domenica 25 novembre 2018

#NoAllaViolenzaSulleDonne

Avevo quattordici o forse quindici anni.
Era quello il momento in cui iniziavo a scoprire il mondo, ad esplorarlo con occhi diversi da quelli dell'infanzia. 
Quel sabato pomeriggio indossai la mia prima minigonna. Me l'aveva regalata la mia cugina di Milano e lei si che era alla moda. Mica come me che mettevo sempre roba un po' bruttina che mi faceva somigliare ad un fagotto.  
Mi piaceva quella minigonna, mi faceva sentire adulta anche se ero poco più di una bambina mora con i riccioli. 
Presi un gelato con la mia migliore amica, guardai i negozi sulla piazza. Ero felice.

Fonte: toluna. com

Finito il giro mi fermò un uomo. 
Mi guardava come gli uomini che conoscevo non mi avevano guardato mai. Ero abituata agli sguardi protettivi di mio padre, a quelli giocosi degli zii, agli occhi birbanti dei miei compagni di scuola. Ma non avevo mai avuto a che fare con uno sguardo lascivo.
Mi chiese di potermi accompagnare a casa. Sorrideva in modo strano e teneva gli occhi fissi sulle mie gambe nude. Dissi di no, ovviamente.

Tornata a casa tolsi la gonna e la gettai via, preda di un turbamento che conobbi quel giorno ma con cui ho avuto a che fare tante altre volte, in seguito. Mia madre mi chiese perché stessi buttando via qualcosa che mi piaceva tanto ma io provai vergogna per quel senso di smarrimento e non le raccontai nulla. 
Non credevo fosse colpa di quel tipo, credevo fosse colpa mia e di quella gonna che avevo osato indossare. 

Quella non fu solo la mia prima minigonna, fu anche l'ultima. 
E ancora oggi, a 33 anni, ogni volta che desidero indossare qualcosa che mi piace penso :" meglio di no, meglio se lo metto quando sono accompagnata, meglio infilare i pantaloni". 
Ci sono tante forme di violenza. Far sentire una donna in boccio un pezzo di carne è una di queste. Quindi oggi, 25 novembre, anche io dico #noallaviolenzasulledonne.


64 commenti:

  1. Caspita.
    Mi hai fatto ricordare dell'unica volta nella mia vita che ho avuto paura di un uomo.
    Avevo 20 anni e lavoravo in una nota azienda del mio paese, oltre a scrivere per i giornali.
    Quella sera ero andata a teatro con mia madre, per recensire uno spettacolo.
    Incontrammo un amico di papà, responsabile del personale nella mia azienda.
    Era il suo compleanno.
    Mi chiese di fermarmi per un drink nel bar di fronte e che mi avrebbe riaccompagnata lui a casa.
    Accettai. Era già accaduto altre volte.
    Quella sera, però, prese una strada diversa, ed io avevo vergogna di chiedere dove stessimo andando.
    In un baleno mi ritrovai sul lungomare. Mi disse: "Guarda. Questo è il mio posto segreto. Mi dona pace. Ho voluto condividerlo con te".
    Mantenni la calma e gli dissi: "Grazie, ma ora portami a casa".
    Non ho mai più accettato un suo passaggio e non ho mai confidato a papà l'accaduto.
    Ah, per fortuna indossavo i pantaloni. Le gonne non mi piacciono.
    Scusa se mi sono dilungata. Hai toccato una corda delicata.
    Intanto, ti abbraccio.

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    1. Hai fatto bene a dilungarti, mi piace conoscere anche le vostre esperienze.
      Il fatto che tu abbia avuto una sola volta paura di un uomo fa di te una donna fortunata.
      E siamo fortunate anche per molto altro: in casa nostra, i nostri uomini ci rispettano.
      Un abbraccio anche a te.

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    2. Ti dirò una cosa che ho omesso nel commento precedente.
      Non l'avevo MAI raccontato a nessuno. E mi ha fatto bene.
      Quindi GRAZIE.
      P.S. Paura non ne ho più avuta perché le esperienze di vita mi hanno resa una tigre e ho l'arroganza di credere che potrei distruggere qualsiasi molestatore a colpi di testate. Lo so che loro sono più forti, ma preferisco pensare di essere invincibile. Aiuta... 😉

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    3. Claudia anche io non avevo mai raccontato questo episodio ad anima viva e come te ho provato sollievo nel farlo :) vedi che forse parlare aiuta più che tacere.
      Grazie a te per avermene parlato.

