sabato 24 febbraio 2018

Ricordi Sulla Bilancia

Ieri pensavo che sono passati esattamente dieci anni da quando il mio cervello si è inceppato e ha deciso di smettere di mangiare. Dalla mattina alla sera, quasi completamente.
Quattro mesi di stenti, a sognare di notte il cibo che durante il giorno mi precludevo. Mi sembra ancora di sentire il dolore alle gambe per quelle proteine che il mio corpo stava mangiando da se stesso, perché non gliene fornivo più. 
Tutti quei capelli persi, alcuni dei quali mai più recuperati.

Fonte: oroscoponaturale. it

Se non avessi avuto vicino i miei genitori sarei morta. O mi sarei ammalata più seriamente. Se non ci fossero stati loro a controllarmi, a spaventarsi, ad andarsi a sfogare con la dottoressa. Se non mi avessero imposto di mangiare, se non mi avessero imboccata mentre piangevo, se non avessero chiesto a Fred di controllarmi quando stavo con lui.
Ho avuto una fortuna incredibile perché diversamente da tante altre persone, dietro di me c'era una famiglia dalle spalle larghe che mi stava addosso. Che si curava di me, che si preoccupava, che mi vedeva stare male e che decise di reagire al posto mio. 
Con fermezza, determinazione, obbligandomi a tornare in carreggiata. 

Quanto tempo ci è voluto prima che guarissimo, tutti quanti? 
Quanti anni ho passato a vedere mia madre guardarmi nel piatto, a controllare che le mie porzioni non fossero troppo esigue?
Devo tutto alla mia famiglia. Al loro amore, a volte persino asfissiante, ma comunque presente. 

Tutto sommato, il mio rapporto col cibo è ancora complicato. A volte tolgo, a volte aggiungo. Ancora lo amo e ancora lo odio. Però sono in salute. Quando decido di mangiare meno Fred mi controlla e si accerta che non mi privi dell'essenziale. Mi guarda come se fossi già perfetta così, come se non avessi realmente bisogno di controllare le calorie sfiorando, talvolta, l'ossessione. Mi posso vedere attraverso i suoi occhi e capire che non sono affatto male, che quei chili di troppo non ci sono più, che potrei essere più magra ma che non sono grassa. 

Il problema, talvolta, sono le persone. Quando mi dicono:"Ti stai sciupando? sei dimagrita?". Perché a me non fa piacere. A me fa pensare che mi osservino, che mi pesino con gli occhi, che se si accorgono di piccolezze simili forse vuol dire che ero troppo, che il mio corpo era ingombrante più di quanto sembrasse a me. 
Quanti pensieri stupidi, non è vero? La mia dottoressa, madre di una figlia con gravi disturbi alimentari, mi disse che una mente anoressica non guarisce mai. Che c'è sempre un pensiero latente, una reminiscenza, un tarlo che batte sul legno. 
E tenere questi ricordi con me mi fa bene, perché mi fanno capire dove non devo più arrivare. Il limite da non valicare mai più. 

22 commenti:

  1. Cara Sara ...mi dispiace per quel che hai passato. Io te lo dico con il cuore in mano e con affetto, anche e soprattutto in base alle mie esperienze personali. Alla base di questo probabilmente c'è la tendenza ad amarsi troppo poco e a non accettarsi per quello che si è, non solo per l'aspetto. Forse dovresti indagare a fondo per scoprire cosa tu può portare ad accrescere questo amore. Sono d'accordo con la dottoressa, ma anche se parlare di guarigione è eccessivo penso che si possano fare dei passi per stare un pochino meglio con sé stessi,o almeno per non imbucarsi in strade terribili che portano a punti di non ritorno.un fortissimo abbraccio.

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    1. Ciao Irene,
      io credo di amarmi molto più di tante persone che mi stanno attorno, che pure hanno un rapporto col cibo che si potrebbe definire sano.
      Dieci anni fa no, sicuramente non mi amavo affatto. Ma adesso le cose sono cambiate, sto davvero meglio.
      Certo, a volte alcuni pensieri ritornano. Siamo umani, può capitare. Però la forza c'è e io la sento tutta.
      Un abbraccio.

