giovedì 31 agosto 2017

Spirito Libero

Me lo chiedo da mesi e non sono ancora riuscita a rispondermi. Davvero io non so da dove sia sbucata tutta questa voglia di libertà.
Forse è arrivata quando sono riuscita a respirarla, quando ne ho sentito l'odore e ne ho apprezzato il tocco. Nel momento esatto in cui ne ho assaggiato la consistenza, ho capito che non potevo più vivere senza, che mi era necessaria come l'aria.
Ed ora me la sento addosso, me la sento dentro. Sulla pelle, tra i capelli, dentro le vene, tra le spalle, sulla schiena, sulle gambe che percorrono chilometri come se dovessero fuggire da qualcosa...o andarle incontro.
Come un morbo si è diffusa ovunque ed ora non c'è più una sola parte di me che sia priva della sua essenza, del suo desiderio incessante.

Fonte: allwalls. com

A 32 anni sento di dover affermare la mia individualità, il mio essere Sara a prescindere dalla persona che ho scelto di avere al mio fianco, dal mio lavoro, dalla mia famiglia, dai miei hobby. A prescindere da tutto quello che ho fatto o che mi sono cucita addosso negli anni. 
Senza voler rinnegare né lasciare nulla, sento di possedere dentro un'irrequietezza che è un po' quella dell'adolescenza. Quando nessuna stanza riusciva a contenermi, quanto un intero paese mi sembrava troppo stretto ed asfissiante. Quando la mia anima sembrava voler uscire dal mio stesso corpo.

Sono regredita. Anziché andare avanti sono tornata a quelle sensazioni lì.
E la verità è che non me ne dispiace neanche un po' perché sebbene mi senta sempre come su una graticola, questa frenesia mi piace, mi fa sentire viva. Mi dona una nuova linfa, una nuova voglia di esistere. Di toccare di più, di ascoltare meglio, di ballare fino a stancarmi, di non andare a dormire fin quando non mi sento realmente sfinita.
Ho voglia di conoscere, di annusare, di vivere al massimo dei miei cinque sensi.
Questa estate mi ha tolto qualcosa ma mi ha anche dato molto ed io spero di portarmi dietro tutte queste sensazioni...che perderle per la strada, adesso, sarebbe un po' come morire.


"La libertà non si può spiegare. Si può soltanto respirare senza pensarci, come l’aria, e come l’aria rimpiangerla quando non c’è più. A differenza dei dogmi, non reclama certezze e non ne offre. I suoi mattoni sono i dubbi e gli errori, gli slanci e gli abusi. I suoi confini sono labili, mobili. E la sua rovina è l’assenza di confini, che le toglie il piacere sottile della trasgressione."
(Massimo Gramellini)

venerdì 25 agosto 2017

Il Dolce e l'Amaro

Fonte: d7unicam. it


Sono tornata.
Beh, non proprio. Sono tornata dai miei 4 giorni di vacanza ma ora sono a casa dei miei per vedere gli amici prima di ripartire.

Che dire di questa manciata di giorni fuori? Siamo stati benissimo. Compagnia allegra, sorrisi sempre pronti a fuoriuscire dalla pancia prima ancora che dalla bocca. Poi sole, mare, gioia infinita e pensieri rilegati il più lontano possibile da me. Li ho ridimensionati, li ho compresi, li ho cacciati via. E ora la speranza è che restino così piccoli anche quando tornerò alla base, tra le mura domestiche. Anche quando non sarà possibile esercitare distrazioni tali da poterli così ben accantonare.

Al mattino uscivo presto e camminavo, beandomi di un lungomare assai più bello del nostro. Più organizzato, più vitale, ricolmo di sportivi già alle prime luci dell'alba.
Eppure meno selvaggio, meno impervio, meno simile a me di quanto non sia il mio lungomare. Era tutto così perfetto da sembrare finto, messo lì per fare buona impressione. Ed è possibile che sia esattamente così: se avessi un luogo turistico tra le mani, lo progetterei allo stesso modo.