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    4. Esperienze, le vostre, che provocano paura mettendosi nei panni vostri (sia a 14 che a 20 anni).
      E purtroppo temo che siano esperienze molto diffuse. Nel caso di Claudia sono rimasto sorpreso, perché conoscendo la Claudia di adesso, mi sarei immaginato un bel cazzotto verso questo signore.
      Anche se Claudia sei stata comunque molto brava a gestire quella situazione così pericolosa.

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    5. Ho dimenticato di dire che il tipo era un compagno di scuola di mio padre.
      Quindi, all'epoca dei fatti aveva 47 anni, 27 più di me.
      Ecco perché provavo disagio.
      Oggi sicuramente gli avrei dato un bel cazzotto nel muso, ma all'epoca ero ancora "innocua". 😉

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    6. @Riccardo è esistito un tempo in cui Claudia era innocua :D oggi non lo si direbbe mai, e invece...

      @Claudia sto scherzando ovviamente :D meglio sdrammatizzare fra noi.

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    7. 😂😂😂😂
      Niente più torta al cioccolato per te. Altro che! 😜

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    8. Ne sarà felice la mia linea :D
      Io però mi dolgo molto.

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  2. Sara,
    se tu mettessi una minigonna, sarei il primo a guardarti. Ma non ci sarebbe nulla di male. Le cose belle sono fatte per essere guardate, ovviamente sempre con rispetto (e sicuramente il 'signore' di cui racconti il rispetto non sa neanche dove stia di casa).
    Allo stesso tempo è giusto che una persona sia libera anche di vestirsi come più le piace, valorizzando i propri punti di forza. Quindi se a una ragazza piace la minigonna, deve essere libera di metterla. E' vero che se vedo passare una bella ragazza in minigonna, la guardo e penso che sia bella, non penso "Oh deve essere molto intelligente". Ma questo non significa sminuirne il suo valore di donna, la sua intelligenza.
    Per le minorenni deve valere lo stesso, non possono vestirsi con il burqa per proteggersi dagli uomini.
    L'uomo deve essere intelligente e capire che non è onorevole mettersi a guardare una 14enne (peraltro quando io incrocio delle ragazzine 'vistose', vado in imbarazzo) e che c'è un ampio range di donne sulle quale potersi soffermare (ovviamente in senso buono eh).
    Fermare una 14enne, guardarla con occhi da infoiato e chiederle un passaggio è spregevole e disgutoso. Ma temo che per questi maniaci non sia neanche un discorso di minigonna...

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    1. Riccardo io sono la prima a dire che gli occhi sono fatti per guardare, tant'è che gli sguardi "normali" solitamente non mi fanno né caldo né freddo.
      Su quelli davvero credo non ci sia nulla di male. Io stessa guardo ciò che mi incuriosisce.

      Ma tu stesso hai compreso, da uomo, la differenza tra un comportamento innocuo ed uno che fa schifo. Perché questo è, e le cose vanno chiamate col loro nome. Quell'uomo, il suo sguardo e il suo comportamento mi hanno messa in imbarazzo e mi hanno fatto schifo. Peraltro è questo quello che succede, poi: ci sentiamo noi colpevoli, si mettono in moto meccanismi psicologici sbagliati.

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    2. interessante. Ma esattamente - a parte i casi disperati (tanto maschi quanto femmine) è davvero possibile quantificare quella linea di demarcazione che separa uno sguardo "normale" da uno che normale non è? E perché proprio in italia l'età del consenso è tra le più basse al mondo? Vi lascio una poesia di antonia pozzi. Le sto spargendo ovunque per non dimenticare.
      madmath-child.blogspot.com

      Inverno lungo
      Per un raggio di sole non è
      lo sgelo.
      Ancora l'intrico pallido
      delle ombre
      è l'unico ornamento della terra
      sotto gli alberi nudi.
      In Norvegia – ora – sul ghiaccio
      danzano i bimbi, vestiti
      di panno rosso;
      con le lame dei pattini disegnano
      fiori d'argento
      su quella che fu
      acqua oscura –
      Oh, agghiacciarsi ancor più,
      esser per gli occhi
      che dalle rive guardano
      solo una lastra lucente, dura –
      mentre dissolvono le nebbie, ai limiti
      delle foreste – i miraggi
      dell'aurora –
      31 dicembre 1934

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    3. Guardi una ragazza bella come ammiri un dipinto di Modigliani.
      E' una questione di dignità e rispetto per gli altri.

