lunedì 13 giugno 2016

Contraddizioni

A lavoro sono giornate cruciali. Tanti soldi che escono senza che ci resti mai in tasca qualcosa per fare tutte quelle cose che possano uscire dall'ordinario. Oltre il pagamento del mutuo, delle bollette, delle visite mediche. Oltre le spese necessarie. 
Un dipendente che se ne va, un altro da cercare per rimpiazzarlo.
Gente che va in vacanza, con gli occhi pieni di gioia e di aspettativa. Li avevo anche io così, quando potevo viaggiare? 

Fonte: artribune.com

Gente che vuol convincermi a fare figli.
Gente che vuol convincermi a non farne.
Gente che mi chiede di abbronzarmi.
Gente che pensa di conoscermi solo perché mi vede ogni giorno fare il mio lavoro.
Gente che pensa di aver ottenuto la mia confidenza solo perché gli sorrido. Ed è complicato fargli comprendere che gli sorrido perché è quello che ci si aspetta da me.
Gente folle. Gente genuina. Gente di cui fondamentalmente non so nulla.

Uomini che ammazzano le donne. 
Uomini che ammazzano coloro che non riescono a comprendere, che forse gli fanno paura.
Uomini che pensano di potersi comportare peggio delle bestie.

Ieri pioveva, ho passato la domenica con la mia famiglia. Ho messo lo smalto alla mamma. Sui piedi, sulle mani. Le ho tirato via le sopracciglia. 
E' amore anche questo.
Forse è amore pure quello che non si dice, che non si racconta, che si vive in silenzio. Era allegro mio padre. Lo è sempre quando ci siamo tutti.

9 commenti:

  1. uh che post strano strano.....

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    1. Meno strano del garbuglio che ho in testa, te lo assicuro :D
      Grazie in ogni caso per aver letto. Baci.

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    2. E' un periodo strano, complicato. Un po' di preoccupazioni vecchie, un po' di preoccupazioni nuove.
      E a volte uno pensa di non farcela.

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  2. Se mettessi i miei pensieri su carta, risulterebbero tanto simili. In questi giorni ascolto canzoni tristi e guardo film d'amore, cosa che non facevo da un anno almeno, soprattutto i film. E mi sento più asociale ed acida del solito, non ho voglia di dare confidenza, né di frequentare le persone che normalmente frequento. Mi sento antipatica, è la parola giusta e ci sono momenti in cui, come te, penso di non farcela, mi sento scarica e sento il bisogno di novità estremamente positive e di maggiore stabilità interiore. Bisogna essere sempre ottimisti, nei limiti del possibile ed ogni giorno fare del proprio meglio per sorridere, nonostante le difficoltà che non mancano mai. Forza!

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    1. Antipatica e acida tu? Fatico a crederci :)
      Però ti comprendo, perché questi periodi esistono e sarebbe sciocco fingere che invece la vita vada sempre bene, che si inserisca sempre su binari perfetti.
      Siamo esseri umani, dotati di forza ma anche di sensibilità ed imperfezioni.
      Grazie mille per quello che hai scritto. Un grande abbraccio.

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    2. Credo sia un meccanismo di difesa. Sono una contraddizione vivente, molto diffidente e riservata, ma al contempo impulsiva e forse per frenarmi e mettere una barriera tra me e gli altri, mi rendo antipatica. E' una schermatura, ma a volte io stessa fatico a comprendermi :) Una lezione che ho imparato nell'ultimo anno è che quando arrivano i momenti difficili, non serve a niente far finta che non esistano, bisogna passarci attraverso, senza farsi tirare giù fino in fondo. Ogni giornata ha in sé cose storte e cose positive, l'importante è arrivare alla sera con la consapevolezza di aver fatto del proprio meglio perché le cose andassero bene. Poi la vita fa il suo, pazienza!

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  3. Mi è piaciuta la frenesia che trasmette il post..la vita è spesso così! Che circo strano l'umanità ;)

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    1. E' uno dei post più strani che abbia scritto, probabilmente. Però ci sono dentro un bel po' di cose, anche quelle che non sono riuscita a spiegare.

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