Certo per arrivarci la strada è stata tutt'altro che piacevole.
E trovarsi tra i luoghi del terremoto a guardare con i propri occhi Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto è stato straziante. Ripensare a Gigi e Pasquetta, al dolore di un anno fa che talvolta ci colpisce ancora, quando meno ce lo aspettiamo. 
Vedere quelle case sbriciolate, quegli edifici ormai perduti, quei calcinacci ovunque...ancora, dopo un anno. I lavori sembrano pochi e forse ancora poco organizzati. Poche casette colorate, ancora macerie dappertutto. Troveranno mai la pace questi luoghi? E le persone che vi abitano? 

martedì 15 agosto 2017

Lividi Sul Cuore

Fonte: Pinterest


Una tristezza sotterranea che si nasconde dietro ogni sorriso.
Che si cela agli occhi del mondo e si rivela completamente solo quando si è da soli.
Essere forti spesso è soltanto una facciata e tornare a stare bene diventa un mantra da ripetersi notte e giorno. Un obiettivo, uno scopo, un fine altissimo.

Non si soccombe solo per amore verso se stessi ma quanto è intricata la via che porta al sentirsi meglio? Quante volte si cade attraversando la strada? Quanto durano i lividi sul cuore?
Restano per sempre, si assorbono...oppure restano lì, visibili solo ai nostri occhi, a ricordarci quanto siamo stati stupidi?

domenica 13 agosto 2017

Una Notte Meravigliosa


Vivo in una località di mare da poco più di quattro anni. Una località che in questo periodo di tempo ad essere sincera mi ha offerto molto poco. Tant'è che l'ho sempre utilizzata semplicemente per passare la settimana, vivere col mio compagno, lavorare. Indicativo di questo fatto c'è un atteggiamento che non ho mai cambiato: quello di sfuggirne la domenica, tornare dai miei oppure raggiungere Roma per svagarmi un po'.
Questo modo di vedere il posto in cui vivo è iniziato a mutare sei mesi fa, quando ho cominciato ad esplorare il territorio iniziando a camminare e conoscendolo molto più intimamente di quanto avessi fatto fino a quel momento. Era sempre stato un luogo qualsiasi dove abitare ma è poi diventata casa mia. Grazie a questa attività che mi ha cambiato in meglio la vita e donato nuova linfa a cui attingere, io sono finalmente entrata in contatto profondo con questi luoghi. Con le sue vie, le sue strade, il suo stile di vita, le sue tante contraddizioni.
Ora mi interesso di tutto. Di ciò che offre, di come vengono spesi i soldi delle nostre tasse, di come si chiamino le strade, di quello che combinano in Comune.

E fu proprio leggendo la pagina Facebook del nostro Comune - peraltro tenuta sempre ben aggiornata, come una vera e propria linea diretta con i cittadini - che una decina di giorni fa venni a sapere che il 12 agosto sarebbe giunto qui il Circo Nero.
E da lì è stato un crescendo di gioia, di esaltazione, di voglia di esserci. Di ballare fino a sfinirmi, di divertirmi fino a non avere più fiato in gola e aria nei polmoni.
Non vi racconto le polemiche bigotte e complottiste di certa gente piccola piccola. Di come abbiano cercato di sminuire un evento di questa portata con parole come "rave party", "droga libera", "perversione".

Dio Santissimo. Ma ci sono venuti questi falsi puritani a vedere cosa è stato? Li hanno visti i bambini, gli anziani, la gente che voleva semplicemente divertirsi e che ha fatto esattamente questo?
Il Circo Nero ieri sera mi è piaciuto da matti. E non so cosa farò da qui alla fine di settembre ma sinora posso definire la serata di ieri come la più bella e divertente della mia estate. E probabilmente anche delle ultime estati. Perché a dire il vero non mi divertivo così tanto da tempo. Troppo troppo tempo. 

