venerdì 27 febbraio 2015

Bianca Come La Neve

Fonte: antonellaiuliano.blogspot.com


In questi giorni sono stata male, di nuovo.
Dopo la febbre alta di appena due settimane fa, Fred ha portato a casa anche il virus intestinale ed io ci sono caduta con tutte le scarpe.
In tre giorni sono dimagrita due chili, il viso si è scavato ed ho un colorito bianco-grigio che farebbe invidia ad E.T. Non mangio nulla perché qualunque cosa mi fa male, sembra lacerarmi lo stomaco.
Nonostante tutto oggi torno a lavoro, nella speranza di riuscire ad essere presente anche se rallentata nei movimenti. 
Mia madre, mio padre e mio fratello mi chiamano più volte al giorno. Lei non si capacita di sentirmi giù di corda e allora giù a rimproverarmi per qualunque cosa. La verità è che vorrebbe essere qui, lieta di potermi fare i massaggini sulla pancia come quando ero solo la sua bambina con gli occhi grandi e i boccoli scuri.

Ieri ho dormito tutto il giorno, come non mi capitava da tempo, forse da anni. E alla sera avevo ancora sonno, tanto che sono andata a letto presto comunque e non ho faticato a prendere sonno, ma di nuovo ci sono caduta come se solo lì dentro potessi star bene.

lunedì 23 febbraio 2015

Solo in Sogno

Fonte: signorag.blogspot.com


Scrivo presto questa mattina, vorrei poter mettere nero su bianco quello che è accaduto poco più di due ore fa, quando ancora dormivo beata nel mio letto.
Ho sognato di essere a casa dei miei genitori, probabilmente era estate. Cristiano era tornato ed io mi sentivo felice, chissà perché era andato ad abitare nella casa di mia zia, quella al piano di sopra. C'era un gatto con me, gli raccontavo i miei tormenti, mi chiedevo perché non fosse ancora passato a salutarmi. Poi finalmente succede, Cristiano scende le scale ed io me lo ritrovo davanti. E' sempre lo stesso, però si è fatto un ciuffo biondo che non gli sta particolarmente bene. Veste ancora una felpa fuori stagione, lo faceva anche in vita.
Ci abbracciamo forte, mi dice che sta bene ed è vivo, che non è morto. Io piango, mi dispero, un po' sono lacrime di gioia, un po' di sconforto.
Perché alla fine mi sveglio di nuovo e lui non c'è. Sono passati quasi 11 anni e a distanza di tempo faccio ancora questi sogni in cui lui viene a trovarmi, ci abbracciamo, mi sento felice. Solo che poi non è vero niente e allora piombo in questa catalessi di lacrime e dispiacere. 

E' come se non se ne fosse mai davvero andato, come se avvertissi la sua presenza leggera intorno a me. Non è stato così con la nonna e con la zia, morte pressappoco nello stesso periodo. E' come se fossero su piani temporali diversi, loro lontanissime e lui ancora qui. 

mercoledì 18 febbraio 2015

Fiori in Boccio #1

Fonte: allposters.it


Gli strascichi dell'influenza sono ancora qui con me, come se non riuscissi a guarirne completamente. Però mi sento carica, come non lo ero da tempo. Saranno queste prime giornate di sole dopo settimane di pioggia quasi incessante. Sarà questa voglia di primavera che sento nell'aria e che mi avvolge come una coperta profumata.
Oppure è il progetto che ho iniziato da qualche giorno e che mi prende al punto da farmi dimenticare tutto ciò che mi circonda, in un'astrazione che mi sorprende. Credo di non essermi vista così concentrata da almeno un decennio, forse dai tempi in cui finivo la scuola.
E' una piccola cosa, che non merita di essere menzionata qui perché ancora in boccio. Però è solo mia, una cosa che mi appartiene completamente e che non devo dividere con nessuno, neppure con Fred che mi incoraggia ma che poi se ne sta timido in silenzio rispettando i miei spazi.

Vorrei non dover mai uscire di casa per potermici dedicare tutto il giorno, come in un'attività esclusiva che meriti la mia massima attenzione. Vorrei lasciarmi assorbire nella totalità di me stessa, lasciando fuori tutto il resto, forse la mia vita intera. Solo che poi non sarebbe più così bello. Perderei quell'entusiasmo di tornarci dopo il lavoro o nei ritagli di tempo libero, come un amante che aspetti solo me.

venerdì 13 febbraio 2015

Fantasmi

Fonte: paperblog.com

Siboney mi ha fatto riflettere. Di nuovo.
Su un tema che in fondo mi è molto caro, ed è l'amore. 
E dalle sue considerazioni ne sono scaturite molte altre, come sempre mi accade quando leggo qualcosa che mi tocca e mi fa pensare.

