sabato 6 gennaio 2018

Lanterne Nel Cielo

Centomila vite fa, inseparabili.
Ora dove sei, adesso cosa fai?
D'improvviso penso a te
D'improvviso penso...
Che ti vorrei sentire anche per un istante
Ti vorrei abbracciare come ho fatto sempre
Ti vorrei guardare senza dire niente.
(D'Improvviso, Lorenzo Fragola).

Fonte: lamenteemeravigliosa. it

E' strana la vita, perché talvolta mette qualcuno sul nostro percorso e poi di punto in bianco ce lo toglie. Ce lo porta via, ce lo strappa di dosso. Ci fa capire che dobbiamo voltare pagina, smettere di essere quelli che siamo stati un tempo, rinnovarci.
Avevo un amico che si chiamava Cristiano. Gli ho voluto un bene dell'anima e ne ho scritto tante volte su queste pagine. E' morto che aveva appena compiuto 19 anni, dopo 3 anni di immeritate sofferenze. Mi torna in mente all'improvviso, come se non se ne fosse mai andato, come se fosse qui da qualche parte a ricordarmi che posso rivolgermi a lui in ogni caso. Anche se non ha più un corpo, anche se a volte fatico a ricordare la sua voce. Anche se certe canzoni che cantavamo insieme mi fanno piangere ancora.

Io non credo di essere una di quelle persone capaci di dimenticare. Di arrendersi al fatto che la morte o la vita diano e tolgano a loro piacimento. 
Credo di non essere abbastanza forte da capire che è così che vanno le cose. Fare spallucce, arrendermi all'evidenza, comprendere. 
Conosco tante persone ma è difficile, per me, decidere di far entrare qualcuno in una sfera più intima e personale. Quando succede, poi non riesco a distaccarmene senza pensare che sia un'ingiustizia. Forse è anche per questo che lotto tanto affinché questa vicinanza non si raggiunga mai. Sfuggo, sguscio via, mi rendo poco disponibile. E' un processo inconscio che probabilmente attuo per evitare di soffrire. Perché tanto lo so che non sarà per sempre, lo so che prima o poi finirà. E non ha senso dirsi che a volte ne può valere comunque la pena, che certi attimi possono avere un peso anche se non avranno un seguito, anche se un giorno tutti saremo spazzati via da questa Terra. Razionalmente mi rendo conto di ogni cosa, ma capirla sul serio è un altro conto. 

40 commenti:

  1. In questo ci somigliamo molto. Nel senso che anche io non dimentico e mi sono reso conto che negli ultimi anni nonostante sia più spigliato, faccio fatica a far entrare qualcuno nella mia sfera personale. Ma è anche vero che ho imparato a buttar fuori chi non merita a mio avviso di starci quindi forse è anche "colpa" mia. Insomma ho colto l'occasione per psicanalizzarmi XD
    Un abbraccio

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    1. Hai fatto bene a psicanalizzarti ;) un post che stimola riflessioni è un post che ha avuto un senso, per me.

      Io nella vita sono spigliata eccome, a lavoro soprattutto. Solo che difficilmente passo dallo scherzo a qualcosa di più. Baci.

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    2. Comunque se siete tutte e due sotto i 30 anni ci può stare. Intorno ai 30 invece le cose cambiano un po': abbiamo meno paura di mostrarci per quello che siamo. Non che si finga di essere ciò che non siamo: semplicemente non facciamo vedere ciò che siamo, perché abbiamo paura di mostrare le nostre debolezze. Invece questo è fondamentale nel processo di 'connessione'.

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    3. Io di anni ne ho 32 Riccardo, Pier è più giovane.
      Non ho paura di mostrarmi come sono, però non sento l'esigenza di regalare parti di me a chiunque. Sorrido, scherzo, sono socievole...ma far entrare qualcuno nella mia vita vera, quello mi viene proprio difficile.

