domenica 30 luglio 2017

La Lenta Risalita

E' quando si cade in basso che si coglie il vero significato della parola "risalita".
Le difficoltà, i momenti di dolore acuto, le asperità che si incontrano lungo il cammino. 
Il decidere consapevolmente di abbandonare il fiato corto e di riprendere a respirare normalmente. Quella voglia atavica di gettare il pensiero - o il ricordo - più lontano possibile da noi stessi. 
Il bisogno di stare meglio, di tornare a sorridere con il cuore, con la pancia, con tutti i muscoli del corpo e della bocca. 
Un sorriso sincero, senza sforzi, di quelli che ti nascono da dentro e che si irradiano in ogni più piccola venula.

Fonte: devianart. net

Nulla di quello che è accaduto può essere cancellato.
Le emozioni, le sensazioni, le parole, l'ululato del mare in sottofondo. 
Però può essere accantonato, messo da parte, rigettato nell'angolo più sperduto di noi stessi. Lo si può ridimensionare, si può scegliere di credere al buono e scartare tutto il resto. 
Io voglio essere forte. 
Non sono una vittima. Certe scelte sbagliate le ho fatte sapendo a cosa andavo incontro. O quantomeno immaginandolo. Che poi tra l'immaginazione e la realtà spesso ci sia un abisso, questo non significa nulla al momento. Io sapevo e nonostante tutto ho preso quegli sprazzi di felicità. Li ho accolti, li ho vissuti fino in fondo. Ed ora che non sono più nulla se non un cumulo di cenere, devo semplicemente andare avanti. Raccogliere i cocci, fortificarmi. 
E intendo farlo signori miei, con tutta me stessa. 

10 commenti:

  1. Sei criptica, ma si intuisce un cambiamento doloroso.

    Ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Pippa, io me lo prendo tutto questo abbraccio.

      Elimina
  2. Quanto mi riconosco nelle tue parole. Rialzarsi, sorridere e accogliere quasi con gratitudine e rispetto le nostre fragilità. Perdonarci. E ripartire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' così che dobbiamo fare Joey. Lo dobbiamo a noi stessi.

      Elimina
  3. Leggevo una cosa che ritengo intrisa di, seppur lieve, saggezza: "Non è vero che le cose passano. Non passano mai.. Sei tu che, ad un certo punto, passi davanti a loro sorridendo." ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, vorrei arrivare a questo esatto grado di consapevolezza :)

      Elimina
  4. ho cancellato il commento ieri sera, di fatto era un clone di quello del precedente post. per il resto, spero che tutto alla fine volga al meglio, ma sarà così. tutto si normalizza nella vita prima o poi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Francesco, lo spero anche io. Un abbraccio.

      Elimina


  5. Irene Pazzaglia31 luglio 2017 13:58
    Credo che lo stile criptico e poetico sia l'essenza di questo blog, che deve essere visto come una sorta di opera d'arte da osservare e da cui trarre emozioni,almeno secondo me. SE cerco di dare un'interpretazione sul piano reale,rischio di prendere fischi per fiaschi o di avere una visione falsata.
    Io guarderò come una sorta di opera letteraria, anzi Saretta, potrebbe davvero essere uno spunto per un tuo romanzo dal momento che quando scrivi riesci a trasmettere forti emozioni. Un abbraccio grandissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei entrata perfettamente nell'ottica delle cose e te ne ringrazio molto :)
      Un abbraccio anche a te.

      Elimina