lunedì 28 settembre 2015

Ogni Lunedì

Fonte: mondoweb.it

Perché la domenica dura soltanto un giorno?
Perché in quelle poche ore devo riuscire a condensare doveri, piaceri, la spesa settimanale, l'incontro con qualche persona cara, lo svago, il riposo, l'azzeramento dei pensieri?
Ne vien fuori un minestrone senza capo né coda, una corsa inutile ed isterica che il giorno dopo si è ridotta ad un mero ricordo. Eppure ieri è stata proprio una buona domenica. Abbiamo visto mio fratello, l'ho aiutato nei suoi acquisti di vestiario, abbiamo pranzato insieme. Ma di nuovo oggi ho l'amaro in bocca per aver visto sfumare tutto troppo presto, senza che potessi fermarlo un attimo per capire, per viverlo sul serio.
Credo che la lentezza non faccia per me che pure non vivo bene neppure nella frenesia. Dunque qual è la mia dimensione? in che modo trovarla, proteggerla, renderla autentica?

Ora l'idea di tornare a lavoro, rigettarmi tra la gente, trovare la forza di ridere, di conversare, prestare attenzione ai soldi falsi, a chi vuol fregarci, a chi perde la merce e poi ti chiede se per caso sei stato tu a non dargliela...mi sfianca.
Forse è per questo che la domenica dovrebbe durare due giorni. Per staccarsi davvero da tutto non basta una manciata di ore.

mercoledì 23 settembre 2015

Di Notte

Ho sognato di nuovo i miei ex compagni di classe.
Eravamo in un luogo buio e sconosciuto ed ho iniziato ad abbracciare tutti, a baciarli, a raccontargli chissà cosa. C'era persino mia nonna, morta ormai da 12 anni.
Ed ero felice, come se avessi ritrovato qualcosa.

Fonte: psicologia.tesionline.it

La verità è che se li rivedessi ora, dopo tutto questo tempo, probabilmente proverei una strana soggezione. Scambieremmo qualche parola e poi torneremmo alle nostre vite. Però nel mondo dei sogni, durante il riposo notturno, loro ci sono così spesso che bisognerebbe iniziare a chiedersi il perché. 
Cambiano gli ambienti, le situazioni, eppure qualcuno di loro è sempre lì, con la stessa faccia di allora. 

lunedì 21 settembre 2015

Un Uomo Distinto

Il padre di mio cugino è un uomo distinto, d'altri tempi.
Superati gli ottant'anni ha assunto la voce cadenzata degli anziani che senza volerlo gli ha regalato un'aria ancor più signorile. Di lui ho sempre apprezzato l'educazione rara, le parole ricercate con cura, la capacità di non dire mai qualcosa di sbagliato o di inopportuno.
Anche gli abiti tradiscono il suo modo di fare, quella garbata eleganza che mi conquistò già da bambina.

Fonte: oltreilcancello.wordpress.com

Quando lo conobbi avevo circa due anni. Di suo figlio, il fidanzato di mia cugina, io ero innamorata già da un pezzo. Era una versione più giovane di lui e quando sapevo che doveva venirla a trovare non mi facevo mettere le scarpe che da lui. Aveva le mani delicate, una premura unica e assolutamente rara, uno sguardo gentile. In seguito non ho mai mutato la mia opinione su di lui né su suo padre che negli ultimi anni ho visto meno, ma per cui ho sempre avuto un pensiero.

Da alcuni mesi a questa parte ha perso la moglie dopo una lunga malattia. Mi aspettavo di vederlo più fragile, meno presente. E invece, ora che abbiamo occasione di vederci almeno una volta al mese, entrambi abbiamo riscoperto quei sentimenti di vicinanza che ci legavano un tempo.
Ieri eravamo al compleanno di sua nipote, la figlia di mia cugina. Quando sono entrata nella stanza ci siamo salutati e mi ha detto :" Ecco la nipotina che ho conosciuto quando aveva 2 anni".
Parole semplici, pronunciate con voce chiara ed espressione fiera. In quel momento mi sono sentita stringere il cuore. Sapere che mi considera ancora una sorta di nipote mi ha resa felice.
Nei suoi occhi vedo ancora la bambina che sono stata.

martedì 15 settembre 2015

Il Vecchio e Il Nuovo

Sabato sera Fred ed io abbiamo cenato in un delizioso ristorante messicano di Viale Marconi, a Roma. A terra c'erano piastrelle di ogni colore in un'alternarsi di forme che ci ha subito affascinati. I muri in pietra, la cucina a vista, gli oggetti strambi alle pareti, la musica giusta. I tavoli invecchiati, i piatti spaiati in pesante ceramica, i bicchieri alti. Ci è piaciuto tutto, dai camerieri al menu, dalle pietanze alle chiacchiere. 

