giovedì 29 gennaio 2015

I Giorni della Merla

Fonte: meteoweb.eu

Scende una pioggerellina fredda e leggera. Così mite da risultare quasi invisibile. Il freddo invece no, quello lo si avverte benissimo.
Sono i giorni della Merla, i più rigidi dell'anno. Li temo sempre, mi trascinano in quella cupezza umorale che poi a risalire su si fa fatica.
Il cielo plumbeo, le nuvole basse a nascondere il mare come una sorta di nebbia. Sono in pieno subbuglio, in un rimescolamento interiore che mi stordisce.
Mi sento lontana anni luce da quel che mi circonda. Questo turbamento interno non si placa, semmai sembra acuirsi ogni giorno che passa. E' solo giovedì ed ho già voglia di week end. Di un fine settimana senza pioggia, e non sarà questo, stando alle previsioni meteo. Un sole che mi scaldi, che mi rassereni, che mi restituisca il sorriso perdutosi in questo malessere metereopatico.

lunedì 26 gennaio 2015

Il Gelato di Mezzanotte

Fonte: antodesimone.wordpress.com

Il fine settimana non è stato esaltante come avevo sperato.
Dopo 6 giorni duri, speravo di poter trascorrere un week end sereno, ma la verità è che è stato un susseguirsi di scelte sbagliate, che sarebbe stato meglio non fare.

Sabato sera, mentre pulivamo il negozio per chiudere, è arrivato mio fratello, in ritorno dal master. Fred era già malaticcio, ma avendo organizzato una serata indiana con lui ed un amico, ovviamente ha preferito non sottrarsi. Siamo andati a Ostia e abbiamo atteso due ore solo per gli antipasti. L'ambiente era per fortuna confortevole e si poteva parlare tranquillamente, ma avevo un po' freddo e mi sono sentita insofferente per quasi tutto il tempo.
Usciti dal locale alle 23:45, abbiamo optato per un gelato in un bar che amiamo particolarmente. Lì abbiamo atteso la mezzanotte e fatto gli auguri all'amico di Fred per il suo compleanno. E il gelato era così buono che credo di averne raramente mangiati così. 

Tornati a casa il raffreddore di Fred era ovviamente peggiorato. Andati a dormire, la sua notte è stata l'ennesima senza chiudere occhio, un continuo girarsi nel letto con interi pacchi di fazzoletti usati. La mattina, nonostante tutto, abbiamo sfidato il freddo e siamo andati a cercare un regalo per il suo migliore amico, che avrebbe dovuto festeggiare il compleanno ieri sera. Un giro veloce, abbiamo acciuffato quello che cercavamo, fatto la spesa per la settimana e siamo tornati a casa per un pranzetto con mio fratello. Fred è peggiorato ancora ed abbiamo trascorso la domenica pomeriggio in casa, a guardare film riscaldati dal tepore del termosifone. Lui sul letto come una balena spiaggiata, noi sul divano mentre fuori le temperature precipitavano.
A cena ho preparato per lui una minestra calda. Per mio fratello una cenetta più sfiziosa. Per me niente, che la domenica sera è tempo di digiuno. Ovviamente festeggeremo il suo amico a data da destinarsi. Ci mancava che facessimo l'ennesima scelta sbagliata, uscendo pure in quello stato.

E il week end è andato via così. Con Fred che mi preoccupa sempre per il suo continuo prender l'influenza, per queste difese immunitarie che da sempre non sanno fare il loro lavoro. 
Avremmo dovuto starcene a casa, chiedere a mio fratello di venire in un momento più propizio, mandare al diavolo i giri fuori, la cena indiana, il gelato di mezzanotte. Starcene noi due in casa, con me annoiatissima probabilmente, ma almeno al caldo.

Stamattina dopo l'ennesima nottataccia si è alzato alle 4:30 e un'ora dopo è andato a lavorare. Lo ammiro per la sua forza di volontà, per il senso di responsabilità che lo porta a lavoro comunque. E in fondo, che potrebbe fare? alternative non ne ha. Mio fratello è ancora qui, dopo pranzo andrà via, risucchiato da 2 lauree cui deve assistere. Io inizierò la mia settimana lavorativa, che si prevede dura quanto la precedente.  

