sabato 20 febbraio 2021

L'Ora del Silenzio

Fonte: yogamonza. com


C'è un completo silenzio a quest'ora, è sceso sul mondo con la stessa potenza oscura della notte.
Mi appoggio ad esso come se fosse un amico sulla cui spalla avessi voglia di sorreggermi.
Chiudo gli occhi per pochi istanti, quasi per assopirmi.
Ma li riapro subito, ancora vigile.
E' il 20 febbraio. Quasi il 21, ora che la mezzanotte sta per scoccare i suoi rintocchi.

Dove sono andati i giorni dell'inverno? Com'è possibile vivere la sensazione di non averli visti, vissuti, percepiti?
Dove ero io quando si succedevano l'uno all'altro, inesorabili?
Ho sempre detestato questa fredda stagione e provo sollievo nel constatare che tra un mese esatto nuovi boccioli adorneranno le strade e i giardini in un primo giorno di primavera.
Tuttavia mi chiedo come sia possibile non essermi accorta di nulla.
Della pioggia, del gelo, degli alberi spogli, delle foglie cadute a terra, delle ore di buio, di novembre che diventava dicembre e poi dunque gennaio e infine eccoci qui.
C'ero. Io ero sicuramente lì.
Ma adesso, se mi guardo le mani, noto di non aver afferrato alcunché.
Sono vuote, non contengono altro che aria.
Eppure di cose ne ho fatte, non mi sono fermata mai, in nulla. 
Le ho fatte ma è come se ora faticassi a ricordarle, come se fosse stato il mio corpo a ripetere azioni e gesti meccanici e la mia mente si fosse dileguata, non vi avesse preso parte.
Sento di aver perduto questo inverno, di averlo lasciato in balia di se stesso, di essermi abbandonata agli orari scanditi dall'arancione e dal giallo che altri hanno deciso e a cui mi sono lavorativamente adeguata. E mentre mi adeguavo perdevo un po' di me, un po' delle mie sensazioni, del mio gusto, del mio olfatto, della mia visione delle cose. Ho visto i sensi affievolirsi e perdersi da qualche parte.
Solo ora mi accorgo di volerli ritrovare, perché senza i miei sensi io sono vuota.
Vuota come quelle mani che stringono solo aria.

30 commenti:

  1. Una bella denuncia contro lo stato catatonico cui ci hanno ridotto in qualche modo. Zero viaggi, zero vacanze, zero amici.. e quelli visti quasi come in un rito carbonaro, con l'occhio sull'orologio perché scatta il coprifuoco.. ne parlavamo proprio ieri sera, con altri tre amici, pizza delivery, distanze rispettate, mascherina giù solo per mangiare, nessuna posata comune.. riuniti dopo mesi a parlare di nuovo di cinema, politica, viaggi.. futuri.. si commentava giusto di questi tempi rattrappiti, di cui "in mano ti rimane solo aria", come di un non vissuto, di tregua armata, di sospensione in un limbo anomalo.
    Speriamo tutti che i boccioli di primavera siano sintomo di nuova vitalità, di addio ad un passivo assistere..

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    1. Lo spero con tutto il cuore.
      Che la primavera porti nuova linfa, nuova vita.
      Vita vera, non questa robetta annacquata.

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    2. Bastava ribellarsi franco, ma noi ci siamo fatti andare bene questa dittatura....

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  2. Secondo me la cosa più brutta è proprio questo dovere stare a distanza, il tessuto sociale che si sfila, si disfa.

    Sono d'accordo che le persone devono essere più responsabili e davvero stare a casa se malate, rispettare le distanze, tenere le mani pulite, etc, ma c'è bisogno di contatto sociale normale. Bisogna poter vedere in faccia i propri famigliari, i propri amici, i propri colleghi.

    L'uomo è un animale sociale. Spero davvero si ritorni alla normalità "di prima" o quasi.

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola.
      Hai ragione su tutto. Le persone sono animali sociali, non si può pensare di tenerli ciascuno nel proprio orticello per un tempo così lungo e non aspettarsi ripercussioni psicologiche di vario tipo.
      Come dici tu, speriamo di tornare ad una normalità migliore di questa. Baci.

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  3. Hai reso poeticamente anche la mia sensazione.
    E' vero, il freddo intenso come una volta è sporadico, ma anche io ho la sensazione che questo inverno sia volato. Manca una sola settimana (la primavera meteorologica inizia il 1 marzo), eppure il tempo è volato. Anche se poi, guardandomi indietro, dal periodo Natalizio sembrano passati 6 mesi.
    Viviamo in una bolla e il caldo sarà utile per scalfire questa bolla..

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    1. I fiori e le belle giornate aiuteranno a trattenere più a lungo le sensazioni, o comunque mi auguro che sarà così.

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  4. benvenuti nella "nuova normalità".

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    1. Rassegnarmi a questa nuova normalità per me è impensabile e assolutamente deleterio.
      Non ci sto.

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  5. Qui da me oggi è primavera.
    I 25 gradi ci hanno permesso di pranzare nel giardino della mia migliore amica.
    Il sole sulla pelle fa bene al corpo e anche alla mente.
    Presto ne gioverai anche tu. Ne sono certa.
    Un abbraccio.