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    4. Ecco, l'altro lato della medaglia: non ci si può aprire con tutti, assolutamente! Bisogna comunque fare delle scelte :)

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    5. Mi trovi perfettamente d'accordo :)

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    6. Io ne ho 28, non molto lontano dai 30 xD
      Comunque ho notato che questa apertura varia molto da persona a persona. Una mia amica ad esempio pur essendo molto timida per certi versi, non si fa problemi a raccontare a chiunque dei fatti che magari non sono privatissimi, ma comunque abbastanza traumatizzanti secondo me. Quindi bisogna forse fare (o per lo meno io forse faccio) delle scelte anche su cosa ci si apre agli altri. Certo che rendiamo i rapporti sociali complicati eh xD

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  2. Morire a 19 anni? Mamma mia! Questi sono davvero i casi in cui è davvero lecito mettere in dubbio il concetto di giustizia.. Essendo un tuo lettore novizio non conoscevo questa storia, posso chiederti di linkarmi qualche tuo vecchio post su questo povero ragazzo?
    Però voglio invitarti a reagire a questa situazione: se ci sono persone che ti sono vicine e che senti vicine, apri il tuo cuore. Non avere paura di metterti a nudo. Ne guadagnerai e ne guadagneranno loro. Perché quando una persona apre il suo cuore a un'altra (parlo di bene in generale, non di amore in senso stretto), anche l'altro lo farà e si creano quelle connessioni che rendono la nostra vita migliore.

    Cade a fagiolo una citazione della mia serie preferita: "In this terrifying world, all we have are the connections that we make".

    Non avere paura di perdere le persone (anche se ti è capitato e nel peggiore dei modi), sono cose che nella vita possono capitare (e purtroppo a volte capitano nel modo più brutale).

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    1. Eh si Riccardo, hai ragione. Mi chiedi qualche link, eccoli:
      1) http://pensieriscossi.blogspot.it/2015/02/solo-in-sogno.html
      2) http://pensieriscossi.blogspot.it/2015/05/crisantemi.html
      3) http://pensieriscossi.blogspot.it/2014/01/in-sogno.html
      4) http://pensieriscossi.blogspot.it/2011/12/angeli.html

      Grazie per avermeli chiesti: è stato bello rileggere questi miei vecchi scritti. Bello e triste, ma comunque intenso.

      Grazie anche per la riflessione a cui mi inviti...hai ragione tu, lo so. Ma aprire il cuore non è così semplice, se non con quelle persone che nel mio cuore ci sono già. Gli altri dovrebbero sapersi fare strada annullando a poco a poco le mie resistenze. Forse si, dovrei aiutarli di più a farlo.
      Un abbraccio.

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  3. Anche un mio amico, Tino, è morto a 25 anni. E' passato tanto tempo ma ricordo il suo viso. Ho le lettere che mi scriveva dalla Francia dove insegnava Italiano. Non provo nessuna sofferenza e non mi pongo domande.
    Si è suicidato in incognito. Io lo so e la moglie lo sospettava.
    Un giorno andai a casa sua e stava leggendo un libro di Musil, L'uomo senza qualità, e mi disse: "Augù, ho trovato la soluzione dei miei problemi".
    Una settimana dopo fu trovato morto sul greto di un torrente in località Passolanciano.
    Era troppo esperto per smarrirsi e non tornare in albergo dove l'aspettava la moglie.
    Questo fatto mi procurò un dolore fortissimo. Per 10 anni ho sognato quel torrente e lui che mi diceva: "Hai visto, è facile". So anche il motivo che è servito ad assecondare l'atto finale della sua esistenza.
    Tino era molto strano. Si confidava con me. Il suo problema era vincere la gelosia. Mi diceva: "Devo vincere questa "bestia" irrazionale. Mi trascinava in una balera. Lui, la moglie e io. "Per favore balla con Cris, io sono sicuro che piaci molto a mia moglie". Io replicavo un po' infastidito dicendogli che era matto. Una notte, mi sembra a Rimini, creò una situazione che era quasi un obbligo ballare con Cris. Passammo così la nottata.
    Il giorno dopo era tutto allegro perché la gelosia non lo faceva più soffrire. "Augù, ti si appiccicava con tutto il corpo e tu la respingevi con forza", e io: "Ma no, è il suo modo di ballare!"
    Non mi pongo domande nemmeno per Bruna. La sento vicinissima, ma le anime non hanno la bocca per parlare.


