giovedì 17 dicembre 2020

L'Uomo in Rosso

 


Caro Babbo Natale,
Sono passati anni dall'ultima volta che ti ho scritto. Quattro, per l'esattezza
Provo a rifarlo oggi, in punta di piedi, come si fanno tutte quelle cose per le quali si è perso l'esercizio. 
Eviterò frasi melense, retoriche e ridondanti su quanto questo Natale in arrivo si prospetti differente rispetto a quelli precedenti. Te l'avranno già detto tutti, e sai che non amo ripetermi.

La verità è che mi piacerebbe un Natale libero.
Un Natale in cui poter abbracciare i miei cari. Un Natale senza divieti, imposizioni, senza guardiani scansafatiche sul balcone a controllare se stai rispettando le regole.
Siamo tutti tesi. Ogni mattina sento mia madre al telefono ed ogni volta è un po' più aspra del giorno prima. Sta diventando triste. E tu sai che lei no, non se lo merita più d'esser triste. Che lo è stata così tanto in passato da essere ancora in debito di gioia con la vita.
Non ci vediamo da un mese perché con mio cognato positivo, anche se noi eravamo e siamo fortunatamente negativi, abbiamo preferito non andare a trovarli. Si protegge sempre ciò che si ama, e noi abbiamo ritenuto di dover proteggere loro. 
Ma i giorni son passati, noi ad arrancare in negozio, loro chiusi in casa in mezzo alla campagna, uscendo a veder le facce altrui solo per fare la spesa.
E mentre i giorni passavano iniziava a prospettarsi la possibilità di un Natale blindato, ciascuno in casa propria, lontano dai genitori anziani, dal calore, da quel barlume di normalità che tutti abbiamo sognato silenziosi in questi mesi.
E allora dimmi, Babbo Natale, se non è giusto che mio padre a settantatré anni possa vedere intorno alla sua tavola la figlioletta e il genero. Mi piace il suo viso quando assume quell'aria sonnacchiosa di soddisfazione, quando si appoggia le mani sulla pancia e ci osserva sorridendo. Ho una sua foto che lo ritrae in quella stessa espressione e la riguardo ogni volta in cui la nostalgia assume livelli spaventosi.
Se mia madre, così dedita alla cucina e a tutte quelle cose che fanno di lei una donna vecchia maniera, non meriti di poter cucinare per "quella figlia che non mangia niente" e per quel genero che "mangia tutto quello che prepara". Lei che sa esser felice solo così, solo dedicandosi a noi.
Se mio fratello, abituato a condurre una vita dinamica e frenetica in una grande azienda, non meriti dopo mesi da solo a fissare per dieci ore al giorno un pc e null'altro, di passare un po' di tempo diverso. Tempo sospeso, felice, accogliente, giusto. Anche a litigare con me, in fondo, perché lo sai che dopo tre ore nella stessa stanza riprenderemo a punzecchiarci. E ci irriteremo, ci rivolgeremo insulti, ci guarderemo in cagnesco, ma poi il broncio passerà e ci vorremo bene più di prima.

E per quanto riguarda Fred e me, beh, lo sai già.
Lui ama stare lì perché riesce finalmente a riposare, a rilassarsi, a smettere di pensare a tutta quella sfilza di doveri che gli opprime le spalle giorno dopo giorno. Il silenzio, l'assenza di facce conosciute, la compagnia di mio fratello che è ormai anche suo, le coccole culinarie di mia madre che lo fanno sentire un piccolo principe. E quei biscotti con nocciole e cioccolato che sogna ad occhi aperti per tutto l'anno.
Per quanto riguarda me...vorrei solo un po' di calore. Vederli, toccarli, sorridere insieme, guardare le mie colline dalla finestra, sentire sotto i tacchi il rumore dei sanpietrini della piazza. 
Ma soprattutto, vorrei che fossero felici. E lo sarò anche io, pienamente.

Vedi Babbo, alla fine son stata retorica e melensa come mai avrei voluto essere.
Potrei cancellare tutto e scrivere di nuovo una lettera razionale che mi renderebbe più orgogliosa di me stessa ma certamente anche meno vera.
E allora ti lascio questa versione qui, scritta di pancia, senza linee guida, come sicuramente facevo anche da bambina. Una lettera che ti parli delle persone che amo e di quanto bisogno abbiamo tutti di stare, semplicemente, insieme.
Il virus non andrà in vacanza ma forse meritano di andarci tutti quei pensieri bui che stanno rendendo le persone incattivite, ostili, nervose, tragicamente sempre più depresse. 
Con affetto, Sara.