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    1. Oggi ho trascorso una bellissima domenica anche io, in campagna.
      E di giorni belli ne ho avuti anche in questo inverno, mentirei se dicessi il contrario.
      Solo che mi pare di non averli trattenuti, come se fossero volati via senza che potessi accorgermi davvero di averli vissuti.
      Un abbraccio. Sono contenta per il vostro bel pranzo in giardino :)

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  6. La pandemia ha portato a vivere la vita a ritmi diversi rispetto a prima e questo.lo stiamo capendo adesso

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    1. Di sicuro gli strascichi li si intravede meglio sul lungo periodo.

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  7. Il problema non è "perdere" una stagione, ma anni su anni, buona parte della propria vita.

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  8. Ciao, siamo in balia di eventi che solo in parte dipendono da noi e dai nostri comportamenti ma che per il bene nostro è di tutti dobbiamo accettare con spirito di adattamento, nella speranza che un giorno tutto ritorni come il prima che spesso, per altre ragioni, criticavamo.
    Cari saluti. fulvio

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    1. Mi dispiace se questo mio scritto ti ha fatto credere che non vi sia stato dello spirito di adattamento da parte mia.
      In realtà credo di essermi adattata anche troppo, seppur a malincuore.
      Buona serata.

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  9. E' una riflessione che ho fatto anch'io, stamattina mentre uscivo di casa, ho visto le mie rose con i germogli e qui la scorsa settimana ha nevicato. Siamo a fine febbraio e io mi sono persa, la mia signorina ha compiuto gli anni a gennaio e da allora io ho perso la cognizione dei giorni, dei mesi. Un anno fa mio figlio si laureava ed è passato già un anno, ha un nuovo lavoro, l'hanno assunto fisso per tre anni e io mi sono persa tutto. Un anno fa poi iniziava il mio calvario, per un anno sono stata mal curata e ora sono venti giorni che sono rinata. Ho avuto anche momenti belli ma sono evaporati. Certo questa situazione che mi porta ad aprire e chiudere il negozio, ha accelerato il mio tempo. Mi sono adattata, ci siamo adattate. Un abbraccio Valeria

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    1. "E ora sono 20 giorni che sono rinata".
      Ecco, adoro questa frase.
      Non guardare quello che c'è stato prima, ma a questa preziosa e bellissima rinascita.
      Un grande abbraccio.

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  10. io invece ho sofferto particolarmente il freddo in questo inverno: soprattutto alle mani, sempre gelide; è una cosa ereditaria, anche mia madre ne soffre!!!
    Ho comprato per la prima volta in vita mia un paio di guanti e li mettevo sul calorifero prima di uscire!!!
    Benvenuta primavera...

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    1. Luigi io soffro di geloni da 13 anni :D quindi capisco quando parli di sofferenza alle mani. Ci si deve convivere, non esiste un vero e proprio rimedio.
      E si...benvenuta primavera :)

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  11. L'ho appena scritto da Claudia, questo virus ha sopito la capacità di vivere il momento, ha reso catatonici i nostri pensieri e resi meno vigili.
    Per me è stato più facile, il mio vagabondare mi ha reso più flessibile, non sapere cosa potesse succede il giorno dopo mi ha reso più reattiva e attenta ad ogni variabile.
    Questo virus ci deve insegnare qualcosa altrimenti tutta la sofferenza causata sarà stata vana. Vivere il qui e ora potrà sembrare una frase new age ma è esattamente dove dobbiamo fermarci... adesso!
    Ti abbraccio stretta! 💗

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    1. Beh, in realtà questo era già il mio stile di vita.
      Da anni. Ben prima che iniziassi a fare yoga.
      Qui e ora.
      Un abbraccio e buona giornata.

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    2. Non avevo dubbi! 💗💗
      Bacio grande!

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  12. Spero che i geloni passino presto cosi anche la paura.
    Maurizio

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    1. Ho pochi geloni quest'anno, non mi posso lamentare.
      E sulla paura, beh. Tutti vorremmo stare più tranquilli :)
      Grazie per la visita.

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  13. Io questo inverno mi sono sentita sospesa tra terra e cielo .
    Tutti i giorni uguali ; alzarsi , colazione , faccende di casa ,
    pranzo , siesta , tempo permettendo (quasi mai) , camminata ,
    cena , un libro e poi a letto . Non ho vissuto , ho solo
    respirato e io voglio ancora tornare a vivere . Quando ???
    Spero nella Primavera . Io sono nata quando tornano le rondini ,
    spero presto di rivederle dove fanno il nido ogni anno .
    Un forte abbraccio . Laura

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    1. Dici "spero nella primavera".
      Bello. Si. dobbiamo sperare che sia bellissima, anche se non arrivano notizie esaltanti.
      Nuove restrizioni, nuovi colori, nuove rotture di scatole fondamentalmente.
      Non si può vivere così.
      Un abbraccio grande.

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  14. Non solo l'inverno, io ormai mi chiedo dove sia andato l'intero anno... Però, anche se tra le mani non vedo nulla, e tutto forse mi è scivolato tra le dita, sono sicura che qualcosa sia rimasta. Di invisibile, ma c'è ancora.
    Nella primavera spero anche io ma mi sembra troppo ottimista, considerando che sento già parlare di nuove restrizioni. Comincio ad aver voglia anche io di libertà; io che l'ho sempre sentita mia pure da sola e tra le mura di casa.

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    1. Ci sono tante cose, cara Paola.
      E forse le ritroveremo più avanti. Nulla è perduto, neppure le sensazioni che non riusciamo a cogliere al momento.
      Ma la libertà mi manca immensamente e anche un po' di serenità sul lavoro non guasterebbe.
      Un abbraccio.

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