domenica 1 dicembre 2019

Sulla Strada

Dopo pranzo ce ne siamo andate a passeggiare.
Mia madre ed io, noi due da sole.
Il sole era uscito improvvisamente dopo una mattinata grigia e fredda. I colori dell'autunno erano esplosi di nuovo, in tutto il loro devastante calore. 
Guardavo dappertutto per non rischiare di dimenticare qualcosa. 
Il rumore delle ghiande che dalle querce piombavano al suolo. Il fruscio degli arbusti accarezzati dal vento. Quell'esplosione di giallo e d'arancio ai bordi della carreggiata. Il ticchettio delle nostre scarpe sul brecciolino.


Era la vecchia strada che mi aveva vista passare infinite volte. Su cui mi ero sbucciata le ginocchia cadendo dalla bicicletta da bambina. Su cui avevo ascoltato o riferito confidenze alla mia migliore amica.
Anche l'asfalto sembrava lo stesso di allora. Crepato ai bordi, incrinato, sbiadito.
La vecchia fontana su cui mi ero seduta tante volte aveva l'immobilità di una tomba stanca. Il muschio sulle pareti, la pietra annerita, una desolante assenza di acqua.
Avrei potuto provare tristezza immergendomi nuovamente in quel quadro stanco e solitario, invece mi sentivo alleggerita. Mi sentivo bene perché quel quadro non m'appartiene più, perché è solo un ricordo sul quale soffermarsi di rado, un libro di fotogrammi passati da sfogliare di tanto in tanto, fatto di cose a cui vuoi ancora bene ma per cui non provi nostalgia.

Carlo si è fermato lungo la strada, vedendoci arrivare. E' sceso di corsa dall'auto, è venuto a salutarmi. Ed è rimasto a parlare per oltre mezz'ora, incessante, un fiume in piena. Inarrestabile. 
E allora te lo immagini di sera, in quella casa in mezzo agli alberi ingialliti dal tempo e dall'autunno, da solo, a guardare una televisione sempre più noiosa e stantia. A preparare pasti caldi da consumare in piedi tra la cucina e il salotto, con i peli irti sulle orecchie, le sopracciglia folte, i capelli che escono dal cappello senza alcuna logica.
E ti risuona quella parola, solitudine, che lui stesso ha pronunciato ancor prima di scendere da quell'automobile. E allora pazienti. Non scalpiti per andar via. Aspetti che abbia finito di raccontare, di buttar fuori un po' di quelle parole che aveva bisogno di pronunciare.
E pensi che la vita talvolta è beffarda. O forse lo è sempre, ma in alcuni casi lo è di più. 

40 commenti:

  1. Cara Sara, è stato bello,leggere questo racconto, oggi qui è come pieno inverno.
    Ciao e buona notte con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso 

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    1. Pare che il vero inverno qui debba arrivare martedì. Staremo a vedere.
      Un abbraccio.

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  2. Non ho capito chi sia Carlo, ma anch'io offro sempre un orecchio a chi è molto solo.
    Il rischio, però, e che le vittime di solitudine ti si attacchino alle calcagna.
    Sicuramente non è questo il caso, però.
    Un abbraccio a te e a lui.

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    1. Carlo è un ex vicino di casa. Uomo sui 65 anni che ha perso la moglie anni fa con un tumore molto violento e doloroso.

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    2. Povero Carlo.
      Nessuno di noi dovrebbe veder morire con dolore la persona che ama.
      Sono certa che tu oggi gli abbia regalato una gioia immensa.
      Immensa come te. 😘

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    3. E' stato felice di rivedermi, ma anche di poter parlare un po'. Ne aveva bisogno e mi ha fatto piacere ascoltarlo. E' una brava persona e mi è sempre stato affezionato.

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  3. A volte basta davvero poco per regalare un momento gioioso a una persona estremamente sola e tu, insieme alla tua mamma, lo hai fatto e hai fatto bene. Buona serata e buona settimana.
    sinforosa

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    1. Si, ho fatto bene.
      E del resto parlare con lui è stato un piacere anche per noi :)

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  4. un ritorno piacevole al passato

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  5. Purtroppo in tanti sono come Carlo. Abbandonatisi in una solitudine, come una condanna che nessuno ha inflitto loro.
    Basta che sparisca anche solo una persona, e ci si ritrova dimenticati. In un autunno continuo.

    Moz-

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    1. Ha due figli ma hanno le loro vite, ciascuno si occupa delle proprie cose, a questo padre solo ci pensano poco.
      Mi dispiace.

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    2. Situazione purtoppo comune a molti.

      Moz-

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    3. Comunissima infatti. E anche molto dolorosa.

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  6. Foto bellissima.

    Capisco (un po', che non l'ho provato) come si possa sentire Carlo, leggendo poi la ragione del suo trovarsi solo.

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      l'ha detto chiaramente, avrebbe preferito morir lui perché da solo non ci sa stare. E' una frase che ho sentito pronunciare anche ad altri uomini rimasti vedovi. Forse le donne sanno reagire meglio alle perdite.
      Un abbraccio.

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  7. botta di vita. che, in genere e come parla carlo, è un fiume in piena. (secondo me hai tenuto gli occhi aperti per non dimenticare niente, ma quello che volevi ricordare è entrato dentro di te per altre vie)

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    1. Si tengono aperti gli occhi perché si pensa sia da lì che debba entrare la vita. E invece, come dici tu, a volte passa anche per altre vie.

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  8. Storia straziante quella di Carlo e posso solo lontanamente comprendere la sua solitudine o forse per meglio dire quel suo senso di vuoto che ha provato a colmare con te con quella chiacchierata comportandosi come un fiume in piena.