Nota positiva: Fred ed io abbiamo visto una stella cadente l'altra sera a Ostia. Ci tenevamo per mano e stavamo raggiungendo l'auto dopo essere usciti dal bar. Abbiamo espresso il nostro desidero, e chissà che non fosse lo stesso.

giovedì 22 gennaio 2015

Ancora Pioggia

Fonte: aforisticamente.com

Quanta irrequietezza in questi giorni.
Piove da domenica e la mia metereopatia mi sta dando filo da torcere. Il dolore alle mani mi tormenta e devo sempre fare attenzione che la schiena non prenda freddo evitando che si infiammi.
A lavoro ho perso un po' dello sprint che di solito mi contraddistingue e fare qualunque cosa mi costa il doppio della fatica. 
Alla sera mi getto sotto la doccia bollente e non vorrei mai uscirne. Attendo quei 15 minuti per ore, li aspetto con un'ansia febbrile. E quando finalmente sono lì mi sento come rinascere. Finalmente la tensione accumulata lascia il mio corpo, sembra quasi evaporare. Le membra si riscaldano, raggiungono la temperatura ideale. Ecco, li sto desiderando anche ora.

E' arrivato quel periodo dell'anno in cui vorrei essere in letargo, sparire dal mondo e ricomparire solo ai primi accenni di primavera. Vorrei dormire, dormire a lungo. Starmene sotto le coperte e non sentire neppure il rumore della pioggia né di voci in lontananza o di auto sulla via.

mercoledì 21 gennaio 2015

Suggestioni Ischitane

Fonte: ischia.it

Ieri sera sono stata ad una cena a casa degli zii di Fred.
L'ambiente era caldo ed accogliente, i colori ben armonizzati tra di loro, il cibo abbondante e i profumi suggestivi. Se non avessi avuto mal di schiena dovuto al freddo preso in quella zona nel pomeriggio, avrei potuto godermela totalmente.
Occasione di questa cena, l'arrivo di alcuni amici ischitani per alcuni giorni. E' inevitabile pensare che abbiano scelto le giornate peggiori per muoversi, con questo clima rigido e umido e la pioggia battente. Tuttavia siamo stati bene. Hanno portato mozzarelle di bufala, provole, code d'aragosta ripiene di crema chantilly o panna montata. Fortunatamente a me non piacciono, o sarebbe stata dura resistergli: l'aspetto era assolutamente delizioso.

Hanno invitato me e Fred a Ischia, per l'ennesima volta. E chissà che un giorno non riusciremo ad andarci davvero. Non ho mai visitato Ischia ma se è anche solo lontanamente paragonabile a Capri, penso che ne possa valere la pena.
Mi sono spesso chiesta come sia vivere in un'isola così piccola. Come sia starci giornalmente, dico. E mi son sempre detta che non potrei riuscirci, mi sentirei come in gabbia, seppur imprigionata solo dal mare. Per qualche giorno, però, penso di poterlo fare. E magari cambiare idea.

domenica 18 gennaio 2015

Week End

Fonte: meteoweb.eu

Il week end è stato denso di cose, sia belle che meno belle.
Per due notti ho dormito poco e male e questo ha inciso un po' sul mio sprint diurno, ma meno di quanto mi aspettassi.
Ieri sera, sabato, abbiamo lavorato fino alle 20:30, poi una doccia veloce e via alla festa di mio cognato in un risto-pub che amiamo particolarmente. La serata mi è piaciuta molto. Eravamo una decina di persone e si respirava un'aria di tranquilla serenità. Avrei voluto restarmene lì ancora a lungo, tanto mi ero rilassata.

Questa mattina ci siamo alzati presto - che tanto di dormire non era aria - e abbiamo raggiunto i miei, dopo 3 settimane. Siamo rimasti insieme solo poche ore ma è stato bello riabbracciarsi e raccontarsi un po' di cose. Mi piace vedere papà raccontare aneddoti improponibili o mamma arrossire ogni volta che ride di gusto. 
Mio fratello invece, come tanti altri giovani promettenti, inizia a demoralizzarsi un po' per l'assenza di lavoro nonostante le centinaia di curriculum inviati. Fortunatamente il master del sabato lo tiene impegnato. 

Tornati presto a casa abbiamo sistemato la spesa e dopo un pisolino di appena mezz'ora siamo partiti di nuovo, alla volta dell'ospedale di zona. La nonna di Fred si è rotta un braccio cadendo e mercoledì sarà operata. L'ho vista su di morale e le escoriazioni sul viso mi hanno fatto una grande tenerezza. A circondarla amici e parenti che le vogliono bene e lei si è sentita una piccola star, attorniata da premure che indubbiamente le hanno fatto piacere nonostante i fastidi che una caduta di quel tipo comporta.

