giovedì 4 giugno 2020

Di Oggi e di Ieri

Fonte: pixtury. com

Sotto la mascherina mi sono riempita di bolle rosse.
I guanti mi distruggono le unghie.
A volte arrivo a sera stanca da morire.
Ma tutto sommato sto bene.

Ora inizio a lavorare alle 13 e continuo fino alla chiusura serale.
A volte ci sono momenti in cui vorrei scappare, eludere le gabbie e fuggire via.
Mi succedeva anche a scuola, guardavo il cielo oltre le finestre e sognavo di essere lì fuori.
Forse non si cresce mai abbastanza. O forse dovrei dire che non si cambia mai del tutto. Qualcosa di noi bambini resta latente anche col passare degli anni.
E di me dev'essere rimasto questo senso di insofferenza, di intolleranza a rimanere all'interno di uno stesso luogo per più di qualche ora.
Guardo la strada, l'erba, gli alberi, le vetture che sfrecciano al di là della veranda.
Li guardo come una via di fuga.
Ma fuga da cosa? dal lavoro, dalla vita, dai doveri?
Li abbiamo tutti, non è qualcosa che ci si possa togliere come d'estate i maglioni.
Mi piace il mio lavoro e non vorrei fare qualcosa di diverso.
Eppure mi ritrovo ad agognare la libertà quando sono dentro, nello stesso modo in cui avrei voluto poter lavorare di più durante il lockdown.
Ambivalenze, contraddizioni, sentimenti contrastanti.
Anche questo resta di me bambina nell'adulta.

Alle elementari guardavo gli alberi a pochi metri dall'aula. Mi chiedevo perché dovessi restarmene lì rinchiusa quando avrei potuto sedermi lì sotto, libera, inalare aria nuova, diversa, meno opprimente di quella stagnante della classe.
Ed ero una delle più diligenti. Nessuno avrebbe mai potuto intuire i miei pensieri, il mio desiderio di fuga, la pesantezza delle catene che mi sembrava di portarmi addosso.
Anche per questo non penso mai con gioia agli anni della scuola.
Tutte le volte mi sento come se un cappio mi si stringesse attorno alla gola e dovessi cambiar pensiero per tornare a respirare.

40 commenti:

  1. Condivido ogni parola e sensazione riguardo al pensiero della scuola: quando sono molto stanca o preoccupata sogno di essere ancora intrappolata lì e mi sveglio con un senso di profonda angoscia che rimane fino a quando non riesco a convincermi che solo di incubo si trattava.
    È la stessa sensazione che provo adesso. Mi sento in trappola, incatenata lì dentro senza possibilità di fuga.
    Francesco dice che la wuaeantena gli ha rubato die mesi: io dico che il tempo della mia vita mi sta venendo rubato ora.

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    1. Ciao Alahambra,
      ma sai che sogno la scuola anche io, molto spesso? solo che il carattere dei miei sogni è molto diverso. Generalmente sogno di essere con i miei compagni, all'aperto, in gita da qualche parte. Difficile che io sogni di stare in aula.

      Però mi spiace sentirti così afflitta. Chiaramente non puoi parlarne qui ma se un giorno avessi necessità di tirar fuori qualcosa con una semi-sconosciuta che ti ascolterebbe senza giudicare...beh, la mia mail è sempre aperta per te.
      Eccola: recensionicosmetiche(AT)hotmail(DOT)com.
      Un abbraccio forte.

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    2. È tutta questione di realizzazione personale Sarina.
      La quarantena, con la sospensione dalla routine, ha fatto in modo che potessi pensare con calma ai motivi più o meno profondi della mia frustrazione dell'ultimo anno.
      La situazione in ufficio è certamente difficile di per sé e non aiuta affatto la mia serenità, anzi, ma la verità è che la mia dimensione non è quella di trovare soddisfazione nel lavoro.
      Trovo profondamente appagante invece prendermi cura di chi amo. Insomma non sono una donna per cui l'emancipazione passa attraverso il lavoro e lo stare fuori casa mille ore al giorno, possibilmente chiusa comunque tra 4 mura.
      A me queste mura soffocano, quelle di casa abbracciano. Non credo di riuscire a spiegarlo meglio di così.

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    3. Forse è questo lavoro che non è quello giusto, che ti opprime, che ti fa sentire al posto sbagliato.
      Comprendo la sensazione di essere fuori dalla propria dimensione e quindi soffrire nel dover portare avanti qualcosa che non ci rispecchia, ci stressa, non ci fa dormire la notte e così via.
      Mi dispiace tanto :(
      Immagino che tu non possa lasciare il lavoro nonostante il tuo desiderio sia quello di restare a casa...