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    1. E' una storia straniante quella di Tino. Davvero una gelosia asfissiante può ridurre a questo? Evidentemente non sapeva conviverci né sapeva andare oltre. Chissà se la moglie gliene ha mai dato modo o se ha fatto tutto da solo, se i suoi mostri stavano solo nella sua testa o se gli sostavano sul serio intorno. E' difficile da dire, difficile da comprendere.
      Bruna ti è vicina sicuramente, non ho dubbi su questo. Ma è vero che le anime non possono parlare...

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    2. E' una storia terribile. Dopo la sua morte ho conosciuto particolari tremendi che non racconto per rispetto a una amicizia pulita e sincera.

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    3. Mi spiace tanto, povero Tino.

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    4. La morte è una soluzione fin troppo facile poiché il morto si dà pace e il vivo continua a lottare.
      Ma la bellezza della vita passa alcune volte da strade buie e fredde ma se abbiamo coraggio ci può condurre anche al mare e al sole.
      Gli uomini troppo intelligenti difficilmente sono felici perché sebbene possano capire determinate situazioni umano alla stessa maniera non le accettano.

      C'era un film Italiano sulla pillola che ti faceva decrescere intellettivamente (la pillola del 2%) bhe qualche volta mi piacerebbe assumerla per vedere il mondo come lo vede la maggioranza.
      La morte fa paura a chi non la conosce. Io sono morta molte volte fa viva e non ho paura della morta ma della vita.

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  4. Mi dispiace molto per il tuo amico <3

    La morte mi fa paura. Non mi fa paura il mio dover morire, ma il pensiero che le persone a me care forse non potranno godere con me dei miei traguardi e che io forse non potrò godere dei loro. Se mi soffermo anche solo un attimo a pensarci, mi vengono i brividi e vorrei quasi portare avanti il calendario di settimane, affinché anche in una sola giornata possa accadere tutto quello che so li renderebbe felici. Ma non si può. Non so se mi faccia più paura il pensiero che, prima o poi, dovrò dire addio ai miei affetti quando questo "prima o poi" non lo conosco, oppure la certezza o la probabilità di una morte annunciata per malattia. L'impotenza,il dubbio, la rassegnazione.

    "Conosco tante persone ma è difficile, per me, decidere di far entrare qualcuno in una sfera più intima e personale. Quando succede, poi non riesco a distaccarmene senza pensare che sia un'ingiustizia. Forse è anche per questo che lotto tanto affinché questa vicinanza non si raggiunga mai. Sfuggo, sguscio via, mi rendo poco disponibile. E' un processo inconscio che probabilmente attuo per evitare di soffrire. Perché tanto lo so che non sarà per sempre, lo so che prima o poi finirà. E non ha senso dirsi che a volte ne può valere comunque la pena, che certi attimi possono avere un peso anche se non avranno un seguito, anche se un giorno tutti saremo spazzati via da questa Terra."

    Queste parole mi hanno colpita, sono anche le mie. La mia paura di soffrire e la certezza di dover dire addio, non nascono però dalla consapevolezza che un giorno tutti dovremo salutarci, ma quasi dalla presunzione che tanto, prima o poi, arriverà la pugnalata alle spalle e ognuno andrà per la sua strada. Comprendo però il timore di legarsi profondamente, è qualcosa che mi appartiene ormai da tempo.

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    1. Il mio discorso vale anche per la pugnalata alle spalle, hai ragione. Si presta benissimo anche a questa interpretazione.
      Ricordiamoci, però, che anche noi potremmo essere i fautori della pugnalata, non solo coloro che possono subirla. Siamo tutti sulla stessa barca, egualmente vittime e carnefici.

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  5. ingiustizia, ecco hai individuato la parola giusta. sai come la penso, dio (minuscolo) non esiste.

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    1. Dio (maiuscolo) ha dato il libero arbitrio. Come nel bene e come nel male. Dipende tutto da noi cosa scegliere.

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    2. @Francesco se un ragazzo muore nel fiore degli anni, soffrendo, non può che trattarsi di ingiustizia. Nessuno merita un simile strazio. Non metto in mezzo l'assenza o la presenza di Dio, che ognuno faccia le sue giuste considerazioni. Baci.

