lunedì 3 settembre 2018

Il Fiore Pastello

Da un paio di anni a questa parte ho iniziato a dedicarmi al giardinaggio.
Piccole cose, non ho un vero e proprio giardino. Solo uno splendido terrazzo.
Piante di fiori che mi rallegrino le giornate, a cui possa dedicarmi al mattino prima della camminata. E poi da guardare al ritorno, beandomi della loro bellezza.



Qualche giorno fa in un vaso pieno di fiori fucsia ne è nato uno rosa pastello.
Delicato, etereo, una diversità così prorompente da avermi colpita nel profondo.
Lo guardo e mi sento di somigliargli, di aver finalmente trovato un fiore, tra tanti altri, che sia esattamente come me.
Diverso. Non il più bello, neanche il più vistoso. Ma certamente diverso, quello che non somiglia a nessun altro dei suoi fratelli.
Quello che si rintana in un angolo, che forse si vergogna nel farsi guardare. Eppure fiero della sua diversità, fiero di essere un albino in mezzo ad una schiera di persone scure. 

La nascita di questo fiore differente mi ha indotto un mare di riflessioni. Ne ho parlato con tutti, ma di quel fiore non importa a nessuno. Importa solo a me.
So che è mio, solo mio. So che mi appartiene perché è come me.
Un gatto in un mondo di cani.
Un topolino in un universo di ratti. 
Mi sono detta: E' così che devi essere. Il fiore differente in un vaso ricolmo di fiori tutti tristemente uguali. 

La diversità va coltivata. Al di là dell'omologazione, della voglia di rintanarsi in una zona comoda e confortevole. Al di là del bisogno di sentirsi compresi o apprezzati.
Tante volte, fin da bambina, sono stata guardata come se fossi strana. Come se le mie scelte o i miei pensieri non fossero abbastanza allineati da sembrare giusti. Io stessa guardavo i miei compagni, già all'asilo, chiedendomi perché non somigliassi a nessuno di loro. 
Ed ora, quello che mi sembrava un limite insormontabile, mi sembra un punto di forza di inestimabile valore. Non ho bisogno dell'approvazione altrui. Non mi interessa più di stare dalla parte della ragione. Non voglio essere compresa a tutti i costi, né spiegare nel minimo dettaglio ogni mio ragionamento. 
Tutti i miei limiti vanno a delimitare ciò che sono e seppure un giorno non volessi superarli, sarebbe solo a me che dovrei tenerne conto. 

24 commenti:

  1. Ti comprendono i migliori.
    Ciao Sara.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi comprende chi non vuol spiegarsi a tutti i costi quello che mi passa per la tessa.
      E mi accetta come sono.
      Ciao Gus.

      Elimina
  2. L'espressione un topo in un mondo di ratti è meravigliosa.
    Il giardinaggio è un arte che pochi comprendono davvero. Quei pochi che leggendoti sanno quello che vuoi intendere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giardinaggio è "prendersi cura".
      Non pensavo di saperlo fare, poi è successo ed ora mi rende felice come poche altre cose.

      Elimina
  3. Cara Sara, è bello leggere un post che parla di giardinaggio, i fiori che si possono coltivare sono tanti ed è sempre una gioia vederli fiorire.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Tomaso :) è un'attività che mi rallegra e mi fa stare bene. Buona settimana a te.

      Elimina
  4. Sono sempre stata quella strana, quella diversa e spesso per scelte che altri prendevano per me.
    Sono stata malissimo, ho sofferto, mi ha reso davvero fragile per un periodo, perché non mi capivano e soprattutto non mi capivo. Poi l'illuminazione: io sono io e sono questa qui tutta intera, strana diversa balzana particolare e non allineata. Coltivo la mia diversità con amore e fierezza perché mi ha reso molto più forte di chi mi scansava e feriva e soprattutto perché mi rende quello che sono senza maschere o forzature.
    Ci vuole tempo per non aver bisogno dell'altrui approvazione come dici giustamente tu ma quando ci si arriva... oh che liberazione! Libertà quella vera di vivere come vuoi, di essere chi sei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'illuminazione prima o poi spero arrivi per tutti, a prescindere dall'età anagrafica. Il momento in cui comprendi che quelle cose tacciate per stranezze, sono in realtà caratteristiche da difendere con le unghie e con i denti.

