martedì 6 febbraio 2018

Sfumature

Un tempo, neanche troppo lontano, pensavo che la vita fosse tutta in bianco e in nero. Che non ci fossero gradazioni intermedie, che i vari grigi fossero solo un bianco un po' sporco o un nero sbiadito.
Ero un'estremista, una di quelle persone che credono nei valori assoluti, nei massimi sistemi, nell'assenza di vie di mezzo. Avevo una risposta per tutto, spesso basata su principi del tutto astratti, ma nei quali credevo ciecamente.

Fonte: pensierando. it

Poi sono cresciuta, forse invecchiata.
E ho capito che la vita è un susseguirsi di sfumature e che persino l'arcobaleno per arrivare da un capo all'altro si serve di un range di colori diversi. 
Questo mi ha inevitabilmente portato a non credere più neanche nelle favole. All'amore perfetto, al principe senza macchia e senza paura. Ai genitori impeccabili e privi di debolezze terrene. Alle amicizie senza mai uno screzio o un accenno di rabbia. Al lavoro fatto di sole soddisfazioni.

Non ci credo più, semplicemente. E quasi mi chiedo come abbia fatto a ritenerli possibili un tempo, mere utopie di una visione distorta e addolcita di una realtà che col sogno ha spesso poco in comune. 
Non ci credo più perché non penso più all'imperfezione come ad un difetto di fabbrica. Mi sono liberata di un peso: quello di ritenermi valida solo se completamente integra e coerente. 
Adesso mi piace l'idea di poter cambiare idea, di non dover seguire a tutti i costi una rettitudine infinitamente rigida dentro la quale la mia natura si sentiva schiacciata ed oppressa. 
Voglio amare chi mi è intorno concedendo loro la stessa possibilità: quella di essere fallibili, imperfetti ma non sbagliati. 
In tutto questo girovagare di riflessioni penso che la vita, in fondo, sia molto più bella proprio perché vissuta in mezzo a quei colori lì. E che le sfumature di un carattere siano proprio ciò che ci rende meravigliosi, unici, straordinari nella nostra mutevolezza. 

37 commenti:

  1. Adesso mi piace l'idea di poter cambiare idea, di non dover seguire a tutti i costi una rettitudine infinitamente rigida dentro la quale la mia natura si sentiva schiacciata ed oppressa.

    Questo è bellissimo...

    RispondiElimina
  2. Avevo appena finito di scrivere che mi piaci perché hai capito tutto della vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gus, io della vita non ho capito nulla. E va bene così, spero di avere ancora molto tempo per farlo.

      Elimina
    2. "Adesso mi piace l'idea di poter cambiare idea, di non dover seguire a tutti i costi una rettitudine infinitamente rigida dentro la quale la mia natura si sentiva schiacciata ed oppressa".

      Questo è il capire che intendo. Non si può vivere se uno non si sente libero ma schiacciato dalle regole degli altri. E' una continua ricerca di quello che soddisfa il nostro Io.

      Elimina
    3. Siamo in due, cara dama, a non aver capito un cazzo :)

      Elimina
    4. Pippa, E' comodo convivere con il bianco e con il nero.
      Forse accade perché sono le 'scelte' a fare la differenza.
      La maggior parte del mondo abituale sta con il nero e il bianco insieme, insomma un coperchio per ogni pentola pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza) è la fedeltà a una 'scelta' che ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo', come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.
      Vero è che spesso le persone a sostegno delle stesse scelte, possono fare la differenza, anzi, ci sono momenti in cui sono necessari per non 'mollare' il 'passo', ma l'Amico per eccellenza è sempre uno solo e Lui non ci abbandona.

      Elimina
    5. @Gus io ho vissuto spesso con le spalle ricoperte di responsabilità che principalmente mi ero messa da sola. Gli stessi anni della scuola, come ho raccontato un paio di mesi fa, furono scanditi proprio dalla sensazione di dover essere sempre brava e perfetta per non scontentare i miei genitori, che pure di pressioni non ne facevano affatto. Ora come ora cerco di vivere in modo più sereno, scrollandomi di dosso quei pesi che sembrano schiacciarmi troppo.

