venerdì 12 ottobre 2018

Connessioni

Quando è entrata in negozio stavamo per chiudere. Avevo già sbrigato la maggior parte delle solite noiose e petulanti pratiche e già pregustavo il momento in cui sarei rientrata a casa e avrei abbandonato i miei abiti scuri in favore di una doccia rigenerante. 
La divisa è pratica e confortevole ma talvolta diventa pesante come quella seconda pelle che non vuoi.

Non aveva un viso allegro, tutt'altro. Occhiaie scure le cerchiavano lo sguardo ed il viso era più tirato e prostrato del solito. Ha chiesto un aperitivo e abbiamo pagato una bolletta. Senza che glielo chiedessimo ha raccontato di avere avuto una giornata infernale, ai limiti del sopportabile. Di aver commesso anche degli errori sul lavoro, sbagli che di solito si guarda bene dal compiere. L'ho vista a terra e anche se non mi è particolarmente simpatica per tante ragioni che non ha senso descrivere in questa sede, ho provato dispiacere per lei.

Fonte: bitmat. it

E allora, dal momento che a quell'ora il negozio si era svuotato, ho deciso di fare una cosa che raramente faccio. Ho detto la mia, anche se non mi era stato chiesto. 
Le ho detto che qualunque cosa fosse accaduto, era ormai passato. Messo dietro le spalle, finito, andato. E che domani, ovvero oggi, sarebbe stato un giorno diverso. Migliore, se lo avesse voluto. Che non ha senso definirsi per una giornata storta e che la vita non va mai valutata in un momento no. 
Ha troppi carichi: un lavoro che in pochi mesi è diventato di responsabilità, un figlio da crescere da sola, una casa da mandare avanti, due genitori anziani a cui dedicarsi un po'. Mi ha detto che vorrebbe una vita senza nulla da fare. Le ho risposto che deve sperare in una vita in cui poter fare meno, non in una vita vuota.
Le ho fatto un discorso sulla positività, su un'esistenza da vivere con entusiasmo ed ottimismo nonostante i fardelli da portarsi dietro la schiena. Una vita in cui ogni giorno andato male sia uno in meno da superare. Che le cose non possono essere risolte con un sorriso ma che un sorriso, spesso, disarma anche il più temibile dei nemici. 
Se non vogliamo che la marea ci travolga, la marea dobbiamo essere noi. Sicuri di noi stessi anche quando ci sembra di stare per crollare. 

Non siamo rimaste molto a parlare, forse solo una decina di minuti.
Però quando è andata via mi ha ringraziato, dicendo che le mie parole le avevano fatto bene e che sarebbe tornata a casa dal figlio molto meno scura in viso, pensando al giorno dopo in modo diverso, finalmente possibilista.

Forse questo è uno degli aspetti che più amo del mio lavoro: non sai mai chi entrerà dalla porta. Potrebbe essere un rapinatore che la vita te la strappa via con un solo proiettile, come è successo anni fa ad uno zio del mio compagno. Ma in molti casi è contatto umano, scambio, empatia, a volte persino emozione. Vedere quella donna uscire con la schiena dritta dopo essere entrata con la schiena curva è stata una piccola grande vittoria, di quelle che un po' scaldano il cuore e rendono felici di essere al mondo. 

29 commenti:

  1. Chissà se il cuore lo ha scaldato più a te o a lei.
    Presumo ad entrambe.
    Lunga vita ad i contatti umani. E alle antipatie rivalutate.
    Chissà, magari tornerà. E ti sembrerà quasi dolce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' una cliente fissa, la vedo spesso. Non è una sconosciuta, insomma. Tornerà sicuramente.
      Non so quale cuore si sia scaldato di più, credo comunque che questa chiacchierata abbia fatto bene ad entrambe.

      Elimina
  2. Oggi avrei bisogno anche io di entrare nel tuo negozio allora :)
    Dare conforto a una persona che magari si era anche comportata non benissimo (visto che appunto dici che non ti era molto simpatica) è un gesto di grande gentilezza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa che di questa persona avevo già scritto perché effettivamente non si è sempre comportata benissimo con me.
      Ma non importa, la vita va avanti ed io non mi fossilizzo.
      Se vuoi entrare in negozio, sei il benvenuto :)

      Elimina
  3. Fa piacere riuscire a dire le parole giuste che servono a togliere il magone al nostro prossimo.