      @Anna ti assicuro che Cristiano non ha scelto di ammalarsi, soffrire e morire subito dopo aver compiuto 19 anni. In questo caso del libero arbitrio che te ne fai?

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    3. Lo so che ovviamente non ha deciso lui di soffrire. Ci mancherebbe pure pensare questo. Dico solo che non è colpa di Dio. Con il libero arbitrio intendevo che l'uomo sta danneggiando la terra a suo danno e c'è un proliferare di tumori proprio a causa dell'inquinamento.

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    4. Sicuramente gli uomini non stanno facendo del bene alla Terra, tutt'altro. E noi che scriviamo qui non siamo da meno, in fondo stiamo utilizzando uno dei tanti strumenti messi a disposizione proprio dall'avanzare della tecnologia. Siamo tutti corresponsabili.

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  6. Francesco, l'ingiustizia presuppone che ci sia una giustizia.
    Qual è per te la vita secondo giustizia?

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  7. Comunque io credo nella rissurezzione per cui la vita non finisce qua. Questa Speranza mi tiene forte e mi da credere In un Dio di amore.

    Questa è la mia opinione e la mia speranza fermamente stabilita.

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    1. Alla risurrezione personalmente non credo. O diciamo pure che spero fortemente non avvenga.
      Se devo morire preferisco farla finita una volta per tutte: l'idea di tornare, in prima persona, non mi fa piacere neanche un po'.
      Questo non significa che mal giudico il tuo pensiero, affatto :) Un abbraccio.

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    2. Non È così come credi tu questo provvedimento ma lasciamo perdere.

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  8. Carissima Sara, io mi ricordo perfettamente dei post su Cristiano. Lo ho letti talmente tante volte che li so quasi a memoria.
    Mi colpì tantissimo sia la vicenda straziante di questo povero ragazzo che l'affetto che nutrivi e nutri ancora per lui.
    La filosofia buddista dice che la felicità consiste nel non avere nulla. Se amiamo qualcuno, avremo inevitabilmente paura di perderlo.
    La vita è permeata di incertezze. Senza tirare in ballo la morte, faccio un banale esempio. Supponiamo che io stia con un uomo che amo tantissimo e dal quale sono amata a mia volta. Posso avere la certezza assoluta che la nostra storia non finirà mai? No. Posso avere la certezza assoluta che lui un domani non mi possa lasciare perché innamoratosi di un'altra donna? No.
    Lo stesso si può dire pensando a tutte le persone che amia

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    1. Ciao Irene, mi fa piacere che ti ricordi di quei post. In effetti posso anche essere diventata noiosa, nel tempo, perché ne ho scritto diverse volte. Evidentemente, non ho saputo/potuto farne a meno.
      Il tuo discorso è chiaro, lineare e giusto. Sicurezze nella vita non esistono e del resto non sarebbe neanche giusto vivere come eremiti solo per la paura di perdere chi ci sta intorno. Diciamo che bisognerebbe cercare una giusta via di mezzo per andare avanti senza collassare. Baci.

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  9. Che amiamo e che non vorremmo mai perdere. Dunque l'alternativa per non soffrire mai sarebbe non far avvicinare più nessuno. Molte persone fanno così. Ma per me la prospettiva di una vita amorfo, vuota e priva di emozioni e amore sarebbe insostenibile. ..1000 volte peggiore di una vita ricca di affetti, anche se so che potrei perderli.
    Per quel che riguarda la selezione mo trovi d'accordo perché non tutti possono enotare appieno nella sfera delle nostre amicizie più intime. ..alcune persone sono destinate ad essere per noi solo conoscenze con cui ridere e scherzare e nulla di più. Non possiamo mostrare il nostro io più intimo a tutti.
    Per quanto riguarda Cristiano, io non so se mai lo riabbtaccerai. Posso dirti che io non ho una visione materialUstica della vita, che dietro quello che noi vediamo secondo me c'è un senso più profondo che spesso ci sfugge. Dico questo non per delle teorie, ma per drlle cose che mi sono realmente capitate nella mia vita,cose non spiegabili razionalmente che mi hanno fatto capire che ci sono dei nessi tra gli avvenimenti, che non tutto è spiegabile razionalmente. Sono cose molto intime e delicate quindi se vorrai te ne parlerò in privato.
    Un forte abbraccio e buone domenica.

