venerdì 27 luglio 2018

L'Egoismo è un Difetto?

Da alcuni giorni mi interrogo sull'egoismo, forse perché Francesco mi ha messo la pulce nell'orecchio con un suo post. Parliamo di un commento di una riga e mezza all'interno di un post ben più ampio, eppure a volte capita che un così breve contenuto possa accendere maggiori riflessioni di un intero trattato. Soprattutto se quelle parole arrivano in un contesto di pensiero già ampiamente sviscerato dentro di sé. 
Anche il titolo voleva essere diverso. Stavo per scrivere L'Egoismo è un Peccato?, quando mi sono detta che neanche nel peggiore dei miei incubi avrei voluto attribuire un'accezione religiosa e cristiana ai rimescolamenti che avverto dentro. E allora la domanda resta: L'Egoismo è un Difetto?


Fonte: medicinaonline. com

E' sbagliato pensare prima a se stessi e poi al resto del mondo?
Un errore anteporre le proprie esigenze a quelle di tutti gli altri?
Ci dicono che dobbiamo volerci bene, amarci, accettarci per come siamo, evitare di annullarci per gli altri, restare sempre fedeli alla nostra identità. Per poi credere che tutto questo equivalga ad essere freddi, scostanti, privi di empatia e solidarietà. 
Egoista è colui che subordina l'altrui volontà e gli altrui valori alla propria personalità. Ed io non riesco a leggerlo come un errore, da nessuna angolazione in cui lo guardi.

Mi sta a cuore il benessere delle persone che amo. In alcuni casi mi è stato più a cuore del mio. Ma nella maggior parte dei casi, dei giorni, dei momenti...penso di dover necessariamente anteporre i miei bisogni e la mia felicità a quella del resto del pianeta, perché nulla può essere mio quanto me stessa. E perché ritengo di poter dare il meglio solo nel momento in cui mi sento serena e soddisfatta. Il momento in cui non ci sono pendenze, dubbi, rancori, dispiaceri, rimpianti da gestire.
E' quella la condizione in cui amo meglio e in modo più energico: quello in cui sto bene, in cui avverto il mio centro, lo riconosco, gli attribuisco un valore potente.

E invece passa questo messaggio che per amare profondamente si debba in qualche modo limitare se stessi, mettersi un po' da parte, rinunciare, togliersi qualcosa. Che per me significherebbe essere infelice, cambiare la mia personalità, plasmarmi ad immagine di qualcun altro che non sono io.
Si, signori, io sono una donna egoista. E forse è per questo che non penso avrò mai un figlio. Lo amerei pazzamente ma per lui dovrei rinunciare a svariati pezzi di Sara, limitarmi, togliermi un po' di quella libertà che mi sta tanto a cuore. A lui dovrei pensare come primo gesto del mattino e ultimo della sera. E a lui dovrei stare dietro costantemente, abnegandomi ad una causa che tutto sommato non mi appartiene e forse non mi apparterrà mai.
E allora perché non riesco a scendere a patti con tutto questo? Perché c'è una vocina dentro di me che giudica se stessa, che mi fa sentire un poco difettata? Come uno di quei capi che non possono essere immessi sul mercato per un'etichetta cucita male o un filo fuori posto. Un capo perfetto nel colore e nella consistenza, ma con quel minimo insignificante difetto che lo faccia scartare, mettere da parte.
Ad un uomo non si rimprovera di non volere figli, alle donne si guarda come a delle scriteriate. Eppure io vedo tante donne con prole che scapestrate lo sono state davvero, perché non abbastanza adatte a ricoprire un ruolo di tale portata.
Fare un figlio non è uno scherzo, non è un gioco. E' una responsabilità quotidiana alla quale si dovrebbe pensare in modo molto più profondo di quanto si faccia. Però poi le superficiali siamo noi, quelle che non se la sentono, che ritengono di non potercela fare.

Bisogna che io ammetta che i bambini mi piacciono, e anche molto. Un po' come mi piacciono gli anziani. Li coccolo, me li stringo addosso, sento il cuore tremare di tenerezza quando mi prendono per mano. Ma l'idea di dover legare la mia vita a doppio filo con uno di essi, uno mio, mi sembra così immensa e totalizzante da non riuscire a concepirla come qualcosa di realizzabile, qualcosa che si possa davvero desiderare.