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    1. Aveva un gran bisogno di raccontare, lo abbiamo lasciato fare senza spazientirci. Se si può placare anche solo per mezz'ora il tedio di qualcuno, perché non farlo?

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  9. Queste tue parole sono sintomo di una grande maturità e anche di realizzazione del tuo "io". Perché la nostalgia è solo un sentimento transitorio, in te; talvolta neanche quello, nel senso che non la provi neppure per un istante. Il passato sono ricordi che dovremmo sempre guardare proprio come si guarda un libro, con un sorriso, ma senza mai pensare a quanto erano belli quei tempi. Bisogna sempre avere lo sguardo proiettato al futuro e la mente concentrata al presente.

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    1. Come sempre centri il punto.
      Io penso sempre e solo al presente, già sul futuro mi sembra di poter intervenire marginalmente.
      Il passato esiste, mi piace riguardarlo ogni tanto, ma non lo vivo e non lo sento più.

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  10. Hai talento nello scrivere e questa dote per me giustifica il fatto di leggerti e commentarti.

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  11. Hai una rara capacità di capire le tue emozioni, di dar loro un nome, senza per questo perdere nulla della loro forza e vivendole fino in fondo, nel bene e nel male. Sei autentica ed onesta con te stessa in primis. È davvero raro e prezioso.
    Riesci ad essere empatica, a provare vera solidarietà in un modo così trasparente che ti espone ma contemporaneamente ti arricchisce.
    Credo davvero che tu lasci un'impronta lieve e positiva in chi ti incontra. Ed è un dono che tu fai agli altri.
    Un abbraccio stretto stretto Sarina!

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    1. Saretta, il dono questa mattina me lo hai fatto tu, scrivendomi queste belle cose.
      Forse io so comprendere le mie emozioni, ma che sappia farlo un'altra persona, semplicemente leggendole, è un piccolo grande miracolo. Grazie. Un abbraccio.

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  12. Quello che ti ha scritto Alahambra lo condivido in toto. Sai benissimo quello che pensiamo di te.
    Ricky è sempre quello che è centra la questione diritta al cuore. Se ci dovessimo incontrare ti prometto che non avrò peli irti sulle orecchie ahahahahaha.
    Ti prego stammi bene.

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    1. E' un tema, quello dello sguardo al passato, che mi tocca molto :)
      Forse in questi mesi è stata la mia priorità...analizzare il mio rapporto con il passato...e vedere come sia vissuto dagli altri.

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    2. Ok! Adesso sai quello che devi fare. Fallo.

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    3. @Sotu, quanto sono felice quando mi vieni a trovare :)
      Anche se avessi peli irti sulle orecchie, te lo perdonerei assolutamente.
      Un abbraccio a te e alla tua bella famiglia.

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  13. Non ho fatto in tempo a leggere il titolo del tuo post che mi è venuto in mente Jack Kerouac :-)
    Bel post, comunque.
    Ciao.

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    1. Quando penso a Jack Kerouac mi viene sempre in mente la sua frase sui pazzi. Che peraltro condivido in pieno.
      Buona giornata, grazie.

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  14. "Era la vecchia strada che mi aveva vista passare infinite volte..."


    Ma che bello quando siamo noi a parlare per le cose,in questo caso una strada trafficata dai ricordi...i tuoi ricordi che non sono nostalgici ma le impronte dei tuoi piedi che ti hanno portata a comunicare oggi ,in questo presente con noi!

    In questo post vi sono tante riflessioni tradotte in commenti ,in cui ogni lettore ha maggiormente tirato spunto per il sentire del momento...su quello che stava leggendo.

    Effettivamente un post va letto di istinto senza neutralizzare quella vocina così originale che necessita di fermare
    velocemente le sue parole;non è l' analisi di un testo,ma un esercizio di emozioni individuali che comunicano in noi e con noi.

    Anche Carlo ha un ruolo!Messo così d'incanto ...cercava connessione,attenzione ,amore ,affetto ...reale e riflessivo.Bellissime percezioni!


    L.

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    1. Ciao L.
      anche a me piacciono i flussi di coscienza, ricevere commenti che in qualche modo mi facciano comprendere quali tipi di pensieri le mie parole abbiano suscitato in voi che le avete lette.
      E devo dire che non mi deludete mai, lo scambio è sempre molto stimolante.
      Un abbraccio.

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  15. Io , anziana , penso spesso al mio passato , ricordi belli ,
    di viaggi , di conoscenze con persone interessanti , un vissuto
    insomma . Il presente mi dona gioie diverse così come sono le
    stagioni con frutti diversi .
    Anch'io conosco qualche "Carlo" e mi soffermo a parlare con loro
    forse perchè so' cos'è la solitudine avendola provata .
    Bello il tuo post che esprime benissimo i tuoi sentimenti ed
    emozioni .
    Buona serata e notte . Laura :)

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    1. Laura tu non sei affatto anziana, non dirlo assolutamente :) sei una donna matura, il che mi induce ad ascoltare con ancor più interesse il tuo parere.
      Un abbraccio e buona giornata.

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    2. Diciamo che sono diversamente giovane .AhAhAh

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  16. La luna nasconde i suoi occhi
    come donna innamorata,
    il fiume l'aspetta nell'acqua
    e una notte l'ha baciata...
    La Notte Che Ho Visto Le Stelle - Claudio Chieffo
    Defcon 1...

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    1. Defcon è il tuo nickname?
      Grazie per la poesia. Bellissima :)

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