mercoledì 10 ottobre 2018

Caos Calmo

Questa è l'ora in cui mi piace scrivere. Quella in cui la casa diventa taciturna ed io posso ascoltare solo il rumore delle mie dita sui tasti. E' una sorta di raccoglimento o di meditazione. Vedo le parole fluire fuori con una naturalezza sconvolgente ed i miei pensieri allinearsi nonostante il caos calmo in cui versino di solito. 

Fonte: conservatoriotorino. gov. it

Mi piace l'ossimoro Caos Calmo e per questa ragione, anni fa, acquistai il libro di Sandro Veronesi che così si intitola. Scoprii dunque un protagonista che si pensava potesse scoppiare da un momento all'altro, ma il cui scoppio fu in realtà molto più silenzioso del previsto. 
Anche i miei scoppi sono spesso poco sonori. Lo erano da bambina, lo sono anche adesso che sono una donna adulta. Il rumore non mi piace, non sopporto le sceneggiate e detesto le passioni urlate. Eppure di passioni io vivo, sono le uniche che riescano a dare un senso al mio quotidiano.

Mi alzo al mattino già con una dose di adrenalina che fa vibrare tutto il mio essere. E continuo così fino alla sera, unico attimo del giorno in cui riesca davvero a placarmi. Mi quieto come fanno i neonati dopo aver preso la poppata. Piangevano disperati poco prima ma poco dopo chiudono gli occhi in pace col mondo. 
Nel mezzo, un'intera giornata di energie che non sempre riesco a convogliare nel modo giusto. Come se ce ne fossero troppe, come se non riuscissi ad incanalarle completamente. 
Però mi piacciono, mi fanno sentire viva. Mi fanno vibrare come le corde di un violino che melodiose accompagnino il mio vivere. 

La vita è bella. Adoro questo sole che ancora scalda come se fossimo a luglio. Mi piacciono questi colori vibranti che iniziano a fare capolino ai bordi delle strade. Non sono abbastanza intensi per poterli amare, però non si può evitare di ammirarli. 

Ieri ho ricevuto un regalo molto oneroso ed inatteso da parte di mia suocera. Un gran bel regalo.
Ed io lo so che non ne sono degna, perché non sono la nuora molto presente che lei meriterebbe. Le voglio davvero bene ma è raro che io riesca a coinvolgere qualcuno nella mia vita di ogni giorno. Così raro condividerla senza sentirmi in trappola. Forse c'è riuscito solo Fred. 
Eppure talvolta scappo anche da lui: mi allontano, faccio grandi giri e dunque ritorno. Talvolta non ci si rende neanche conto del fatto che sia stata via, perché il caos può anche essere calmo. Quanti demoni sono stati sconfitti senza che scoppiasse una guerra. 

31 commenti:

  1. E quanti (demoni) ancora si agitano dentro, silenziosamente, caotici e calmi, loro stessi fonte di energia a far girare il giorno e acquietare la notte.
    massimolegnani

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  2. Già, anche tu sei un'acqua cheta :) che smuove i ponti (rovina non mi piace, come ho scritto sul blog del mitico Pier).

    Secondo me tu riesci a "non scoppiare" anche perché dai sfogo a tutte le tue sensazioni attraverso il blog.

    Siete in pochi a farlo e a riuscirci bene.

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    1. Più che altro perché cammino la mattina.
      Il camminare mi ha tolto di dosso una grande quantità di stress. E poi si, certamente anche la valvola di sfogo del blog aiuta :)

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    2. Grazie per il mitico anche se mi sento più mitologico 🤣🤣🤣

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  3. I demoni si possono sconfiggere evitando una guerra. Il caos calmo potrebbe non essere un ossimoro.

    Caos calmo è un romanzo dello scrittore pratese Sandro Veronesi, pubblicato nel 2005 dalla Bompiani. Nel 2006 il libro ha vinto il "Premio Strega" e nel 2008 ha vinto il Premio Mediterraneo per stranieri.

    Pietro Paladini è un uomo, poco più che quarantenne, pienamente realizzato: ha un ottimo lavoro (è alla dirigenza di un importante network televisivo), ha Lara, una donna che lo ama, e Claudia, una figlia di dieci anni.
    Una mattina d'agosto si trova in spiaggia e si butta in acqua per salvare la vita a una sconosciuta, proprio nello stesso momento in cui Lara viene colpita da un aneurisma e muore nel giardino di casa.
    Alla tragedia si accompagna un'insolita calma e Pietro decide di trascorrere le giornate successive al lutto rifugiandosi su una panchina davanti alla scuola della figlia. Per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati.
    Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, dei capi, dei colleghi, dei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e che invece di dargli consolazione, riversano su di lui le loro angosce e i loro problemi.

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    1. Si, conosco il romanzo di Veronesi. Come dicevo nel post, lo acquistai e lessi anni fa :) non ho mai visto il film, invece. Forse dovrei cercarlo e mettermi in pari.

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  4. Caos ordinato è un ossimoro.

    Caos calmo è una guerra che tutti combattiano ogni giorno.

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    1. Può darsi che sia come dici tu :)
      Io comunque la guerra cerco di non farla affatto.

