martedì 10 maggio 2016

Urli Sotterranei

Fonte: lareginadelveleno.blogspot.com


Alcuni giorni mi piacerebbe davvero non dovermi trascinare a casa le inquietudini del lavoro.
Quelle richieste inconcepibili della gente, l'arroganza, le ipocrisie, quella falsità di fondo. Le cattiverie che ti sputano addosso quando gli fai capire quanto assurde siano certe pretese. 
Vorrei potermi isolare in una bolla di sapone e non farla scoppiare prima di essere completamente al sicuro. Lontana da certi meccanismi, dai sorrisi forzati, dai bocconi amari che tocca mandare giù. Lontana dagli sguardi insistenti, da certi complimenti che non capisci mai quanto siano sinceri e quanto dettati dalla speranza di ottenere dei trattamenti di favore. Lontana dai tossici che ti chiamano "cara" o "tesoro" mentre speri soltanto che escano in fretta.

A volte capisco Fred. Lo capisco quando dice che il suo sogno sarebbe quello di rinchiudersi in un archivio sotterraneo e non incontrare nessuno fino alla fine del suo turno. Questo è un mestiere che ti inaridisce, che ti rende sospettoso, che ti fa diventare asociale. Un mestiere dove bisogna rispettare tante norme e dove troppo spesso trovi chi non ti rispetta affatto. Un mestiere dove si cammina costantemente a passi leggeri in mezzo ad oggetti delicati come cristalli che in qualunque momento possono infrangersi al suolo e fare un rumore del diavolo. Un mestiere dove in pochi secondi devi controllare numeri, soldi, resto e chi ti sta di fronte e sperare sempre che ti vada bene.

Abbozzi, tiri il fiato, respiri. E ti rigetti in una nuova giornata sperando che gli scossoni del giorno precedente non ti condizionino troppo. Mentre sai che è già successo.

7 commenti:

  1. mah, in fondo tutti i lavori di contatto sono così. per risolvere la questione dovresti fare la scrittrice!

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    1. Bé, quello sarebbe un sogno che si avvera...

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  2. ti capisco...
    io fuggirei in Madagascar, si vive con poco umanamente è il miglior paese dove mi sentivo a casa...è il mio piano B .
    ciao!

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  3. Ciao Dama, mi trovo a leggere questo post in un momento un periodo non molto positivo. Scusami se non vado al centro del discorso lavorativo, ma mi limito al "senso lato". E' davvero triste dover mostrare una faccia sorridente e sempre accogliente quando invece dentro di te c'è un immensa voglia di non rivolgere più la parola a nessuno per paura che puoi sbottare. (il Te non è rivolto a te personalmente ovviamente, ma in generale). Un bacio.

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    1. Sicuramente hai trasportato il tuo vissuto e la tua esperienza in questa risposta, si sente. Si sente pure che soffri per qualcosa. Mi spiace molto Elektra e sai che la mia porta è sempre aperta, anche solo per uno sfogo in privato.
      Un caro abbraccio e grazie per essere passata.

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