mercoledì 2 maggio 2018

Il Bicchiere Mezzo Pieno

Questa mattina, appena sveglia, ho risposto ad una domanda su un gruppo Facebook riguardo gli eventi campali della nostra vita. Quelli importanti, quelli che hanno significato molto e che non dimenticheremo più. Chiaramente non volevo elencarli tutti, ne ho scritti giusto quattro o cinque. E dopo aver finito, leggendo quelli di altre persone, mi sono resa conto di aver parlato solo di accadimenti felici. Gioie, soddisfazioni, attimi di un'intensità travolgente.

Fonte: principessecolorate. it

Di quanto Fred, al nostro primo incontro, mi accompagnò fino al treno ed aspettò sulla banchina che ripartisse. Mi guardava come si guarda un piccolo miracolo. Attese per tutto il tempo e non smise di osservare quel vetro che ci separava neanche dopo la partenza. I suoi occhi mi vedevano come non aveva mai fatto nessuno. Non erano occhi curiosi; erano occhi rapiti, forse già innamorati. Occhi sinceri, incredibilmente espressivi, a tratti timidi nella loro bellezza. Aveva lo sguardo incollato a quell'ammasso di ferraglia e al mio viso che ormai doveva essere diventato un puntolino in mezzo a tanti altri. Capii quel giorno che avevo trovato la persona che cercavo da sempre, quella che avrebbe cambiato la mia vita. 

E poi la nascita di mio nipote Andrea. Sentii un'emozione viscerale che mi travolse il cuore e gli occhi. Era un esserino minuscolo. Quelle lacrime di gioia, quell'amore nato al primo sguardo mi si abbatterono addosso come uno tsunami. E ancora oggi, che sono passati quasi 17 anni, so di non averne provato uno uguale. 

La laurea di mio fratello. Entrambe, ma la prima soprattutto. Dentro sentivo un orgoglio ed una felicità così intensi che non potevo proprio sbagliare. Mio fratello era, ed è, un pezzo di me. Una gamba, un braccio, un'arteria di vitale importanza. C'era lui a discutere la tesi ma c'ero anche io, sulla sua spalla, come un angelo protettore.

Il giorno in cui montarono i mobili di casa nostra, il 30 aprile di 5 anni fa. La giornata in cui vedevo realizzare un sogno, in cui sotto i miei occhi prendeva forma un desiderio a lungo portato in grembo, come una creatura da accudire. 

Leggendo le risposte altrui mi sono resa conto di aver parlato solo di eventi felici mentre tutti gli altri ne stavano raccontando anche di dolorosi.
Non avevo menzionato la morte di Cristiano né quella di mia zia. Non avevo menzionato i fatti che mi avevano sconvolto, quelli per cui avevo pianto, per cui mi ero disperata. 
Credo che quella risposta, data di pancia, senza pensare troppo, dica di me più tante parole inutili. Io guardo il bicchiere mezzo pieno. In tutto questo calderone che è la vita io preferisco pensare al meglio, tralasciando il resto. Non per rinnegarlo, ma perché ho sempre preferito pensare all'esistenza come ad una bella avventura, seppur non priva di ostacoli e di periodi difficili.
E così ho pensato che tutte le volte in cui mi chiederanno un pregio ed io non saprò che pesci pigliare potrò raccontare questo. Io penso positivo, come una vecchia canzone di Jovanotti.

23 commenti:

  1. Pensi positivo ma racconti spesso cose sgradevoli che ti capitano. Io ti vedo come una che parla del bicchiere pieno. Vino buono e vino che è diventato aceto.

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    1. Racconto cose che mi accadono giornalmente, positive o negative che siano. Qualcuna, senza mai andare troppo a fondo.
      Ma se ripenso alla mia vita, per intero, mi soffermo di più sulle cose belle che non su quelle brutte. A meno che non mi vengano dei "momenti-nostalgia" e allora si, magari li racconto qui. Ma dura un attimo.

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  2. E' una cosa che tento di fare anch'io, ma non sempre gli eventi ti aiutano in tal senso.

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    1. Gli eventi ci mettono sempre lo zampino, hai ragione.
      Però fai bene a provarci.

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  3. Anche io sono uno che preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. A parte che tu hai piene ragioni per guardare il bicchiere mezzo pieno. Bellissimo quel frammento del tuo primo incontro con Fred.

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  4. Beh, ma ci sta che pensi ad eventi felici.... già 5 anni che convivete?

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    1. Cinque anni a metà giugno :)
      Visto come passa il tempo?

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  5. Io penso di aver interrotto la sequenza di eventi campali
    Avrei detto, un tempo, della laurea, del trasferimento, della convivenza, del lavoro in consulenza

    Adesso la fatica, l'adrenalina e la forza che avevo in quei momenti mi pare un pallido ricordo

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    1. E gli amori restano doppi?

