venerdì 19 febbraio 2016

Questione di Indole

Ho sempre amato i gatti, fin dalla più tenera età. E non amavo quelli coccoloni che mi facevano le fusa stesi sulle mie gambe...più di tutti ho adorato quelli schivi, che mi guardavano appena, che pensavano a chissà cosa dietro i loro verdi occhi.
Solo tanto tempo dopo ho capito perché. Io a questi ultimi assomigliavo ed assomiglio tanto anche adesso. Se crescere significa maturare, certamente non sempre implica un cambiamento sostanziale né un miglioramento di quella che è la propria natura.
E' dunque ora, per me, di accettare la mia indole, di accarezzarla, di non cercare sempre di sfuggirle come faccio con tante altre cose.

Fonte: petpassion.tv

Mi è stato chiesto perché respingo chi mi vuole abbracciare o spesso anche solo toccare. Avrei voluto saper dare in quel momento una risposta adeguata, chiara come certe acque cristalline. Ma poi è entrata gente, ho avuto da fare, non c'è stato modo di riparlarne. Eppure quella domanda è rimasta lì a decantare, a provocare tanti tarli che martellanti mi hanno tenuta un po' sveglia anche quando avrei solo voluto dormire.

La risposta c'è ed è sempre stata lì solo che a volte farla uscire non è mica così facile. Non sempre basta uno schiocco di dita per volersi mettere a nudo, anche e soprattutto con se stessi.

Potrei raccontare di tutte le volte in cui mio fratello, molto più dolce ed affettuoso di me, abbia cercato di abbracciarmi, di stringermi a sé. E di tutte le volte in cui pur amandolo come si ama un proprio braccio o una propria gamba, io l'abbia scacciato, abbia voluto porre una distanza fisica tra me e lui. E se vi raccontassi anche la delusione che lui ha provato e che ogni volta continua a provare mi fareste certamente sentire ancor peggio di come io già stia. I suoi occhi che si chiudono, poi si strizzano, che diventano tetri. Come si può permettere tutto questo e non provare pena per quella parte di se stessi?

A conti fatti io riesco ad abbracciare teneramente e in maniera prolungata solo due persone. E queste persone sono Fred e mio nipote Andrea. Non è strano? Sono tanti coloro a cui voglio bene, tanti coloro che amo, che apprezzo, per i quali mi getterei nel fuoco. Eppure non riesco a valicare la barriera, e soprattutto non riesco a consentire che lo facciano loro.

Credo che lo stesso Fred abbia impiegato più di un anno per farsi dare un abbraccio come si deve da me. Che poi è anche sciocco a pensarci, perché con lui avevo già scambiato baci appassionati, avevamo fatto l'amore tante volte, gli avevo già donato incondizionatamente il mio cuore. Eppure non riuscivo ad avvolgerlo tra le mie braccia. Quando lui lo faceva io piegavo le mie sulla pancia, così che ci fosse sempre un divario, una linea di demarcazione. Mi facevo abbracciare ma non riuscivo a ricambiare quel gesto che per taluni è tanto semplice, quasi scontato.
Mi ha insegnato lui a farlo nel modo giusto. Pian piano mi tirava giù quelle braccia che tremanti ritornavano al proprio posto, che proprio non ne volevano sapere di stare dove avrebbero dovuto essere. E lui, paziente, se le rimetteva addosso, si circondava, respingeva quegli attacchi ingiustificati con la stessa dose di pacatezza e di determinazione.
Senza arrabbiarsi né perdere la pazienza lui è riuscito a farmi comprendere che non mi sarebbe accaduto nulla di male, che ero al sicuro, che abbracciarlo poteva essere infinitamente bello ed innocuo. E così ora quello strano senso di paura non lo provo più. Potrei stare ore addosso a lui, ore ad avvolgerlo tutto. Se solo fosse così facile, sempre...

E Andrea poi, che dire di lui? E' nato che avevo 16 anni. L'avevo così atteso ed amato ancor prima che nascesse che quando lo vidi per la prima volta, appena una settimana dopo l'essere uscito strillante dal corpo di mia cugina, mi sono commossa profondamente. Piangevo, tremavo, lo amavo già in un modo totalizzante. Ed ora, ogni volta che lo vedo, provo ancora quelle cose lì. Lo abbraccio, lo stringo, lo avvolgo, lo bacio, quasi col timore di vederlo andare via. Lo tengo lì per interi minuti, ancora piccolo e indifeso nonostante ormai abbia già 14 anni. 

E tutti gli altri? che fine fanno tutti gli altri?
Vorrei essere diversa, credetemi. Ma la questione è che bisogna accettarsi anche con i propri limiti, con le proprie incertezze, con tutte quelle cose sbagliate che facciamo o che abbiamo dentro. 
A qualcuno posso apparire fredda e ostile. In realtà sono soltanto molto schiva e sfuggente. E non è la stessa cosa. 

10 commenti:

  1. allora io e te non avremmo potuto fidanzarci, io sono molto fisico e devo toccare ed essere toccato.

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    1. Bé, il mio fidanzato lo tocco eccome :D
      Comunque io e te non avremmo potuto fidanzarci anche per tante altre ragioni. Questa mi sembra la più marginale.

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  2. Di veri abbracci, quelli forti, lenti, caldi in cui trasmetti l'amore che hai dentro, ne dó pochi anch'io. Quelli veloci con la finta del bacio sulla guancia...beh quelli non sono abbracci, é solo una forma di saluto.
    Di alcune persone per esempio ho capito che infastidisce stringere la mano e così non la porgo e loro ne sono contenti. Bisogna sapersi rispettare.

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    1. Penso che il rispetto per l'altro dovrebbe essere alla base di qualunque rapporto.
      Tu hai la sensibilità di capire cosa può dar fastidio agli altri, ma tanta gente non ce l'ha. Io non ho problemi a salutare, ad avvicinarmi fisicamente, a baciare sulla guancia. Ciò con cui faccio fatica è abbandonarmi agli abbracci.

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  3. Succede anche a me, e come te anche io ho solo due persone che abbraccio volentieri e da cui accetto gli abbracci altrettanto volentieri, mia sorella e il mio ragazzo. Mia sorella reagisce uguale con me, sono l'unica da cui si fa abbracciare e tanto anche in questi caso sia io verso lei, che lei verso me, possono sempre capitare giornate in cui non ci va di essere abbracciate.
    Quindi si, ti capisco molto bene :)

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    1. Oh bene, cominciavo a pensare di essere un'aliena ;)

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  4. Io invece sono una di quelle che sta volentieri agli abbracci, ma raramente abbraccia. Così, credo per timidezza.
    Non c'è niente di male, comunque, a riservarli alle persone giuste o al momento giusto.

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    1. E' vero, non c'è nulla di male.
      Eppure a volte ti fanno ugualmente sentire un'aliena, come se la freddezza si potesse calcolare solo da questi gesti.

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  5. l'importante non è semplicemente darsi delle risposte... ma farsi delle domande. ti guardi dentro e questo dimostra molto più coraggio di quanto ne occorra per farsi abbracciare...

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    1. Non l'avevo mai vista da questa prospettiva.
      Grazie Mary :)

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