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    2. Bene allora...Sta tranquilla. Secondo me la gente non si fa mai gli affari propri e commenta sempre,anche a casaccio. Poi oggi c'è una vera ossessione per la magrezza e la forma fisica. Essere belli non dipende dal peso. Certo, il sovrappeso eccessivo deve essere evitato perché causa tanti problemi di salute,ma non si deve pensare "magrezza uguale bellezza"oppure "se ai prende qualche chilo é un dramma. La gente è talmente stupida e superficiale che fa discorsi vuoti,e questo fa molto male perché in qualche modo ci condiziona

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    3. E poi aggiungo...sempre in base alle mie esperienze. .aGli uomini piacciono le curve femminili,il seno e il sedere. A loro piace abbracciare un corpo sinuoso, non uno androgino. Questa della magrezza è più una fissazione femminile, e le donne spesso tra loro sono spietate.

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    4. ma è una fissazione che non riesci a smontare. se una donna si vede grassa sarà così anche allorquando sarà 46 kg per 1 e 70 di altezza

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    5. Già. Purtroppo è così. ..è una cosa che parte dalla mente.

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    6. @Irene sto tranquilla, ci mancherebbe. L'aver scritto questo post è stato proprio perché mi è venuto in mente questo anniversario. Dieci anni sono tanti, un bel pezzo di vita.

      Quello che piace agli uomini mi interessa fino ad un certo punto. Quando decisi di smettere di mangiare lo feci perché non piacevo a me stessa. Il giudice più impietoso di tutti.

      @Francesco verissimo!

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  2. L'anoressia non è scritta nel nostro DNA. Stai tranquilla. Non so se hai valicato limiti, ma se l'hai fatto che non accada più.
    Baci.

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    1. Non accadrà più, di questo sono sicura.
      Tornano i pensieri, a volte anche certi atteggiamenti, ma mai come 10 anni fa.
      Ciao Gus, grazie.

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  3. questa cosa ti sarà passata del tutto quando sui tuoi social metterai una foto di te stessa a corpo intero.

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  4. Ti faccio i complimenti perché non è facile mettersi a nudo così, in un post.

    Conosco certe dinamiche del cervello: è vero, si inceppa. Tocca a noi ripartire. Ma è fondamentale l'appoggio di chi ci sta vicino. Non dobbiamo avere paura di chiederlo. E gli altri devono darcelo, senza farsi troppe domande. Perché il cervello si inceppa, non è importante capire il perché, ma aiutare a farlo sbloccare.

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    1. Io non chiesi aiuto, per me andava bene così. Mi interessava solo perdere peso, non mi importavano più neanche i morsi della fame.
      Furono loro a chiedere aiuto, loro a forzarmi, loro a prendere di petto la situazione. Chi ti vuole bene lo fa, senza se e senza ma.

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  5. Sono d'accordo con te. Ho l'ho stesso tipo di pensiero.
    Hai ragione. Basta non superare i limiti perché poi è un tutt'uno la discesa.

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    1. Si, questo credo ormai di averlo imparato :) a mie spese, come sempre. Perché si impara meglio ciò su cui si sbatte la faccia.

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  6. Aprirsi così non deve essere facile, ma grazie per averlo fatto con noi. Sono dell'idea che parlare di peso e cibo non sia una cosa da fare a mente leggera, specie con chi non si ha confidenza, con chi non si conosce sotto questo aspetto.
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Pier, i miei scritti sono sempre una sorta di "flusso di coscienza", quindi lì per lì non lo trovo difficile, a maggior ragione per temi ormai così lontani nel tempo.
      Poi magari mi rileggo e quasi quasi provo il desiderio di cancellare tutto, per paura di essermi esposta troppo. Insomma, desideri ambivalenti. Baci.

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  7. La forza si vede, bellezza
    Ti abbraccio

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    1. Oh, questo è proprio bello. Grazie Pippa, un abbraccio.

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  8. Ciao. Alcune settimane fa sono arrivata al tuo blog per caso. Ho letto alcuni post e mi sono piaciuti tanto.
    Grazie perché condividi la tua anima. Buona vita

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    1. Ciao Speranza,
      grazie per essere giunta qui e per aver trovato interessanti alcuni miei post :) a volte mi sembra di essere addirittura noiosa, ma solo felice che qualcuno mi legga senza pensarlo.
      Buona vita anche a te, torna quando vuoi. Mi farà piacere.

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  9. Ho visto proprio oggi in film ben fatto sull'argomento. E s cena si ricordava di quando il mio corpo si era chiuso, quattro anni fa, e non mi permetteva più di mangiare...solo stasera ho avuto il coraggio di dire a quanti chili ero arrivata...
    Brava bimba, brave tutte e due.

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