L'Egoismo è un Difetto? Forse si. Ma è un difetto che non cambierei per un pregio. Perché quel pensare a me stessa per me è pura autoconservazione. E' un istinto che prevale su tutto, un marchio a fuoco sulla pelle, un ricordarmi tutti i giorni che le cose e le persone che adesso io amo forse passeranno, ed è con me che dovrò restare sempre.

42 commenti:

  1. Seguita ad abbracciarti. Solo così potrai amare. L'egoismo è un'altra cosa, cioè l'abbraccio che ti fai resta in te e non si muove verso l'altro.
    Baci.

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    1. Continuo sicuramente, non credo di poter cambiare questo aspetto di me.
      Ciao Gus.

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    1. Eppure è così che ci trattano, come delle egoiste. Come delle donne incomplete ed incapaci di amare veramente.

      Vengo a leggere.

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  3. Non è un difetto o un peccato se non diventa uno stile di vita.
    Un po' di egoismo per autoconservazione è inserito nell'istinto primario.
    Ma solo un po' poi diventa un difetto.

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    1. Uno stile di vita forse no, ma sicuramente un aspetto di me stessa che al momento non intendo variare.

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  4. oddio mi hai citato !!!!! vuol dire che quella cosa che ho scritto ti ha colpito. però non era legata all'universo femminile, solo e soltanto, ma vale anche per i maschietti, che credi ! magari più tardi commento, ora non riesco

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    1. Fra non è la prima volta che un tuo post mi colpisce e ti cito :D hai la memoria corta. Ahaha.

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  5. Sono d'accordo con te, parola per parola. C'è differenza fra volere il bene per sé stessi e volere il male per gli altri/agire contro gli altri. È questo secondo aspetto che rende l'egoismo un difetto. E mettere al mondo un figlio, quando non lo vuoi, quando semplicemente ti guardi intorno e vedi in che mondo vivi, è un po' agire contro gli altri.

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    1. Io credo che un po' di sano egoismo non faccia male a nessuno, appunto fin quando non va a ledere il benessere altrui.

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  6. Bisogna che io ammetta che i bambini mi piacciono, e anche molto. Un po' come mi piacciono gli anziani. Li coccolo, me li stringo addosso, sento il cuore tremare di tenerezza quando mi prendono per mano. Ma l'idea di dover legare la mia vita a doppio filo con uno di essi, uno mio, mi sembra così immensa e totalizzante da non riuscire a concepirla come qualcosa di realizzabile, qualcosa che si possa davvero desiderare.

    Stesso pensiero mio
    Amo i miei nipoti, sono impazzita per il figlio della mia amica
    Ma poi basta :)

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    1. Ma infatti io e te abbiamo diversi aspetti in comune cara Pippa :D

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  7. Credo che l'egoismo sia molto differente da quello che sei tu. Egoismo, secondo me, è pensare SOLO a sé stessi; stare bene per poter poi stare in pace con il mondo è tutt'altro.
    Penso anche che nessuno dovrebbe mai essere giudicato per il fatto di non volere o si un figlio: sono cose che si sentono dentro, non sono scelte su cui si può pensare di mettere bocca.
    Secondo me, a volte si tratta solo di tempismo. Forse non è vero che non sei disposta a rinunciare ad un certo pezzo di Sara, forse è che non lo sei ora, forse non sei disposta ORA a perdere quel pezzo per prenderne un altro. Ma non c'è scritto da nessuna parte che debba essere così; sarà come deve essere ma questo non significherà che tu sia più o meno egoista di chi ha fatto scelte diverse.

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    1. Il giudizio purtroppo esiste e lo vivo sulla mia pelle quasi ogni giorno. Ad un certo punto arriverò a patti con tutto questo, anche solo per sfinimento.

