sabato 29 ottobre 2016

Ieri Sera

Ieri sera sono stata a cena con alcune clienti donna e mio cognato. Fred è di nuovo raffreddato per cui aveva la scusa per restare a casa, che di passare del tempo con loro anche fuori dall'orario di lavoro non aveva proprio voglia.
E' stata una serata piacevole. Ho riso molto, scherzato con tutti, mangiato niente di eccezionale ma chissene frega. Avrei voluto che fossimo di più ma tutte hanno dei figli a casa e qualcuno non ha potuto o voluto lasciarli. Ero la più giovane e la più adulta credo abbia almeno una decina d'anni più di me, al massimo tredici. 

Fonte: stile.it

Si è parlato di uomini, di donne, di sesso, di cibo, della gente che anima il locale. Non ci sono stati dei veri e propri punti morti e la verità è che, nonostante il gruppo improbabile, mi sono divertita. 
Loro mi sono sembrati tutti più spenti e inanimati di quanto non fossi io. Come se una sorta di delusione o di disincanto albergasse dietro i loro occhi. Una scia di malinconia che veniva fuori nonostante le risate e l'allegria, nonostante le battute che uscivano fuori con naturalezza. La vedevo, la sentivo, percepivo la sua presenza anche se stavano tentando di divertirsi, di passare il tempo con naturalezza. Spero di essermi sbagliata o di aver travisato, tuttavia è anche lecito che ognuno abbia i suoi problemi e che non sia sempre possibile lasciarli dentro casa quando si esce per svagarsi un po'.

Credo che replicheremo più avanti e chissà che stavolta non convinca anche Fred.

martedì 25 ottobre 2016

Isabella

Questa notte è nata la prima figlia di colei che per 22 anni della mia vita è stata la mia migliore amica. Me lo ha scritto in un messaggio intorno alle 5 del mattino e non so descrivere quanto questa notizia mi abbia resa felice.
La mia amica non ha avuto una vita semplice e tuttora deve barcamenarsi in un mare di problemi che scoraggerebbero persone apparentemente più forti di lei. Mi fa tenerezza pensare a lei insieme a questa nuova vita, in questa nuova avventura che è la più forte e più incisiva di un'intera esistenza. 

Fonte: piaceredifotografare.it

Mesi fa seppi della sua gravidanza per vie traverse e mi dispiacque molto non essere stata avvertita da lei, in prima persona. Da allora ci siamo sentite diverse volte però. Seppur in ritardo lei mi scrisse di essere incinta e in questi ultimi tre mesi di gestazione mi ha tenuta informata su come stessero andando le cose. 
Poiché sapevo che la bimba stava per nascere, domenica sono andata a comprarle un regalo. Non so quando avrò modo di darglielo ma anelo questo incontro in un modo che non so descrivere. 

La vita ci ha allontanate 9 anni fa ma nei momenti clou delle nostre vite ci siamo sempre state, anche in seguito. Ed ora che questa bimba è nata voglio esserci come è stato in passato. Voglio essere presente, far parte seppur marginalmente di questo nuovo inizio.

sabato 22 ottobre 2016

Chi Cerchiamo Noi

Stessa storia, 
Stesso posto, 
Stesso bar.
Stessa gente che vien dentro, consuma e poi va.
Non lo so, che faccio qui...
Esco un po' e vedo i fari delle auto che
mi guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi. 

883, Gli Anni.

Fonte: psicologoweb.net

Stamattina, ascoltandola...mi sono chiesta le stesse cose. 
Chi stiamo cercando, cosa stiamo facendo, che ci facciamo qui. A che serve sbattersi tanto. Alzarsi presto, correre tra un affanno e l'altro, arrivare a sera sfatti, sfiniti, senza più una briciola di vitalità. Non sopportare più neanche le voci, l'abbaio dei cani, il pianto dei bambini. 

sabato 15 ottobre 2016

Forse, Domani

Fonte: hcdn.it


Non vedo i miei genitori da un mese.
Forse li vedrò domani. Se tutto andrà bene, se questa volta nessuno di noi due si ammalerà o se non avremo nuovi problemi sopraggiunti all'ultimo momento che ci facciano rimandare. 
Ho bisogno di sentirmi figlia. Bisogno di coccole, di carezze, anche solo di discorsi normali. Bisogno di mangiare qualcosa che qualcuno abbia cucinato per me, con amore. 
Bisogno di sedermi su quella solita panchina di legno insieme a mio padre, con il sole in faccia. Guardare le sue mani, le sue gambe storte, gli occhi sorridenti. Vederlo giocare con il gatto, ridere di lui come farebbe un bambino. 
Fare il pieno di momenti semplici. Solo poche ore e poi sarà di nuovo tutto finito. Saremo di nuovo lontani, ci faremo ancora quelle telefonate al mattino tra una faccenda e l'altra. 
E andrà bene comunque perché la vita è fatta così. Se solo non sopraggiungesse questa malinconia a tradimento. 


domenica 9 ottobre 2016

Due Diavoli

Un'altra domenica è arrivata e scivolata via. Scorre così veloce tra le dita che prima ancora di averla capita, eccola precipitarsi fuori. 
Qui c'è stato un sole meraviglioso. Siamo stati fuori, pranzato al cinese, accolto mio fratello che ieri sera è passato a trovarci e si è fermato per la notte. 

Fonte: digiphotostatic.libero.it
Tornata in casa sono stata assorbita dalle grida dei vicini. Da un po' di giorni a questa parte deve essere un inferno lì dentro. I bambini urlano, sbattono le sedie, piangono, si dimenano, prendono a calci qualunque cosa. Non so davvero cosa significhi essere madre, ma se vuol dire anche dover combattere con tutto questo assordante rumore, non so se sarò mai pronta. Ieri mentre uscivo per andare a lavoro ho sentito il più grande incazzarsi al punto di urlare come un dannato e trascinare le sedie per tutta la cucina. Non ho potuto fare a meno di chiedermi come si possa reggere di fronte a tutto questo insensato baccano.
Io non ce la farei, sul serio. Quando c'è il padre la quantità di grida è nettamente inferiore per cui immagino che i due maschietti lo temano di più. Quando la madre è sola prendono il sopravvento, diventano scalmanati ed ingestibili. Un tempo non era così, non erano certamente silenziosi ma neanche così chiassosi. Può darsi che si trovino in una fase particolare ma non posso fare a meno di pensare a quella povera donna, dentro quell'appartamento, chiusa con questi 2 diavoli. 
E niente, il solo pensiero mi fa soffocare. 

sabato 1 ottobre 2016

I Primi Malanni

Fonte: urbanpost.it

L'autunno non ha fatto in tempo ad arrivare che io già stavo male. 
Come al solito Fred prende su di sé tutti i germi del mondo (e il nostro lavoro ne è un gran bel ricettacolo) e poi me li trasmette.
Ho mal di gola da mercoledì. Ho stretto i denti fino a ieri, a lavoro. Con la testa che mi scoppiava, la difficoltà di parlare ad un tono di voce accettabile, il raffreddore che mi annebbiava la vista.
E niente, poi alla fine ieri sera sono crollata. Oggi me ne sto a casa, nonostante questo significhi far fare a lui quasi 13 ore di negozio continuative. 
Ho dormito per tutta la mattina, così spossata da non riuscire a reggermi in piedi. Avevo tanti progetti per questa domenica ma credo che dovrò mandarli a puttane tutti. E Dio santo se mi rode.