lunedì 4 febbraio 2019

Pensieri e Parole

Fonte: GreenMe


E' difficile comunicare.
Molto.
Me ne rendo conto anche qui sul blog.
Magari scrivi una cosa e viene percepito l'esatto opposto, o qualcosa di totalmente differente da quello che era stato il tuo pensiero originario.
Ti senti spiazzato. Incompreso. 
Poi alzi le spalle e comprendi che le regole sono esattamente queste.
L'incomunicabilità. La barriera fredda e virtuale di uno schermo. 
L'assenza della voce, di uno sguardo, degli occhi. 
Un tempo ci sarei rimasta male, ne avrei sofferto. Ora non più.
Mi sento, ormai, completamente disillusa. 
Ho capito che è inutile e anche controproducente pretendere di essere capiti da tutti. Ciascuno ha il suo vissuto e quindi, anche, una diversa chiave di lettura delle emozioni e delle parole altrui.
E se è vero che le parole dovrebbero avere per ciascuno lo stesso significato, è altrettanto vero che cambiano le intenzioni con le quali si pronunciano. O si scrivono, come in questo caso.
Ho anche capito che mi è totalmente passata la voglia di spiegare. 
Di farmi comprendere a tutti i costi.
Di chiedere scusa a chi travisa, fraintende, magari si offende per qualcosa che certamente non voleva essere offensivo né denigratorio. 
Può capitare anche l'esatto opposto. Che sia io a non comprendere, a non saper percepire distintamente ciò che da altri viene scritto.
L'incomunicabilità non è una strada a senso unico. 
Alla fine, però, adotto sempre lo stesso atteggiamento: alzo le mani, vado avanti, non mi guardo indietro.
Non indago, non scavo, non vado necessariamente oltre la superficie. Sento che non è compito mio.

48 commenti:

  1. Tu sai comprendere l'altro, ma l'altro per tanti motivi sa chi sei ma scrive a te in base alle sue convenienze. Non tutti, per fortuna.

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    1. E' la normalità Gus e io non ne me ne faccio un cruccio davvero da molto tempo.
      Chi mi legge lo fa pervaso anche dal suo vissuto. Io faccio lo stesso, lo facciamo tutti. Non lo percepisco più come qualcosa di strano.

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  2. Mi devo autocitare, perdonami :)

    Di sicuro il massimo dell'imperfezione avviene quando il blogger cerca significati che vadano oltre al significato letterario delle parole.
    Vi farò l'esempio, citando il grande Bojack Horseman.
    In punto di morte, la madre gli dice: "I See You".
    Con la madre non c'è mai stata comunicazione, c'è sempre stata grande lontananza. Lei non lo ha mai "guardato". Lo fa ora in punto di morte.
    Ma poi viene fuori la beffa.
    "I.C.U.", cioè Intensive Care Unit, la terapia intensiva ove la madre era ricoverata.
    Quelle parole della madre non volevano dire nulla, stava semplicemente leggendo le ultime tre lettere della sua vita.
    Eppur Bojack, interpretando il tutto come "I See You", aveva dato vita a uno straordinario flusso di coscienza, si era addentrato in ricostruzioni profonde e allo stesso tempo spericolate.
    Quante volte cadiamo in simile equivoco?

    Purtroppo è così: "E' difficile comunicare". Sul blog, su whatsapp, dal vivo. Per comunicare bene servono anni e anni di conoscenza con la persona con cui ci rapportiamo.
    Si soffre, per le incomprensioni, si soffre perché si è insicuri sulle parole da usare in determinate situazioni.

    Rispetto agli altri dico sempre: bisogna mettersi nelle loro scarpe, per cercare di capire.
    Tu hai scritto giustamente: "Ciascuno ha il suo vissuto e quindi, anche, una diversa chiave di lettura delle emozioni e delle parole altrui".
    E' esattamente così.

