mercoledì 2 ottobre 2019

Prigioni di Vetro

Fonte incerta.


Ho chiuso la finestra.
Fuori la pioggia rincorre il vento sbattendo sui vetri. 
Sul filo ci sono un paio di miei abiti. Li vedo oscillare pericolosamente e tenersi a fatica, con una determinazione che un po' gli invidio.
Oggi mi sento allo stesso modo. Schiaffeggiata dal vento ma obbligata a restare in piedi, perché proprio non si può cadere giù alla prima difficoltà.

E allora mi dico che è solo una giornata no.
Che questa pioggia violenta non mi aiuta.
Che andare a lavorare con questo umore peggiorerà le cose molto prima che arrivi sera, ma che non ci sono alternative plausibili oltre indossare un sorriso di circostanza e cercare di tirarsene fuori.

Anche la lezione di yoga è stato un fiasco.
Il primo vero fiasco da quando ho iniziato a praticarlo.
Ed Ester, la mia insegnante, è così recettiva che si è accorta ancora prima che iniziassimo che qualcosa non andava, che ero insofferente.
E dunque, caricata anche del suo sguardo più vigile del solito, ho trascorso quell'ora di esercizi sempre più complicati in modalità spenta, con un'indolenza che non avevo ancora incontrato durante questo percorso. Conscia di aver sprecato un'occasione, quella di liberare un po' di tossine, contraendo la mia mente sul pensiero di quel dolore che si affacciava nuovamente a ridosso di una scapola agguantando il collo.

Indosso di nuovo il cappio.
Che dovrebbe tenermi calda e invece mi fa sentire prigioniera. 

31 commenti:

  1. Pioggia anche qui a Roma Eur, del resto la distanza è breve... ho abbandonato il blog, per ora, ma le motivazioni sono valide: traslochi, mutui, la casa nuova, i mobili da comprare, i lavori da fare, la casa transito..il distacco telecom.. ho decisamente altro per la testa.. ma leggerti di prosa leggiadra, nonostante i dolori e le malinconie fisse, fa bene. E fa bene a te scriverne.
    Un abbraccio
    Franco Battaglia postodibloggo

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    1. Ciao Franco,
      ho immaginato che fossi molto preso dal trasloco e del resto è anche normale. Fai le tue cose con calma, noi ti aspettiamo :)
      A prestissimo.

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  2. L'immagine del cappio mi stringe la gola, in tutti i sensi.
    Spero sia solo un "attacco di meteoropatia", come accade spesso anche a me.
    Dai che domani ci sarà il sole.
    Ti abbraccio

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    1. Lo chiamo cappio ma è lo scaldacollo che devo portare sempre. E' un cappio davvero, per me. Mi sento soffocare. Io che ho sempre portato le sciarpe solo per bellezza e con fatica, tenendole aperte senza avvicinarle troppo alla gola, ora vivo con quella perenne sensazione di stringimento. Non è piacevole ma così devo fare.
      Un abbraccio.

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    2. L'avevo capito che si trattava di uno scaldacollo, ma anche per me sarebbe un cappio.
      Io non uso nemmeno la maglia intima... Pensa un po'. ;)

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    3. Quella io me la tolsi a 5-6 anni e mia madre non riuscì più a rimettermela.
      Le comprava e io non le mettevo. Mi impuntavo in modo tale che alla fine cedette.
      NO ALLE MAGLIE INTIME.
      :D:D

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    4. Esatto! No alle magliette intime!
      Però adoro avere il collo coperto, credo retaggio dell'infinita sequenza di mal di gola, bronchiti, faringiti, tracheiti nel corso del tempo. Ero famosa per aver 39 di febbre a luglio per tracheiti e laringiti...
      Da qualche anno le sto evitando ma mi tengo coperta che non si sa mai :P

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    5. Sperando che anche oggi sia stata una giornata buona, come ieri (giovedì), urlo con forza SI ALLE MAGLIE INTIME!

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    6. @Alahambra dunque siamo simili anche in questo? :D ci avrei scommesso. Grazie per condividere la mia battaglia contro le maglie intime :D

      @Riccardo ci avrei scommesso che invece a te piacessero :D
      Sei molto più sensato e ragionevole di quanto io sarò mai.

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    7. Sensato e ragionevole? Dovresti vedere il mio cassetto dei calzini,così metodico da sfiorare la pazzia :D

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    8. Il mio cassetto della biancheria grida pietà da anni, ormai.

