sabato 27 gennaio 2018

Girotondo

Questa settimana il tempo è stato particolarmente clemente e difatti sono uscita a camminare tutte le volte che mi ero prefissata, senza dover ricorrere a ben più tristi piani b. 
C'era più gente in giro rispetto ai due mesi precedenti, come se si cominciasse già a percepire aria di primavera, che pure è ben lontana ma non così tanto. Immagino che avremo ancora delle giornate fredde, piovose, ventose e tipicamente invernali ma questa settimana ci ha fatto intravedere cosa sarà questo luogo fra un paio di mesi e l'euforia è cresciuta ai massimi livelli. 

Fonte: fotocommunity. it

Mi sento sempre più parte integrante di tutta la terra che calpesto. Un pezzo di strada, le foglie ormai ridotte a cenere, i marciapiedi nuovi e quelli vecchi, il cielo che cambia ad un ritmo vertiginoso. Mi sento grata per la sensazione di vita che mi esplode dentro quando la gente mi saluta per la strada, come se non fossi più un elemento esotico ma facessi ormai parte del posto come chi qui ci è nato. 
Forse era questo che mi mancava, questo che non mi faceva sentire completamente a mio agio. Sebbene conoscessi già tante persone, considerando il lavoro che svolgo, avevo bisogno di ritrovare quell'atmosfera allegra e conviviale che vivevo tutti i giorni nella piazza del mio paese. Quella sensazione di appartenenza quando saluto il gommista, un galante signore in bicicletta, la mia bella coppia di vecchine, una mamma con la bambina, gli operatori ecologici. 
Ora mi sento parte del quadro ed è come chiudere un cerchio. Come poter dire: questo è il mio posto, non voglio scappare più. 

19 commenti:

  1. Deve essere entusiasmante il sentirsi in simbiosi con con il creato.

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  2. Io non riesco ad essere in simbiosi col condominio. Con la mia città si

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    1. Essere in simbiosi col condominio è impossibile.
      Io ho pochi vicini e sopportare anche loro è ugualmente difficile :D

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  3. Vorrei avere con la mia città questo rapporto, ma non riesco, perché non mi piace. Pur avvertendo quella sensazione di familiarità, accoglienza che penso caratterizzi tutti rispetto al paese natale, non riesco a sentire totalmente mio il posto in cui vivo, perché non è costruito come vorrei. Nella mia fantasia, avrebbe il taglio di una volta: i palazzi antichi, storici, padronali, con i portoni giganti e il cortile interno. Non avrebbe grattacieli, avrebbe molti più spazi verdi, strade come viali alberati.

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    1. Gli spazi verdi per me sono fondamentali e capisco che una città senza parchi né giardini possa portare a questo senso di non appartenenza che provi tu.
      Io morirei senza verde, per me è essenziale.

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  4. Se te l'ho già chiesto, perdona, ma ho la memoria labile, sto invecchiando :D. Che lavoro fai :P? (modalità Becuto On).

    Anche a me piace andare in giro la mattina per il mio breve giretto a piedi del giornale. Piace anche a me scambiare il saluto con un paio di negozianti che pigramente iniziano a preparare la merce all'esterno del negozio, ma anche vedere le persone che sono in giro.

    Però ammetto che a volte mi sento fuori posto, ma non è colpa del posto :D. E' la storia solita del sentirsi osservato per ovvie ragioni, la maggior parte dei miei coetanei ha famiglia e magari anche figli...E mi sento in imbarazzo quando in giro vedo i giovani, forse perché penso a me stesso giovane, o forse perché questi giovani hanno una marcia in più di me, sospeso in un vuoto tra la giovinezza che non mi appartiene più e una maturità che ancora non ho abbracciato.

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    1. Ciao Riccardo, non me l'hai già chiesto ;) comunque ho sempre lavorato al pubblico, nel commercio.

      Mi spiace tu abbia questa sensazione del sentirti osservato solo perché non hai moglie e figli. Insomma, non è mica un percorso tracciato e prestabilito per tutti. Se lo vorrai, magari avrai occasione più in là di concederti entrambe le cose.

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  5. É proprio bello sentirsi così, sapere che le proprie radici sono lì dove devono essere

    A me non capita da un po' di sentirmi in pace con l'esterno...

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    1. Perchè non sei in pace tu, con te, Pippa. Mi piacerebbe esserti d'aiuto, ma Fra dice che non ho il mandato :)))

      Comunque Dama capisco perfettamente. Anch'io ho messo da poco radici qui, in questa terra nuova, anche se ci vivo fisicamente da quasi cinque anni. Un sentire così dolce...

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    2. no no, niente mandato :-)

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    3. @Pippa forse perché non sei in pace con l'interno.

      @Gioia io ci vivo da poco meno di te, quattro anni e mezzo all'incirca. Non è un tempo lungo né un tempo breve, forse solo il tempo che ci vuole...e per ciascuno può essere diverso.

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  6. Un tempo sono fuggito dalle mie radici, ora sto facendo pace camminando e riscoprendo il territorio. Sarà l'età e sarà che la Romagna (a parte l'umidità dell'inverno) è una terra ancora ospitale.

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    1. Le mie radici sono altrove ma ne ho piantate di nuove qui e spero di non doverle sradicare nuovamente, perché ora sto bene :)
      Conosco poco la Romagna, ma per quel poco era piaciuta anche a me. La cucina, soprattutto.

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  7. Le camminate sono quelle cose che ci fanno riappriopiare del nostro spazio e del nostro tempo.

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    1. Comunque le camminate con le amiche sono pezzi di vita che rimarranno nel cuore. Almeno le mie sul ciglio delle risaie con loro e i nostri cuori.

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    2. Io con le amiche ho solo passeggiato.
      Per camminare veramente devo essere da sola, non la trovo un'attività che si possa condividere con altri.

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  8. Mi piacerebbe riconoscermi dove vivo, avvertire come un senso di appartenenza, ma spesso - specie nelle grandi città - non si riesce ad instaurare un rapporto confidenziale col territorio, tanto meno con le porzioni dove si vive a tratti, celle spersonalizzate di quotidiano tran tran.. ed anche il weekend diviene occasione di fuga, per un - forse - ritrovarsi altrove, misto ad un perdersi definitivo.

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    1. In una grande città io perirei nel giro di una settimana. Temo che diverrei grigia e solitaria come certi palazzi.
      Non ti invidio per nulla...

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