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    1. Hai fatto bene ad autocitarti, in realtà :)
      Questa riflessione a me è piaciuta molto e te ne ringrazio.
      Ma si, la comunicazione è complicata. Paradossalmente, lo è di più in quest'era dove i mezzi sono così tanti...e così freddi allo stesso momento.

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  3. Sei una persona intelligente e sensibile. E se sei a posto con te stessa, chi se ne frega degli altri...
    Nel tentativo di comunicare, specie sul piano virtuale dove ci si fida ancor di meno, proprio perché non ci si può guardare negli occhi, inevitabilmente si va incontro a fraintendimenti, si ferisce e a volte si viene feriti. E' così che va.
    La strategia che adotti tu è la più sana e logica che esista. Se puntualizzi sempre tutto ti perdi in un labirinto. Mettere continuamente i puntini sulle i è una pratica che nella sua intenzione di ridurre il peso della sofferenza incentiva lo stress e la perdita di tempo, perché non si finirebbe mai di farlo!
    Sii te stessa, non sentirti mai in colpa, se non ne hai ragione.

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    1. In colpa no, non mi ci sento più.
      Stufa di dover sempre argomentare, chiarire, spiegare.
      Per inciso, questo post nasce proprio dal tuo commento di ieri.

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    2. Sì, me n'ero accorta. E se ti ho un po' scombussolata, ti chiedo scusa.
      Ma anche io mi sono sentita presa in giro.

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    3. (In realtà le 'scuse' erano implicite nel primo messaggio. E per essere più precise, non ero sicurissima che il post fosse un pochino 'ispirato' a quella piccola controversia, ma ne avevo il sentore e mi sono vista chiamata in causa. Ho fatto finta di niente, ma mi è dispiaciuto.)
      Pace fatta?

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Non c'è da far pace Void.
      Diverse volte hai eliminato i miei commenti dal tuo blog :)
      Semplicemente non li gradisci...e non fa niente. Certo il fatto che tu li abbia definiti "apertamente provocatori" un po' mi ha lasciato spiazzata...ma ci può stare. Non devi neanche chiedere scusa, ci mancherebbe.

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    6. Diverse volte? Non mi pare. Una volta sola (ieri). E un'altra, quando ho fatto piazza pulita dei commenti di proprio tutti.
      Ma scherzi? Li gradisco sempre e li ho SEMPRE graditi, nella misura in cui non sono provocatori. A me è parso proprio che quello di ieri pomeriggio lo fosse... ma potrei sbagliarmi, certo.
      Bene. Buona giornata.

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    7. Appunto Void.
      Poiché ritieni che i miei commenti siano provocatori, quando, in realtà, le mie intenzioni sono sempre state differenti, mi pare chiaro che tra di noi ci sia un evidente problema di comunicazione.
      Succede, anche nelle migliori famiglie.
      Figuriamoci qui.
      Per evitare altri fraintendimenti, eviterò di commentare nuovamente.
      Buona giornata a te.

