martedì 27 dicembre 2016

A Rieti

Questa mattina sono tornata a Rieti dopo qualche anno di assenza. Si è trattato di una visita di poche ore organizzata in quattro e quattr'otto con la mia amica V.
A questa città mi sento legata perché è lì che sono nata ed è il mio capoluogo di provincia, uno di quei posti a cui si tiene perché nel bene o nel male sembrano raccontare qualcosa di te. 

Fonte: ladeadellacaccia.it
Pensavo che avrei trovato il solito gelo pungente di ogni dicembre, ma fortunatamente abbiamo scelto la giornata giusta e goduto di un bel sole capace di rendere l'aria frizzante anziché ibernante. 
Vorrei poter raccontare di mirabolanti novità ma a dire il vero la città è proprio come la ricordavo. Senza particolari attrattive, senza migliorie evidenti, senza nulla che lasciasse intuire di cambiamenti di un qualunque tipo. 
Eppure, nonostante questa fissità temporale, mi ha fatto piacere rivederla ed è stato un po' come riabbracciare una vecchia amica che è rimasta esattamente la stessa da quando l'hai lasciata. Tu ti senti diversa ma lei è rimasta la stessa di un tempo. E la strada per raggiungerla ancora stretta ed impervia ma ricca di una visuale che mozza il fiato. 
Siamo passate per le montagne, attraverso la vegetazione fitta di alberi altissimi, con i colori dell'autunno appena terminato a ridosso delle strade. Ho annusato il tempo rimasto fermo, quei ricordi che erano tutti lì ad aspettare di essere rimessi in circolo.

V invece non è affatto la stessa. E' cambiata molto dalla ragazza che era, è diventata una donna più disillusa, nei suoi occhi c'è un disincanto maturato negli anni, frutto di esperienze negative che l'hanno segnata. Mi piacerebbe un giorno vederla più serena, tornare qui e leggere una luce nuova dietro il suo sguardo. Credo di volerle augurare questo per il 2017: una dose massiccia di felicità. 


10 commenti:

  1. I luoghi natii sono incancellabili,la verifica c'è stata nelle tue parole.

    Rispondo solo ora,i commenti da approvare sono rimasti nascosti con le ultime modifiche di blogger.

    Buon anno a te!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, incancellabili mi sembra l'aggettivo più adatto.
      Buon anno a te Ivo.

      Elimina
  2. sono stato solo una volta a Rieti, per lavoro, e ho un ricordo di una città oserei dire...."addormentata".....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, è esattamente così.

      Elimina
    2. Non come voi di poggio mirteto 😀

      Prima o poi indovino.....

      Elimina
    3. Ottima intuizione ;)
      Comunque anche noi non brilliamo per intuizione e miglioramenti vari. Qui nei dintorni l'unico luogo che sta crescendo è Passo Corese.
      Un abbraccio.

      Elimina
  3. Ci vado spesso a Rieti, per lavoro, ho un albergo che affaccia sul Velino, e la vista delle placide acque e le passeggiate serali per il centro pedonale, rincuorano uno abituato al caos romano. Per non parlare, poi, degli strozzapreti pancetta e pecorino...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non mangio pancetta ma adoro gli strozzapreti.
      Ed è vero che passeggiare per questi luoghi rinfranca, mi succede ogni volta.

      Elimina
  4. Anche il luogo in cui sono nato è sempre lo stesso, e ci vivo ancora purtroppo, ma avendo viaggiato un po' capisco la sensazione.
    Ci vorrebbe per tutti una dose massiccia di felicità mi sa!
    Un bacio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E allora speriamo che questa dose massiccia di felicità arrivi ad investirci.
      Un abbraccio e tanti auguri Pier.

      Elimina