mercoledì 8 maggio 2019

Timidi Passi

Ho impiegato ore per decidere se andare o meno.
Mi sembrava di vitale importanza ponderare bene la mia mossa, proprio io che quando voglio fare una cosa non rifletto mai, lasciandomi guidare dall'istinto del momento e forse anche da una leggera incoscienza.
E invece mi sono addormentata con quel tarlo e con quel tarlo in testa mi sono svegliata. Ho sentito Fred che mi rimboccava le coperte prima di uscire, ho guardato la sveglia ed ero già lì a rimuginare.
Avrei fatto l'ennesimo passo falso? Mi sarei data della stupida solo poche ore dopo? 
Così ad un certo punto mi sono alzata, ho aperto la finestra, visto che c'era il sole. Ho fatto colazione lentamente ed ero ancora così incerta, così instabile in quel desiderio vivo e mai sopito, ma ormai calpestato dagli eventi.
Mi sono vestita e sono uscita, decisa a camminare lentamente, come non faccio mai. Senza neanche il contapassi, per evitare il rischio che sopraggiungesse la competitività. 
Ho passeggiato, che è una cosa del tutto diversa. 
Avevo la musica alle orecchie ma non la ascoltavo, così concentrata a voler percepire un qualunque campanello d'allarme del mio corpo. 
Una variazione anche minima, un accenno qualsiasi.

Fonte: Vulcano Chimico

E' stato strano.
Mancavano il brivido, l'adrenalina. Mancava la felicità di sentirmi libera.
C'erano invece la paura, tanti piccoli grandi timori che si sommavano uno ad uno fino a diventare troppo ingombranti. 
Il mare era bellissimo, c'era un uomo che a piedi scalzi lo saggiava con la stessa prudenza che avevo io nel muovermi.
Mi sono fermata più volte. Ho respirato. E poi sono ripartita e tornata a casa.

Ho fatto bene, ho fatto male?
Presumo che ne sarò pienamente cosciente nell'arco di poche ore. 
E lo so che forse da fuori sembravo la stessa di sempre. Quella ragazza coi riccioli al vento che cammina e non guarda altro che pezzi di natura sparsi.
Ma dentro ero e sono un'altra cosa. Un essere spaventato, che teme una ricaduta in ogni istante della sua vita. Un essere che arranca verso l'uscita seguendo a tentoni uno spiraglio di luce che arriva da chissà dove. 
Tengo a mente le parole della mia fisioterapista-capo, quando le ho raccontato delle vertigini e di come l'umidità del week end mi avesse riportato ad uno stato di malessere antecedente.
"Non è una ricaduta, è solo un piccolo passo indietro."

Solo un piccolo passo indietro. 
Lo posso recuperare. 

20 commenti:

  1. Quando succede un malanno fastidioso ci vuole una forza bestiale per non farsi condizionare dal timore di un ripetersi di qualcosa di negativo. Fare tutto con naturalezza sapendo che le nuove regole di vita vanno rispettate.
    Ciao Sara.

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    1. Le regole annullano la naturalezza, almeno per quanto mi riguarda.
      Ma è indubbio che vadano seguite :) buona giornata Gus.

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  2. Ti auguro di sentirti nuovamente libera al più presto. Buona continuazione di giornata.
    sinforosa

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    1. Grazie Sinforosa, buona giornata anche a te. Baci.

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  3. Secondo me hai fatto bene 💓

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  4. Hai fatto benissimo e hai fatto altrettanto bene a fare le cose con più calma. Sull'essere spaventata ha ragione Gus.
    Per il resto in generale la vita è fatta di arrancamenti e piccoli passi indietro (l'importante è che questi passi indietro non siano troppo grandi e comunque che si riprenda il cammino :))

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    1. Il cammino non si ferma mai, è incessante. E così deve essere.
      Arranco ma non mollo Riccardo ;) baci.

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  5. Solo un piccolo passo indietro.
    E tu mille ne farai in avanti.
    Datti tempo amica mia. So che è dura per chi, come noi, va sempre di corsa e pretende il massimo da sé, ma stavolta devi volerti bene. Più di quanto tu non abbia mai fatto.
    Magari, prendi spunto da Fred che ti ama alla follia.

