sabato 30 gennaio 2016

Adesso Urlo

Amo il mio lavoro.
Amo il mio lavoro.
Amo il mio lavoro.
E' certa gente che non sopporto.
Il loro chiedere un dito e poi prendersi tutto il braccio.
Le manie, le ossessioni, quel doverli trattare differentemente quando invece vorresti usare un modus operandi unico per tutti.
Le continue domande, sempre le stesse, come se il giorno prima non ti avessero ascoltato affatto.
E tutti a pretendere di essere speciali, unici, migliori degli altri.
Che poi i peggiori sono proprio quelli che fanno tanto gli amici, quelli che per il fatto di potersi definire clienti fissi pensano di poterti fregare facendoti abbassare la guardia. E se sapessero che non l'abbasso mai, capirebbero che è solo fatica sprecata.

Fonte: benessere.guidone.it

Respira Sara. Respira.
Pensa a quei 3/4 episodi felici di questo pomeriggio di lavoro e dimentica il resto.
Pensa al piccolo Jacopo.
Pensa all'accento sexy di quel biologo marino.
Pensa alle cose belle che ti son state dette.
Pensa alle risate con il vecchio boss.
Anzi azzera tutto e non pensare niente che è sabato sera pure per te.

15 commenti:

  1. La gente è insopportabile, soprattutto quando devi passare tutto il turno a gestirla, senza vie di scampo. Non portare questo stress a casa...sono piccole cose...di piccole, anzi piccolissime, persone...non valgono neanche il tempo che sei costretta adedicargli, non dargliene pure in più (lo so che è difficile...ma va fatto, per la nostra salute)

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    1. Nella maggiorparte dei casi riesco a separare le due cose o quantomeno ci provo.
      Ma ci sono delle situazioni così paradossali che è davvero complicato lasciarle lì dove sono accadute.

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  2. È per le cose che hai scritto che smetterei di lavorare domani

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    1. Se solo vincessimo il Superenalotto...

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    2. Se lo vinci tu ricordati di me.
      Farò lo stesso nel caso in cui sia io a vincere :D

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  3. Un po' di meditazione ti farebbe senz'altro bene.

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    1. Farebbe bene a tutti, anche e soprattutto a certi rompiballe :D

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Dama, immagino non sia facile lavorare a contatto col cliente. Mi capita di entrare in un negozio, in un qualunque esercizio commerciale e vedere scene patetiche di clienti che pretendono con arroganza chissà quale diritto.
    Il mio ex lavorava presso una cartolibreria e c'era una signora che, sistematicamente, si presentava a ridosso delle 20 (orario di chiusura). Un bel giorno il proprietario l'ha ripresa dicendole che anche loro avevano diritto ad andare a casa dopo una dura giornata di lavoro e presentarsi ogni volta a quell'ora non era rispettoso per nessuno.
    Ieri notte, intorno all'1.45, presso un noto bar della mia città, i lavoranti hanno abbassato la saracinesca. Abbiamo capito che era ora di andare, nonostante li dentro ci fosse il pienone. Abbiamo chiesto: da dove possiamo uscire? E lei ha risp: ora vi apro la saracinesca, scusate ma la gente se vede aperto è capace di entrare anche alle 2 passate e noi siamo quì dalle 16...
    Sinceramente non ho potuto fare a meno di capire quella ragazza. Si leggeva la stanchezza e la voglia di essere anche lei dalla nostra parte a passare il sabato come i suoi coetanei.
    Purtroppo molti si appellano al detto: "il clente ha sempre ragione".
    Ma il cliente dovrebbe portare rispetto anche per chi in quel momento si sta facendo in quattro per servirlo.
    Un abbraccio.

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    1. Parole sante Elektra.
      Un abbraccio anche a te.

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  6. La gente non sta affatto bene.

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    1. Il brutto è che non fanno stare bene neppure gli altri.

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  7. a volte mi domando come facciate a lavorare al pubblico.... io penso che non reggerei neanche un giorno!

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    1. Io reggo da oltre 8 anni e non so come faccio, sul serio.

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