sabato 19 marzo 2016

Caro Papà

Fonte: deejay.it


Caro Papà, 
è un peccato che oggi sia la tua festa ed io non possa essere lì con te. Un peccato perché mi sarebbe piaciuto stringerti, portarti un dolce alla crema come piace a te, parlare di tante cose stupide o importanti seduti al sole come facevamo sempre.
Parlare oppure stare in silenzio, che poi in fondo è la stessa cosa, io e te ci capiamo lo stesso.

Eri in questa casa insieme a me la scorsa domenica. Mi hai messo a posto due lampadari, un paio di ganci, qualche applique. Mancavi da quasi un anno, un tempo lunghissimo. Stavo male ed ero dispiaciuta per non aver potuto prepararti neppure una torta, tu che ti eri fatto il viaggio nonostante il problema agli occhi. Sai che amo fare dolci per te, mi piace vederti mangiare contento e soddisfatto come un bambino. 

Quando ero piccola pensavo che vicino a te avrei potuto affrontare il mondo. Sapevo che laddove saresti stato tu ogni problema si sarebbe dissolto. Col tuo ingegno potevi spazzar via qualunque ostacolo. Non ti ho mai visto come un uomo perfetto eppure per me lo sei sempre stato. Con i tuoi limiti, le tue fissazioni, i tuoi modi di fare, le ansie che mi hai trasmesso. Se mi chiedessero che papà avrei voluto non dovrei neanche pensarci, tu mi sei sempre andato bene così come sei.

E quando ho conosciuto Fred, per tanti versi simile a te, ho creduto che ci conoscessimo già. Che fossimo già in sintonia, che qualcosa ci legasse. Che fossimo nati per stare insieme perché nei suoi occhi un po' vedevo i tuoi, in certi suoi modi di fare io vedevo te. 

Tanti auguri papà, grazie per tutto quello che hai sempre fatto per me. Per i biscotti al cacao che continui a comprarmi, per quei pensieri dolci che ogni tanto ti vengono, per tutte le volte in cui mi chiedi di venirti a trovare.
Grazie per essere tu, proprio così, perché è così che mi piaci. Ti voglio bene.

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