lunedì 14 maggio 2018

A Lavoro

Sembra quasi che io viva per le domeniche, anche se così non è. Però mi rendo conto di scrivere soprattutto in prossimità di queste, come se il resto della vita scorresse troppo veloce per poterlo afferrare e fermare su carta.
Allora scriverò un po' anche di lavoro, che è una parte importante della mia esistenza. 

Non tutti i doveri sono brutti. A me piace l'idea di uscire di casa e passare del tempo con i miei clienti. Anche se a volte mi sfibrano, anche se certi giorni preferirei dare le testate al muro piuttosto che doverli in qualche modo intrattenere. Però tutto sommato mi piace e credo che quello commerciale sia l'unico settore dove possa realmente esprimere me stessa. La mia ex datrice di lavoro diceva che sono piazzarola. Nel senso che mi piace chiacchierare con la gente, conoscerla un poco, chiedere come va. Ogni tanto mi dicono :"Che fortuna entrare qui dentro e trovare una persona sorridente, è così raro". E lo so che hanno ragione, perché nei negozi ci entro anche io e pur non volendo giudicare male chi svolge un impiego simile al mio, mi rendo conto di ricevere pochi sorrisi e a volte anche pochi saluti. Un tempo c'erano le botteghe. Si entrava, si faceva vita sociale. Si chiacchierava del più e del meno, ci si conosceva un po'. Adesso c'è Amazon ma ci sono anche i negozi moderni, quelli in cui sei trattato da numero e ciò che vale di te sono solo i soldi che puoi spendere.
Con tutto il cuore spero di non diventare mai quel tipo di commerciante. Mi fa piacere quando una mamma si confida sulla sua stanchezza. O un papà delle telefonate troppo frequenti della moglie. Mi fa piacere quando mi raccontano una festa, o dei problemi per pagare l'affitto. Perché la vita è anche condivisione, rapporti umani. La vita è guardarsi negli occhi, sorridersi, creare un contatto. 

Fonte: Fotocommunity

Poi chiaramente, da gatto selvatico quale io sono, tutti i giorni da questi contatti devo prendere anche le distanze perché dopo un po' mi sento satura e torna il desiderio di stare da sola. Senza voci, senza rumori, senza petulanti richieste. Senza gente che ti guarda, ti squadra, forse si avvicina troppo. 
Allora la mattina cammino, sento fluire via le negatività, le presenze moleste, e sublimo quel piacere di solitudine al mare. Che mi parla senza urlare, che ride senza strillare, che si offre allo sguardo con una bellezza senza eguali. 
E allora torno carica, posso di nuovo immergermi nel mio lavoro e tra la gente. E' un ciclo continuo, ti carichi e ti scarichi, giorno dopo giorno. Svuoti e riempi, e in qualche modo vivi. 

24 commenti:

  1. Ce ne fossero di persone come te nel tuo lavoro. Vieni a Genova e vedrai che "cortesia" che trovi nella maggior parte dei commercianti...

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    1. Ecco, mi dispiace sentire questo.
      A Genova ci sono stata molti anni fa ma non sono entrata nei negozi. Ho solo visitato la città.

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  2. Sara, non so che dirti. Frequento poco i negozi e evito accuratamente di stabilire un rapporto confidenziale con gente che non mi interessa.
    Buona settimana.

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    1. Beh, non bisogna dire sempre qualcosa. Ci mancherebbe :D
      Buona settimana a te.

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  3. Per me l'accoglienza che mi riservando i negozianti è addirittura fondamentale, quasi più importante della merce venduta all'interno del negozio. Infatti più volte ho smesso di frequentare dei negozi poiché avevo trovato gestori o commesse scostanti e antipatici. Quante volte ho sorpreso certe connesse a ridacchiare di nascosto sul mio passato aspetto , convinte che io non me ne accorgessi! Oppure le ho sorprese a guardarmi con uno sguardo colmo di dusprezzo e di superiorità. Poi a volte ci sono negozianti musoni, sgarbi, che nemmeno ti salutano. E allora anche in quel caso sono io a salutarli,definitivamente.
    E invece,certe volte. ..trovi negozianti che ti accolgono sempre con un sorriso. Che hanno sempre una parola geNike, per te e per la tua bambina. Che amano parlere un pochino del più e del meno . Che fanno volentieri una battuta,per ridere un po',così la vita è meno pesante. Ecco,da queste persone io torno sempre. Anche con un certo affetto. Perché un grazie, un saluto, un sorriso,una parola gentile o uno sguardo di simpatia possono sembrare niente,invece a volte ti cambiano la giornata.

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    1. Hai ragione da vendere, secondo me.
      L'esperienza d'acquisto è anch'essa fondamentale. Non è solo merce, è anche umanità.
      Quel tipo di gente che deride i clienti non la sopporto, hanno sbagliato mestiere secondo me. Io sono per il sorriso, assolutamente :)

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  4. Riservano, sgarbati,commesse,disprezzo. ..ahimè le correzioni le metto qui poiché non mi fa fare il copia incolla e non ho tempo per riscrivere tutto da capo...:(come al solito devi scusarmi Sara.

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    1. Tranquilla Irene, avevo capito :)
      Un abbraccio e grazie per essere passata.