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  5. I miei scoppi, al contrario, sono molto rumorosi, e non c'è passeggiata mattutina che tenga.
    Però sono rari. Lo giuro. ;)

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    1. Ci credo, anche senza farti giurare ;)

      Comunque le mie non sono semplici passeggiatine per prendere aria :D ormai è un'attività sportiva a tutti gli effetti. Costante settimana dopo settimana e con un'andatura di un certo tipo. Libero tossine, vedo cambiare il mio corpo e scarico lo stress. Passeggiare e basta non sarebbe stato sufficiente. Sarebbe più un'attività da pensionati insomma :D

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  6. Cinnamon Kitty10 ottobre 2018 18:24

    Ciao! Anche a me piace stare in silenzio a scrivere *_*
    Per il resto, io sono più da esplosione impetuosa, di solito riservata a pochi e fortunati intimi ;)
    Buona serata!

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    1. Immagino la gioia di quei fortunati :D
      Ma sono sicura che tu sappia farti perdonare, poi ;) Baci.

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  7. Bella l'immagine dei demoni sconfitti con una guerriglia silenziosa. Un'immagine che ben si addice alle mie vicissitudini inquiete.

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    1. Ci si può agitare anche internamente senza darlo a vedere e soprattutto senza rompere le scatole agli altri.

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  8. Lunedì sera mi è stato detto che è normale litigare, sbottare, esplodere. Io non lo sopporto. Forse per questo sto bene da solo. Il mio caos non so se è calmo ma di certo è solitario

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    1. Dipende dal carattere di ciascuno.
      E' normale litigare ed agitarsi ma non tutti siamo fatti per gli scoppi d'ira.

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    2. Francesco sei assolutamente come il mio fidanzato, lui non vede niente di positivo nei litigi e non ne capisce l'utilità evitandoli il più possibile. Io invece sono d'accordo con chi ti ha detto che sono normali.
      Infatti come dici tu, Dama, dipende dalla persona; per me litigare è "indispensabile", nel momento in cui non voglio neanche litigare con te significa che ho perso interesse e che non me ne frega nulla di te o quasi :)

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    3. Paola litigare qualche volta ci sta ed è probabilmente anche inevitabile.
      Solo che non credo sia l'unico modo di superare gli scogli.

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  9. Mi è piaciuta questa parentesi di positività ed energia e anche di silenziosità. Anche io non amo il chiasso ma sono un litigioso esplosivo, che cerca di chiarirsi in modo politically correct ma poi boom!
    Buona serata :D

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    1. Come un'esplosione, insomma :D
      Ciao Pier, a presto.

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  10. Comunque anche io a volte ho bisogno di scappare via da tutti per far fronte ai miei demoni però ammetto che quasi mai ci sono riuscita senza far scoppiare guerre.

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    1. Le guerre non servono, anzi sono spesso deleterie.

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  11. io più che scappare posso rinchiudermi in me stesso temporaneamente ma non sono mai respingente verso le vere ed importanti persone della mia vita.

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    1. E questa è una gran cosa caro Daniele, che ti fa onore :)

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  12. Io vivo immersa nella confusione nel senso che sono molto poco ordinata.
    In testa no però, le idee si allineano in modo assai lineare e consequenziale. Lì ha tutto una suo spazio ed una sua casella fatta per interagire e creare connessioni con le altre ma con ordine. Il caos non è ammesso nella mia testa.
    E non scoppio così come non scoppia mio marito. Non mi piacciono quelle esplosioni, non le trovo produttive: in quasi 20 anni che siamo assieme non abbiamo mai litigato una volta. Noi semplicemente parliamo e con calma ci diciamo ciò che va sistemato senza strepiti e cercando di farci comprendere. Trovare il modo giusto per veicolare un messaggio e la sua importanza mi risulta veramente incomprensibile nel corso di un litigio né comprendo come si faccia a sostenere che senza litigi non c'è interesse.
    A me sembra piuttosto il contrario, ovvero l'interesse viene dimostrato dal trovare forme di comunicazione efficaci.
    Forse dipende dalla mia ricerca di equilibrio, dal pensare che non sono le passioni a tenermi viva e che ciò che è importante per me è la serenità intervallata da sorprese.
    Siamo tutti diversi ed è così rassicurante questo pensiero! Ognuno può trovare affinità con qualcun altro!

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    1. Beati voi che in 20 anni non avete litigato una volta :)
      Fred ed io lo abbiamo fatto diverse volte in questi 13 anni e se potessi tornare indietro le cancellerei. Litigare è controproducente e spesso si dicono frasi che restano nella memoria dell'altro per mesi o anni.
      L'interesse, concordo con te, si dimostra anche e soprattutto in modi diversi.

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  13. il caos è sempre calma. è una goccia in un crogiolo immenso. è calma piatta, è scorrere del tempo rallentato, è l'imperfezione che assume un senso. il rumore del caos è sospeso, lineare, senza limiti.

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    1. Il caos, per me, è agitazione.
      Ma quelli che vivo io sono più come quelli che hai ben descritto tu :)

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  14. La sera è il momento della quiete, ma al contempo il momento in cui è facile dare sfogo ai "pensieri scossi".
    I più grandi artisti hanno creato le loro opere nel "caos calmo" della sera e della notte. Alzarsi alla mattina come fai tu è sintomatico di essere padroni della propria vita. Spero che questa sensazione sia ancora tua, anche in un periodo meno felice.
    S.

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    1. E' una sensazione di cui devo riappropriarmi, non posso dire che sia mia come lo era fino a 3 mesi fa.

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