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    8. A me pare tanto una scusa per defilarti: potevi farlo silenziosamente e nessuno te lo avrebbe rimproverato ;)
      Che per un solo e unico equivoco, fra l'altro neanche tanto equivoco perché il tuo commento fu:
      "(Questo post) fa male al cuore e ai polmoni :("
      In un post in cui avevo scritto
      "(Ho) la solitudine nei polmoni"
      (Per dire che la respiro)
      ... tu voglia già stabilire che non commenterai più il mio blog... liberissima di farlo, certo, ma qua mi pare che tu stia un po' prendendo la palla al balzo.
      Fra l'altro, dovresti a questo punto spiegare, se ci riesci, come fai ad avvertire "dolore ai polmoni" per empatia: non mi pare sia un organo interessato in tal senso.
      Dai, prendevi per il culo. E hai montato questo teatrino discutibile per cosa? Per far la vittima?
      Io mi sono pure scusata, tu mi hai fra l'altro calunniata ("Diverse volte hai eliminato i miei commenti dal tuo blog"... MA QUANDO?!) e adesso siccome non vuoi perdere di vista l'obbiettivo che ti eri proposta sin dall'inizio, nonostante sostanzialmente io sia stata conciliatoria, continui con la tua freddezza insensata.
      Ripeto: potevi anche non commentare più e ignorare i miei post e persino toglierti dai followers senza bisogno di arrivare a tanto. Se ti infastidiva anche la mia presenza qui, una volta che l'avessi fatto io naturalmente avrei reagito di conseguenza.
      Se ti ha infastidito che ti abbia parlato di spontaneità è perché tu mi hai doppiamente provocata facendo riferimento ai miei "demoni" quasi con sprezzo nel post precedente, fra i commenti. Quando si fa riferimento a problemi personali di una persona, come un disagio di qualunque natura, bisogna farlo col dovuto rispetto. Se tu rispetto non ne hai è un problema di ineducazione tua, certo non ho intenzione di prostrarmi se mi tratti diversamente da come tratti il resto dei tuoi commentatori solo perché segui il mio blog da un po' di tempo e quindi sai che ho determinati "problemi" e mi stigmatizzi di conseguenza.
      Mi sono sentita offesa due volte e ho reagito una sola volta. Legittimo, mi sembra.
      Mi è anche dispiaciuto in ogni caso e ho cercato pure, per amor di pace, di convincerti a metter da parte tutto. Di mantenere un clima cordiale non per lo scambio di commenti - tu di commenti ne hai comunque abbastanza anche senza di me e io non ne sento la necessità - ma per amor di civiltà. Se vuoi andartene me ne dispiaccio il necessario, ma da parte mia non mi sento minimamente in colpa di nulla neanch'io.
      Arrivederci e buon proseguimento.

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    9. Void, ti rispondo per punti dopodiché la finisco perché, come scritto nel post, la mia voglia di spiegare per filo e per segno qualunque cosa scriva si è esaurita negli anni.

      1) Non ho bisogno di scuse per defilarmi. Quando un blog non mi interessa più, semplicemente smetto di partecipare. Sempre fatto così, e non sono una blogger che ha iniziato ieri.

      2) Non vedo l'insensatezza né la provocazione del commento che ho scritto. Lo riscriverei esattamente allo stesso modo.

      3) L'empatia c'è o non c'è, non può essere spiegata a chiare lettere. Sarebbe come cercare di descrivere il volo di una farfalla...lo puoi solo osservare e "sentire".

      4) Prendevo per il culo dici...beh. Questo è il tuo pensiero e mi conferma, pienamente, che nel tuo spazio non dovrò più mettere piede perché non esiste conciliazione possibile tra due persone che non riescano a comprendersi minimamente. Il vittimismo, poi, io non ce lo vedo in questo post. Proprio per niente.

      5) Abbiamo tutti dei demoni. Chi non li ha, beato lui. Non ho utilizzato disprezzo e se è ciò che tu hai percepito, sei ancora molto lontana dalla verità...ma arrivata a questo punto, credimi, non me ne stupisco più. Mai detto che tu debba prostrarti...a me sta bene che ciascuna di noi resti nel suo spazio senza più invadere quello altrui, dal momento che la nostra incomunicabilità mi pare essere totale.

      6) Fai bene a non dispiacertene, non occorre. Nella vita i problemi sono altri.
      Buon proseguimento a te.

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    10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    11. Va bene Dama. Come desideri :) mi sembra di esser sempre stata gentilissima con te ma visto che ritieni giusto a questo punto che le cose prendano questa svolta posso solo dire "Amen".
      Ancora un altro buon proseguimento e buona giornata.

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  4. Mi sento di dirti che Forse perché è un po' difficile capire i tuoi input.
    Palesi un sentimento e poi lo neghi tipo quella malinconia che attraversa i tuoi post che poi dici che nella vita di tutti o giorni non c'è e uno non capisce dove la vera Sara. Non è una critica e un modo di ragionare con te.

