giovedì 17 dicembre 2015

Riavvicinarsi

Il Natale comincia a prendere forma.
Il giorno della Vigilia dovrei lavorare fino alle diciannove, se tutto andrà come da programma. Per cena saremo dai genitori di Fred e lo stesso dicasi per il pranzo del 25. Al momento non dico nulla a nessuno, ma ho intenzione di preparare la mia famosa torta di nocciole, quella che piace a tutti e non faccio da più da almeno un anno. Spero solo che dopo tanto tempo mi venga buona come un tempo. Le nocciole saranno quelle viterbesi che ogni anno mia zia ha la gentilezza di regalarmi, che poi son le stesse che acquista in dosi massicce anche la Ferrero. Mica robetta. Buonissime, le migliori.

Fonte: meteoweb.eu

Dai miei dovrei arrivare intorno al 27 e fermarmi direttamente fino al 31. Sempre che le cose riescano ad andare come vorrei che andassero.
Ho già diversi incontri fissati in agenda con un paio di amiche, con le quali dovrò concordare solo l'orario. Ho ansia di rivederle, di quei sani e goderecci discorsi tra donne davanti ad una tazza fumante di qualcosa, qualsiasi cosa. Una di loro è la mia ex migliore amica, quella dell'infanzia, quella con cui sono cresciuta. Quella che ha perso la mamma da poco e di cui ho parlato anche qui. L'altro giorno le ho mandato gli auguri per il compleanno e lei mi ha chiesto di farle sapere quando sarò lì, così da potersi incontrare. Le ho detto di si, perché effettivamente è quello che voglio. Non so che effetto ci farà passare ancora del tempo insieme. Le nostre vite si sono separate ma è come se un filo ci tenesse ancora unite, un filo che non ha pertinenze solo con l'infanzia e l'adolescenza, ma anche con le donne che siamo diventate. Ho la netta percezione che ci saremo sempre l'una per l'altra perché insieme ne abbiamo passate davvero troppe e certi momenti non si dimenticano, neanche se si cresce e si fanno scelte differenti.
E poi Veronica, la mia amica da dieci anni, che non vedo dalla fine di agosto. In alcuni momenti mi manca moltissimo e so che per lei è lo stesso. Spero di riuscire a vederci almeno un paio di volte in quei pochi giorni che sarò lì, compatibilmente con i suoi impegni lavorativi che al contrario dei miei non si fermeranno. Ho voglia di passeggiare insieme, di respirare quell'aria gelida che odio tanto ma che in fondo fa parte di casa nostra, di rivedere le luci calde che accarezzano la piazza, di ascoltare le musiche natalizie in filodiffusione. E rivedere gli amici del mio paese. I fruttivendoli, i librai, le ragazze della gioielleria e quelle del negozio per bambini. Franco, Gianky, Vasco, Fabrizio, Rita, Masha, il signor Felice, Adelio e Gianna, Maurizio. E tutti, davvero tutti coloro ai quali ho voluto e voglio ancora bene. Mi mancano le loro facce, i loro sorrisi, le battute che ci scambiavamo ogni giorno. Mi manca persino la voce urlante di Enza ed ho detto tutto.

6 commenti:

  1. cazzarola, ma fino alle 19? e chi viene in negozio alla vigilia a quell'ora ??????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La chiusura intorno alle 18:30 (c'è comunque il gioco del lotto e dobbiamo assicurare il servizio) ma poi bisogna pulire per cui prima delle 19 difficilmente riusciremo ad uscire. E ti assicuro che l'anno scorso mandare a casa gli ultimi non fu cosa facile ;)

      Elimina
  2. anche io la vigilia lavorerò fino alle 19...
    e come tutti gli anni, anche quest'anno mi auguro veramente sia l'ultimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bé, pensiamo a chi lavora anche il giorno di Natale :) di sicuro loro stanno peggio. Un caro abbraccio.

      Elimina