domenica 28 settembre 2014

Distanze

Fonte: piemontcioccolato.it

Dopo circa 6 mesi di assenza, oggi i miei genitori sono tornati a trovarci a casa nostra.
Solitamente siamo noi ad andare da loro, per cui questa visita assume i connotati di un piccolo evento, per me.
Abbiamo trascorso una giornata bellissima. Mio padre ha fatto qualche lavoretto qui in casa, poi abbiamo festeggiato il suo compleanno ed è stato bello vederlo entusiasta del dolce che avevo fatto per lui. Un pranzetto semplice ma vissuto in totale armonia.
Sentivo il cuore gonfio d'amore e di gioia. 

Quando se ne sono andati, al contrario, ho provato malinconia.
Mi succede ogni volta. Probabile che sia questa la ragione per cui preferisco che siamo noi a spostarci anziché lo facciano loro. Quando torno nel mio paese natio non provo quasi mai un senso di distacco così forte. Forse perché andarmene a fine giornata non mi pesa. Io sto bene nella mia nuova casa e in nessun caso vorrei tornare da dove sono partita.
Quando invece sono loro, ad andar via, mi rendo conto di quanto sarebbe bello averli qui. Più vicini. Poterli vedere di frequente, passare del tempo insieme in quello che ormai è diventato il mio contesto...la mia vita. Mi capita anche quando è mio fratello a venir qui. Vederlo andar via ogni volta è un colpo al cuore. Mi piacerebbe poterlo vivere di più, godere di quegli abbracci di cui lui è così prodigo.

La verità è che non si può aver tutto nella vita.
Ho sofferto 8 anni per la distanza di Fred. Ora sono costretta a subire la distanza della mia famiglia. Devo cercare di prenderla con filosofia: se da una parte prendo, dall'altra mi viene tolto. Non c'è via di scampo.

lunedì 22 settembre 2014

Ombre

Fonte: bardodoloroso.blogspot.com


Credo che la storia dei ladri dal vicino, poche sere fa, mi abbia turbato più di quanto volessi ammettere. Questa settimana Fred ha il turno che inizia alle 5:30 e restare sola per quell'ultima parte della notte mi ha lasciato inquieta. 
Mi sono alzata per controllare che la porta fosse chiusa e tendevo l'orecchio ad ogni minimo rumore. Avevo il terrore che qualcuno stesse camminando fuori dal balcone e qualunque percezione mi giungesse dalla strada aveva il solo scopo di tormentarmi. 

Per non parlare poi dell'arrivo dell'autunno, questa stagione cromaticamente così affascinante, ma così cupa e triste da lasciarmi prostrata. Questa mattina mi sento poco più che uno zombie. Sento di non avere l'energia necessaria per affrontare una nuova settimana e spero che sia solo una sensazione passeggera. Un po' come questo cielo strano che a momenti è pieno di nuvole e quello dopo splende il sole.

domenica 21 settembre 2014

Apertura della Caccia

Fonte: lacasaeilcorniolo.it

Questa mattina si è aperta la caccia.
Di buon'ora i fucili erano già spianati e il cupo rumore degli spari arrivava fin qui.

Quando vivevo in campagna ci si sentiva circondati ed era ancora più triste. Mi svegliavo il 2 settembre con l'angoscia addosso, come se avessi dovuto mettermi al riparo come lepri ed uccelli.
Mi son sempre chiesta per quale ragione tanti uomini provino questo morboso desiderio di alzarsi presto e andare ad uccidere. 

E mi son sempre detta che non è una società civile ed equilibrata quella che ancora permette ad essi di imbracciare il fucile ed ammazzare indisturbati.

Penso che il regno animale meriti maggiore considerazione. 
Non è neppure necessario amare gli animali per volerli lasciar vivere. Basterebbe semplicemente rispettarli. 

giovedì 18 settembre 2014

Notti Folli #2

Fonte: lapiazzaweb.tv


Pensate che ci abbia preso gusto con le notti un po' fuori dall'ordinario, vero?
E invece così non è. Io vorrei sul serio dormire 8 ore filate e non pensare a niente fino al mattino successivo. Solo che, pare, in questi giorni non ci sia verso di riuscirci.

Erano appena l'1:15-1:20. Mi ero appisolata da neanche un'ora quando mi sono svegliata. Forse ho sentito un rumore, o forse doveva semplicemente andare così.
Sono andata in bagno ed ho sentito Fred uscire in balcone. Rumore di vetri infranti, di cocci. Poi uno sparo. In quel momento di mente offuscata ho pensato fosse un petardo. E invece no, a sparare era proprio un fucile.
Sono uscita in balcone anche io. C'era il vicino che gridava dietro 2 ladri. Gli sono entrati in giardino, lui se n'è accorto e gli ha urlato contro. Sono scappati e nel mentre gli hanno fatto un danno all'automobile, forse per sfregio. Nel frattempo ha impugnato il fucile e sparato un colpo in aria per spaventarli.

