giovedì 1 febbraio 2018

Un Anno a Camminare

Seriamente: non pensavo che un giorno avrei mai scritto questo post.
Non pensavo che sarei durata un anno, che sarei stata in grado di coltivare questa abitudine fino a farla diventare una dipendenza, una così importante parte di me.
Non pensavo che mi sarebbe piaciuto, che sarebbe divenuto un pensiero fisso e costante, che lo avrei amato come si ama il cielo terso e privo di nuvole e poi i fiori di un bellissimo giardino. Non pensavo, non ci speravo, non lo credevo.
E invece eccomi qui, a festeggiare un anno a camminare quando mi sembra siano solo passati pochi giorni. 

Fonte: greenme. it

Un anno fa è iniziata una nuova vita, una vita migliore, più piena e gratificante.
Perché quando esco a camminare sento che tutto va per il verso giusto, che l'aria mi ossigena i pensieri oltre che i polmoni. Sento che le mie gambe non aspettano altro e che tutto il corpo ne beneficia. 
E' tutto così intenso che a volte mi viene voglia di piangere perché ho la sensazione di non aver mai provato qualcosa di simile: l'aspettativa, poi le gambe in marcia, il sudore dietro la schiena, gli occhi che guizzano dappertutto, i capelli che svettano ovunque, la musica che invade le orecchie, lo stress che mi abbandona insieme alle negatività.
Credo di aver contratto la migliore dipendenza di sempre, l'unica capace di offrire vantaggi invece che disagi.
C'è un solo problema: se mi dicessero di smettere ne morirei. Perirei come una splendida rosa che a poco a poco appassisca fino a diventare polvere.

Camminare è diventato un pezzo fondamentale della mia esistenza e quando non lo faccio mi sento infelice come un cucciolo bastonato. Mi gratifica, mi fa sentire forte, mi aiuta a condurre una vita più sana e piena. E' una droga, una droga che mi fa stare così bene da chiedermi costantemente perché diavolo non abbia deciso di iniziare prima.
E chi voglia leggere i benefici fisici che ho riscontrato in questo primo anno a svolgere questa piacevole attività, può farlo cliccando qui. 

19 commenti:

  1. Ieri ho scritto che il tuo post era stupendo e dovrei dirtelo pure oggi, ma come si fa!
    Nella vita bisogna prendere le cose belle e buone e liberarsi del brutto.

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    1. Grazie Gus, grazie davvero.
      Liberarsi di tutto non è facile ma provare a stare bene...beh, lo dobbiamo principalmente a noi stessi. Poi a chi ci ama.

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  2. Che bel post, Sara. Sei una donna forte, d'acciaio. Invidio la tua determinazione, ma un giorno, se la salute mi assisterà, farò anche io questo passo :)

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    1. Grazie Riccardo.
      Mi fa piacere che tu mi veda forte perché io non mi sono sentita così per buona parte della vita. Sicuramente trovare qualcosa che mi piaccia fare fino a questo punto ha tirato fuori delle buone parti di me che neppure conoscevo.
      Spero tu riesca/voglia provarci prima o poi ;)

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  3. Un bellissimo traguardo cherie :)

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  4. Cinnamon Kitty1 febbraio 2018 13:08

    Ricordo benissimo quando cominciasti! Ti ammiro molto per questa tua avventura! Magari un giorno ci riuscirò anche io!
    Complimenti! :-)

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    1. Grazie mille Kitty :) certo che puoi riuscirci, io ne sono sicura. Un abbraccio.

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  5. Non ammetterai di camminare. Alla tua eta è impossibile avere guai che te lo impediscano. Se passo a trovarti al mare ti insegnero' a correre

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    1. Non smetterai, volevo scrivere

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    2. Non smettere di farlo è mia ferrea volontà e spero non ci siano imprevisti di nessun genere che mi facciano desistere.
      La corsa, per il momento proprio no Fra. Credo che la mia dimensione sia questa qui: camminare velocemente, osservare tutto quello che ho intorno, non pensare alle prestazioni quanto più al mio benessere in generale.

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  6. Leggendo il "cliccando qui" si imparano cose che vanno oltre il camminare ma investono la vita nella sua pienezza. Dentro di me resta un grande stupore.

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    1. Allora son felice di averti stupito, in qualche modo :)

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    2. Tu mi stupisci spesso. Sei caratterialmente poliedrica. Poi, la tua storia è uguale spiccicata alla mia, per motivazioni e determinazione.
      Appena diplomato, quasi il più bravo dell'Istituto tecnico T.Acerbo di Pescara, era mia intenzione seguitare a studiare a tempo pieno in qualche buona Università. Intanto già lavoravo dopo aver ricevuto tre offerte occupazionali. Almeno tre compagni di scuola si erano già iscritti a Bologna. Chiesi a mio padre se era disposto ad assecondate questa mia aspirazione. Il rifiuto fu netto: "Se vuoi andare all'Università devi pagartela".
      Altro che piangere. Mi venne una rabbia forte per l'ingiustizia. Chi non aveva la mia preparazione era già partito per Bologna e io mi ritrovavo il padre stronzo. Non mi arresi.
      Alle cinque della mattina mi alzavo e studiavo sui testi universitari e alle otto e trenta andavo a lavorare. Un lavoro a tempo pieno e qualche volta l'azienda mi chiamava anche la domenica. Per la laurea in economia e commercio si impiegano circa sei anni. Io ci sono arrivato dopo otto anni. Sempre con le alzate mattutine alle cinque e a volte le quattro. Avevo vinto la mia scommessa e battuto l'ingiustizia subita.

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    3. Una storia di straordinaria forza e determinazione, complimenti. Sei un tipo tosto Gus.

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  7. Già un anno?Sembra volato anche per noi che ti leggiamo, o almeno per me :)
    Come ti ho detto io ancora mi sento troppo pigra per prendere questa abitudine anche se leggo che pure tu eri incredula ed infatti ricordo che mi dicesti che giorno dopo giorno è una abitudine che viene da sé e si trasforma in piacere. Forse prima o poi, quando lo stress sarà così tanto da dover esplodere in qualche modo ci proverò anche io :)

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    1. Eh si, già un anno. Incredibile ma vero :) mi son fatta tutte e 4 le stagioni, ridendo e scherzando.
      Baci.

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    2. Comunque invece la tua mamma come sta? Com'è andata l'operazione?

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    3. Sta meglio, grazie Paola.
      Prova un po' di fastidio ma nulla di insopportabile. Lunedì pomeriggio dovrebbe togliere i punti, dopodiché attenderà che la chiamino per un secondo intervento.

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