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    2. Pippa gli eventi campali accadono all'improvviso e magari tra l'uno e l'altro passano anni.
      Non è che hai interrotto la sequenza. Ce ne saranno altri, è così per tutti.
      Ti sento giù di corda e mi dispiace da morire.

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  6. Oddio. Nonostante che di momenti pesanti e difficili io ne abbia attraversati diversi, forse come te tenderei a citare le cose buone.
    Ma non per ottuso ottimismo. Solo perchè anche i dolori ci fanno crescere, ci rendono più completi e consapevoli, conducendoci, in qualche modo, al bello.

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    1. I dolori fanno parte del gioco. Io mi auguro ogni giorno che non mi schiaccino.

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  7. Invidio (in senso positivo) questo tuo vedere il bicchiere mezzo pieno, essere fiduciosi che il bello è accaduto e che possa riaccadere è ciò che ci rende forti e a un passo a portata di mano dalla felicità!

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    1. La felicità è sopravvalutata, in fondo non dura che pochi istanti. Però valgono anche quelli, nell'arco di una vita intera, perché sono quelli che ricordiamo con più vigore. Baci.

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  8. È bello quanto scrivi.

    Io, se dovessi rispondere alla stessa domanda, direi (grosso modo in quest'ordine)
    - la nascita dei miei figli
    - il trasferimento qui dove sono adesso
    - una presa di coscienza amara, ma necessaria, che mi ha liberato, e che, nonostante fosse dolorosa, era l'unica mia salvezza... ora, la vedo come una liberazione, appunto
    - l'incontro totalmente inaspettato con la mia persona speciale

    Curioso come il secondo e il terzo evento che riporto siano stati eventi traumatici. Però, dopo ormai diversi anni, sono stati una chiave di volta importante, non sarei come sono adesso di sicuro senza quegli eventi. Non so se sono stati gli eventi in sè, ma hanno permesso una reazione allo status quo, che era nocivo per la mia persona. Da una parte io ho voluto reagire, da una parte ho saputo reagire, da un'altra parte ancora ho avuto fortuna di incontrare il mio capo (ecco, aggiungo anche questo alla lista) che mi ha offerto un sacco di opportunità lavorative.

    L'ultimo evento ogni tanto mi causa qualche dolore, ma è parte del gioco. Da quell'evento sono scaturite molte cose che risultano in una maggiore consapevolezza, nonché maggiore cura e amore verso me stessa, abitudini più salutari, etc. Anche solo per questo ne vale la pena...

    Il primo evento (anzi due) è meraviglioso in sè.
    È forse il più importante di tutti... dare la vita, e impegnarsi ogni giorno a curarla, è forse uno dei compiti più importanti cui possiamo essere coinvolti. Comunque anche lí, una grossa responsabilità. Senza contare che da soli non si fa nulla, occorre anche avere la fortuna di essere accompagnati, lungo il cammino, da altre persone che diano il loro buon esempio, che lascino il loro segno...

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. Grazie per aver risposto alla domanda. E' stato bello leggere i tuoi eventi campali, così densi di significato. Non so se metterò mai al mondo un altro essere vivente, ma non ho davvero dubbi che sia qualcosa di assolutamente indescrivibile e non paragonabile a null'altro.
      Un abbraccio.

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  9. Vorrei anch'io saper guardare la vita con il tuo spirito positivo, invece sono una persona pessimista e penso sempre alle cose spiacevoli. Sto cercando di sforzarmi a vedere le cose in modo diverso, ma è davvero difficile a volte.

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    1. Il fatto che tu ti stia sforzando implica già uno sguardo al cambiamento. Non credere che io sia nata così, anzi. Anche per me è uno sforzo quotidiano, e non è che sempre riesca ad essere ottimista.

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  10. Sicuramente come primo evento campale meraviglioso citare la nascita di mia figlia e la maternità, non credo che altri eventi e situazioni della vita possano reggere il confronto con questo.
    L'incontro con Artisti di Roma, avvenuto in una giornata di disperazione e di sconforto nella quale sarei dovuta restare a casa, ma poiché avevo ascoltato uno strano impulso che mi diceva di uscire sono andata in una chiesa di via del Corso dove c'era una mostra di Artisti di Roma. ..è lì è iniziato tutto...
    Poi la svolta inaspettata che aveva preso il mio rapporto con una persona per me speciale e le bellissime emozioni che ho provato.
    Come evento doloroso ovviamente il matrimonio. ..ma diciamo che dalla fine è iniziato il mio inizio ed è iniziata la consapevolezza e la vita vera.
    Un abbraccio Sara!:)

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    1. Vedi? da una giornata di sconforto è nato qualcosa di bello che ha donato una nuova splendida verve alla tua vita :)

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    2. Ma la cosa strana è che io sono uscita perché ho ascoltato un impulso. ..un impulso che mi diceva di non restare a casa. Quando ti parlavo di eventi non razionalmente spiegabili...

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    3. Questi sono gli impulsi che bisogna seguire. E tu hai fatto bene a dargli peso.

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