sabato 9 febbraio 2019

Quel Pomeriggio di Novembre

Era un pomeriggio di novembre. 
Fuori c'era la nebbia e faceva freddo come ne fa sempre a novembre nella località in cui sono cresciuta. Il paesaggio era tutt'altro che accogliente: gli alberi spogli, il cielo scuro, la strada scrostata, le case che sembravano disabitate.
Avevamo fatto il viaggio insieme, io e lui. Avevamo le mani ghiacciate, ma le tenevamo intrecciate per avere la percezione di scaldarle. Gli batteva forte il cuore, batteva anche a me. 

Fonte: gustissimo. it

La mattina avevo preparato una torta al cacao, la mia preferita. Sopra una spolverata di zucchero a velo.
Ci accolsero tesi, forse anche più di quanto lo fossimo noi.
Quello era l'esame e ciascuno di noi ne aveva la netta impressione senza neanche bisogno di dirlo.

Ci fecero accomodare in cucina. Io preparai i piattini, papà tagliò la torta. 
Non ci furono molti convenevoli. Poche parole, che non ricorderei neanche se mi sforzassi.
Lo aveva voluto Fred quell'incontro. Io pensavo che non fosse poi così necessario portarlo in casa mia, in fondo eravamo insieme solo da luglio.
Ci credevamo in quella storia, certo, ma io non sono mai stata brava a coinvolgere gli altri nelle mie cose. E allora avrei atteso anche un anno o due. Ma lui un giorno, sulla banchina numero uno della stazione Tiburtina, se ne era uscito con quella cosa del volerli conoscere e a poco a poco mi ero fatta convincere.

Mangiammo la torta in un silenzio quasi surreale. Non si sentiva volare una mosca, neanche il ronzio di quella brutta lampada al neon. 
Papà e Fred erano seduti l'uno di fronte all'altro, su ciascun capotavola. Papà lo guardava come non l'avevo mai visto guardare nessuno fino a quel momento e come non l'ho mai visto guardare nessuno neppure in seguito.
Lo aveva messo sotto una lente d'ingrandimento. Gli stava facendo una lastra, senza neanche dovergli far mostrare la pelle. Seguiva i suoi movimenti, i suoi occhi, le sue mani.
Forse cercava di intuire dietro quei gesti poco spontanei che tipo di ragazzo fosse.
Mi voleva davvero bene?
Era un tipo apposto?
Mi avrebbe fatta soffrire?
Avrebbe dovuto intimidirlo con un discorso ad hoc?
Era una persona solida o il solito quaquaraqua? 

Non so quali domande gli passassero per la testa ma in quel momento di tensione assoluta li amai immensamente entrambi.
Fred, che con la sua concretezza da ventiduenne già maturo aveva voluto mettersi in quella situazione scomoda. 
Mio padre, che gli stava facendo il terzo grado con gli occhi, senza aprire bocca, perché io ero la sua principessa con i boccoli e Fred un estraneo che forse un giorno mi avrebbe portata via. 

Sono passati più di tredici anni da quel giorno.
Io so che Fred se lo ricorda e ancora un po' suda freddo nel ripensarci.
So che anche papà se lo ricorda pur non nominandolo mai.
Quell'esame andò bene, tutto sommato. Fred si dimostrò il ragazzo educato capace di guardarmi con gli occhi ricolmi di meraviglia come se fossi stata una creatura preziosa che io avevo già imparato a conoscere. 
Papà capì che eravamo giovani ma già sentimentalmente cresciuti. Non ci mise mai i bastoni tra le ruote. Credo che quel pomeriggio di novembre lui abbia visto qualcosa di cui non avevamo la piena percezione, ancora, neppure noi.
E se oggi ve lo racconto è per Sotu, a cui affido questo ricordo perché possa farne quello che più desidera.

30 commenti:

  1. Cara Sara, ma che bello questo racconto, e alla fine un buon pezzo di torta!!!
    Ciao e buon fine settimana con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso, felice che ti sia piaciuto.
      Buon week end. Un abbraccio.

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  2. Mio padre ha conosciuto i miei primi due fidanzati (il terzo l'ho sposato, ma lui già non c'era più).
    Devo dire che gli sguardi seriosi, però, erano più che altro di mia madre.
    Complimenti a Fred per aver voluto incontrarlo a soli 22 anni, e a voi che vi amate ancora così tanto, dopo molti anni.
    P.S. Oggi giornata di grandi emozioni per Sotu.
    Neanche a farlo apposta, fra un paio d'ore pubblicherò il jukebox della settimana, e tocca proprio alla sua richiesta.
    Magari potrà fare da colonna sonora al tuo bellissimo racconto, e alla sua storia d'amore. <3

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    1. Claudia, sarò a lavoro tra due ore ma stasera o domani sera passerò a leggere anche il tuo post riguardo la sua canzone preferita :) sono anche molto curiosa, a dir la verità. Sotto il tuo post-sondaggio preferii non leggere che canzone avessero scelto gli altri per non togliermi il gusto della sorpresa.
      Un abbraccio.