      @Pippa certamente siamo molti di più :D il mondo è pieno di gente come noi.

      Elimina
    6. Infatti, cara Dama, io ho approvato la tua scelta intelligente, le cosiddette sfumature. Il commento che ho scritto io riguarda i grandi valori della vita. Con quelli bisogna scegliere un colore e restarne fedeli.

      Elimina
    7. I valori vanno mantenuti, concordo con te. In un certo qual senso ci definiscono.

      Elimina
  3. Quando si ha vent'anni si vede tutto o bianco o nero. A trenta invece si capisce che la vita è fatta di sfumature, che quello che è giusto per me può essere sbagliato per l'altro e che paradossalmente tutti e due abbiamo ragione.

    Cambiare idea è assolutamente legittimo, la coerenza-non coerenza è un'altra cosa, secondo me :).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Conosco persone che pur di non ammettere di aver cambiato idea perseverano per la via sbagliata. Spero di non fare mai lo stesso errore.

      Elimina
    2. Quando un uomo è contento di essere coerente, quando si gonfia in un "voglio essere coerente" è distorto, perché afferma se stesso contro la verità, e perciò può addirittura commettere un errore più grave di quello che commetterebbe non essendo coerente: l'orgoglio idiota di sé.
      Ciao Dama.

      Elimina
    3. O quelle persone che non dicono mai:"avevi ragione tu, stavo sbagliando. Riflettendoci ora la penso come te". Preferirebbero schiacciarsi un dito in mezzo ad una porta piuttosto che ammetterlo :D

      Elimina
  4. Io non vedo in bianco o in nero. Io vedo a colori ma le sfumature non le prendo neanche in considerazione per quanto riguarda la mia persona. Invece per quanto riguarda gli altri sfumo che è un delirio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come mai per te stessa non le prendi in considerazione?

      Elimina
  5. Da giovani vediamo tutto in modo più schematico, chissà perché. Forse perché abbiamo bisogno di maturare esperienza per capire come vanno le cose :)
    L'importante è arrivarci però perché è simbolo di aver riflettuto su ciò che ci accade!
    Un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho sempre riflettuto molto, non voglio farmi scivolare le cose addosso come se fossero robetta.
      Baci.

      Elimina
  6. in realtà il vero passaggio, quello cruciale, nodale, è il ruolo dell'aspettativa. tu puoi anche arrivare ad individuare il grigio, ma poi capita che da certe persone, da certe situazioni ti aspetti comunque l'assoluto. e non è un fatto legato all'età, credimi. in quel caso emerge un corto circuito che rischia di far male, a se stessi e agli altri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io mi aspetto l'assoluto dalle persone che amo e a cui cerco di dare io stessa il meglio di me. Tuttavia non credo più di dover ricevere e dare l'assoluto tutti i giorni, neanche fossimo delle macchine.
      Ci sono i giorni buoni e quelli cattivi. C'è il giorno in cui ti svegli male e quello in cui va tutto storto. Ci sono pure interi periodi di sballottamento...siamo umani, va bene così.

      Elimina
  7. Io.credo che nella vita non ci sia nulla di più importante dell'apertura mentale,la quale ci fa comprendere che non solo non esiste nulla di perfetto"a questo mondo, ma che ciò che per alcuni può essere visto come imperfezionè o errore non è percepito così da altri. Inoltre a volte non si può parlare nemmeno di mancanza o imperfezione, ma sono le circostanze e le famose sfumature della vita a far sì che una persona si comporti in un modo piuttosto che in un altro. Avere degli schemi fissi ci porterebbe ad essere duri ed impietosi con noi stessi e con gli altri.
    Cara Sara tu da persona intelligente e sensibile qual sei sei approdata a questa conclusione è sai cogliere le mille sfumature della vita. Un abbraccio forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' la rigidità che mi è ostile a questo punto della mia vita. Mi piace l'idea di mantenere degli standard ma che non siano mai troppo impietosi.
      Baci.

      Elimina
    2. Esatto. È questa la via giusta. Flessibilità al posto della rigidità. Baci a te.