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  5. Il lavoro dei negozianti è difficilissimo. Perché il cliente ha sempre ragione, anche quando ha torto. I negozianti che hanno passione e competenza li noti ed è un piacere: perché tu vai lì a comprare e loro riescono ad indirizzarti al meglio sulla scelta.

    Ovviamente è fondamentale anche sorridere al cliente, metterlo a suo agio ed è bello quando si instaura un rapporto tra cliente e negoziante, perché questo invoglia il cliente a tornare e dà soddisfazione al negoziante.

    Ovviamente non va bene il negoziante musone, né però l'eccesso opposto, cioè un eccesso di confidenza che magari può essere visto negativamente al primo impatto.

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    1. Il cliente ha ragione solo quando ha ragione, secondo me. Ok la professionalità ma non il servilismo eccessivo. C'è gente profondamente maleducata e una volta, due, tre...alla fine glielo si fa notare.

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  6. "Piazzarola" proprio non lo conoscevo.
    Allora piacere, sono Claudia, scrivo e sono piazzarola!
    Ti ho scovata sul blog di Gus, e ho iniziato a seguirti su g+.
    Passa a trovarmi se ti va.
    Un bacio.

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    1. Immagino, probabilmente è un'espressione gergale-dialettale. Buona serata.

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  7. spesso quando sei in un negozio sembra quasi che siano loro a fare un favore a te

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    1. Verissimo, l'ho notato spesso anche io.
      Sicuramente non è un lavoro privo di stress, ma del resto quale lo è? la perfezione non esiste.

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  8. È fondamentale per me un sorriso ed un buongiorno entrando in un negozio, come Irene in mancanza di quello scelgo altri luoghi da frequentare. La giornata storta capita a tutti ma la sistematicità con cui si viene accolti quasi con fastidio mi fa allontanare.
    Tu fai benissimo a sorridere, ma se ho capito un minimo come sei fatta credo che ti venga spontaneo anche a dispetto della stanchezza e del nervoso.

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    1. Hai capito più di un minimo, credo.
      Sorridere per me è come aprire gli occhi la mattina: naturale, spontaneo, vitale.

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    2. È una cosa bellissima questa. Ti auguro di vero cuore di non perderla mai!

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    3. Grazie mille :)
      E' ciò che auguro a me stessa e a ciascuno di voi.

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  9. Mia zia ha una piccola bottega sopravvissuta in un piccolo paese, quindi diciamo che anche se di seconda mano conosco la difficoltà di essere a contatto con la gente ogni giorno, quando hai proprio bisogno di staccare anche dalle negatività che le persone possono riversarti addosso, ma anche la piacevolezza. Anche perché per molti diventi poi un po' una compagnia, un'amica, un punto di riferimento.
    Ci vuole tanta pazienza ma son sicuro che i tuoi clienti son contenti di vederti :)
    Baci!

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    1. Si, io credo che i miei clienti, soprattutto quelli più affezionati, siano contenti di vedermi :) ma anche io di vedere loro, fondamentalmente è uno scambio da ambo le parti. Baci.

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  10. Io ho cominciato a sorridere più spesso quando ho scoperto che bene facevano a me i sorrisi gratuiti, le buone parole gratuite che mi venivano riservate. Nel periodo più difficile, quando ero più bisognosa, hanno significato molto questi gesti spontanei, senza un secondo fine.

    Così, quando faccio lezione cerco sempre di essere positiva, di sorridere un po', di spiegare la lezione con un po' di energia, di brio, anche quando dentro sono preoccupata, triste, stanca. Ce ne sono state di volte così. E ho scoperto che, oltre a rendere più leggera la lezione agli altri, per quelle due ore io stessa dimenticavo le mie pene, e trovavo un minimo conforto nel donare qualcosa agli altri.
    Molti degli studenti lo hanno scritto questo, su commenti a fine corso. Alcuni mi hanno anche scritto ringraziandomi personalmente per essere stata sempre energica e sorridente, e aver reso più leggera e gradevole la lezione.

    Anche adesso, spesso mi soffermo a guardare chi attorno a me fa magari un lavoro umile o ripetitivo, tipo le guardie che stanno all'ingresso del campus, o le signore delle pulizie, e ogni volta che passo li saluto con un cenno e un sorriso. Non mi costa nulla, e forse faccio qualcosa che fa stare meglio qualcun altro.

    Da ultimo, da non sottovalutare, credo ci sia proprio uno studio scientifico: chi tende ad essere ottimista, a sorridere, alla fine ha una vita migliore (devo cercare esattamente cosa veniva misurato nello studio... non mi ricordo, francamente, ma lo cerco e te lo faccio sapere!)

    Fai bene a essere come sei, nel tuo privato e sul lavoro. È anche questione di professionalità. Brava :)

    Un abbraccio,
    Nuvola

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    1. I sorrisi gratuiti fanno un gran bene. Non costano nulla ed eliminano numerose barriere. Tutti hanno bisogno di un sorriso, anche gente scorbutica che non ricambia mai.

      Penso fermamente che uno stile di vita ottimista incida positivamente sulla qualità della vita. Un caro abbraccio.

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