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  3. Ci sono giornate no, e lo capisco... soprattutto quando c'è di mezzo il dolore fisico. Potente come quello che hai tu, tra scapola e collo... A volte non si riesce a ignorare un piccolo fastidio che ne so, sul mignolo o sulla coscia... il dolore al collo è indubbiamente meno trascurabile.

    Non siamo robot, la pioggia non aiuta, non patire però per l'occasione sprecata... appunto, non sei un qualcosa che basta premere il bottone giusto e va.

    Riposati, quanto puoi, finito il lavoro. Entra in modalità "sopravvivenza" per questa sera... io quando non ce la faccio mi rifugio nel sonno...
    ...però anche spero che arrivi presto un bel sole, che la pioggia proprio no, è troppo brutta quando si sta male.

    Un caro abbraccio, abbi cura di te,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      il dolore non può essere trascurato, anche perché quello del collo si ripercuote su tanti gesti comunissimi.
      E si, decisamente non siamo robot. Oggi è tornato il sole, va anche meglio.
      Un bacione e grazie di cuore.

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  4. Anche io ti dico che è solo una giornata no.

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  5. Guarda, ci sta.
    Giornate NO, appunto... ed è inutile cercare di ribellarsi, perché quella sensazione di essere schiaffeggiati DEVE passare da sé.
    Non hai sprecato un'occasione, non potevi fare altrimenti.
    Le tossine se ne andranno la prossima volta :)

    Moz-

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    1. Si, ci sta.
      E dovrei accettare questi momenti in modo più sereno anziché farmi un po' travolgere :)

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  6. Cara Sara, non facciamo scherzi su che la vita ha tante vie e sicuramente anche te troverai la via giusta, son momenti difficili ma sicuramente superabili!!!
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Hai proprio ragione Tomaso, bisogna essere positivi. Su questo sono d'accordo, solo non sempre ci riesco.
      A presto.

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  7. Ha ragione Miki anche perché i cambi repentini di clima influenzano l'organismo ed anche l'umore quindi si può fare poco.

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    1. Si che poi io sono anche metereopatica per cui figurati :)

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  8. Così come gioiamo per una giornata sì, accettiamo anche momenti o giornate no: tutto passa, su questo non ci sono dubbi. Forza e coraggio, domani o in serata magari trasformerai il no in sì.
    sinforosa

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    1. Tutto va accettato, interiorizzato, capito.
      Far fluire le emozioni.
      Un abbraccio.

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  9. come una uscita da runner può andare male lo stesso può succedere da corsista di yoga

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    1. Si, quello sicuramente.
      Sbaglia solo chi fa qualcosa. Chi non fa nulla non fallisce neppure.

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  10. Bellissime parole, le tue, ma ci sono anche commenti validi. Mi piace in particolare quanto detto da Moz: nelle giornate no non si può fare nulla, ma solamente aspettare che passi quello stato d'animo.
    E ha ragione anche Francesco.
    Anche sul lavoro è così, no? A volte ci sono giorni in cui non riusciamo a fare tutto bene.
    Comunque, nel leggere il tuo post, inizio a provare malinconia per la fine dell'estate!

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    1. Ciao Riccardo,
      ad esser sinceri credo che commenti validi ce ne siano sempre. Voi siete fantastici, tutti, uno ad uno.

      E' il tipo di malinconia che provo sempre anche io.

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  11. Spero che poi siano arrivate giornate sì dopo il post, anche se mi pare che questo dolore al collo sia ormai una costante. Ti auguro il meglio ovviamente.
    Un abbraccio

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    1. Grazie Pier,
      alti e bassi diciamo. Il collo ormai è un pensiero pressoché costante, dici bene.
      Un abbraccio.

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  12. "Indosso di nuovo il cappio.
    Che dovrebbe tenermi calda e invece mi fa sentire prigioniera"

    Forse noi lettori ci sentiamo tutti un po prigionieri leggendoti ...un po impotenti... un po coscienti delle altre nostre simili circostanze ...e mi dico :magari conoscessimo tutti questa forma di prigione!
    È la libertà di poterla comunicare tra gabbie aperte il principio di salvezza!

    Buon fine settimana a te e tutti i tuoi lettori...


    L.

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    1. Verissimo L.
      Ciascuno di noi ha una prigione di questo tipo. Magari differente, che non c'entra nulla con questa, però rileggendosi anche qualcun altro può sentirsi compreso.
      Buona serata.

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