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  8. Non credo che quello che descrivi sia egoismo, giacché "il benessere delle persone che ami ti sta a cuore" e lo persegui in modo attivo.
    Vivere assieme comporta comunque una limitazione personale ed è una scelta che si opera, proprio per il benessere di coloro si cui ti importa. Il famoso Ama e fa ciò che vuoi di agostiniana memoria vuol dire esattamente questo: ami qualcuno è le tue azioni si concretizzano nel cercare di farlo stare bene. Perché ti importa, perché il suo bene corrisponde al tuo ed alla tua soddisfazione. Non necessariamente egoismo è l'opposto di gratuità, soprattutto.
    Quello sui figli è un luuuuuuuungo discorso. Mia marito la pensa esattamente come te, parola per parola e credimi, viene giudicato parecchio anche lui per questo. Mi petdoneranno alcuni tuoi lettori ma quello che a meandare in bestia non è la presa di coscienza personale di non essere disposti a sacrificare pezzi di sé, ma il nichilismo qualunquista del "tanto dismo nati per soffrire e allora egoismo è fare un figlio". No, questo è ai miei occhi un mascheramento per non ammettere neanche con sè stessi il proprio io vero e per questo non lo posso accettare.

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    1. "tanto siamo nati per soffrire e allora egoismo è fare un figlio"

      Concordo con Alahambra.

      Per me, una frase del genere non ha senso. La cosa che mi viene da pensare è che, forse, il vissuto di chi la dice non ha trascorsi troppo sereni. Nulla di personale eh!
      Avevo un caro amico che la pensava a questo modo. Diceva, che sarebbe meglio non fosse mai nato lui stesso. Non so, ho sempre pensato che una cosa del genere, a me, non mi ha mai sfiorato la mente. E nemmeno penso che aver messo al mondo dei figli sia un atto egoistico. Io, per esempio, non li ho fatti "per me".
      Loro sono persone "altre". Dipendono da me, ora, ma quando saranno grandi, saranno sè stessi nel mondo. Spero, saranno dei bravi "cittadini".

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    2. se ti riferisci a quello detto da me..non hai capito proprio niente.
      proprio perchè CONDANNO la sofferenza per me fare un figlio è egoismo..
      non mi dilungo in spiegazioni perchè visto il pressapochismo delle premesse..non verrei capita..
      il mio discorso è "oltre"..

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    3. Il punto è che non siamo affatto nati per soffrire e no, la vita non è sofferenza. È gioia, è scoperta, è sentimenti, è pienezza anche nei momenti bui. Sì, mi riferivo anche al tuo discorso e ribadisco, a maggior ragione vista la tua risposta che questo nichilismo mi manda in bestia, ber i motivi di cui sopra.
      Liberi tutti di pensarla come si vuole.

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    5. Me ne frego del tuo "andare in bestia".
      non ho mai detto che la vita è sofferenza.

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    6. @Alahambra io credo che un pizzico di egoismo ci sia in entrambe le scelte, sia nel fare figli che nel non farli. Perché entrambe le decisioni portano con sé un desiderio che è principalmente personale, l'appagamento di un qualcosa dentro di sé. Ma come dicevo, per me un po' di egoismo non è sbagliato...tutt'altro. La ricerca del benessere è innata e va perseguita.

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  9. Cara, mi riservo di risponderti più tardi o domani, che alla fine è una questione che angustia anche me (dall'altra parte: tendo a non essere abbastanza egoista, e lo vedo come un difetto...)
    Ora proprio non riesco, troppe incombenze...
    Ti abbraccio,
    Nuvola

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    1. E perché ritengo di poter dare il meglio solo nel momento in cui mi sento serena e soddisfatta. Il momento in cui non ci sono pendenze, dubbi, rancori, dispiaceri, rimpianti da gestire.

      Credo che siamo tutti così... la differenza, forse, la fa come reagiamo nei periodi di sovraccarico, intensi, o difficili. Credo che questo non c'entri con l'egoismo...

      ma per lui dovrei rinunciare a svariati pezzi di Sara, limitarmi, togliermi un po' di quella libertà che mi sta tanto a cuore.
      :) mi fa tenerezza sentire questa frase. È giusto tenere a se stessi, ma anche, si evolve nel tempo. Non dico che si evolve solo avendo figli, eh, ma in prospettiva penso (avendone due) che tutte le cose che ho fatto, imparato, vissuto per il solo fatto che loro sono nati non le avrei imparate, vissute, fatte mai. Non lo sapevo prima, non lo potevo sapere. A posteriori, lo so.