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    1. Credimi, il mio desiderio non è quello di vivere una vita amorfa e senza affetti, ma semmai quella di selezionare molto. E' un po' come la questione degli immigrati: non si può fare entrare tutti. Stessa cosa il proprio cuore, la propria vita.

      Probabilmente non riabbraccerò più Cristiano, del resto alla vita dopo la morte io non credo. Lui è con me nel pensiero e questa è l'unica parte di sé che è rimasta.
      Che non sia tutto razionale ne sono convinta anche io, sebbene non ritenga che la vita stessa debba necessariamente avere un senso.
      Se vuoi mandarmi una mail per raccontare quegli avvenimenti, fai pure quando sei comoda. Ti leggerò volentieri. Sms e whatsupp no perché con i discorsi lunghi faccio più fatica. Buona domenica a te.

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    2. La religione cattolica non dice che si riabbracceranno le anime che in vita erano marito e moglie. C'è un passo del vangelo che spiega il perché. Tu volevi bene a Cristiano, ami a Fred. Fermati un attimo. Nel Regno dei Cieli troverai un Amore che è un miliardo di volte superiore a quello di Fred. Tu non ci credi, questo è l'opposto del Paradiso. La vita serve per avere questa risposta. Un sì o un no. Questo è il cattolicesimo. Tutto quello che ti circonda è troppo complessa per essere casuale. Non senti il profumo forte dell'Intelligenza? E' chiamato Dio ma è meglio nominarlo Mistero. Il Mistero si è fatto carne e ha preso il nome di Cristo.
      Buona domenica.

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    3. Gus la Fede non si può inculcare né trasmettere :) o ce l'hai o la incontri. Oppure, come capita a tanti, non arriva mai.
      Tuttavia non basta certamente una conversazione qui sul blog.
      Un abbraccio e buon lunedì.

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    4. Io mi limito a spiegare il mio credere.
      La fede è ragionevole perché se non lo fosse sarebbe disumana. Io so che nell'altra vita non ci sarà pasticcio con la vita terrena.

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  10. Saruccia non avevo finito! :)scusami se cone al solito mi sono dilungato tanto evidentemente blogger mi aveva punito)! Baci baci. ..

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    1. No no, figurati :)
      Io apprezzo molto che questi post generino delle riflessioni. Per me è importante. Baci.

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  11. Non penso più a niente come stabile, nella mia vita. E se da un lato questo mi causa una certa dose di vertigini, dall'altra mi ha reso capace di "far casa" dentro di me...

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    1. Fare casa dentro di me, che splendida espressione :) grazie.

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  12. ah ma si è sviluppato un dibattito sulla fede..... chi era, Woody Allen che diceva che la fede è come la psicanalisi ma costa molto meno? ma non vedete che le chiese sono pieni di vecchi? e secondo voi per quale motivo se non per la (sacrosante) paura di morire? dio non esiste perchè dio non può esistere, poi se uno vuole crederci perchè deve dare un senso alle cose va bene. finchè la scienza non porta avanti il mondo con le sue spiegazioni. in nome di dio si è decapitato, sgozzato, inquisito, cattolici, musulmani, induisti..... si sono giustificate le peggiori nefandezze.... l'uomo di fede è un pessimo uomo. anzi, è il peggiore dei pessimi.... avevo un AD che era della compagnia delle opere o dell'opus dei o di sa cazzo era..... cacciato perchè rubava alla grande.... vade retro, senza se e senza ma

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    1. In un discorso tenuto a Berlino Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. L'emozione è sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

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  13. Che siamo di passaggio su questa Terra,è inutile rimarcarlo,certamente se la parentesi temporale in taluni casi,come quello del tuo amico,diventa così breve,direi che il destino è assai gramo.

    Ho anch'io amici che hanno perso la vita da giovani,tre in particolare in disgrazie differenti,penso che il ricordo che viene alla mente,direi che siano i momenti più dolci nel tenerli ancora in vita.

    Buon anno a te,ciao

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    1. Mi spiace per i tuoi amici morti in giovane età Ivo. Un abbraccio.

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