lunedì 16 luglio 2018

L'Urlo

Stamattina rientravo dalla mia seduta di camminata. Sudata, stanca, comunque vibrante di vita.
C'era un'auto dei Carabinieri parcheggiata sotto casa loro. Ricordo di aver pensato che fosse un po' strano, ma di non averci badato granché.
Poi sono salita in casa, Fred era in piedi tra il bagno e la cucina. Era bianco in faccia, con un'espressione smarrita che non coinvolgeva solo il viso, ma il corpo per intero.
:- Per fortuna non c'eri.- Mi ha detto.
:- Quando?-
:- Alle sette. E' morta la neonata dei vicini, mi hanno svegliato le urla.-

La neonata dei vicini. La bambina di cui abbiamo visto solo il fiocco appeso alla porta, quando ieri siamo tornati a casa. Doveva essere nata in uno dei giorni in cui sono stata via.

Fonte: oggidonna. net

Ho sentito la disperazione colpirmi per intero. Un urlo straziante invadermi la testa, mentre la bocca restava silenziosa. Quando sono partita quella bella ragazza mora aveva ancora il pancione. Si muoveva a fatica, accaldata. La vedevo aggirarsi per il giardino con i lunghi capelli tirati su ed un'espressione tutto sommato serena.

E adesso? come si può sopravvivere a questo dolore? Non riesco a smettere di pensare a quella pancia colma, poi ad una bambina che gli era finalmente arrivata tra le braccia. E dunque la morte, il crollo, la devastazione. Una vita che cambia in pochi secondi, una tragedia che spazza via i suoni, i pensieri, le parole, tutto quanto. 

Quando qualcosa di tanto brutto accade mi capita sempre di pensare agli attimi prima. Quelli ancora normali, quelli in cui non si ha la percezione di quello che sta per succedere. Un attimo prima sei una persona qualsiasi che vive un'esistenza normale e quello successivo sei finito dentro un baratro con la distruttiva consapevolezza di non poter riavvolgere il nastro. Non puoi tornare a quei momenti normali perché niente sarà più come prima. 

Lungo tutta la via ora c'è un silenzio spettrale. Il tossico non urla, sua madre non risponde. I cancelli si aprono e si chiudono senza fare rumore. Solo i cani, ignari, abbaiano senza ritegno.

26 commenti:

  1. Mamma mia... non ho parole.
    Una cosa terribile...

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Anche io non ho parole. Sembrano lontanissime queste cose, nel 2018 che si possa morire dopo poche ore di vita sembra incredibile.
      E invece...

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  2. E' terribile, ma in questa nostra vita tutto può accadere. E' difficile pensare anche al dolore dei genitori, il tuo e quello di Fred.
    Forza Sara.

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    1. Il nostro è solo empatia.
      Il loro è dolore autentico, immenso, indescrivibile.
      Ciao Gus.

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  3. Non oso pensare a cosa provino quei genitori.
    La mia vita, sicuramente, sarebbe finita assieme a quella di mio figlio.
    Perché sono una codarda, e non sarei riuscita a sopravvivere a lui. E' quanto di più innaturale esista.
    Tutti i figli sanno che, prima o poi, vedranno i loro genitori svanire.
    Ma questi ultimi no. Loro sanno che andranno via forse persino prima di diventare nonni, o magari dopo.
    Basta. Non aggiungo altro.
    Meglio starmene in religioso silenzio.

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    1. Tutto vero quello che dici.
      Per questo non riesco a non pensarci.
      A pensare a quella mamma, a quel papà.
      A quel fratellino che forse ora non starà comprendendo cosa succede.

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  4. Non si può immaginare questo dolore, non si può. Chi osserva rimane impietrito perché non ci può essere altra reazione se non la negazione e il vuoto nella testa e nello stomaco.
    Spero con tutto il cuore che i tuoi vicini si sostengano a vicenda, che la reciproca vicinanza non sia sempre fonte di ricordo e dolore e che possano trovare, nel tempo, un conforto. Solo che mentre leggo mi chiedo quale conforto ci possa mai essere...

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    1. Non lo so davvero se sia possibile trovare un conforto. Sicuramente non nell'immediato. Forse ad un certo punto, passati mesi o anni, si riesce a sentire un dolore meno intenso. Ma comunque resta, ne sono sicura.

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  5. Un nodo nello stomaco. E' impossibile pensare al dolore provato da quei poveri genitori. Aiutateli, per quanto sia possibile.

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    1. Non abbiamo una confidenza tale da poterli aiutare.
      Ma hanno una famiglia molto numerosa che gli si sta stringendo attorno con tutto l'amore possibile.

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  6. Mamma che cosa brutta, anzi bruttissima. Io me lo ricordo quando Lucrezia era piccolissima. Ci svegliavamo, sentivamo se dormiva, se respirava. Si sa come è successo?

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    1. Mia madre lo ha fatto fin tanto che ho abitato con lei, perché di notte non emetto rumori, non sembra nemmeno che io respiri.

      Non si sa ancora. L'hanno portata via subito, suppongo ci sarà un'autopsia.

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  7. Cinnamon Kitty16 luglio 2018 16:06

    Santo cielo. Terribile.
    Mio suocero mi ha raccontato di quando lui era bambino (durante la guerra) e,pochi giorni dopo la nascita, morì un suo fratellino. Erano una famiglia molto numerosa, tuttavia dice che, nonostante fosse ancora piccolo, resta impresso nella sua memoria il silenzio che c'era in casa e il fatto che sua madre non parlò per molti giorni.
    Siamo così impotenti.

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    1. Ho una cliente che a distanza di 35 anni ricorda ancora la bambina che le morì dopo un paio di ore dal parto. Ci pensa ancora, ogni giorno.
      Non sono cose di cui ci si possa fare una ragione.

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  8. Io quando sento queste cose resto a pensarci per giorni, non so proprio darmi una spiegazione a perché debbano accadere...non mi viene proprio da dire che questa è la vita, perché per me non sono cose naturali...mi dispiace proprio tantissimo....!

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    1. Vale lo stesso per me. Il pensiero torna lì e non riesco a trovare una spiegazione plausibile al fatto che una bambina di due giorni possa morire improvvisamente...

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  9. Dio che dolore immenso devono provare i genitori...

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  10. Immagino solo il dolore che può provare questa famiglia. È capitato anche nella mia, certe cose non si dimenticano, ma non oso chiedere come può stare chi è direttamente interessato, anche a distanza di anni, nonostante si va avanti.

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    1. Sai, a distanza di anni una domanda del genere, in un momento particolare...io la farei.
      Perché secondo me chi soffre per una perdita simile ha anche bisogno di parlarne, solo che non trova nessuno con cui farlo. Ciascuno di noi pensa di disturbare o di essere inopportuno. Magari invece certe cose farebbe anche piacere tirarle fuori.

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  11. una notizia straziante che spezza il cuore..

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  12. Credo sia un dolore talmente straziante che te lo porti dentro per tutta la vita e, in un certo senso, nulla sarà più come prima. E' uno di quei fatti che fatico a comprendere, figuriamoci ad accettare, forse perché i bambini sono anime talmente pure e innocenti che lasciano solo carezze e sorrisi in questo scuro mondo.

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    1. Io penso sia davvero inaccettabile. E se lo è per noi che siamo esterne, figuriamoci per quella povera donna che la bimba l'ha partorita e subito amata.

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