      A lui dovrei pensare come primo gesto del mattino e ultimo della sera. E a lui dovrei stare dietro costantemente, abnegandomi ad una causa che tutto sommato non mi appartiene e forse non mi apparterrà mai.

      No, forse questo è quanto fanno passare come messaggio al giorno d'oggi. È un'esagerazione.
      È vero che un figlio lo hai nel cuore e le preoccupazioni per il suo benessere, la sua crescita, non finiscono mai. Ma non è una cosa del genere. Nei primi anni di vita dei miei figli, per me è stato quasi così, abnegazione totale. Ma era sbagliato. Non è sano. Al giorno d'oggi ci sono pochi bambini e la gente li tratta come se fossero di vetro. Bisogna essere responsabili, ovvio, sapere cosa si può fare, e come si tengono, ma è sbagliato un atteggiamento ultra protettivo e ultra dedicato. Non ne giovano. Non impareranno mai a fare da sè. Da piccoli hanno tanto bisogno, ovvio, ma, come si faceva una volta, si accettava l'aiuto delle altre madri, delle nonne, delle zie. Mia mamma ha accudito suo fratello quando aveva otto anni (lei) e un anno (lui). Mia nonna andava a lavorare nei campi. Tutta la famiglia patriarcale si prendeva carico dei bambini. Le madri non erano isolate, annullate, solo a badare al figlio. Avevano una vita povera, ma socialmente molto ricca.
      L'atteggiamento delle madri di oggi, che ho avuto anche io eh, mica io sono perfetta, è che non gli puoi toccare il bambino, che appena piange subito lo accontenti, che non lo lasci dai nonni perché ha paura di staccarsi o tu (intendo, la madre) non si fida dei nonni, come se non avessero loro avuto mai figli (!!!). In "Benvenuti al Sud" c'era una scena bellissima. La moglie di Bisio, sospettosa, aveva deciso di scendere al sud. Doveva quindi lasciare il figlioletto ai nonni. Il bimbo dice "Ma io ho paura dei nonni!!!" Mi fa sorridere questa frase, da quanto è vera. La media delle madri odierne, un po' per forza, un po' per paura, si tiene il bimbo appiccicato e non lo molla...

      un ricordarmi tutti i giorni che le cose e le persone che adesso io amo forse passeranno, ed è con me che dovrò restare sempre.
      Questo è vero. Anche, se uno non sta bene per primo con sè stesso, come può pensare che altri possano volere stare con lui?

      Comunque, una cosa che mi viene sempre in mente quando si fanno questi discorsi...
      Quando fai dei corsi di come comportarsi in situazioni d'emergenza, la prima regola è: pensare a mettere in sicurezza sè stessi.
      Ovvero, c'è una persona stesa a terra in laboratorio? Prima ti accerti che il luogo sia sicuro, metti in sicurezza te stesso, e poi vai a salvare la persona, se sei in grado. O chiami i soccorsi. Se non ti metti in sicurezza, i soccorsi probabilmente dovranno salvare anche te (sempre che qualcuno riesca a chiamarli...)
      Insomma, l'egoismo (in questo senso, il cercare di mettere prima al sicuro sè stessi, e poi gli altri) è la base anche per salvare il maggior numero di persone.

      Nuvola

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    2. Scusami ho scritto tantissimo!
      :)

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    3. Nuvola non hai bisogno di scusarti per aver scritto molto, a me piace leggere le tue riflessioni e dunque riflettere a mia volta, con te :)

      Sicuramente molte delle esperienze che hai fatto diventando madre non le avresti fatte in altro modo. Ma ce ne sono altre, di esperienze, che magari ti sei "persa" proprio perché madre lo sei diventata. Come dire? entrambe le scelte portano sia rinunce che esperienze aggiuntive di vita.