E' stato meraviglia, musica, costumi ben fatti, ottimi dj - io ho apprezzato particolarmente Onassis ma c'era anche il famoso Dj Ross di M20 - gente desiderosa di divertirsi.
Il tutto nel massimo rispetto della sicurezza, con perquisizioni doverose all'ingresso che mi hanno resa più tranquilla e certamente non infastidita. 
Ho ballato fino a sfinirmi e questa notte ho dormito solo quattro ore. Ma Dio se ne è valsa la pena. Unico problema è l'astinenza: ne vorrei ancora. 
Perché questo non è il Circo a cui siamo abituati. E col circo ha ben poco a che vedere se non la stessa magia. 


Ah, due doverose parole di ringraziamento al mio compagno.
Che odia ballare, che è stato in piedi per ore senza lamentarsi solo perché avevo la felicità negli occhi. Che ha sopportato stoicamente uno spettacolo di cui non gli importava per amor mio.
Grazie Fred.

venerdì 11 agosto 2017

Debolezze

LORD JIM di VINICIO CAPOSSELA:
Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta
Appena sospettata
Ma invece rivelata
Nel momento che sta a te
Lord Jim

Credevi di esser forte,
Credevi di esser saldo
Ora sai chi sei, ora che sta a te
Lord Jim
Proprio ora che sta a te
Lord Jim

Le domande non ti toccano
Ti piegano e t'interrogano
Tornare indietro un attimo
Ma non c'è niente da rifare
Solo da aspettare
La prossima occasione che ancora tocchi a te
Lord Jim

Ora hai mancato il colpo, ma di questo non si muore
E' solo che ora sai, di che pasta sei
Lord Jim 
Per commettere un crimine
Ci vuole il suo coraggio
Ma per voltar la testa
Basta la debolezza
Sono tutti complici
E non te ne vorrebbero
Ti giustificherebbero, giustificando loro

Ma è dentro te che sai com'è che farai
Come ti comporterai
Quando ancora starà a te
Lord Jim

La chiave della cella è meglio siano i giudici a tenerla
Lasciare al mondo fuori la condanna e l'assoluzione
Ma a farsi giudici di sè non c'è più espiazione

Non c'è un confessore a cui affidare la tua pena
Sali il tuo calvario di esule in esilio
Porta sulle tue spalle la tua croce di Caino
Non c'è abbastanza terra più per te
Terra più per te

Ora hai fatto il salto
E il pozzo non ha fondo
Hai perso l'innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Ora hai la conoscenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Hai perso l'innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Fonte: wordpress

Da tenere a mente, sempre.
Grazie Elena. 

mercoledì 9 agosto 2017

Alla Frutta

Fonte: ok-salute.it


Sono alla frutta, non saprei come altro dirlo.
Sono al limite, cammino sul ciglio della strada incerta su come procedere.
Manca meno di una settimana, appena pochi giorni all'inizio delle Ferie. 
E sarò finalmente libera. Se non dai miei pensieri, quantomeno lontana dalle solite incombenze quotidiane. 
Perché la verità è che non ne posso più. Arrivo a questo punto dell'anno completamente sfibrata, satura, colma fino all'orlo.
Spossata dal caldo, dalle responsabilità, dalle mille cose a cui stare dietro ogni giorno, dai sorrisi a comando, dal mostrare empatia anche quando non c'è.

Voglio stare in pace, soli io e lui.
O in mezzo ad altre mille persone a ballare suadenti canzoni latine sulla spiaggia, al chiaro di luna. 
Leggera come una farfalla, priva di vincoli.
Felice. 

sabato 5 agosto 2017

A Passi Lenti

Tanti prodotti sul mercato e non ce ne sta uno che sappia azzerare i pensieri.
Che li annienti, che li riduca in polvere, che stacchi completamente il cervello e i suoi diabolici giochetti. 
Una pozione magica, un unguento miracoloso, una ricetta di eterna gioia e serenità.
Forse chiedo tanto, chiedo troppo.
Chiedo di poter dimenticare come se bastasse un colpo di spugna, come se fosse sufficiente volgere lo sguardo da un'altra parte.