Io mi sento un po' stanca. L'assenza di un sonno ristoratore si fa sentire ogni ora che passa e l'idea di ricominciare domani con una nuova settimana non mi alletta neanche un po'.

sabato 10 gennaio 2015

Prigioni

Fonte: donnamoderna.com

Ne parlavo con una conoscente e mi piacerebbe avere anche un vostro parere in merito. 
Si discuteva riguardo l'amore e le storie di coppia. Lei ha un ragazzo al quale, a parer mio, si è attaccata in modo viscerale. Poiché gli altri campi della sua vita le risultano deludenti, si è rigettata totalmente in questo rapporto pretendendo che per lui sia lo stesso.
Per inciso, io credo che lui sia una persona equilibrata che le vuole bene ma che, ogni tanto, sente anche l'esigenza di riprendere fiato. Che non significa nulla di strano se non andare a cena con gli amici di tanto in tanto, farsi una partita alla playstation, guardare il calcio in tv o andare in piscina. Lei vede in questi episodi una sorta di affronto alla loro vita insieme, al loro progetto. Io le ho detto che la sua è una concezione troppo restrittiva e che amare non significa togliere l'aria al prossimo, quanto piuttosto concedersi anche degli attimi per se stessi, per ciò che ci piace fare anche con altri o in solitudine.

E' indubbio che l'amore sia diverso per ciascuno di noi e che il nostro vissuto incida molto anche per quanto concerne il modo di viverlo. Tuttavia penso che, in tutte le cose, ci debba essere equilibrio. Lei mi ha criticata, seppur velatamente, perché nei giorni che ho passato dai miei genitori ne ho approfittato per vedere una carissima amica e trascorrere del tempo con lei. Questa ragazza mi ha detto che al mio posto non avrebbe lasciato da solo il suo uomo, ma che avrebbe preferito comunque restare con lui anziché vedere un'altra persona.
Questo esclusivismo non mi è mai piaciuto. Questo chiudersi all'interno della propria storia chiudendo le porte agli amici, ai parenti, a ciò che ci è sempre piaciuto fare. Credo che l'amore non abbia il diritto di annullare la vita, quanto di arricchirla. Stare con altri non significa non amare il proprio compagno, ma vivere appieno un po' tutti gli aspetti della propria esistenza.
Se avessi dovuto vivere il nostro rapporto in una chiusura totale sarei soffocata da tempo. E mi chiedo come lei possa ritenere i piccoli svaghi del suo ragazzo un affronto al loro amore, una mancanza in grado di pesargli come un macigno. Mi fa paura questo modo di ragionare, questa totale chiusura al mondo esterno come una sorta di minaccia dalla quale proteggersi sbarrando la porta a doppia mandata. Il suo ragazzo non può e non deve essere un riscatto ad una vita che non le piace e che spesso le ha sbattuto la porta in faccia. Non può esser lui a rimediare ai torti subiti, alle deficienze di altri rapporti anche familiari. Il suo amore deve essere una fonte di gioia, non di nuovi grattacapi o di ansie da aggiungere alle altre che la affliggono. Le ho consigliato di stare attenta, perché attaccarsi a lui come una cozza allo scoglio non lo tratterrà qualora vorrà volare via. Dal canto mio preferisco tenere la porta aperta e vederlo restare perché è quello che desidera, non per il frutto di una malsana costrizione.

domenica 4 gennaio 2015

Gennaio

Fonte: altervista.org


Le feste sono finite.
Abbiamo mangiato, ci siamo divertiti, ci siamo circondati delle persone che amiamo. Abbiamo riso, giocato, perso un po' di spicci. Abbiamo sentito il freddo gelido arrivare e visto la neve scendere il 31 dicembre. Abbiamo salutato il vecchio anno con trepidazione, sperando in bene per il futuro. 

Poi gennaio è arrivato, con la sua coltre di gelo e quella tipica pigrizia di chi deve riprendere il tran tran dopo alcuni giorni di riposo. Mi stiracchio come un gatto nella speranza di poter stare ancora un po' al caldo ma poi tremante mi rigetto nella solita vita, quella fatta di scadenze da rispettare e di impegni da portare avanti. 

Il giorno 8 ho una visita medica importante, programmata mesi fa e per la quale dovevo attendere questo "famoso freddo" che ora è qui, bello prepotente come ogni anno. Un po' di ansia si è fatta strada in me già da alcuni giorni e credo di non poterla mandar via fin quando tutto non sarà finito. Ma è gennaio, è tempo di ricominciare, di riprendere gli scarponcini e rimettersi a scalare.