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    2. Tranquilla, ci sarà tempo.
      Ho preparato anche il tuo, ma sarà online il 9 marzo, rispettando la scaletta.
      Posso dirti che la canzone che hai scelto mi piace tantissimo.

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    3. Allora aspetterò il 9 marzo con trepidante attesa :)
      Mille grazie.

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  3. Cinnamon Kitty9 febbraio 2019 14:13

    Io mi stupisco ancora del fatto che mio padre abbia accolto come un figlio mio marito, ovvero colui che ha portato via dal nido la sua unica figlia;) Merito dei nostri speciali compagni!
    Buon weekend! Baci

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    1. Se lo ha fatto, ha pensato che fosse la persona giusta per te.
      Buona domenica.

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  4. Bel ricordo, ma, soprattutto quanto eravate giovani, e già così impegnati, mammamia. Bravi.
    sinforosa

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  5. "Fred si dimostrò il ragazzo educato capace di guardarmi con gli occhi ricolmi di meraviglia come se fossi stata una creatura preziosa che io avevo già imparato a conoscere".


    Bello.


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  6. i padri (e le madri) capiscono. quando si trattano di figli vedono anni luce più in là. sanno, intuiscono, elaborano, litigano con sé stessi e poi si riappacificano. è esperienza. e poi la tengono per sé.

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    1. A me il maschietto, aveva 20 anni, un mattina mi fa: "Papà, vieni con me a conoscere la mia fidanzata" Ho detto di sì, ma il cuore mi batteva forte, in particolare mi domandavo: "Spero che mi piaccia, io non so nascondere i sentimenti, e il ragazzo ci rimarrà molto male".
      Grazie a Dio Nadia era splendida dentro e fuori. Ora sono sposati.
      La ragazza, i fidanzatini me li portava a casa. Ero tranquillo perché anche se erano fessacchiotti, Lisa li avrebbe fatto fuori in due settimane.

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    2. @Digito ben ritrovato! dove eri finito?
      e hai ragione, sai? comprendono più di quanto capiamo noi stessi. Apprezzo quando non lo dicono apertamente, però, per darci modo di fare esperienza in prima persona.

      @Gus anche io non so nascondere quello che penso - magari ci riesco a parole, ma gli occhi parlano - per cui capisco proprio bene quel tuo pensiero.

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  7. ...ancora un po' suda freddo nel ripensarci
    :)

    Questo particolare mi fa molto sorridere :D

    Che bel ricordo, e, a sentirlo raccontare, che tenerezza...

    Ieri mentre andavo a prendere i miei bimbi da scuola scorgo uno dei miei studenti più bravi a mano con una ragazza. Penso "Che carini :)" e "La cavalleria non è morta". Lui sembra un ragazzo molto buono e gentile, oltre che intelligente. Sorrideva parlando con lei, e mentre salivo in macchina ho augurato loro, nel mio cuore, di stare bene insieme...

    È sempre bello vedere dei ragazzi giovani che si vogliono bene :)

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Vero, anche a me fanno sempre lo stesso effetto.
      A dire il vero provo tenerezza anche per me e per lui come eravamo allora :)
      Un abbraccio.

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  8. Troppo onore!!!
    Beh cosa farne? Semplice.
    Metterò questo post insieme alle altre cose belle di te che mi hanno colpito.

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  9. Che ricordo carino dai! Tanta tenerezza e tanto coraggio, a 22 anni poi, ce ne vuole!
    Grazie per averlo condiviso, un bacio e buon fine settimana :)

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    1. Grazie Pier, è stato un piacere condividerlo :)
      Buona domenica.

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  10. è inutile essere ipocriti, ma l'approvazione genitoriale conta.

    le mie fidanzate/mogli/compagne non sono mai piaciute tanto ai miei.

    ho sempre pensato fosse un atteggiamento negativo un pò gratuito, oggi non la penso più tanto così.

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    1. Certo che conta.
      E si, magari loro ci avevano visto più lungo di te.

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  11. Bellissimo post,
    ma mi ha lasciato una grande curiosità.
    Come era la Sara a 22 anni?
    Secondo me eri già molto matura come persona.

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    1. Ciao Riccardo,
      Fred aveva 22 anni. Io ne avevo compiuti 20 da poco.
      Com'ero? timida, impacciata, ipersensibile. Matura non lo so, credo di non esserlo neanche adesso in realtà :)

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  13. Un bel ricordo che ci hai gentilmente regalato.

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  14. Un ricordo dolcissimo e intimissimo...a me l'amore emoziona sempre, grazie per averlo condiviso con noi!

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    1. Fintanto che l'amore ci emozionerà, saremo salvi.
      Grazie a te per averlo letto :) un bacio.

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