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    4. @MadMath io penso che quella linea sia sottile ma individuabile. Se ti guardo con curiosità e magari ti sorrido anche, non puoi pensare che voglia qualcosa da te. Se ti guardo come se tu fossi un bel vestito in negozio, con brama, con gli occhi che mi escono dalle orbite, e magari entro anche a toccare...beh, lì siamo già oltre il semplice sguardo curioso. Mille grazie per aver lasciato qui questa poesia :)

      @Gus concordo.

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    5. @gus una ragazza "bella" non è un quadro "bello"; inoltre forse il tuo inconscio ti tradisce: il riferimento a modigliani non è opportuno: già ossessivo e compulsivo per l'erotismo delle femmine,alcolista se la faceva con una ragazzina che poi si suicidò, per giunta incinta di lui (qui una certa intervista fantastica con senso dell'umorismo http://www.liberaeva.com/intervisteimpossibili/JeanneHebuterne.htm)

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    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    7. avevo dimenticato il riferimento.
      @ladama bianca
      Individuabile? Davvero? A parte certi comportamenti eclatanti che però non sono esaustivi, ogni demarcazione rischia di indurre una forma di etica sessuale pericolosa perché potenzialmente potrebbe trascinare verso una china scivolosa. Tu affermi che "Se ti guardo con curiosità e magari ti sorrido anche, non puoi pensare che voglia qualcosa da te" questo forse potrà valere per te, ma posso assicurarti di essere stato testimone di situazioni in cui questo è falso o perlomeno ambiguo. Per quanto riguarda il bel vestito in negozio, è l'aggettivo "bello" ad essere problematico: rimanda all'esposizione dei corpi, anch'essa voluta e celata. Se c'è contatto, il discorso è altro ed esula dall'argomentazione; ma potrei pure affermare che certi contatti sono sufficientemente ambigui da generare controversie. Mi fa piacere che tu abbia gradito antonia pozzi; una di quelle certamente capaci di destare il mio interesse (e non prettamente sessuale); ma non a caso scelse il suicidio. Come la capisco.

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    8. Perché la capisci?
      Stai pensando al suicidio anche tu? spero proprio di no ;)

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  3. Da giovane ho viaggiato molto ,anche in Paesi Europei e a volte
    sono rientrata tardi la notte . Sola . Mai successo nulla .
    Roma , Ottobre , 7 pm. è già buio ma ci sono tante auto che
    passano in questa grande via . Vesto giacca e una gonna sopra
    il ginocchio . Un'ombra mi segue , ho un po di timore . Tengo
    molto stretta la borsetta , forse un ladro ,penso che potrei
    colpirlo con forza . L'ombra continua a seguirmi , incomincio
    ad avere paura . Improvvisamente l'ombra scompare . Un respiro
    di sollievo . Improvvisamente una mano si insinua sotto la mia
    gonna . Mando un urlo che non esce , mi strozzo . Lui scompare.
    Arrivo a casa della mia amica in preda a uno shock , tremo.
    Un bicchierino di un forte liquore , poi racconto....



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    1. Mamma mia, questo racconto mi ha messo i brividi :(
      Un'amica che talvolta commenta qui ha avuto un'esperienza simile, sempre a Roma e sempre di giorno.
      Mi dispiace molto per la tua brutta esperienza. Grazie per averla condivisa.

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    2. Sì sono io...La famosa toccata e fuga, davanti e dietro. Alle sue del pomeriggio e in pieno centro. Che tristezza. ..E che schifo. ..

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  4. Certi atteggiamenti, anche gli sguardi sporchi sono una violenza sulle donne.

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    1. E in quell'occasione non ero neppure una donna.
      Ero poco più di una bambina.