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    1. Tranquilla Anna, non l'avverto come una critica.
      Quello che dico è comunque vero. La malinconia fa parte della mia vita come molti altri sentimenti quali la gioia, l'allegria, la spensieratezza, il senso di responsabilità e così via.
      Non nego la malinconia, dico semmai che porto qui soprattutto quella e quindi chi legge ha l'impressione che la mia vita ne sia pervasa. Non è esattamente così.
      Qui c'è una piccolissima parte, non il tutto.

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  5. "Qui c'è una piccolissima parte, non il tutto". Mi piace !!!
    Non è possibile che TUTTI quelli che ti leggono possano
    capire come sei "dentro". Io credo che tu abbia molti sentimenti,
    anche contrastanti , ma tutti noi li abbiamo .
    C'è una bellissima poesia di Prévert : (la preferisco in Inglese)
    I am as I am
    I'm made that way....

    Io l'ho sempre pensato , o mi si accetta come sono , o mi si
    lascia perdere . No problem.
    Vivi serena . Ti abbraccio . Laura

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    1. Il discorso di Prevert lo comprendo ma non lo trovo giusto.
      "Io sono come sono", certo, è anche giusto. Però a me sembra un modo per trincerarsi dietro i propri limiti anziché cercare di sorpassarli, smussarli, migliorarli.
      Anche a me è spesso capitato di ragionare in questo modo ma, pur facendolo, non lo trovo sempre corretto.

      Comunque si, lascio perdere.
      Ci sono questioni che necessitano della mia attenzione più di queste piccolezze.
      Vivo serena, certo :)
      Un abbraccio a te e grazie.

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  6. Anch'io ho smesso di dare spiegazioni, sai?
    Però, a quei pochi che amo, continuo a darne, persino più di quanto non dovrei.
    Dico sempre che basto a me stessa e che chi c'è è bene, chi non c'è pazienza, ma in realtà non è vero.
    Faccio l'impossibile per tenere nella mia vita quelle poche persone che la colorano di poesia.
    Quindi, voglio credere che per te sia lo stesso.
    Che non spendi parole al vento, ma sai esserne generosa lì dove servono.
    Un bacio

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    1. Gli affetti con questo post non c'entrano, li escludo del tutto. Anche perché, con loro, la comunicazione avviene più spesso vis a vis che per iscritto :)
      Un abbraccio.

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  7. Ho scritto tanti post sulla comunicazione e in tutti ho sottolineato la difficoltà della comunicazione scritta che, ancor più di quella verbale che si avvale della tonalità della voce, dello sguardo, della postura, è molto più rigida e per questo deve essere il più possibile chiara, esplicita, sebbene rispettosa. Nonostante queste accortezze, sovente si viene ugualmente fraintesi. Pazienza. La cosa importante è essere sempre in buona fede e questo, se si è attenti alla persona, lo si può comprendere con facilità. Ciao.
    sinforosa

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    1. La comunicazione scritta è indubbiamente "rischiosa", problematica. A volte ci si connette alla perfezione, altre si resta lontanissimi, impossibilitati a comprendersi.
      Ci sta anche questo. Come dici tu: pazienza.
      Ciao Sinforosa.

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  8. ma con chi sarebbe successo l'equivoco?

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    1. Questo è ininfluente Fra, non mi piace fare pettegolezzo.
      Il post ha la stessa valenza anche genericamente.

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  9. Mi trovo molto vicino alle tue parole in questa fase della vita (penso anche perché siamo più o meno coetanei). Dal punto di vista del blog ad un certo punto ho capito che va anche bene che ognuno recepisca ciò che preferisce, anzi è anche bello perché così ognuno ha modo di ragionare in modo diverso :)
    Nella vita invece, se un tempo cercavo di indagare, come dici tu, ormai ho perso la pazienza, anche perché è inutile.
    Un bacio!

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    1. Ciao Pier,
      siamo quasi coetanei ma io sono un poco più vecchia...purtroppo :D
      Non ho problemi che qualcuno recepisca diversamente quello che scrivo, fa parte del gioco. Il mio sentire non può essere uguale a quello altrui.
      Per quanto riguarda la pazienza hai ragione tu. Crescendo un po' evapora. Baci.

