lunedì 6 gennaio 2020

I Pezzi Addosso

Fonte: borgando. it


Il centro storico era semideserto, si avvertiva solo il vibrante ticchettio dei miei stivaletti sui sampietrini. Una donna ci ha gridato buon anno fermandosi un po' con noi. Un anziano signore ci ha salutati con un sorriso. Mi son detta che dovrebbe essere sempre così, salutarsi tra sconosciuti, tra persone che non si rivedranno mai. Sentirsi parte di un solo universo, cittadini dello stesso mondo, privi di barriere o di convenzioni sociali. Davvero bisogna conoscersi per esser cortesi? quand'è che siamo diventati così chiusi, così ottusi, così incredibilmente barricati in noi stessi?

Mi sono fermata a fissare gli studi d'arte. Dipinti di nudo, di paesaggi, nature morte. Un'intera via dedicata alla pittura, dove artisti sconosciuti possono ammirarsi l'un l'altro e farsi ammirare dai passanti, colorare Corso Garibaldi con la loro presenza, con i loro pezzi di mondo racchiusi dentro tele immense o piccolissime. Tripudi di colore, di vita, frastuoni silenziosi, musiche evanescenti.
I negozi erano tutti chiusi e in quella fissità, quasi in quella stanchezza di vie troppo simili l'una all'altra, c'era un silenzio assordante, quasi fosse una città fantasma, un luogo da cui tutti erano fuggiti per ritrovarsi da basso, sul lungomare. 
E la vita era tutta lì. Lì c'era il sole, c'era l'acqua azzurroverde di una mattinata incredibilmente serena. C'erano i cavalli sulla sabbia, i ciottoli colorati, le verande aperte, i chioschi abbattuti che verranno ricostruiti a maggio. 

Abbiamo camminato tanto, abbiamo camminato a lungo. Salite, discese, quindi pianure, poi asfalto, dunque i sassi e la sabbia. Con gli occhiali da sole calati lungo la faccia, le sciarpe a coprirci dal vento, le mani intrecciate.
Si pensava al presente e il presente era tutto lì, in quella cittadina che avevo visto innumerevoli volte da bambina e che ora, da adulta, sembrava qualcosa che avessi abbandonato il giorno prima, come se il ricordo ci avesse tenute vicine, cresciute distanti ma in qualche modo ancora parte l'una dell'altra. Una volta ho letto che quando veniamo a contatto con qualcosa - o con qualcuno - e poi da questo qualcosa - o qualcuno - ci separiamo, pezzi di esso ci restano incollati addosso. E in quel momento mi è sembrato che davvero qualcosa fosse rimasto addosso a quel luogo, di me bambina, e che qualcosa fosse rimasto di quel luogo addosso a me. 

26 commenti:

  1. però scusa.... hai camminato con gli stivaletti col tacco? :-)

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  2. Cara Sara, credo che tu abbia messo alla prova i tuoi poveri piedi.
    Ciao e poi auguro buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
      Tomaso

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    1. Li metto alla prova molto spesso, ormai sono abituati :)
      Un caro saluto Tomaso.

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  3. Wow, ti ammiro molto a camminare a lungo, per salite e discese e sassi e sabbia, con gli stivaletti con il tacco :D

    Qui invece è nevicato ed era bellissimo camminare sulla neve (adesso non c'è freddo davvero).

    Un abbraccio, e ancora buon anno :)
    Nuvola

    PS: sì, è bellissimo incontrare gente nuova e anche solo scambiare un saluto e/o un sorriso :)

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    1. Ciao Nuvola,
      questo tacco in particolare non era di quelli impegnativi :D comunque per me non è un problema in generale, ho fatto esercizio negli anni :D
      Un abbraccio a te.

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  4. Quel “tuo” spazio vissuto in quel determinato tempo non solo ti ha fatto camminare in ogni dove ma ti ha portato a fare una riflessione molto bella: “Sentirsi parte di un solo universo, cittadini dello stesso mondo, privi di barriere o di convenzioni sociali. Davvero bisogna conoscersi per esser cortesi? quand'è che siamo diventati così chiusi, così ottusi, così incredibilmente barricati in noi stessi?”.
    Bella domanda.
    Buona notte.
    sinforosa

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    1. E' stato bello tornarci, senza nostalgie per altro.
      Buona giornata Sinforosa.

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  5. Bellissima, la via dedicata alla pittura: sembra davvero uno scorcio di una città di fine anni '80 e inizio anni '90.
    Purtroppo oggi la nostra società è molto individualista, quindi siamo portati a essere chiusi in noi stessi o comunque a chiuderci in un ristretto circolo di persone. E temo che i tempi a venire possano essere peggiori. C'è troppa cattiveria e non basta un Natale all'anno per renderci tutti più buoni :(

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    1. Che poi non è vero che a Natale siamo tutti più buoni. Siamo esattamente come gli altri giorni, solo che mangiamo di più.