      Elimina
    2. Lo spero anche io ma non confido poi molto che avvenga realmente. La maggior parte delle persone che incontro mi sembrano incatenate a stereotipi, a modelli.
      Forse sono ipercritica e basta :)

      Elimina
    3. E' che gli stereotipi fanno sentire in pace con se stessi.
      Seguire una strada battuta da mille altri ti fa sentire apposto.

      Elimina
  5. Il pollice verde non rientra nelle mie doti, quindi, confesso, casa mia è piena di fiori FINTI. Sono tristi, lo so, ma a me piacciono.
    Non è diversità anche questa?
    Perchè omologarmi alla massa e cercare di far sopravvivere le piante vere nel mio appartamento? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho alcuni fiori finti in casa, oltretutto fatti benissimo. Rose, tante rose.
      Quelli veri li ho tutti in balcone :)

      Elimina
  6. "Non ho bisogno dell'approvazione altrui. Non mi interessa più di stare dalla parte della ragione. Non voglio essere compresa a tutti i costi, né spiegare nel minimo dettaglio ogni mio ragionamento".
    Grazie di queste parole che mi hanno aiutato a fare chiarezza su una questione aperta tra me e il mondo in particolare negli ultimi mesi. Me ne sto accorgendo in tanti ambiti: in particolare di quanto ognuno abbia l'esigenza di dire la sua senza realmente ascoltare l'altro. A che serve?.
    E' sempre un piacere leggerti. Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dani, grazie per essere passata :)
      Mi fa piacere che queste poche righe siano arrivate nel momento giusto, quello in cui sentivi di dover fare un po' di chiarezza. Un abbraccio.

      Elimina
  7. Mi piace il pensiero che è sbocciato da questo fiore :D Tutti dovremmo abbracciare la nostra unicità perché è l'unico modo forse per poter imparare a convivere bene gli uni con gli altri.
    Un abbraccio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un pensiero sbocciato insieme al fiore, arrivato nella mia testa insieme a lui.
      Un abbraccio Pier.

      Elimina
  8. il mio amico A. dice che siamo tutti un pò strani quindi tutti un pò diversi. in realtà più che la diversità conta la comprensione della diversità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo tutti diversi, e la diversità è un valore da coltivare. Basta omologazione, basta voler essere uguali a 1000 altri.

      Comprendere la diversità altrui non è sempre facile, a volte ci si riesce più che in altre. Tutti abbiamo dei limiti, anche di comprensione.

      Elimina
  9. Alla fine tutti noi singoli siamo diversi dagli altri, la differenza la fa quanto ognuno si uniformi alle convenzioni...

    Ma paradossalmente siamo diversi e comunque uguali, nel senso che non ti riesco ad immaginare nel tuo concetto di diversità :)

    Sembra un ingarbugliamento il mio discorso, ma non lo è affatto..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, non è un garbuglio. Io penso tu ti sia spiegato benissimo :)

      Elimina
  10. La diversità tra ciascuno di noi è una ricchezza è quello che ci permette di scoprire l'anima dell'altra persona e trovarne tante peculiarità che magari non immaginavamo neanche potesse avere.

    RispondiElimina
  11. Ogni tanto, quando penso alle mie paure mi chiedo perché io le abbia e perché qualcun altro no. Però non mi cambierei con nessun altro al mondo perché in fondo io sono io, tu sei tu, la diversità non è sinonimo di essere peggiori o migliori :)
    Bellissimo il fiore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo unici, ciascuno di noi.
      La diversità non significa necessariamente essere strani, particolari, originali. Significa solo essere se stessi.
      Baci.

      Elimina