      L'atteggiamento delle madri moderne non mi piace, ne ho scritto diverse volte ma tu non eri ancora arrivata :) ce ne sono alcune estremamente apprensive che trattano i figli come principi angelici. Altre che li lasciano al loro destino, completamente in balia di se stessi. Io credo ci vorrebbe un giusto equilibrio, ma non essendo madre non posso giudicare o criticare chi questa scelta l'ha fatta e la perpetua giornalmente, con tutte le difficoltà che questo comporta.

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  10. Tante riflessioni interessanti. In primis credo che l'uomo sia di natura egoista (e ostile agli altri uomini, tranne quelli della propria cerchia familiare; ma questa è un'altra storia), quindi non è un difetto, è una cosa congenita. D'altra parte prima pensiamo alla nostra salute, poi a quelle delle persone care che ci circondano. E' inevitabile. L'egoismo diventa difetto quando per noi stessi prevarichiamo gli altri o arrechiamo danno agli altri, questo sì.

    Venendo al rapporto d'amore: come dico sempre, per me due metà si uniscono e ognuna delle metà arricchisce l'altra e perde qualcosa, ma è una perdita positiva in questo processo di unione. Poi magari nel caso tuo e di Fred l'unione non ha avuto bisogno che uno di voi due o entrambi perdeste qualcosa; ma in un rapporto sentimentale forte e duraturo in genere accade, secondo me.

    Per il figlio bisogna sentirsi di farlo e di crescere: poi credo che, come dicono gli anziani, nessuno nasca padre e madre, quindi bisogna fare esperienza..sul campo.

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    1. Grazie per averle definite interessanti :)

      Danni agli altri cerco di non farne, penso di essere un tipo di indole abbastanza buona e tranquilla. Non una santa, ma neanche una serial killer professionista :D un po' di egoismo è certamente inevitabile, e oserei dire sano.

      Un figlio bisogna volerlo e bisogna sentirsi pronti, altrimenti meglio evitare.

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  11. Non credo che fare un figlio o meno sia un atto di egoismo.
    Io l'ho fatto, ed è sicuramente il mio successo più grande.
    Allo stesso tempo, però, non mi sentirei nè di consigliare ad altri di farlo, nè di evitare.
    Ciascun caso è diverso.
    Conosco coppie molto affiatate che sono state distrutte dall'arrivo di un bambino. Altre, invece, che si sono rinsaldate quando ormai credevano di essersi perdute per sempre.
    Sono certa che tu e solo tu sappia cosa è giusto per te e per la persona che ami.
    Non è egoismo, ma responsabilità.
    Un abbraccio.

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    1. E' vero, fare un figlio mina l'equilibrio di coppia e non è detto che lo faccia in positivo.
      Al momento qualora Fred mi dicesse di volerne uno lo lascerei libero, pur con tutto il dolore che questo comporterebbe.

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  12. allora, io quelle due righe le ho scritte in un contesto più ampio con contorno diverso. ma soprattutto partiva dal mio di egoismo. dopo la fine del mio matrimonio - forse perchè di casini ne avevo tanti - ho funzionato solo con donne che non avevano figli. ho provato ad avere una relazione con una con figli, per giunta una collega. non ha girato. la donna senza figli ha però di base delle mancanze, tu devi essere in grado di colmarle. solo che io non posso concedere l'esclusiva dell'affetto, ammesso che di questo si tratti. ragion per cui, avendo una figlia, tutte quelle relazioni sono inevitabilmente naufragate. certo, magari anche per altri motivi. ma in misura prevalente per questa sorta di egoismo. della serie "io sto con te, tu devi stare con me", punto.

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    1. Si, so che le avevi scritte in un contesto più ampio ma ti dissi che mi avevano colpito ed ho continuato a rimuginarci un po' su anche nei giorni seguenti.
      Non amo la storia delle mancanze, perché presuppone sempre che l'unica donna veramente intera sia quella che genera un erede. Io non mi sento meno donna e non mi sento incompleta. Mancanze ne avrò sicuramente ma non vedo le donne con figli più felici, pieni e soddisfatte di me...anzi.

