lunedì 24 dicembre 2018

Ricordi di Natali Passati

C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui attendevo il Natale come lo facevo da bambina. Con trepidazione. 
Iniziavo a pensarci già a novembre, sentivo l'emozione crescere indomita dentro di me e farsi sempre più grande, quasi venire fuori e poi scoppiare come grandine dal cielo. Lo sentivo in un punto imprecisato del mio essere, che forse era il cuore oppure era l'anima. Ed era un pensiero così bello, ampio, avvolgente e riscaldante che mi sembrava potesse tenermi stretta come in un abbraccio.

Fonte: comocity. it

Poi è venuto il lavoro, quelle ore interminabili a preparare pacchi, a macinare doppi turni, ad ascoltare il delirio. Sentivo la musica natalizia in filodiffusione sulla piazza del mio paese, ma io ero dentro e mi sembrava di impazzire. Poi uscivo e stremata raggiungevo i miei e Fred che era arrivato dal mare, solo per me. E avrei tanto voluto condividere quella gioia, quei preparativi, quel festoso cucinare. Ma ero così stanca, provata e satura di gente e di discorsi e di diritti umani calpestati, che mi sedevo pigramente aspettando solo che il tempo passasse. Che la notte venisse e mi accogliesse con sé. 

Però c'era ancora zio. I suoi momenti di depressione scomposta e quelli di allegria entusiasta. Mi piaceva il suo sorriso, era Natale anch'esso. Era con me quando lo festeggiavo trepidante e guardavamo la tovaglia rossa, le candele oro e fuori il freddo sembrava così distante.
Potevo ancora toccarlo, sentire che anche se avevamo perso la zia e quei giorni di gioia incontaminata, c'eravamo ancora noi. Ci si poteva ancora stringere.
E mi piaceva quell'ansia galoppante di aprire i pacchetti, ma soprattutto mi piaceva il chiacchiericcio. Le loro voci, quelle delle persone che più amo, tutte lì. 

E anche se adesso, nel ripensare a tutto questo, una lacrima solitaria mi bagna le guance, io sono felice.
Perché questa sera sarò a casa di persone che conosco poco, ma dalle quali mi sentirò accettata. 
Perché domani sarò a casa mia, quella della mia infanzia. Ci saranno le battute strambe di mio padre, le premure di mia madre, il calore di mio fratello. Ci sarà Fred e le sue braccia forti. Ci saranno i miei cugini e i biscotti al cioccolato. E cose buone da mangiare e ricordi nuovi da scrivere.

E allora tanti auguri amici. A tutti. 
Perché sia un Natale entusiasta, colorato, sereno, gioioso come voi tutti meritate.
Grazie di essere qui sempre ad ascoltare il ruggito dei miei pensieri scossi senza mandarmi, ancora, a quel paese. Buon Natale. Bello, ampio, rotondo. 

16 commenti:

  1. Cara Sara, oggi una giornata intensa, con molte visite immagina che non ho avuto il tempo di accendere il PC. Finalmente ora posso guardare i tanti post, e salutare tutti, sempre piano piano.
    Ciao e buon Natale e che domani sia quello che ci lasci la vera pace.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, non c'è fretta, neanche per salutarsi.
      Passa un felice Natale delle buone feste, tutte. Baci.

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  2. Un augurio di un Buon Natale ruggente!

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  3. Cara Dama , che bel racconto , che bei ricordi ,che bei
    progetti per questa sera, domani , dopodomani e fanne altri
    ancora . Mi raccomando , non dimenticarti di riposare...
    Un felice Natale a tutta la famiglia riunita . Smack .
    Laura

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    1. "Non dimenticarti di riposare"...chissà, magari ci provo.
      Un felice Natale a tutti voi ed un abbraccio.

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  4. Buon Natale Sarina :* Un Natale che ti avvolga del meglio che vuoi e che ti coccoli come ti meriti!

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    1. Buon Natale a te Saretta :)
      Che tante coccole siano inviate anche a te. Un abbraccio.

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  5. Hai descritto la bellezza della famiglia nel giorno di Natale, tutti insieme a chiacchierare serenamente. Buon Natale, di cuore.
    sinforosa

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  6. Ci sarà anche tuo zio.
    Così come mio padre sarà a casa con noi.
    Buon Natale, Sara.
    Ti abbraccio forte.

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    1. C'era. Qualcuno l'ha nominato, forse inavvertitamente. Ci ho pensato in quel momento ma l'ho fatto anche prima.
      Ci sarà anche tuo padre, ne sono convinta.
      Buon Natale Claudia e un caro abbraccio.

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  7. L'emozione che cresce dentro di noi...
    bellissima sensazione.
    Crescendo siamo stati comunque fortunati, perché quella sensazione l'abbiamo provata spesso, anche "lontano" da questo 25 dicembre.
    Il lavoro certo toglie entusiasmo. Le persone che non ci sono più alla nostra tavola regalano ricordi colmi di tristezza.
    Ma le persone che abbiamo vicino a noi ci regalano abbracci e sorrisi.
    Braccia forti ti stringeranno e ti daranno calore, volti amici ti daranno sorrisi.
    Un po' di affetto te lo mandiamo anche noi, amici distanti solo fisicamente.
    Auguroni di cuore

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    1. Ciao Riccardo,
      a me il lavoro piace di solito ma ho avuto giornate, in passato e in quei giorni, che non mi piacerebbe rivivere. Però che importa, sono passati ormai. Resta un bagaglio di ricordi tanto più belli.

      La tua ultima frase mi ha scaldato il cuore. Altroché se mi mandate affetto, lo fate sempre. E grazie di esserci.
      Un milione di auguri :)

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