    RispondiElimina
  4. Che bello! Incontrare persone come te nel momento giusto può essere una svolta per migliorare la giornata o anche cominciare a cambiare prospettiva :)
    Ce ne fossero di più...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mille grazie :)
      Vero che è difficile, me ne sono resa conto tante volte sulla mia pelle.

      Elimina
  5. Io ammetto di usare il personale per creare empatia in ambito lavorativo

    Questo perché bene o male capisco il mio interlocutore

    Però ieri mi hanno detto che sono paraculo 😁

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu sei probabilmente paraculo :D ma secondo me fai benissimo, soprattutto sul lavoro.

      Elimina
  6. E' la prima volta che leggo di un negozio che vende empatia, anzi no, non la vende, la regala :-)
    Complimenti, bellissimo gesto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è stato del tutto normale, quindi non lo percepisco come "bellissimo", ma ti ringrazio :)
      Di norma, se vedo una persona stare male, cerco di alleviarle la pena.

      Elimina
  7. Una vita in cui ogni giorno andato male sia uno in meno da superare.

    Bellissimo questo punto di vista... :)

    Che le cose non possono essere risolte con un sorriso ma che un sorriso, spesso, disarma anche il più temibile dei nemici.

    Mi è capitato di ricevere un sorriso gratuito più di una volta, in modo inaspettato, che mi ha fatto sorridere a mia volta e, in giornate particolarmente difficili, mi ha aiutato a superarle, sentendomi un attimo rincuorata.

    È bello, questo potere del sorriso, del bene dato e ricevuto gratuitamente.

    Che bella che sei, hai fatto davvero bene...

    Un abbraccio,
    Nuvola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Nuvola :)
      In questo caso non mi riferivo al sorriso altrui, offerto gratuitamente, quanto al nostro. A quei sorrisi che tiriamo fuori anche quando stiamo male, perché è sempre meglio usarne uno in più che uno in meno. La vita non merita di toglierci il sorriso, anche se tante volte è proprio quello che cerca di fare.
      Un abbraccio.

      Elimina
  8. Cinnamon Kitty12 ottobre 2018 20:31

    Te l'ho detto già che hai un gran cuore: non ti giri dall'altra parte!

    RispondiElimina
  9. È bello incontrare persone disposte ad ascoltare e tu lo hai fatto. Oggi è sempre più raro trovare qualcuno che sappia ascoltare non solo con gli orecchi ma soprattutto col cuore.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me piace ascoltare, purché il discorso non diventi troppo prolisso o noioso. In quel caso tendo a sfuggire perché la mia attenzione vacilla.
      Però di norma sono una persona che ascolta e a cui ci si può appoggiare.

      Elimina
  10. È che la gente non è abituata all'ascolto attivo...stenta a credere che qualcuno possa davvero trovare parole.
    A volte basta così poco...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono A. ��

      Elimina
    2. ...Lei stessa non è un tipo che ascolta. Più che altro parla...

      Elimina
  11. E' uno dei piaceri innegabili di chi ha a che fare con il pubblico. Io ho clienti assolutamente impenetrabili, ed altri che ti raccontano tutta la vita, e con i quali entri in splendida empatia. Sono quelli che ti generano il sorriso quando li vedi all'entrata. Dio li benedica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, alcuni parlano pure troppo :D
      Con altri riesco persino a divertirmi. Qualche sera fa abbiamo fatto una cena, è stato bello.

      Elimina
  12. Sei una bella persona, entrare nel tuo negozio significa uscirne arricchiti anche nell'animo.

    RispondiElimina
  13. hai raddrizzato di un milionesimo di grado l'asse terrestre, che detto così sembra poca cosa, invece è impresa epica.
    massimolegnani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il giorno dopo è tornata in negozio, aveva il sorriso sulle labbra. Mi ha fatto l'occhiolino ed ho capito... :)

      Elimina
  14. Hai fatto benissimo a fare un cambio alla "regola" di non da intrometterti perché a volte avere una parola di conforto da qualcuno che non ci conosce (e quindi anche se limitatamente) può darci una immagine più nitida delle cose. Sarei curioso di sapere se avrete altri confronti anche se mi sento un po' impiccione :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Macché impiccione ;)
      E' tornata il giorno dopo, indossava un bel sorriso. Quando le ho chiesto come andava, ha detto meglio col pollice in su. E ha ringraziato ancora per il giorno prima.

      Elimina