32 commenti:

  1. Depressioni, sterili proteste ostilità è norvosismi vari rendono la vita avvelenata. Credo che tutti dobbiamo comprendere che i tanti sacrifici che accettiamo in questo periodo siano dettati a fin di bene. Certo le critiche non mancano perché ognuno a la sua ricetta salvifica ma sono convinto che per uscire da questa gravissima situazione la sola cosa che possiamo fare è seguire le regole dettate o imposte. Solo a queste condizioni torneranno i tempi degli abbracci.
    Ciao Sara.
    fulvio

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    1. Io non ho alcune ricetta salvifica.
      Solo che non tollero più queste restrizioni.
      Ne ho piene le scatole. Sono ormai oltre il limite di sopportazione.
      Farò quel che devo come sempre, ma smetto anche di pensare che siano giuste.
      Ciao fulvio :)

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  2. Una bella lettera che esprime i sentimenti che tutti noi stiamo provando, Babbo Natale ascolterà e tutto ritornerà come prima, meglio di prima, dobbiamo crederci per far sì che si attui. Ciao Dama. Buon pomeriggio.
    sinforosa

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  3. E' bellissima la tua lettera ed esprime il vero senso del Natale. Un momento di riposo, di convivialità, di amore.
    Sei bella, davvero, ed è bella anche la tua sincerità. E sorrido pensando ai "piccoli litigi", alle schermaglie con tuo fratello.
    Sì, mi mancherà, mia sorella, senza nulla togliere agli altri miei parenti, compreso il mio meraviglioso nipote.
    Ma, purtroppo, sarò banale, dobbiamo stringere i denti. E fare il conto alla rovescia. Io sono felicissimo di sapere che a inizio 2021 avremo vaccinati operatori sanitari e gli anziani delle Rsa. Se ai primi di maggio dovessero essere vaccinati e protetti tutti gli over 60, magari ai primi di aprile, avremmo fatto un grande passo in avanti. Piano piano ri-conquisteremo la normalità perduta.

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    1. Mi spiace Riky, questa volta non siamo d'accordo.
      Stringere i denti? lo stiamo facendo da mesi, mi pare piuttosto inutilmente.
      Penso si debba fare in modo di convivere con questo virus, non limitare ulteriormente le libertà individuali o da gennaio cominceremo a contare anche i suicidi.
      O li metteranno insieme ai morti di covid, come quelli infartati?

      Grazie per le belle parole che hai speso per me :)
      Un abbraccio.

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    2. Io sto a metà fra queste posizioni e per questo mi infilo qua in mezzo a questo commenti. Forse perché vedo che alcune restrizioni per me non hanno senso, al contrario di certe libertà che non mi sembrano utili a conviverci o arginare il virus. Spero vivamente che presto riusciremo a tornare a una nuova normalità. Credo che quella vecchia, agognata alla quale tornare, non esisterà più.

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    3. Quello che c'era è morto, non tornerà.
      Dovremo creare equilibri nuovi, con tutte le difficoltà del caso.

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  4. Complimenti Dama Bianca hai scritta una bellissima lettera.Hai espresso i tuoi sentimenti.Speriamo che tutto passi e si ritorni liberi.Buona serata.

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    1. Lo diciamo in continuazione solo che non passa mai...
      Buona serata, grazie :)

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  5. Eh, magari tutto quello che hai scritto, condivisibilissimo, Babbo Natale lo esaudirà l'anno prossimo...^^

    Moz-

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  6. Avrei potuto scrivere questa stessa lettera, eccetto che per la parte del padre anziano.
    Per me il Natale è un giorno come un altro, ormai, e non ho l'esigenza di vedere i miei cari in quella data specifica, ma un mese senza di loro mi è pesato tanto a marzo e mi peserebbe ancora.
    Forza Sara. Magari Babbo Natale esaudirà il tuo desiderio, condiviso da milioni di Italiani (e non solo).

    Comunque dopo l'Epifania tornerai a riabbracciarli, sebbene con le dovute precauzioni.
    Intanto, ti abbraccio io.

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    1. A Pasqua non dissi nulla, non mi disturbava stare in casa da sola con Fred.
      Ora mi peserebbe eccome, per tante ragioni che qui non ho citato neppure. E ancora non ci si decide a far uscire il decreto. No comment.
      Un abbraccio, certo che me lo prendo :) grazie Claudia.

