolescente, la ascolto ancora adesso.
Diceva qualcosa del tipo...chissà nel sogno da chi vai. Tu sei con me, ma la mente dov'è?
Sono pensieri assurdi che non faccio mai. 
Neanche in questo momento, in cui tu dormi profondamente ed io sono sveglissima.
Non ho mai pensato che amare qualcuno significasse pretendere di avere tutto di lui.
Persino i sogni.
Persino i momenti in cui non è vigile.
Eppure lo so che lì fuori ci sono persone che pensano questo.
Forse anche tu, ma non lo so e non lo voglio sapere.
Mi piace l'idea che sarai qui nei tuoi momenti di veglia, quelli in cui hai gli occhi aperti.
Che avrai scelto ancora una volta di essere in questa casa insieme a me.

C'è il tramonto lì fuori ma te lo stai perdendo.
Vorrei raccontartelo quando ti svegli. 
Di quali e quanti colori si è dipinto.
Ma a te non importa del tramonto, non ti importa mai.
E a volte mi chiedo come si possa essere indifferenti al tramonto.
Come si fa?
Forse stai già pensando ad altri colori.
Al rosso di domani, nuovamente.
Ma no, stai sonnecchiando. Dormi. 
Ti lascio dormire. Domani è un altro giorno.
Siamo stati così bene oggi. Nonostante il vento aguzzo.
C'era il vino rosso che ti piace, la carne che ti fa impazzire. C'era tuo fratello, c'era il mio, un paio di amici.
Le risate. Vincenzo che è un pazzo. 
Andrà tutto apposto.
Forse no, andrà tutto a puttane. 
Ma è ancora domenica e domani è un altro giorno. 
Io penso solo al presente e domani sarà già il futuro.
Dormi amore, il tuo respiro mette apposto anche il mio cuore.

mercoledì 10 marzo 2021

Moto Perpetuo

 
Fonte: LiveUniversity

Camminavo veloce. Schivavo i detriti sulla spiaggia, regalo di mareggiate notturne. Guardavo anche il mare stesso, la sua forza, il suo respiro, l'incedere vigoroso con il quale schiaffeggiava la battigia.
Ed io lì, sola. Piccola. Insignificante. Tremendamente minuscola in confronto a tutta quell'immensità.
Chissà se il mare lo sente quanto mi è caro.
Quanto ne ho bisogno, quanto amore questo mio corpo nutra per lui.
Con quale dedizione io lo guardi.
Con quali occhi.
E se poi si accorga di cosa mi accade dentro quando sono al suo cospetto.
Quando sento la sabbia sotto le scarpe, quando il suo odore salmastro mi sfiora le narici, quando il vento mi scompiglia i capelli.
Se sente quel rimescolarsi di pensieri, di sentimenti, di emozioni, di sensazioni che si agitano violente e che al contempo mi placano, mi fanno ritrovare il centro delle cose.
Chissà se il mare avverte qualcosa di me o se sono davvero solo una delle tante presenze che gli si rivolgono ogni giorno, come in preghiera.
C'è qualcosa che mi renda diversa da un gabbiano, dalla plastica che le onde riversano schifate sulla sabbia, da un piccione, da un cane che si agita festoso lì accanto?
Qualcosa di me gli arriva, o sono davvero quel puntolino insignificante non dissimile da un granello di sabbia in mezzo ad altri miliardi di granelli?

Ma soprattutto, ha davvero importanza saperlo?
Ha importanza essere qualcuno di diverso da questa moltitudine di gente che qui si riversa nel mio stesso modo, magari non con la mia stessa anima, ma in fondo con una che le somigli, che pesi i medesimi tre grammi?
O si può, almeno con certi fenomeni naturali di tale portata, annullarsi fino a fondersi con essi, amarli di un amore incondizionato e potentissimo, senza chiedergli di esserne riamati allo stesso modo?
Io penso che si possa. Anzi, che si debba evitare di mettersi sempre al centro di ogni cosa, di voler essere protagonisti di ogni scena.
Con questo mare io mi accontento di essere solo una figurante. Di amarlo senza pretendere indietro lo stesso amore, grata di quelle sensazioni che lui solo è in grado di offrirmi.
Una formica, una foglia sbattuta dal vento sull'incresparsi delle onde, una conchiglia sommersa dalla sabbia, una scarpa vecchia.
Va bene tutto. Tutto purché restare qui.

mercoledì 3 marzo 2021

Strade

 
Fonte: staticflickr .com


Sui settant'anni lui, forse appena un paio di meno lei.
Li conosco di vista, vivono nel mio quartiere e di tanto in tanto frequentano il negozio.
Sono due persone solitarie, poco inclini allo scherzo, hanno sempre la faccia un po' appesa, lo sguardo basso.
Non li ho mai visti con qualcun altro. Sono sempre loro due. 
Forse non li ho mai visti neanche separati, l'uno senza l'altro, come se fossero un'unica entità.

Mi volto verso la vetrata e li scorgo attraversare il viale trafficato mano nella mano.
L'immagine mi trafigge il cuore.
E' una stilettata.

La loro confidenza ottenuta anno dopo anno ad affrontare le tempeste della vita.
Quel ripiegarsi di lui su di lei, le spalle ricurve.
La familiarità di quel tenersi la mano come a dire: "ti proteggo, mi proteggi".

Li ho visti litigare pesantemente una mattina. 
Passavano sotto casa mia, a piedi, come adesso.
Io stendevo il bucato ma li vedevo agitarsi, furibondi.
Sorrisi in quel momento. Sorrido anche in questo.

Perché l'amore, in fondo, è tutto qui.
In quel tenersi la mano su una strada trafficata.
In quel protendersi l'uno sull'altra nonostante le liti, i conflitti, le difficoltà, gli errori, le volte in cui ci si è guardati col broncio o si è andati a letto piangendo. Persino quelle in cui si è pensato di farla finita.
Non contano i dissapori, le asprezze, le abitudini che appiattiscono il lato passionale delle cose.
Conta il contare l'uno sull'altra.
Il supporto, la conoscenza profonda, l'intimità di momenti che non si saprebbe né si potrebbe vivere uguali con nessun altro.