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  13. Cinnamon Kitty27 luglio 2018 17:26

    Mi ritrovo nelle tue parole al 100%. Il discorso sulla maternità avrei potuto scriverlo io. Ora che siamo sposati, la gente continua a chiedere a me e a mio marito quando avremo figli, non considerando che qualcuno potrebbe non volerli, che non è un obbligo metterne al mondo. Nemmeno io sono pronta a quel tipo di dedizione assoluta, anche se quando lo dico mi accusano di superficialità. Forse non capiscono quanto grande sia la responsabilità di dare la vita.
    Un bacio

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    1. Kitty a noi lo chiedono sempre, quasi tutti i giorni. Non siamo sposati però siamo insieme da molti anni e conviviamo da cinque. E' un discorso che sentirai continuamente, vedrai.
      Un bacio.

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  14. Mah, io ne vedo a iosa di madri messe male. Certo, come si diceva, se una dev'essere madre così, in modo totalizzante, insano ed EGOISTA, allora è sicuramente un atto meno egoistico il decidere di non figliare.
    Conosco donne meravigliose, senza figli e donne insopportabili, plurimadri.
    Quindi, come avete già detto, non posso pesare una persona nè sul suo ruolo (genitoriale o meno), nè sulle sue scelte profonde.
    Preferisco di gran lunga chi si fa un paio di domande in più, prima di decidere in merito a questioni tanto delicate e forti...

    Io, che faccio le acrobazie. :)

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    1. Fintanto che un bambino è molto piccolo, mi aspetto che una madre lo sia proprio in quel modo lì, anteponendo le sue necessità alle proprie. E io so di non poterlo/volerlo fare.
      Baci.

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  15. Premetto cara Sara che non ti considero affatto "strana o donna particolare ". Io tanti anno fa la pensavo più o meno come te. E inoltre l'idea di avere un figlio mi metteva una grande ansia. Nel frangente del tutto doloroso e particolare del mio matrimonio, subito le insistenze martellanti di quello che era all'epoca mio marito, che quasi mi costrinse- in quel periodo della mia vita in cui ero debole e fragile e non avevo la forza di ribellarmi-a diventare madre.
    Adesso, a distanza di qualche anno,non solo posso dire che l'amore per mia figlia e immenso e che non potrei mai immaginare la mia vita senza di lei- ma che non mi sento per niente limitata, nel rapporto con me stessa, nella mia realizzazione e nella mia vita sociale. Certo, i primi anni sono stati difficili e pieni di rinunce e sacrifici,poiché i neonati e i bambini molto piccoli questo richiedo,ma adesso ho un lavoro che amo moltissimo,tanti amici, numerosi eventi culturali a cui partecipare, ho la gioia di vedere mia figlia crescere e quando mi abbraccia e mi dice che sono fantastica sono al settimo cielo. In realtà ho molte più cose adesso di prima,anche perché poi per me la maternità si é rivelata una forza e una risorsa. Questa esperienza mi ha fatto capire che a volte le cose sono diverse da come ce le immaginiamo.
    Resta comunque fermo che se giungiamo alla conclusione che l'essere genitori non fa proprio per noi e anche il partner si trova sulla stessa lunghezza d'onda, quela di non avere figli é una scelta legittima e da rispettare e assolutamente non un atto di egoismo, non in senso negativo. Un abbraccio cara Sara.

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    1. Ti ringrazio Irene per questo meraviglioso commento.
      Mi fa sempre un po' male leggere delle angherie che hai dovuto subire dal tuo ex marito. Un uomo davvero terribile...per fortuna te ne sei liberata.
      Elena invece è un gioiello.
      Un abbraccio.

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  16. Premesso che volersi bene non è un difetto è che um sano eequilibrio tra egoismo nrl senso di amarsi ed altruismo è fondamentale diverso è il discorso sull'avere figli. Quelle sono scelte personali che chiamo la vita è bisogna d'aver volerlo e quindi si va oltre il semplice egoismo ma entrano in gioco secondo me aaltri aspetti più profondi e personali su cui nnessuno deve giudicare

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    1. Nessuno deve giudicare, hai ragione.
      Eppure tutti giudicano le scelte altrui, a prescindere da quali siano. Bisogna fare orecchi da mercante, fregarsene...è l'unico modo.

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