venerdì 23 ottobre 2015

Le Mani di Mia Madre

Fonte: blogmamma.it

Le mani di mia madre non sono mai state soffici. Forse solo quando era ancora una bambina, ma prima dei dieci anni, perché poi andò in Germania a fabbricare guanti.
Le mani di mia madre sono mani che hanno lavorato, che hanno conosciuto la fatica, il freddo, il caldo, la cattiveria, i veri problemi di una vita non troppo felice. Mani che hanno raccolto pomodori sotto il sole cocente e lavato ortaggi per ore dentro l'acqua gelida. Mani piene di calli, di vesciche, di striature dolenti, di verruche. Mani che grattano la pelle, mani dalle quali scappavo perché troppo dure. 
Eppure ora, proprio in questo esatto momento, non so che darei per una sua carezza con quelle mani lì. In certi momenti mi sale una nostalgia fitta al centro del petto che poi non so colmare quando siamo finalmente una davanti all'altra.
Forse perché ho trascorso un'infanzia fatta di pochi baci e di ancor meno abbracci. Forse perché ho perso la capacità di rendere fisico un sentimento. E così anche quando siamo insieme non siamo capaci di spiegare quello che realmente sentiamo. Il dolore della lontananza, la voglia di passare più tempo insieme, di fare maggiormente parte della vita l'una dell'altra.
Quelle mani mi fanno tenerezza. Sono mani sconvolte da dolori, mani che non appariranno mai fini ed eleganti. Mani sofferenti, che mostrano il segno del suo vissuto. Mani che alla sera meriterebbero un po' di considerazione in più. Mi pento io stessa di non averlo fatto quando ancora abitavamo sotto lo stesso tetto. 

6 commenti:

  1. Risposte
    1. Ci deve essere un perché? :D
      Eppure c'è. Oggi scrivevo la recensione di una crema mani sul cui retro c'è scritto che "la tenerezza necessita di mani soffici". Ho pensato subito a quelle di mia madre, che soffici non sono, e che pure sanno essere anche tenere. Magari non nel modo in cui tutti pensiamo alla tenerezza però mi è tornato in mente di quando, da bambini, mia madre ci spalmava il Vicks Vaporub sulla schiena con quelle mani lì che grattavano. Un po' scappavamo via, un po' ridevamo a crepapelle. Non erano momenti teneri eppure furono bellissimi.

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  2. E' un post molto bello e dolce.
    Rende bene l'idea e suggerisce immagini vere e forti.
    Non è tardi per addolcire la fatica di quelle mani con una stretta calda nelle tue. no?
    In quel caso io penso non ci sarebbe il bisogno di dire niente di più..

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  3. mi ero persa questo post... anche mia madre ha mani così... e anche io vorrei tornare indietro a volte, a quando le davo lo smalto... o a quando le mettevo i bigodini o le facevo la pedicure... spero di poterlo fare ancora in futuro

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  4. @Paola S. no, non è tardi per farlo. Ma forse è tardi per riuscirci, per superare l'impasse iniziale, quel senso di sgomento.

    @Mary io le tolgo le sopracciglia :) forse sono i nostri momenti più intimi.

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  5. Non è tardi nemmeno per riuscirci..basta volerlo quel tanto in più da superare un blocco che è solamente mentale:) l'ispirazione che deriva dalla recensione della crema mani mi ha fatta sorridere;) da una banalità guarda come hai tirato fuori un post così dolce!

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