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  5. non lo so. io sono uno che se sfiora per sbaglio una donna in metropolitana causa calca subito ritira la mano e arrossisce, perchè pensa possa essere frainteso. e mi è successo di essere insultato perchè alla fermata dell'autobus mi sono avvicinato ad una quando in realtà, essendo fine luglio e con 36 gradi, cercavo di guadagnarmi un pò di ombra. dopodichè so bene cosa sia la violenza sulle donne, che è addirittura più grave della drammatica statistica dei femminicidi. però guai a cedere. le minigonne vanno messe. e io le belle donne con belle gambe le guardo. mia figlia, che sai quanto sia bella, se ne frega e manda affanculo tutti.

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    1. Fra tu puoi guardare tutte le donne che vuoi, e sono sicura che in un semplice guardare non ci sia nulla di male.
      Tra il guardare e fare il cascamorto se va bene o tentare approcci sbagliati - appunto, con le minorenni - ce ne passa. Tu sei una persona perbene e mi spiace sia stato insultato alla fermata del bus. O era isterica, o ne aveva già viste di tutti i colori e non ne poteva più.

      Tua figlia è bellissima, vero :)

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    2. @francesco "e io le belle donne con belle gambe le guardo" alla faccia della violenza di genere. E le "brutte" donne con gambe "belle" (sono possibili altre combinazioni) non le guarderesti? :)

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  6. Non mettersi nella situazione di farsi mandare affanculo.

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  7. Quindi deve indossare il burqa?

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    1. Credo che Gus intendesse che l'uomo debba evitare determinati atteggiamenti a priori, così da non farsi poi mandare a quel paese da una qualsiasi donna che magari può fraintendere.
      O almeno, io ho capito così :D

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  8. Un maiale, non trovo altre parole.
    Mi ricordo una sera d'inverno, avrò avuto 16 anni, stavo tornando da casa di una mia amica, grossomodo a mezzanotte. Tieni presente che abitavo in un paesino di 600 persone, isolato sui monti, dove non c'era criminalità. Non avevo paura a tornare a casa da sola la sera, al buio. Quella sera incontro un signore del paese visibilmente ubriaco che mi dice: "Dove vai bella signorina?!". Grazie al cielo ero proprio all'inizio della via di casa mia, che ho imboccato correndo. Ricordo ancora che indossavo degli stivali marroni e che, arrivata a casa, sentivo i polmoni scoppiare per quanto avevo corso: non riuscivo a regolarizzare il respiro. Quella è stata l'unica volta che ho avuto davvero paura.
    Ho provato invece una sensazione di schifo profondo per ben due volte e con due soggetti diversi, un mio collega e un mio superiore. In due occasioni diverse, entrambi, parlandomi, mi hanno poggiato la mano sul fianco. A scuola, di giorno, nei corridoi. Mi sono ritratta entrambe le volte con decisione. Il collega, peraltro, non perdeva occasione di farmi l'occhiolino ogniqualvolta mi incontrava. Vomitevole: non sono uomini.
    Un abbraccio

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    1. Io sono convinta che se ci mettessimo tutte a raccontare, troveremmo mille aneddoti per ciascuna, anche simili se vogliamo.
      Tuttavia da adulte è già diverso, ma sulle ragazzine è intollerabile.

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    2. @ladama bianca "Tuttavia da adulte è già diverso, ma sulle ragazzine è intollerabile. " in cosa consisterebbe questa diversità? Avevo già sottolineato che l'età del consenso in italia è molto bassa, quattordici anni, piaccia o no. Ora in questo tempo neoliberista e postmoderno (io sono di fede anarchico-libertaria tanto per capirci) come facciamo a dare la giusta demarcazione? Se ti dico cosa vedo a scuola poi -_-

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    3. E' diverso l'approccio che una donna ha ad un episodio di "mancato rispetto", chiamiamolo così, rispetto ad una ragazzina.
      La ragazzina non ha gli strumenti giusti, la donna li ha già dovuti trovare.

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  9. Un bastardo, ma tu non devi lasciarti intimidire da quell'episodio. Ti devi vestire come vuoi, come preferisci che sia una tuta da ginnastica o una minigonna.

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    1. Nel vestire io seguo il mio stile, che è sempre femminile ma non succinto. Tuttavia è indubbio che gli sguardi altrui condizionino anche il presente. Non solo per quel tizio, anche per tutti quelli che ci sono stati dopo. Anche per questo dico sempre che la libertà non esiste.
      Si può guardare, gli occhi sono fatti per quello. Basterebbe non valicare la linea di confine.