Che fine fa l'amore quando non è più amore? Cosa succede di due persone quando smettono di amarsi, di voler condividere lo stesso tratto di strada? A volte smettono di salutarsi, di parlarsi, di considerarsi. Fingono che non sia successo niente, che tutto quel che è stato non esista più. Io non ci ho mai creduto, anche se a vederli da fuori sembrerebbe proprio così. Se parlano di quell'amore lì ne ricordano solo i difetti, le stramberie, gli aspetti che non gli sono piaciuti. Ma dove è finito tutto il resto? Dove sono finite quelle farfalle nello stomaco che svolazzavano tumultuose quando i due si guardavano, quando si tenevano per mano, quando facevano l'amore?
In che posto vanno i bei ricordi, i viaggi fatti insieme, i momenti davvero belli perché unici ed irripetibili?

Parlando con le amiche gli ho sempre detto che non so se sarei in grado di amare un uomo separato, di convivere con il ricordo dell'altra. Che non c'è più, certo, però c'è stata ed ha avuto tanta parte dell'uomo che c'è ora. Io non sarei abbastanza forte, così superiore da non credere ai fantasmi. Io agli amori passati continuerei a crederci, anche se sono quelli degli altri. 

mercoledì 11 febbraio 2015

Latte&Miele

Fonte: medicinalive.com

Due giorni di febbre alta, un martedì di assestamento. E oggi si torna a lavoro, che qui non siamo mica dipendenti statali.
A parte gli scherzi, beati loro che possono riguardarsi quando stanno male. Io ho cercato di concentrare la mia guarigione il più possibile, stando a letto praticamente sempre, evitando di prendere aria fredda e dormendo anche di giorno. Povero Fred, anche lui non sta bene e non gli è toccato neppure un giorno di riposo.

Mia madre preoccupatissima, neanche fossi stata sull'orlo di un precipizio. Credo che a lei manchi prendersi cura di me. In fondo le è sempre piaciuto trattarci come bambini quando avevamo l'influenza. Mettersi lì vicino, prepararci brodini caldi e spremute d'arancia. Per poi abbracciarci di soppiatto quando eravamo così indifesi.

Devo trovare una soluzione per Fred, per le sue malandate difese immunitarie. Si becca di tutto e poi lo passa a me, che prima di abitar con lui ho sempre avuto una salute di ferro. Se avete qualche idea, fatemelo sapere tra i commenti e ne farò tesoro.

PS= Comunque una nota positiva in questi giorni di febbre c'è stata. Stando sempre a letto le mani si sono sgonfiate e anche il rossore perenne si è attutito. Il brutto è che basterà uscire di casa oggi per tornare al punto di partenza.

sabato 7 febbraio 2015

Lamenti

Sarò noiosa, per cui astenersi dalla lettura qualora preferiate temi più leggeri ed allegri.

Fonte: duca.it
E' stata una settimana particolarmente pesante, che si è succeduta ad un'altra che già lo era stata abbastanza. Il freddo pungente, la pioggia incessante, l'umore nero.
E soprattutto il fastidio ed il dolore alle mani, ancora più acuto in questo clima invernale. Sono gonfie, rosse, piene di geloni. Brutte da guardare e raddoppiate di volume. A lavoro me ne vergogno e son costretta ad indossare i guanti anche lì. Guanti che mi danno fastidio, ma che non posso evitare di mettere. Anche in casa, ovunque io vada.

Giovedì finalmente ho trovato il tempo di tornare dal dottore e mostrargli i primi esami effettuati in ospedale. Ha visto le immagini, osservato attentamente il cd-rom. Mi ha detto che è presente una sclerodermia e che sono sulla strada verso la Sindrome di Raynaud, che lui aveva già sospettato quest'estate. Mi ha raccomandato di vivere con i guanti, di usare una crema cortisonica nei giorni più difficili. Mi ha prescritto le altre analisi immunologiche, rifatto la prescrizione da prenotare subito per ripetere la capillaroscopia a luglio, come già richiesto dallo specialista del San Camillo.
Da agosto ad oggi sono peggiorata e ho paura di peggiorare ancora. Se non lo avessero ritenuto anche loro, non mi avrebbero chiesto di ripetere l'esame già 6 mesi dopo: quantomeno avrebbero atteso 1 anno. Ho scoperto che esiste persino una giornata mondiale per questo disturbo, ed un gruppo di sostegno dal quale finora mi sono tenuta lontana.

Sono combattuta tra il sentirmi affranta ed il sentirmi fortunata. Affranta perché quando fa freddo arrivare a fine giornata è difficile. Mi fa male toccare gli oggetti, passare le mani sotto l'acqua, spingere sui tasti touch screen degli schermi con cui lavoro. Mi fa male persino stare ferma. 
Fortunata, perché c'è di peggio. Perché esistono malattie più invalidanti, disturbi più gravi, fenomeni più complicati da gestire. E spaventata. Si, anche un po' spaventata. Perché questo problema potrebbe non essere collegato a null'altro, ma potrebbe anche essere concatenato ad altre patologie.