giovedì 20 novembre 2014

Ciao Biagino...

Fonte: laleggepertutti.it

Un tempo lui viveva in questa casa, passeggiava tra le pareti che ora fanno da scenario alla nostra vita insieme.
Era tutto diverso. Qui c'era una grande villa e dove risiede la mia scala a chiocciola di legno albergava persino un ascensore. Poi fece rifare tutto, trasformò la villa in 4 nuovi appartamenti e uno di essi, il più piccolo e soleggiato, è diventato il nostro un anno e mezzo fa.
Lo vidi per la prima volta proprio la mattina dell'atto notarile. Io e Fred eravamo in preda ad un'emozione di incredibile portata ma lui era tranquillo e pacioso, di vendite ne aveva fatte tante e di soldi in banca ne aveva già più di quanti avrebbe mai potuto spenderne. Mi strinse la mano per farmi gli auguri e in quegli occhi sorridenti vidi qualcosa che mi piaceva.

Lo conobbi meglio solo quando mi trasferii qui. Frequentava abitualmente il nostro negozio e giorno dopo giorno nacque una confidenza che non avrei mai osato sperare. Mi ricordava i vecchietti amorevoli che venivano a trovarmi sul vecchio posto di lavoro. Quelli che mi facevano la corte con una galanteria vecchio stile che ormai si è persa del tutto. Il suo sorriso era sempre così dolce ed accogliente che avrei tanto voluto avere un nonno così. 
Ricordo come se fosse ieri il pomeriggio in cui, un po' triste ed affranta mi disse, "sei sempre bella, ma oggi sei bellissima". Mi fece tornare il sorriso e in quel momento lo avrei abbracciato come se nessun altro fosse lì con noi. 

Era un omone grosso Biagio. I capelli bianchi e folti. Il cappello sempre calato sulla testa. Il naso a patata in un viso rubicondo. La voce un po' roca ma sempre ferma. 
Negli ultimi mesi si era ammalato e il suo tempo lo aveva trascorso sempre in ospedale. Ero in pena per lui, mi mancava quella presenza poderosa in negozio. Mi mancavano i suoi occhi che si addolcivano quando gli sorridevo, mi mancavano quelle parole strane che diceva per indicare cose di cui non ricordava il nome. Mi mancavano i suoi saluti gentili ed allegri.

Ed ora mi mancheranno ancora di più perché non posso più sperare di vederlo rientrare dalla porta. Il mio Biagino è morto ieri mattina e solo ora riesco a tirar fuori quelle lacrime che mi sono imposta di trattenere per tutto il giorno.
I figli si scanneranno per l'eredità e chissà se in questo momento staranno pensando a lui o a quello che gli ha lasciato. Io mi sento triste in un modo che non posso spiegare perché lui è stato una delle persone a cui ho più voluto bene dopo il mio trasferimento qui. 

Ciao Biagino. Grazie per la tua compagnia e le tue parole gentili. Grazie per la dolcezza con la quale ti rivolgevi a me. Grazie per aver venduto questa casa in cui ora mi sento felice. Grazie per essere passato a trovarci ogni giorno fin quando ti è stato possibile.

7 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Mary. Oltretutto ho il manifesto mortuario proprio di fronte al balcone di casa...

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  2. Mi dispiace. Mi ha molto colpito la sua presenza gentile, che veniva a trovarvi spesso. Persone così, sempre che esistano ancora, sono molto molto rare.

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  3. Ne conosco qualcuna di persone così, la loro gentilezza é un qualcosa di prezioso ed antico che ormai sta scomparendo.

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  4. @Wannabe Figa grazie.

    @Francesco in un certo senso gliele dovevo.

    @Fransis rarissime.

    @Emmegi devo concordare, purtroppo.

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