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  10. Ho aspettato oggi, finita la giornata, per esprimere qualche considerazione che come immagini di certo dalla premessa è un po' controcorrente.
    A me questo tipo di campagna dà molta molta noia. Non vedo che differenza ci sia tra la violenza su una donna, su un uomo, su un cane, su una pianta. Violenza è violenza ed un comportamento violento è tale indipendentemente dall'oggetto sul quale è compiuto. Quindi un violento lo è a prescindere e la campagna dovrebbe quindi essere indirizzata alla totalità degli eventi.
    Mi infastidisce inoltre la categorizzazione, come a dire che le donne sono elemento a parte e in qualche modo necessitano di cure particolari o tutele specifiche. Questo divide invece che parificare.
    Insomma tutto questo mi irrita parecchio.
    Scusa, so bene che né tu né i tuoi commentatori intendete nulla di quello che ho scritto qui e che lo spirito con cui affrontate anche questo aspetto è del tutto limpido, ma mi infastidisce proprio tutta la pubblicità che vien fatta. La trovo sbagliata ed in qualche modo parzialmente offensiva.

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    1. Violenza è violenza, su questo non posso disquisire.
      Ma converrai con me che i dati riguardo le violenze perpetrate sulle donne sono assai più allarmanti di quelli per altre tipologie di violenza. Che poi la violenza sia da condannare tutta è innegabile.
      Comprendo comunque il tuo discorso :)

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    2. Ecco il punto è che non mi pare affatto siano così preponderanti e ho la netta impressione che siano espressi in modo da far clamore. Ma anche fossero così più marcate le violenze sulle donne perché il fatto che siano rivolte ad una donna le renderebbe più esecrabili? Questo è il punto.
      Esattamente come il discorso "femminicidi": uccidere una donna è peggio? Bisogna distinguere? Per me assolutamente no.

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    3. Nel momento in cui diventa un fenomeno, penso sia naturale chiamarlo in qualche modo.
      Quante volte hai sentito di una donna che rincasa e uccide marito e figli? beh, io forse nessuna.
      Quante volte hai sentito di un uomo che torna a casa e uccide moglie e figli? beh, io diverse volte.
      Quante volte hai sentito di una donna che sfigura il suo ex con l'acido perché l'ha lasciata? non mi è mai successo di leggere una notizia di questo tipo.
      Quante volte hai sentito di un uomo che sfigura la sua ex con l'acido perché è stato lasciato? anche qui, diverse volte purtroppo.
      E poi suvvia, è giusto che notizie di questo genere facciano clamore. Devono far clamore, perché non c'è nulla di normale in quello che succede in tante famiglie o sulle strade o sul lavoro oppure ovunque. Fintanto che faranno clamore significherà che abbiamo ancora una coscienza che sa prendere le distanze da determinati accadimenti.

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    4. Su YouTube ci sono diversi video di uomini sfigurati con l'acido da ex lasciate così come in giro trovi diverse testimonianze di uomini stuprati.
      Ho sentito spessissimo notizie di madri che hanno ammazzato i loro bimbi ad esempio e non mi sembra faccia tutta questa gran differenza il fatto che non abbiano ammazzato pure i compagni.
      Ed è esattamente quello che cercavo di dire: è un filone che fa notizia e allora via di titoloni e marce e indignazione quando non mi sembra affatto che ci sia questa disparità di crimini. Lo dico con una gran tristezza, sia chiaro, perché quello che vorrei io è che si parlasse appunto di crimini e violenza in generale, senza appiccicarci etichette di genere o di qualunque altro tipo.

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    5. Il filone fa sicuramente notizia, anche per questo ormai io non guardo più telegiornali e tanti fatti di attualità li leggo al volo poco prima di arrivare a lavoro, oppure me li raccontano i clienti.

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    6. @ alahambra,ladama bianca
      il femminicidio esiste effettivamente solo come fenomeno sociologico; non esiste come fattispecie giuridica. Il problema è certa politica un po' troppo schizzata che vorrebbe aggiungere infinite fattispecie senza curarsi di assicurare la certezza della pena.

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    7. Ma per fortuna non esiste come fattispecie, sarebbe assurdo e sbagliato!

