martedì 19 maggio 2015

Crisantemi

Fonte: vulcanochimico.ilcannocchiale.it


Ciao Cristiano,
oggi sono 11 anni che non ci sei più. Come vedi non sono capace di fare come se nulla fosse, come se oggi fosse un giorno qualunque sul calendario.
Avevi appena compiuto 19 anni. Da 3 convivevi con quella tremenda malattia che pian piano ti tolse ogni cosa. Dapprima ti diede dolore, poi ti fece allontanare dalla scuola, ti portò in viaggio tra Roma e Perugia, tra una corsia d'ospedale e l'altra. Ricordo ancora le tue e-mail cariche di barzellette che anziché farmi ridere mi facevano piangere. Capivo il tuo sforzo, la tua voglia di apparire ancora il ragazzo divertente che eri sempre stato. E tutto questo mi dava i brividi perché volevo che tu tornassi ad esserlo davvero, senza forzature. 

Ce lo disse Carla, quella bidella con i capelli grigi che tanto ci era simpatica. Te la ricordi? Avevamo distanziato i banchi per il compito il classe di Fisica, lei entrò prima del professore con quel fardello sulle spalle. Ci diede l'annuncio e scoppiò in lacrime, poco prima che il colpo piombasse anche su di noi. Urlammo, sbraitammo, piangemmo, scaraventammo banchi e sedie. Ci mandarono a casa dopo 2 ore trascorse a solcare i corridoi come barchette stanche.

Il giorno dopo il Funerale. In auto ti aspettammo fuori dal casello autostradale, tu tornavi per l'ultima volta da Perugia. Era una ben triste sfilata eppure cantammo, ridemmo, cercammo di sdrammatizzare perché tu avresti voluto così. Vestivo di nero dalla testa ai piedi. Karim mi disse che non avevo faticato molto a trovare quegli abiti nel mio armadio ed aveva ragione. In quel periodo tendevo a nascondermi, a voler scomparire dietro vestiti scuri. Non potevo fare a meno di pensare all'ultima volta in cui ti avevo visto, proprio in quei corridoi di scuola. Eri passato per un saluto. Non avevi più capelli, dietro il sorriso una strana espressione. Ti circondarono tutti, io mi tenni distante. Vederti così mi aveva dilaniato il cuore e tu lo capisti. Venni verso di me, sorridendo mi chiesi come stavo, come andava. Non ricordo altro, se non quell'imbarazzo che colpiva me sola ma che tu percepisti chiaramente. Non sai quante volte mi sono sentita male nel ripensare a quel nostro ultimo incontro, nel quale avrei potuto e dovuto correre ad abbracciarti come fecero tutti e invece non ne fui capace. 

Penso spesso a tua madre, a quella donna tanto bella che so essere sfiorita di giorno in giorno. Non dev'esser facile convivere con una pena simile, con questo dolore lancinante che le mangia le carni. Spero che abbia saputo trovare un conforto, uno stimolo per andare avanti nonostante tutto, nonostante l'assenza di quell'unico figlio tanto amato. 
Mi è capitato di pensare anche al tuo cane, che ti seguiva ovunque andassi. 

Ora ti saluto. Immagino che in questo giorno avrai da ascoltarne di discorsi così, di gente che come me ha fatto parte di quella vita breve ma intensa.
Io lo so che mi ascolti, che mi segui, che mi proteggi, che te ne sei andato ma che sei ancora qui.
Ti voglio bene Cri, te ne voglio ancora.

14 commenti:

  1. Un racconto che strazia il cuore, sono arrivata in fondo con le lacrime negli occhi, non vedevo le ultime righe, immagino la sofferenza, il dolore per la perdita di un figlio, un amico, un ragazzo con la vita davanti ma tutto fa parte della vita, loro da lassù ci amano, ci proteggono, sono sempre con noi!
    Un forte abbraccio da Beatris

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    1. Grazie per la tua sensibilità Beatris.
      Non avrei voluto intristire nessuno ma se certe cose non le scrivo qui, dove farlo? Un abbraccio anche a te.

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  2. solo un grande, forte, sincero abbraccio. devo ancora riprendermi dalla morte avvenuta solo un anno fa di una mia amica che per me era come una sorella e ti chiedo scusa se stavolta non sono riuscita a leggere il tuo post fino in fondo.

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    1. Lo capisco. E mi piacerebbe dirti che il tempo guarisce ma sinceramente non lo credo neanche io.
      Un abbraccio anche a te.

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    2. il cuore è tanto grande.... per fortuna rimane un po' di spazio anche per la gioia e ti ringrazio sinceramente <3

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    3. Lo spazio per la gioia deve esserci sempre. Non avrebbe senso vivere, altrimenti.
      Io ringrazio te di esserci sempre :)

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  3. sono passati tanti anni, ma tu lo ricordi ancora....

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    1. Un sacco di anni eppure a volte sembra ieri.

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    1. Si, sono passata a leggere. Grazie Fra.

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  5. Ciao Dama, mi hai fatto commuovere con questo post. Ok che io sono di lacrima facile quando si parla di eventi come questi, ma tu hai scritto in modo così delicato, leggero ed emozionante... Hai descritto i tuoi ricordi come se fossero di un passato fortemente prossimo, quando in realtà sono passati ben undici anni.

    Mi hai fatto venire in mente una signora, divenuta mia amica in un letto di ospedale, che mi ha lasciato qualche mese fa, per questa tremenda e assurda malattia...
    Ti mando un abbraccio, perchè non c'è niente di meglio in questi casi.

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    1. E' vero, quando ci penso è come se fosse passato poco tempo e invece si tratta di 11 anni...
      Un abbraccio anche a te Ilaria, grazie per essere passata.

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