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  10. Cara Sara, non dovresti troppo preoccuparti, che passa da te ne sono sicuro ritorna, i punti interessanti sono tanti, ciò che scrivi piace tanto.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso,
      in realtà non mi preoccupo :) avevo solo voglia di esprimere un concetto.
      Un sorriso anche a te. A presto.

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  11. Una volta ancora trovo molto vicino questo tuo sentire, la difficoltà oggettiva nel comprendere ed essere compresi che si associa ad un essere comunque in pace con se stessi senza bisogno di tante parole e spiegazioni.
    A me lo ha insegnato mio marito (che è anche la mia roccia): c'è un numero limitato di volte in cui dare conto, poi basta, poi diventa stucchevole e senza senso.
    C'è un senso di delusione nel non riuscire a farmi comprendere ma dipende più da una forma di orgoglio ho realizzato.
    Tu scrolla la polvere da chi non si sforza di venirti incontro, che poi il virtuale ha una importanza superficiale.
    Sei bella dentro così come sei, luci ed ombre, discorsi e silenzi e ad ascoltarti si capisce il mondo che hai dentro!

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    1. Ciao Alahambra, io tante volte ci provo a spiegare, ma quando mi rendo conto di avere a che fare con qualcuno che vede il marchio anche dove non c'è, semplicemente alzo le mani. Sul serio trovo controproducente perdere tempo in cose di questo tipo. La vita è fatta di cose più importanti cui stare dietro e a quelle cose deve andare la nostra attenzione.
      PS= come va al lavoro? ci stai capendo qualcosa o sei un po' in alto mare? Un abbraccio e grazie.

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    2. Mi trovo molto in linea con questo pensiero/modo di agire.
      Al lavoro sto imparando gli argomenti specifici e intanto prendo confidenza con il modo di operare che esiste. Devo dire che la difficoltà è più che altro la seconda. Vengo da 20 anni di lavoro in cui mi sono creata una struttura mentale e da 8 in cui ho gestito un ufficio da sola come meglio mi sembrava. Dover cambiare tutti i miei percorsi mi risulta piuttosto pesante anche se, ovviamente, non è certo una cosa grave o insormontabile.
      Grazie a te ed un abbraccio stretto!

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    3. Certo, non è una cosa grave o insormontabile, però mi rendo conto di quanto possa essere complicato ricominciare tutto da capo dopo aver appreso uno schema mentale differente.
      Dai che ce la fai, sei una bomba e io lo so.
      Ricambio il tuo abbraccio.

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  12. Ho capito che è inutile e anche controproducente pretendere di essere capiti da tutti.

    Come è vero... ti mando un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Ciao Nuvola, che fine hai fatto, ancora oberata di lavoro?
      Comunque si, ormai me ne convinco sempre di più.
      Un abbraccio.

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  13. Come si può vedere avevo commentato e poi cancellato perché volevo starmene fuori non volevo più seguire quindi commentare i tuoi post. Non perché non interessanti, anzi...solo perché a volte sembro invadente e a me questa sensazione dà fastidio. Non ci conosciamo e non ci conosceremo mai e allora non posso dire fai bene, fai male e via discorrendo. Una volta ti dissi che per la tua sensibilità assomigli a mia figlia, avete la stessa attrazione per la pachamama UGUALE ed è per questo che a volte mi sono permesso di "analizzare e interpretare" i tuoi pensieri (sbagliando).
    La tua sensibilità ti ha fatto commentare perché ti sentivi accusata ingiustamente.
    Dopo questo sproloquio vengo a dirti ciò che avevo scritto e cioè che ti dovevi fermare alla risposta al commento dell'altro post e non scrivere questo. Visto? Avevo dato una mia opinione come se fosse quella giusta sbagliando di nuovo.
    I giorni scorsi un'altra blogger scriveva qui e su altri blog per "salutare" Gus e questo ci fa rendere conto di quanto sia difficile comunicare sul web dove tutto è il contrario di tutto, dove può esserci il lupo cattivo travestito da pecora ecc ecc. Certo ho scoperto l'acqua calda ma la mia esperienza e forse il mio anirnisiaq fanno in modo da farmi girare alla larga da alcune situazioni apparentemente tranquille che poi si rivelano tragedie greche.
    Quello che ho scritto riguardo il web è assolutamente un discorso in generale senza riferimenti a nessuno/a.
    Se qualcuno invece dovesse sentirsi toccato da quello che ho detto non scriva qui dove non è casa nostra ma sul mio blog. Grazie
    Ciao Sara.