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    8. non esiste come fattispecie giuridica, ma esiste come meme sociale (e, a rileggere i commenti sopra, desiderato). Mi chiedo il perché. Forse bisognerebbe studiare più filosofia del diritto :)

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    9. Desiderato è un parolone.
      Reputo semmai giusto che se ne parli e che si voglia far qualcosa per arginare il problema.

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  11. Quanti tipi di violenza che nemmeno si possono catalogare. Dove non c'è rispetto verso l'altro, verso il suo modo di vedere le cose, di pensare, di credo, uomo o donna che sia, c'è già violenza.
    Persino il linguaggio oggi è violento: parole offensive, parolacce, sparlare dell'altro, irridere l'altro... Sono atteggiamenti violenti perché non rispettosi dell'altro. E un linguaggio irrispettoso è l'anticamera di violenze più gravi. Quando la comunicazione è inadeguata, "non adulta", c'è il rischio di incorrere in violenze. La mia è una riflessione generale fra queste riflessioni personali a cui va tutta la mia solidarietà.
    sinforosa

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    1. Il linguaggio è esso stesso violento, hai ragione.
      La prevaricazione, anche, è violenza. E' l'imposizione di un pensiero, di un modo di fare, di un atteggiamento.
      Concordo con te sul fatto che sotto questi strati di violenza esista sempre una mancanza di rispetto di fondo.

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  12. quando cammino per strada non guardo mai le donne. nemmeno se le incrocio sul marciapiede, mentre camminano in direzione opposta alla mia. ho sempre pensato che, per una donna, sentirsi gli occhi degli uomini addosso, sia un forma di oggettivazione. fossi donna non saprei gestirlo, esattamente come non so gestire una donna che mi guarda.

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    1. Che carino che sei :)
      Però guardare e basta secondo me non è male.
      Il male è oltre lo sguardo, è mancare di rispetto, è chiedere qualcosa che non si dovrebbe. E' spiare, rincorrere, seguire, fissare una scollatura o un paio di gambe.

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    2. @digito ergo sum
      E se sei con una ragazza al bar che ti guarda negli occhi? Cambia la gestione? (non del bar...)
      Rimango sempre affascinato dagli schemi interni capaci di riflettere i sentimenti.

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  13. Io penso che la cosa più brutta è che siamo state tutte vittime in qualche modo di violenza da parte di un uomo e che spesso ci sentiamo solo spaventate mentre il resto del mondo si è assuefatto! Il mio primo pseudofidanzatino mi alzò le mani, me lo ricordo come ieri, e poi ci furono insulti e chiamate e il darmi della "puttanta"! Una volta dissi di "NO" a un ragazzo, insulti anche lì, forti pesanti, profondi! E quando ti toccano il culo e tu non vorresti, e ti costringono a baciarli, o gli apprezzamenti che più che apprezzamenti sono insulti!

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    1. Questi sono episodi terribili. Mi dispiace tanto Federica.

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    2. La cosa forse più brutta è che io e più di 3/4 delle mie amiche abbiamo avuto di queste esperienze! Uguale per molte amiche di mia madre!

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    3. Caspita, è un dato decisamente allarmante...
      una gran brutta media.

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  14. Solo una parola: bleah. Ha ragione chi ha scritto che a tutte è capitato almeno una volta una situazione del genere ed è squallido il pensiero.
    Bestie e basta.

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    1. @paola non tutti i maschietti sono così eh (e ci sono anche certe femmine moleste...)
      Comunque, nessun blog prima d'ora aveva attirato così tanti commenti da parte mia :)

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    2. @Paola e non sempre mal comune mezzo gaudio, ahimé.

      @MadMath questo mi commuove profondamente :D

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    3. MadMath, ci mancherebbe, lo so bene che non sono tutti così altrimenti povero mondo!
      E so anche che ci sono pure donne moleste o violente

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  15. @federica
    scusami ma io non ho mai usato violenza verso una femmina. Ma conosco molte femmine moleste o violente. E' doveroso sottolinearlo. E anche doveroso osservare come sia troppo diffuso in questo paese un certo egoismo-individualismo tanto femminile quanto maschile. Non ci si può meravigliare della violenza di genere come conseguenza.

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    1. Buongiorno all'autrice del post e a tutti i commentatori.