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    1. Proprio perché comprendi questa indole che scalpita, so che capisci pienamente anche la difficoltà di restare in panchina.
      Mille grazie per il tuo augurio.
      E si, Fred è la mia colonna portante. Grazie a Dio ho lui. Un bacio.

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  6. Sì, per un po' sarà così ma poi tutte le tue cautele saranno ripagate da una ripresa :D

    Una cosa curiosa: un'estate di alcuni anni fa leggevo brani da "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" di Oliver Sacks, ad alta voce, a mia madre, ai miei bambini, ai miei nipoti... loro mi prendevano in giro e mi dicevano "Zia ma che libri leggi???" perche' in questi libri si parla di pazienti che hanno problemi alla parte destra dell'encefalo, che condiziona il loro stato e la loro percezione in modo insolito e molto difficile da capire.

    Oltre a trovare la lettura estremamente interessante (va beh, ho questi gusti, scusate!) la cosa che più era evidente era che queste persone erano una sorta di "prigioniere" della loro condizione... ma potevo dire che non fossero umane? Quel libro mi ha lasciato un segno.

    Comunque adesso vengo al punto, il perché cito tutto questo qui: mia madre anche era molto interessata alle storie, e mi disse: "Sai figliola, io mi sento tanto sola quando sono qui e voi non ci siete, e spesso mi sento triste e vuota... ma quando ascolto le storie che leggi, penso che ci sono davvero tanti disgraziati nel mondo, e mi rende un po' più felice pensare che io questi problemi non ce li ho, e ancora alla mia età riesco ad aiutare gli altri".

    Insomma non voglio dirti che la tua condizione non è importante, anzi... o che devi gioire per il solo fatto che ci sono persone che stanno peggio, no....

    ...voglio dirti che se sei ligia e determinata a guarire e combatti riuscirai di sicuro a tornare come prima... o addirittura meglio, perché sarai più conscia del tuo corpo :D

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola,
      conosco quel libro, l'ho letto anni fa. Me lo ricordo vagamente, non così bene come vorrei. Forse dovrei rileggerlo, solo che al momento la mia concentrazione è ancor meno centrata del solito.
      Mi piace questo pensiero di te che leggi pezzi del libro alle tue persone care :) grazie per avermi raccontato questo bello spaccato di vita. E grazie anche per tutto il resto, ovviamente. Un abbraccio.

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  7. Hai fatto bene a fare la tua passeggiata mattutina , un passo per volta , piano piano , ritornerai ad essere la Dama di sempre .
    Tu devi crederci , abbi fede ,sei giovane , forte e determinata.
    I malanni fanno presto ad arrivare ma , ci vuole tempo prima
    che se ne vadano . Dai che ce la fai....
    Un lieve caloroso abbraccio . Laura

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    1. Ci credo Laura, anche se ho qualche momento in cui mi scoraggio. Penso sia fisiologico :)
      Un caro abbraccio anche a te e sempre grazie. Baci.

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  8. I piccoli passi indietro sono fisiologici e istintivi...c'è un'autodifesa cui dare i resti.. il clima ed il bel tempo lavoreranno per te... io lo so, ma soprattutto, lo sai tu ;)

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    1. Che si sbrighi ad arrivare questo bel tempo ;)
      Qui oggi sembra pieno inverno, fa freddo, vento forte e piove pure. Un trionfo insomma. Baci e grazie.

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  9. Intanto però sei riuscita nel tuo intento, e con la bella stagione dovrebbe andare meglio immagino. E poi è vero un piccolo passo indietro si può recuperare per poi progredire ed andare oltre.

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    1. La bella stagione tarda ad arrivare, ma non potrà farlo ancora per molto. Spero di essere bene in forma per quel giorno :)

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  10. Lo dicevo sempre anche io ai miei pazienti, ma io tentavo di curare loro tutt'altro. È vero, una piccola ricaduta non è significativa nel percorso in avanti!

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    1. Non so cosa tu curassi loro, ma questo messaggio resta importante anche per me e per il mio percorso.
      Grazie :)

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