      PS= l'hai spiegato benissimo.

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    4. Siamo proprio uguali e opposte.
      In questi giorni ho sperimentato la frustrazione da chiusura nelle mura domestiche, invece di rincasare, quando va bene, alle 7 di sera

      Mi manca la libertà di vivere fuori

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  2. In alcuni villaggi africani fanno ancora le lezioni all'aria aperta sotto un albero, tra le fresche frasche.

    Saluti Lombardi,
    Vedetta

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    1. E questo mi sembra un gran bel modo di fare lezione ;)
      Buona giornata.

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    2. Diciamo che, senza considerare le altre mille difficoltá che hanno i bambini africani, a suo modo la lezione all' aperto puo' essere una idea "romantica" e tutto sommato piacevole a suo modo. Basta non farsi distrarre dalla occasionale gazzella di passaggio, dalla bellezza del panorama e cose del genere :-)

      LINK con FOTO :

      http://newz.ug/wp-content/uploads/2017/06/school9-696x464.jpg

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    3. E' un'idea romantica infatti. Forse poco praticabile qui in Italia, la maggior parte delle scuole non hanno neppure un giardino, per dire.

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  3. La mia scuola è un lontano e felice ricordo, lo stare chiuso in classe non mi dava fastidio se la lezione era interessante, altrimenti tanta noia. La via di fuga, che rompeva la clausura era era I minuti del riposo, che se il meteo era clemente lo passavamo nel giardino.
    Anche gli anni lavorativi sono stati molto senza problemi la mia professione di Creativo pubblicitario, potevo svolgerla in qualsiasi luogo e ne approfittavo, durante l'inverno nei rifugi montani e l'estate sempre vicino al mare.
    Un caro saluto, fulvio

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    1. Ciao fulvio,
      sei stato fortunato ad avere una scuola munita di giardino.E anche a poter svolgere un lavoro creativo, ovunque tu volessi.
      Un caro saluto.

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  4. Chiedo scusa per gli errori ma ho scritto con il Cell e in manca di occhiali.
    Ciao fulvio

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  5. Abbiamo tante, ma tante cose in comune :). Diversi pensieri, parecchi stati d'animo insospettabili. L'animo umano è contraddittorio di natura. Come sarebbe piatta, però, la vita se non lo fosse ;)

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    1. Vero. Una vita piatta non piacerebbe a nessuno.
      Non dico che così sia uno spasso :D ma insomma...hai capito.
      Baci.

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  6. Io non sogno la scuola o meglio non l'ho sognata in questo periodo. I tuoi post li leggo sempre volentieri

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  7. Siamo in due, cavolo se lo siamo...

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    1. Eh Pippa, abbiamo diversi punti in comune io e te.
      Un abbraccio.

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  8. Innanzi tutto , grazie per il commento sul mio commento
    sul post di Claudia . Mi ha fatto piacere .
    Ecco , a Berlino Est non erano chiusi tra quattro mura
    ma , chiusi da un muro lunghissimo e privi di libertà .
    Le mie scuole , fortunatamente avevano un bel cortile
    e si usciva nell'ora di ricreazione e anche a fare ginnastica.
    Conservo dei bei ricordi .
    Il tuo E' un bel lavoro . Anche a me sarebbe piaciuto avere
    un bar ma , la vita mi ha portata a fare tutt'altro .
    Non è andata poi cosi male....Mi piace il contatto con la
    gente , non avrei mai voluto lavorare in un ufficio come ha
    fatto mio marito fino alla Pensione .
    Un abbraccio . Laura

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    1. Ciao Laura,
      mi è sembrato di intromettermi con quel commento ma sentivo di doverlo scrivere comunque. Sono contenta che ti abbia fatto piacere.

      Anche io non potrei mai lavorare in un ufficio, probabilmente avrei fatto la fine di un mio concittadino che si buttò dal quarto piano. Si, gran brutta storia.
      Un abbraccio e grazie.

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  9. Della scuola porto dei grandi e brutti ricordi perché l'associo al collegio in cui ho vissuto la mia gioventù. Ti saluto e ti ringrazio per la tua presenza sui miei blog. Buona serata.

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    1. Non dev'esser stato facile vivere in collegio. Mi sa che ti ha fortificato un bel po'.
      Buona serata.