Fonte: ponzaracconta. it

E a dire il vero ci provo tutto il giorno a farlo e so di aver già fatto passi da gigante. Mi sento meglio, ci penso meno, mi concentro di più su tutto il resto. Che poi quel resto è la mia vita e merita tutta l'attenzione possibile.

Però, c'è sempre un però.
In alcuni orari sono più vulnerabile che in altri e in certi momenti resettare il pensiero diventa un peso insostenibile. La mente viaggia, compie i soliti deleteri giri, ritorna su quegli schemi sbagliati e si crogiola in quei tormenti. Il pugno allo stomaco arriva pochi secondi più tardi, mozzandomi il respiro. L'aria defluisce fuori, io mi sento mancare.
Penso ad una lavagna bianca da cancellare, penso a quanto sarebbe bello se le cose potessero realmente funzionare così.

martedì 1 agosto 2017

6 Mesi a Camminare

Esattamente sei mesi fa iniziavo a camminare. 
Uscii di casa con il freddo pungente del primo febbraio. Indossavo le mie scarpe nuove, un giubbino blu, una tutina rossa. Camminai solo per mezz'ora con le mani gelide che si riscaldarono pian piano, con il naso che sembrava staccarsi per il gelo del primo mattino, con la sensazione che forse il giorno dopo non ce l'avrei fatta né quelli dopo ancora. 
Eppure ce l'ho fatta. Il giorno dopo tornai su quelle strade. E così i giorni successivi. 

All'inizio fu tutto tremendamente difficile, a cominciare dal fatto che dovevo abbandonare il tepore del mio piumone ed affrontare la nebbia, il vento ed il gelo che imperversavano fuori. Non sono mancati gli ostacoli, qualche infortunio, gli sguardi e la curiosità della gente che non capiva chi me lo facesse fare.
Fonte: rivistainforma. it

Eppure pian piano io mi sentivo più forte. Pian piano iniziavo ad apprezzare la fatica che mi raggiungeva i polpacci, poi le cosce e infine i glutei. Pian piano iniziai a sentire quanto tutto questo mi stesse facendo bene, quanto di me ci stessi mettendo.
Cominciai ad apprezzare l'effetto benefico ed energizzante dell'adrenalina, la sensazione di potere che avevo sulla fatica, sul fiato, sul mio corpo per intero. 
Iniziò a piacermi sul serio, come ti può piacere qualcosa che non hai mai preso in considerazione ma di cui poi ti innamori anima e corpo, come a diventare una cosa sola. 

La musica nelle orecchie, la sensazione dei miei piedi sull'asfalto, il vento che mi accarezza la pelle, il mare che mi fa compagnia. La testa che si svuota e che si riempie di cose, simultaneamente. Ora cammino anche un'ora e quaranta minuti e certe volte vorrei non dover smettere mai, continuare ad oltranza. Nonostante il sudore, nonostante le cose da fare che mi attendono a casa, nonostante faccia un caldo asfissiante già alle sei e mezzo del mattino.

E vogliamo poi parlare dei benefici fisici?
  • Mi sento più attiva, più piena di energie, con le pile che si ricaricano faticando;
  • Le gambe si sono assottigliate, tonificate, modellate. Ok, non sono ancora perfette: ma sono migliori di 6 mesi fa.
  • Ho perso un po' di peso ed ho nuovi muscoli sodi dove prima non ne sentivo;
  • Ne ha beneficiato la circolazione sanguigna: io che soffrivo sempre di gambe stanche in estate, quest'anno sto decisamente meglio.
  • Allo specchio mi piaccio di più;
  • Mi sono abbronzata un po', pur proteggendomi sempre dal sole.
Oggi sono sei mesi che cammino ed io auguro a me stessa di non smettere mai. Di non perdere mai questa abitudine che è diventata passione e dipendenza.