Fonte: casadelladry.wordpress.com

Con noi c'era il suo migliore amico, personaggio particolare che ormai ho imparato a conoscere e a cui forse, nonostante il turpiloquio che di tanto in tanto lo investe, mi sono affezionata.
A volte ho come la sensazione di avere di nuovo un amico, dopo tanti anni. Un amico maschio, intendo. E di sicuro l'unico amico che ho qui, al di là dei tanti conoscenti che di più non sono.
E' una bella sensazione, mi riporta alla memoria i periodi della scuola, in cui eravamo sempre poche femmine e tanti maschi. Con tanti di loro ho studiato, mangiato, cantato, parlato, scherzato, vissuto la mia adolescenza e anche qualche anno di più. Poi è finito tutto perché la vita prosegue e c'è sempre qualcosa che ti porta altrove, che ti fa lasciare certe abitudini che erano l'ideale dietro i banchi di scuola ma che poi sembrano non avere più senso al di fuori di essa.
In questi dieci anni con Fred il mio unico amico maschio è stato lui. E' stato ed è ancora molto altro ma è pure mio amico, colui con cui fare tutte quelle cazzate che non faresti mai con altri.
Pensare di avere una specie di nuovo amico per me è strano ma assolutamente piacevole. E' come tornare indietro senza per forza di cose perdersi l'andare avanti. Così spesso mi ritrovo ad invitarlo nelle nostre uscite perché penso che sia bello stare tutti e tre insieme e ancor più bello quando c'è anche mio fratello e siamo un quartetto assai simpatico.

domenica 13 settembre 2015

Vuoti a Rendere

Fonte: eticamente.net

Le mie domeniche solitamente scorrono veloci, infarcite di cose da fare. Lo faccio di proposito, è una mania o forse solamente un bisogno. Durante la settimana penso già a come riempirle, a cosa combinare in quelle ore di libertà.
Nelle ultime due domeniche, quelle appena dopo le ferie, ho fatto il percorso inverso. Le ho svuotate, liberate, rese scevre da impegni. Mi sono riappropriata di quelle ore, le ho rese davvero mie. Ho fatto poco o nulla fino a dilatare il tempo, farlo durare di più.
E mi è piaciuto. Mi è piaciuto sul serio.
Io so che questa è solo una tregua. So che forse è già finita e che la prossima domenica macineremo di nuovo chilometri, sarò di nuovo la me di sempre.
Però in queste ore, in questi momenti di nulla, io sono felice. E lo scrivo qui perché dovrò ricordarmene, dovrò fare in modo che questa alternativa mi torni nella mente quando mi sembrerà di non aver fatto abbastanza.

venerdì 4 settembre 2015

Il Rientro

L'aria sta lentamente cambiando. Forse addirittura pioverà.
Siamo invasi dalle zanzare. Che poi non sono vere zanzare, quanto piuttosto insetti minuscoli ancor più aggressivi. Non senti quel ronzio che ti avvisa della loro presenza. Quando ti sono addosso è già tardi, ecco che ti hanno fatto almeno 3 punture nell'arco di 1 secondo. Punture che resistono per giorni, ho ancora addosso quelle delle ferie.

Fonte: guide.notizie.it
Il rientro a lavoro è andato bene. I clienti ci hanno accolto festosi come al solito e questo è il regalo più bello che potessero farci. Se sai che c'è qualcuno che ti aspetta, qualcuno a cui manchi, allora rientri con il sorriso, con tanta voglia di fare. Qualche problemino non è mancato, che quando mai si riesce a riaprire senza qualche imprevisto o senza il salasso di bollette tutte insieme? settembre è il mese in cui si deve tirare un po' la cinghia, almeno qui.

Anche i bambini dei vicini stanno per tornare a scuola. Posso dire che le loro urla del mattino non mi mancheranno? qualche cliente vive questo ritorno come un problema. Vicino casa abbiamo la fortuna di avere scuola materna, elementari e medie. Eppure tanti bambini ne sono rimasti fuori. Non dicono sempre che si fanno pochi figli? qui il problema non si avverte di certo, forse perché ci sono molti stranieri che di figliare non ne hanno mai abbastanza. 
Ho pensato a come diavolo potrei organizzarmi se una cosa del genere capitasse a me. Poi mi sono ricordata che di figli non ne ho e che forse non ne farò tanto presto. Una cosa pazzesca però mi è successa. Ero in riva al lago con Fred, uno degli ultimi giorni di ferie. Tirava una brezza leggera e delicata. Per la prima volta ho pensato che anche noi avremmo potuto essere genitori e non mi è suonato più tanto strano come un tempo.