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    2. Per un po' ho creduto il contrario, ma adesso sono riuscita a buttare quegli anni alle spalle anche se credo che nell'inconscio quei ricordi siano ancora latenti. L'importante è che non pesino...Buona serata.

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    3. Quindi avevo ragione, sei riuscita ad essere più forte. E' una cosa bella e puoi andare fiera di te stessa :)

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  10. io cerco di riprendermi la vita nella sua normalità se non nella ordinarietà che la contraddistingue. e so bene che pare impossibile. Alahambra si ricorda che ritengo il periodo covid come due mesi rubati alla mia vita. lo sottoscrivo senza se e senza ma. non sono più giovane, ma sono convinto che la generazione di mia figlia ricorderà questi anni come i peggiori della loro vita..... guanti e mascherine...ma che cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo?

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    1. Eh Francesco, non lo so cosa abbiamo fatto di male per meritarcelo e forse mi sembra anche poco utile pensarci.
      Bisogna prendere quel che viene e cercare di tirare avanti il carretto nonostante le difficoltà.

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  11. Nessuno avrebbe mai potuto intuire i tuoi pensieri... scossi.
    Neanch'io penso mai con gioia agli anni della scuola, sai? Eccetto una breve parentesi alle medie. Ma per motivi diversi dai tuoi.
    Non so se il ritorno alla normalità ti renderebbe davvero felice. Credevo ti bastasse correre al mare ogni mattina, ma a quanto pare hai bisogno di molto di più.
    E allora accetta il mio abbraccio.
    Stretto, ma senza catene.

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    1. Cara Claudia,
      se mi bastasse correre al mare al mattino per essere felice sarei una persona contenta ma di poco spessore. Non perché il mare non sia abbastanza - tu sai che è tantissimo, per me - ma perché la vita è fatta anche di molto altro.
      Comunque non mi ritengo infelice, non lo sono. Mi definirei con altri aggettivi.
      Certo che prendo il tuo abbraccio, grazie :)

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  12. Mi ero perso il tuo post..non mi è uscito nell'elenco lettura. Domani lo leggo bene, ma intanto ti mando un abbraccio! Mi dispiace per i problemi da uso di guanti e mascherine..e i guanti sono anche inutili.

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    1. I guanti non li possiamo ancora togliere in negozio, per altro. Mi sono informata direttamente presso il mio Comune che mi ha rimandato agli emendamenti della Regione, che non sono variati.

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  13. Lo dico sempre che in noi rimane l'io bambino, solamente che siamoc resciuti nel fisico e nelle esperienze di vita.
    Non è una contraddizione la tua. Il lockdown è stata una prigionia, noi volevamo la normalità.
    Per quel che riguarda il lavoro, per quanto possa piacerci, è sempre lavoro: un obbligo.
    Belle le tue sensazioni sulla scuola. Penso che tutti noi, da bambino, abbiamo guardato la finestra, sperando di "evadere". Noi bambini volevamo essere liberi, giocare e respirare l'aria pura :)

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    1. Proprio così.
      Guardavo la finestra e mi sentivo in gabbia, mi succede molto spesso anche adesso, forse lo farò sempre.
      Un abbraccio.

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  14. Mi ero persa questo post!

    Qui non è cambiato niente, è arrivata l'estate... ma sono contenta. Non abbiamo avuto il lock down, anche se dovevamo lavorare da casa possibilmente. Adesso si mantiene la distanza.

    Però è arrivata l'estate e sto bene.
    Un abbraccio :)
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      qui fortunatamente l'estate è ancora mite. Dico fortunatamente perché stavolta ho paura che esploda il caldo, dovendo lavorare con la mascherina, i guanti e senza aria condizionata. E qui, quando fa caldo, si crepa sul serio.
      Sono felice di sapere che l'estate ti rende felice ;) fa lo stesso effetto anche a me.
      Baci.

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  15. Forse questo desiderio di libertà è un po' fuggire dal presente e rifugiarsi in uno spazio senza tempo.

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    1. Non saprei, da che ho memoria l'ho sempre avuto.

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  16. Pensieri che , in larga misura, sono anche i miei. Restando chiuso in casa, in effetti, è simile , a parte i tanti anni, nel mio caso, passati a quando a scuola, si aspettava il momento di uscire verso il mondo.

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    1. Il bisogno di essere liberi fa parte di noi. Qualcuno lo avverte di più, qualcuno meno.
      Grazie per la visita :)

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