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  7. io non scrivo lettere a babbo natale ma ho un giudizio sprezzante verso questo governo di inetti che ci sta devastando sotto ogni punto di vista. sono d'accordo con te e chi non lo è stia sul divano fino al 2022, che io non ne ho più voglia

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    1. Su questa vicenda io e te siamo concordi dall'inizio.
      Siamo gli "irresponsabili", gli "egoisti".

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  8. Questa lettera mi tocca dentro, è il mio pensiero...compresi i biscotti alla nocciola, la mia mamma li chiama i "malfatti" perchè li ricava dai ritagli della pasta frolla, li taglia quadrati, gli mette la sua marmellata e una nocciola...i suoi quattro nipotini ne vanno matti...Li preparava per il pranzo di Natale.
    Ieri ho visto il mio papà a un funerale (perchè quest'anno non ha mancato di colpirci nel dolore e negli affetti) seduti in chiesa nello stesso banco io in punta a dx, lui a sx uno scambio di sguardi ...mia madre non c'era perchè non esce da mesi, nemmeno a fare la spesa. E' tremendamente triste mia madre, non ha fatto l'albero e nessun addobbo. Le ho realizzato io una ghirlanda rossa che mio padre ha appeso sulla porta delle scale e so che ha pianto nel riceverla. Lei cucinava per noi, come la tua mamma, attenta a fare le pietanze che più piacevano ai suoi nipoti. Lei era felice di farlo, come la tua mamma. Per 40 anni io ho nascosto sotto il loro albero la vigilia di Natale i miei regali, loro non se ne accorgevano mai ( o forse, me lo facevano credere)...Lunedì porterò Michelle a vedere la sua nonna, sono mesi che non la vede...staremo a distanza ,con la mascherina... Io ho bisogno di stare con i miei genitori, come anche i miei figli, basta videochiamate Wp. Ti auguro di riuscire a rivedere la tua mamma e il tuo papà. Valeria

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    1. Sei tu che mi hai toccato dentro con il tuo racconto.
      Mi stringe il cuore il pensiero di tua madre che non esce da mesi ed è triste. Mi stringe il cuore anche il pensiero di te che vedi tuo padre da lontano e vi scambiate solo uno sguardo.
      Un abbraccio grande, con la speranza che possiate stare presto tutti insieme.

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  9. Nè retorica né melensa consiglio non richiesto. studia fin nei meandri quel Dpcm trovaci la falla ed aggiralo oppure semplicemente non rispettarlo.

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    1. Deve ancora uscire, avranno intenzione di dirci cosa fare direttamente il 23?
      Comunque non sono per le cose clandestine, ho sempre agito nel massimo del rispetto e dell'onestà. Ma credimi, questa volta il pensieraccio è venuto pure a me.

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  10. Ciao Sara, puoi non crederci ma ho parlato con Babbo Natale. Ha ricevuto milioni di lettere del tuo stesso tenore, mi ha telefonato perché io non gli avevo ancora scritto e voleva sapere se anche io fossi incarognito col mondo. Gli ho detto solo che per quest'anno ho dato già abbastanza, e che sarebbe ora che Lui portasse un bel sacco pieno di serenità.. solo che probabilmente, col prossimo DPCM, non potrà neanche tirare fuori renne e slitta dal garage.. insomma, tutta questa premessa per dirti che dobbiamo essere i Babbo Natale di noi stessi, sorridere ai nostri affetti, non farci vedere nervosi e al limite, anche se lo siamo.
    Rispetto al primo, tremendo lockdown, c'è uno scenario di vaccini e cure possibili, una curva di contagio in discesa e, come dici tu stessa, non andresti mai contro le regole, anche se ti stanno opprimendo.
    Natale siamo noi, stavolta. Facciamolo sentire a chi è lontano e in malinconia.

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    1. Eh caro Franco, siamo babbo natale di noi stessi tutto l'anno. Ma almeno a Natale, una sorpresa al di fuori delle nostre braccia ce la saremmo meritata.
      Per il resto, belle parole e bella metafora ovviamente, ma siamo al 18 sera e non c'è ancora un cavolo di decreto sicuro sul tavolo. Ti pare normale?
      Buona serata ;)

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  11. Le regole vanno imposte perché l' italiano medio non capisce la gravità della situazione.natale non si può festeggiare? Pazienza.. la gente è stufa perché è un mese che non vede i parenti? Amen.. il lockdown ha funzionato però l importante è mandare i bambini a scuola perché altrimenti rimangono traumatizzati.. ma per piacere.. e per i no vax.. bravi continuate. Così ci sono più vaccini per le persone intelligenti.Buon natale un cazzo.DJ

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    1. Senti, il tuo discorsetto da professorino che deve educare un gruppo di bimbetti dementi vallo a fare da un'altra parte.
      E buon natale del cazzo anche a te, sentitamente.