      Elimina
    3. Ci si prova. Magari non ci si riesce sempre, però si deve tentare. Baci.

      Elimina
  8. Buona giornata:

    🙋‍♀️🙋‍♀️🌹🌹🌹☕👭☕💋💋💋💕💕💕👄👄👄💓💓💓

    RispondiElimina
  9. Non penso tu sia invecchiata, magari maturata sì. E' bellissimo quando riscopriamo un senso diverso nelle cose che prima ci sembravano statiche e immutabili. Grazie di aver condiviso con noi questa tua riflessione <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per averla letta, Rosy. Un abbraccio.

      Elimina
  10. Anche mia madre mi dice sempre che crescendo smetterò di essere così netta nelle mie decisioni. Non so se ha ragione, se è solo questione di maturità, di tempo. In questo momento sento che è una cosa molto mia e della mia natura e che, cambiando, la violerei, mi snaturerei appunto :) Ma chissà che un giorno non scriverò anche io un post così (che è molto bello comunque)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paola, ogni cosa va sempre verificata.
      Nemmeno le leggi del vecchio testamento sono restate immutate.
      L'adultera doveva essere lapidata, ma Cristo non ammette che il giudizio dell'uomo possa avere efficacia e non cambia la legge, impedisce, però, che venga applicata.
      "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".
      Dostoevskij ha scritto: "Se da una parte fosse la verità e dall'altra Cristo, io sceglierei Cristo.
      Cosa significa? LA Verità autentica era il Perdono e non l'uomo che giudica e uccide.

      Elimina
    2. @Paola S. hai tutta la vita davanti. Non pensare a quello che ti dice tua madre né a quello che ho scritto io. Qualunque visione della vita va maturata personalmente, con le esperienze che si fanno ed il proprio bagaglio di idee. Tutto il resto resteranno sempre e solo parole altrui che non devono necessariamente interessarti o convincerti, ci mancherebbe.

      Elimina
    3. Sara, cosa vai raccontando? Noi quando sbrocchiamo dall'utero della mamma siamo come dei topi, gatti, cani.
      Sono le parole "altrui" che ci fanno crescere. Anche le "esperienze" non sono solitarie ma condivise con qualche "altrui".

      Elimina
    4. Gli insegnamenti ci passano anche attraverso la bocca e l'esempio di chi ci educa, ma quando siamo ormai adulti, sono le esperienze personali che ci temprano. Io, oltretutto, non mi pongo affatto come qualcuno che voglia insegnare o mettersi sullo scranno, convinta di aver compreso tutto.
      Scrivo le mie riflessioni, senza la pretesa di convincere chi legge, ma solo quella di fare chiarezza in me stessa.

      Elimina
    5. Nessuno vuole insegnare ma quello che è fa parte delle esperienze.
      Ciao Dama.

      Elimina
  11. Infatti Cristo è grande proprio perché misericordioso e pronto sempre al perdono e all'amore. Non ama i farisei,così superbi nella loro presunta impeccabilitá,ma va incontro a chi ha sbagliato.
    La parabola dell'adultera ci deve insegnare quanto sua pesante e sbagliato il giudizio spietato. ..non si sa mai nella vita e al posto di quella donna un donani potremmo esserci noi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto. Il medico va nella casa di chi è ammalato.
      L'errore di Caifa e dei suoi seguaci è stato proprio quello di rispettare le leggi senza entrare nel cuore delle stesse.
      Infatti, a Cristo che fa un miracolo nel giorno di sabato viene rimproverato di aver lavorato nel giorno del riposo.
      Purtroppo questo errore di applicare alla lettera la Parola è un errore che si commette anche nella Chiesa.
      Vedi Galilei, considerato eretico per il fatto di affermare che la Terra gira intorno al Sole.
      Il vecchio testamento dice così, ed è chiaro il significato. Gli uomini vedevano che il Sole nasceva e tramontava. In base alla loro cultura era possibile spiegare per esempio le teorie di Einstein?

      Elimina
    2. Tutto va contestualizzato, anche le Scritture. E il mondo si evolve, così come ci evolviamo noi, giorno dopo giorno.

      Elimina