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    1. Ciao Sotu,
      se posso dirti quello che penso, tu non sei mai stato invadente. I nostri scambi sono sempre stati spunto di riflessione e di arricchimento per me. Non posso pensare che lo siano stati anche per te, del resto io sono più giovane e quindi conosco la vita e le sue emozioni molto meno di quanto le conosca tu.
      Avresti potuto commentare anche subito, non avresti sbagliato. Io certamente avrei potuto risparmiarmi questo post, ma ormai hai capito che preferisco gettare qui le mie scorie piuttosto che portarmele appresso.
      Se te ne vai, mi dispiace immensamente. I tuoi commenti sono sempre stati espressi con un garbo tale che, anche qualora si fossero discostati dalla verità, non sarebbero mai risultati eccessivi, spiacevoli o invadenti.
      Non ti trattengo ovviamente, non lo posso fare. Però parli del tuo blog, che io non conosco e sul quale vorrei arrivare, sempre che tu voglia darmene modo e possibilità.
      Un abbraccio e mille grazie, di tutto.

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    2. "Non posso pensare che lo siano stati anche per te..."
      Quando si ha a che fare con delle belle persone e persone belle ci si arricchisce sempre.
      Ad maiora.

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  14. Cinnamon Kitty5 febbraio 2019 12:46

    Ricorda sempre che tu sei responsabile di quello che dici/scrivi e non di quello che gli altri capiscono!
    Mi è poi venuta in mente la frase di un autore (mi pare Eco, ma non ne sono sicura) che disse che rimaneva sempre sorpreso di quello che i lettori e i critici trovavano nei suoi libri: come se lui nemmeno si fosse reso conto di aver scritto ciò che gli altri vi leggevano!
    Un abbraccio

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    1. E così per l'arte, se ci pensi.
      Quante cose trovi, in un quadro, a cui l'autore non aveva pensato neppure?
      O in una poesia, o in un romanzo...
      Un abbraccio.

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  15. Io cerco di fare in modo che l'interpretazione di quanto scrivo sia quella che volevo fare arrivare io, vero è che talvolta non riesce. Polemiche sono successe in passato ma sempre per commentatori sopra le righe e poi allontanatisi.

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    1. Cose che capitano Daniele, non ci si può lambiccare troppo :)
      Comunque i tuoi scritti vanno sempre dritto al punto.

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    2. Io non sono una "commentatrice sopra le righe".
      Ho sempre commentato in maniera sobria ed educata.
      E' LaDama Bianca che vuole farmi passare così.
      Ha montato questa ridicola polemica perché non le è andata giù che io non avessi tollerato le sue prese in giro nel mio blog (il suo modo di interagire incivile) e le abbia risposto per le rime.

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    3. Sunny (o Void, che dir si voglia).
      Non pensare che tutto ciò che esce da questo post sia destinato a te. Ciò che era destinato a te ti è stato detto.
      In questo commento rispondevo a Daniele sui suoi commentatori sopra le righe, non parlavo dei miei.

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  16. Visto che hai fatto il teatrino, levati dai miei follow.
    Non venire più a ficcanasare perché in fondo quello che scrivo ti suscita curiosità.
    Io del tuo blog ne faccio volentieri a meno e l'ho dimostrato togliendomi dagli iscritti.
    Fai altrettanto.

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