venerdì 1 giugno 2018

Frammenti

E' strano come in un solo giorno la vita sulla spiaggia, al mattino presto, sia cambiata drasticamente.
Ieri trentuno maggio c'era ancora il consueto afflusso, ridottissimo, visto l'orario.
Questa mattina, primo giugno, era tutto un brulicare di ombrelloni, sdraio, colazioni nei chioschi sulla riva. Meno cani liberi, più anziani che prendevano posto sui lettini.
Continuano inoltre i lavori sulla zona fortemente rovinata dall'erosione di fine marzo e vedere che tutto procede bene mi dà un senso di compiutezza che non so spiegare. 

Fonte: ilgiornale. it


Alla mia nuova amica E. è successo qualcosa. Qualcosa che non posso scrivere qui ma che mi rende profondamente triste. Sono stata una giornata intera a pensare a come potessi aiutarla, ma la verità è che ci sono situazioni in cui non puoi fare nulla, se non offrire un appoggio morale, magari una spalla, una telefonata, un sorriso, un messaggino.
Io non l'avrei trattata così male una ragazza così. Ma era triste da tempo, lo si leggeva dietro quegli occhi azzurri e anche al di là di quei sorrisi meravigliosi. Provo amarezza nel pensare che le nostre mezzore in negozio, a ridere dell'oroscopo e di tante altre sciocchezze, sono probabilmente già finite. Perché lei non oserà tornare di nuovo nel posto in cui sono venuti a prenderla, arrabbiati. E saperla in lacrime ora mi distrugge. 
La vita è un puzzle strano, incompiuto, di quelli a cui manca sempre qualche pezzo. A volte sui bordi, marginale, quasi ininfluente. A volte al centro, piccoli particolari che avremmo voglia di guardare ma che restano buchi frastagliati. E le persone che ami sono spesso quelle che più ti feriscono, che non comprendono, che non sanno guardare al di là del proprio naso. Così egoisti da volerti lì, solo per loro, a curare le loro fisime e al contempo a tarparti le ali. Pretendono ogni tuo respiro, ti trattano come una proprietà che non affitterebbero mai. La terrebbero chiusa, al buio, con le ragnatele ad ogni angolo...pur di non vederla risplendere insieme a qualcun altro.
Genitori, mogli e mariti, amici di vecchia data. Trappole mortali nelle quali ci si invischia, a volte, fino al collo. Fino a farsi strozzare. 
Questi sono i rapporti di cui ho paura. Quelli in cui se osi uscire dalla carreggiata che hanno tratteggiato rigidamente per te, allora meriti di essere bandito. Cacciato, umiliato, buttato via. 
Di colpo non vali più nulla. Sei uno zero assoluto. 

16 commenti:

  1. "E le persone che ami sono spesso quelle che più ti feriscono, che non comprendono, che non sanno guardare al di là del proprio naso".

    Se un estraneo ti guarda storto a te non interessa minimamente, se lo fa Fred ti dispiace immensamente. Il mondo corre e va al sodo. Ci preoccupiamo solo dei comportamenti del mondo dei nostri affetti.

    Con l'amica hai avuto sfiga.
    Mi dispiace.

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    1. Nulla è ancora perduto, per l'amicizia.
      Vorrei solo che stesse bene, al momento. Ciao Gus.

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  2. Miseria, che le avranno fatto?

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    1. Hanno preferito credere a delle voci infondate piuttosto che alla sua parola.
      Esiliandola.

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  3. Mi sono reso conto anche io, al termine di alcuni rapporti, di essere stato troppo egoista. Ma certo, sempre anni luce dall'egoismo di certe persone che trattano il prossimo con una prepotenza e un possesso che mi lascia basito.

    Mi dispiace per la tua amica. Stalle vicino, è questo il momento.

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  4. Mi dispiace per la sua e la tua tristezza. Hai ragione che la vita spesso è praticamente sempre un grande incompiuto, c'è qualche particolare che sfugge, che si vorrebbe collocare. Oppure c'è il pezzo ma non si sa bene come incastrarlo e così ce lo si rigira tea le dita in attesa dell'illuminazione sulla giusta opzione.

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    1. Forse il pezzo mancante lo si trova quando non lo si cerca più.

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  5. Mi spiace molto per la tua amica. Fortunatamente non mi sono trovato nei suoi panni né nei panni di chi obbliga qualcuno, di chi tarpa le ali!
    In bocca al lupo al lei e un abbraccio a te!

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    1. Crepi il lupo per lei e speriamo in bene.
      A volte chiusa una porta si apre un portone. Speriamo sia così anche stavolta.

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  6. Sono uscito dalla carreggiata più volte. So come ci si sente. Stai vicino alla tua amica. Facile quando le cose vanno bene e risalta solo l'empatia. Ma l'amicizia serve quando c'è da poggiare una spalla, versare una lacrima, lanciare un grido senza che ti prendano per pazza.

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    1. Sono vicina a lei ogni giorno da quando è capitato, ma a prescindere dalla mia presenza - importante fino ad un certo punto - spero di cuore che sappia e possa risollevarsi.

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  7. Hai ragione. Esattamente così. Per essere una buona amica non serve molto, serve semplicemente esserci e questo è già tutto. Esserci per ascoltare, esserci per non pensare. Esserci, punto.

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  8. Ho ben chiaro quello che dici.
    Stare sui binari da altri tracciati. Ci vuole una forza disumana per uscirne...

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    1. Credo che a lei sia capitato proprio questo, o qualcosa di simile. E la forza le sta venendo per forza, dal momento che l'hanno "esiliata".

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