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    2. Brava, via i coglioni marci dai nostri diari

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    3. coglione marcio sarai tu.chi cazzo pensi di essere buffone.DJ

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    4. @Francesco quando ci vuole, ci vuole!

      @DJ conosco Francesco da almeno 15 anni e so per certo che non è un coglione. Su di te al momento ho qualche dubbio visti i toni arroganti con i quali sei entrato qui. Buona giornata.

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    5. io non ho insultato nessuno,coglione marcio il pagliaccio corridore se lo tiene per se. DJ

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  12. Capisco lo sfogo su un diario virtuale e in queste circostanze,restrizioni e decreti potresti sentirti dire che c'e a chi è andata peggio e magari oggi pur di sapere in vita persone care ,il non poterli abbracciare a Natale sarebbe stato un male minore ...eppure l'ho scritto Sara e ti sto dicendo quello che magari mi ha ripetuto qualcun altro in esperienze di vita vissute e diverse,dove ho peccato di egoismo rispetto a chi aveva più motivo di me per lamentarsi .Accontentarsi di ciò che si ha è una certezza che ti trovi a vivere e ad accettare senza possibilità di scelta ...con il passare del tempo ti rendi conto che accontentarsi è una virtù perché sei sempre compensata dall'amore...nel tuo caso da Fred,da una casa,dalle emozioni che sprigioni con la natura stessa in cui spesso ti fondi.

    Oggi è toccato a babbo natale :)domani al nostro governo,ieri alla persona scorbutica nel locale ...ma in realtà noi sappiamo affrontare tutte le sfide quotidiane e questa sorta di diario non è altro che una prova per te stessa ,ma anche per tutti noi ...condividere questi momenti esistenziali che in un modo o nell'altro riusciremo e sapremo superare.

    Ti lascio un abbraccio e buona serata...


    L.

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    1. Cara L.
      Ci mancherebbe, puoi scrivere sempre quello che ti senti di scrivere. Ovvio che c'è chi sta peggio, mai messo in dubbio questo. Ho una zia che da 15 giorni entra ed esce dall'ospedale per un grave problema ai reni e chiaramente sta peggio di me o di te o di chiunque abbia avuto tempo e voglia di rispondere a queste mie righe.
      Solo che se davvero pensassimo sempre a chi sta peggio non dovremmo proprio scrivere, smetteremmo di guardarci, di ascoltare le nostre emozioni, di dargli voce.
      Io sicuramente non voglio questo, per me stessa. Gli altri invece possono agire come meglio credono.
      Un abbraccio e buon lunedì.

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  13. Va bene Sara ,allora visto che mi hai dato un esplicito invito a scrivere quel che sento parto prima con un grazie di cuore e proseguo...

    Indubbiamente non possiamo pensare sempre a chi sta peggio sottovalutando i nostri dolori dell'anima che fanno parte della vita e sono comunque prove che in qualche modo dobbiamo affrontare e cercare di superare in bene o in male. Il mio era piuttosto un modo per apprezzare ciò che spesso diamo per scontato e che invece è materializzato nelle piccole grandi cose del quotidiano ...il problema è il tempo e il modo in cui tentiamo di allontanarci da questo , ricercando un idea di perfezione nelle consuetudini che ci avevano accompagnato fino a ieri e che magari in questo Natale e per il clima che viviamo lo percepiamo come un atto di punizione che non comprendiamo ,perché è una situazione nuova e incomprensibile sotto certi aspetti.Quindi alla fine siamo anche certi che faremo esattamente ciò che riteniamo giusto per noi e per gli altri nonostante lo sfogo,facendo predominare il buon senso :)


    Notavo in chiusura che qualcuno si è sentito autorizzato più di altri in quello "sfogo",magari un autorizzazione celata da un espressione da "professorino" che non voleva impartire lezioni ma condividere una situazione percettiva di sofferenza magari differente dagli altri ma comunque e comune sofferenza di ogni singolo essere umano..(scusate se mi son permessa)

    Buona serata...


    L.



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    1. Uno stesso messaggio si può leggere in maniera differente. La comunicazione è soprattutto interpretazione.
      Buona serata anche a te.

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