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  6. C'è cosa in assoluto più bella degli sconosciuti che anche solo ti sorridono per strada, sui mezzi? Per me patrimonio dell'umanità subito, immediatamente! Infatti anche se di mio non sono una che fa il primo passo verso persone che non conosce, appena mi si rivolge la parola sono la persona più cortese del mondo; alla fine non costa niente regalare un minuto della propria vita a chi incrocia il nostro cammino. Quelli che sembrano ti stiano facendo un favore anche solo a dire "grazie" non li capisco proprio.

    Impossibile non portarsi dietro ed addosso almeno un pezzettino di certi scorci di mondo. Un auto-regalo che vale la pena di scartare :)
    Un abbraccio :)

    P.s per quanto riguarda salite e discese io una volta ho avuto la brillante idea di andare al parco di Bomarzo con le zeppe. Non so quante volte ho rischiato la vita xD

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    1. Ecco, io a Bomarzo non sono stata mare. E dire che certamente lo amerei da impazzire. Devo assolutamente rimediare.
      Un abbraccio.

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  7. Salutare anche chi non si conosce è una forma d'amore, un ringraziamento per essere parte di un tutto. Sì, dovremmo farlo, tutti salutare tutti, hai ragione.
    E, sì, abbiamo addosso i pezzi delle persone e dei luoghi che abbiamo vissuto, così come i luoghi e le persone conservano tracce e pezzi di noi: è un'immagine bellissima, e sono veramente felice di non essermela persa *_*
    Grazie, Sara :*

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  8. Certo che qualcosa di quei luoghi o di persone speciali che abbiamo incontrato ci restano attaccati, e quei pezzi ci fanno crescere e ci lasciano un caldo ricordo indelebile.

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  9. Io , in tutti i Paesi e città dove ho vissuto , ho lasciato un
    pezzettino del mio cuore . Ci sono ritornata con mio marito e
    mi sembrava di ritornare a "casa".

    In Olanda , la gente mi stupiva sempre . Molto amichevolmente
    sconosciuti salutavano . Un giorno non riuscivamo a trovare
    la casa di Anna Frank , ho fermato un giovanotto , ho chiesto ,
    ci ha accompagnato fino alla porta di casa . L'interno era
    esattamente come avevo letto nel suo libro . Ci siamo ritornati
    qualche anno dopo , non era più la stessa , l'avevano trasformata
    in un Museo . Che delusione !...
    Un abbraccio a te , ragazza con i tacchi .
    Laura

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    1. Ciao Laura,
      non mi stupisce che tu abbia lasciato un pezzo di cuore ovunque sia vissuta, anche perché credo farei lo stesso anche io.
      Un abbraccio.

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  10. Anch'io saluto sempre tutti e sorrido (ne avevamo già parlato in un vecchio post, mi pare).
    In fondo é gratis, e fa bene al cuore. Mio e di chi mi è davanti.
    Sì, dovrebbe essere Natale o Capodanno ogni giorno, per spingere la gente a farlo.
    P.S. Io i tacchi li metto solo nelle occasioni, sai? Sono una comodona. Scarponcini forever. 😉

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    1. Ma Claudia il tuo è un viso talmente bello, aperto, allegro e solare :D che non poteva essere altrimenti.
      Per quanto riguarda le scarpe, a ciascuno le sue. L'importante è sentirsi bene nei propri piedi :D
      Bacioni.

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  11. Salutare è facile, sorridere nel farlo meno. Inutile chiedersi il perchè, troppi anni e troppe controversie: se viene naturale è una bella cosa altrimenti è solo una forzatura "accademica". Sei stata a Terracina che io non ho mai visitato, il tuo post mi ha fatto venire voglia di andarci. Chissà forse migliorerei il mio umore.

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    1. Certo, dovrebbe venir naturale. Le forzature non hanno alcun senso, tanto vale girarsi dall'altra parte allora :D

      Una gita fa sempre bene, in qualunque luogo si voglia/possa andare. Buona giornata.

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  12. Sicuramente qualcosa dei luoghi che visitiamo rimane in noi, a volte qualcosa di noi rimane anche nei luoghi che visitiamo, Qualcosa di buono, non rifiuti lasciati dove non dovrebberi, come fanno in torppi. Anche io tento di sorridere il più spesso possibile (e ti assicuro che nella mia situazione non è sempre facile) e saluto le persone i conoscenti che incontro per strada ma sembra una merce semnpre più rara. Un saluto grande mia Dama Bianca e buon fine settimana in arrivo

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    1. Non sarebbe più spontaneo qualora dovessimo sforzarci a sorridere a tutti. Però ogni tanto, se ci viene dal cuore, rompiamo gli indugi e facciamolo. A me sembra persino liberatorio.
      Buon pomeriggio.

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