      Se mi viene permesso ,ho fatto delle mie personali riflessioni riguardo a quanti detto e commentato nel post, che si traducono in domande.
      Essendo io donna e trovandomi ad esempio sul tram ,se mi capita di vedere una donna con minigonna io sinceramente la guarderei,guarderei le sue gambe!

      Questo cosa vuol dire che sono perversa in qualche modo?
      Quale differenza esiste se a guardare una donna in minigonna sia un uomo o una donna?
      Quale pregiudizio bisogna soccombere dal momento in cui ci troviamo dinanzi post simili che descrivono simili realtà?

      Quello che ho osservato con maggiore attenzione è il "comportamento" che assume la persona magari anche timida ,al pensiero di essere un mal sospettato!Questo dovrebbe farci riflettere,questo tipo di atteggiamento che investe la moralità anche in chi non sfiora mininamente nessun atto di violenza...ma la "subisce" da atteggiamenti di persone influenzate dai mass media e da tutta quella forma di paradossale pubblicizzazione dei fenomeni di "violenza"... sulle donne!

      Spero mi venga permesso di elogiare chi riesce davvero a cogliere il senso più profondo della violenza, strumentalizzata allo stesso modo di chi la subisce davvero...

      Un equilibrio oltre che necessarie responsabilità dovrebbero essere doverose nell'uso o abuso della comunicazione!

      Per cui mi trovo perfettamente in sintonia con Sinforosa!

      Ma anche altri commentatori sono riusciti a far notare alcuni particolari di queste vicende che spesso sfuggono o sfociano in diatribe inutili,a mio parere.

      Grazie e buona giornata!

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    2. Chiunque tu sia, non ti sei firmata, ma grazie per il tuo parere :)
      Abbiamo detto quasi tutti che guardare una cosa bella o che incuriosisce non è sbagliato ed è ben lontano dall'essere un comportamento violento. Per cui che lo faccia un uomo o una donna, non vedo differenza alcuna.
      Il problema è la molestia, mica lo sguardo.
      Buona giornata a te.

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  16. "Finito il giro mi fermò un uomo.
    Mi guardava come gli uomini che conoscevo non mi avevano guardato mai. Ero abituata agli sguardi protettivi di mio padre, a quelli giocosi degli zii, agli occhi birbanti dei miei compagni di scuola. Ma non avevo mai avuto a che fare con uno sguardo lascivo.
    Mi chiese di potermi accompagnare a casa. Sorrideva in modo strano e teneva gli occhi fissi sulle mie gambe nude. Dissi di no, ovviamente."

    Evidentemente ho interpreto male io se leggo più di "sguardo ".


    Ci troviamo dinanzi due estremi :l'uno che il " mostro" possa nascondersi nello sguardo sospetto e l'altro che il mostro continua indisturbato a commettere violenza portando a termine l'esecuzione di un caso annunciato/denunciato, dando prova ad una "legge" che evidentemente resta tale fino a quando non la "legge" sul quotidiano "cronache di morte annunciata"..!

    Vedi questo post è un invito a raccontare storie vissute da donne dove l'uomo è sempre l'indiziato numero uno...un ottimo modo per perdere di vista l'oggettività di ogni tipo di violenza imputando il soggetto ossia :l'uomo!

    Ma io conservo la speranza che tu possa conservare una parte molto bella del commento incollato sopra :....gli sguardi protettivi di mio padre, a quelli giocosi degli zii, agli occhi birbanti dei miei compagni di scuola.

    La firma scusa,a volte dimentico di farlo.

    Linda

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    Risposte
    1. Ciao Linda, grazie per esserti firmata :)
      Ho raccontato la mia esperienza perché quella era, e di fronte a me c'era un uomo. Ci fosse stata una donna, avrei raccontato un'esperienza diversa, ugualmente fastidiosa probabilmente.
      Non desidero passi il messaggio che gli unici a mancare di rispetto o ad arrivare a commettere violenza siano gli uomini, ma nel mio caso è stato sempre così, in 33 anni. Ascolterei chiunque venisse a raccontarmi una storia diversa e non solo sotto questo post, ma ovunque.

      Certo che ricordo quelle cose belle :) era anche il mio modo di dire che la maggior parte degli uomini che conosco sono ben differenti da quell'esemplare lì.
      Buona giornata.

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