Il mio pensiero è corso al bambino, che forse aveva avuto paura. Ma no, c'eravamo solo noi adulti. Siamo stati tutti svegli per un'ora, abbiamo aspettato i Carabinieri, valutato se i bastardi avessero lasciato qualcosa in giro o così via.

Ero terrorizzata. Quando finalmente siamo tornati a letto erano le 2:30. La cervicale aveva ottenuto la sua bella dose di aria umida e stamattina ho un gran mal di testa, il collo fuori posto e uno scazzo che non vi dico. Ho avuto paura, non sono più riuscita a dormire ed oggi mi aspetta la solita giornata piena.

sabato 13 settembre 2014

Notti Folli

Fonte: melodianotturna.blog.tiscali.it


Mio cognato è un folle.

Alle 4:15 di questa mattina, mentre dormivo il più placido e sereno dei miei sonni, ecco che vengo svegliata da Fred. Sento che mi chiama diverse volte e che fatico ad emergere dalle calde braccia di Morfeo. A bassa voce mi dice che il fratello è rimasto chiuso fuori casa e mi chiede di poterlo far venire da noi. Con gli occhi ancora chiusi inizio ad urlare "nooo, non ce la faccio, non ce la faccio", con vocina piagnucolosa. E lui "ma non ce la fai a far che?". E io che non riesco a mantenermi sveglia e mentre mi parla sembro ricadere nel sonno, mi sveglio di soprassalto ma poi vi cado di nuovo. Nel dormiveglia sento Fred salire in mansarda, aprire il divano e preparare il letto. 
Poi la porta che si apre, l'armadio da cui esce un pigiama da prestare, un vociare sottile. Non mi rendo conto di che ore sono, di quanto manchi alla sveglia di Fred per il lavoro. Ho freddo e quando torna mi faccio coprire dal suo abbraccio. Non so se gli dico qualcosa o se resto silente.

Alle 5:30 Fred si alza, fa le sue cose e va a lavoro. Io continuo a sognare, ben conscia del bagno superiore in cui ho lasciato sporco il lavabo dopo aver lavato i pennelli. E mentre dormo sogno di dire a mio cognato che in genere è sempre pulito, che è arrivato in un momento poco opportuno. 

Si, mio cognato è un folle. Però in fondo è una brava persona e anche se a 34 anni pensa ancora di averne 15, gli voglio bene e son contenta che abbia dormito in casa nostra fuorché nella sua auto, come aveva pensato di fare. Certo, se fosse dipeso dai miei nervi saldi (ma dove?) probabilmente avrebbe dormito sul serio in strada. Non avevo sentito neppure il telefono, figurarsi preparare un piano d'attacco in quattro e quattr'otto come ha fatto Fred. 

Credo di dover aggiungere questa "piccolezza" alla mia lunga lista di perché non posso diventare madre. Non riuscirei ad alzarmi di notte al pianto di un bambino. O non lo sentirei, o non sarei in grado di stare in piedi e tenere persino gli occhi aperti. 

martedì 9 settembre 2014

D'Amore e di Morte

Fonte: josaya.com

Ieri parlavo con una cliente di quanto la vita duri solo il tempo di un battito d'ali. Di come sia fugace, insignificante, terribilmente ricca di colpi di scena, alcuni dei quali molto poco edificanti.
Si parlava dell'immensità che ci circonda, della bellezza della Luna, dell'imprevedibilità degli agenti atmosferici, delle ere geologiche. E di come noi, piccoli esseri umani, non siamo altro che comparse in questo disegno enorme e quasi perfetto. Discorsi banali che pure banali non sono.

Oggi apro Facebook. Mi inondano come al solito le notizie dal mondo, alcune delle quali del tutto prive di senso, altre che ti strappano una lacrima o un sorriso.
Storia n°1.
Due donne omosessuali di oltre 90 anni, dopo 72 anni di fidanzamento, si sposano. Ed è bello. Bello pensare che due persone che si sono tanto amate abbiano scelto di convolare a nozze in età così avanzata. Mi dà l'idea di un pensiero ottimista, di un'unione che sembri voler travalicare la morte, addirittura scavalcarla. Credere di poter vivere ancora, di amarsi nonostante gli acciacchi, le malattie, un pensiero di morte incombente, mi fa tenerezza.

Storia n°2.
Un uomo decide di fotografarsi con la moglie per tutto il periodo della sua convalescenza. Soffre di tumore al seno, l'ultima foto ritrae la sua lapide. Le foto sono tutte in bianco e nero. Si inizia con delle scene romantiche, di loro due che si abbracciano, si confortano. I primi capelli che cadono, lui che amorevolmente le rasa la testa. Poi lei sempre più malata, sempre più debole, sempre meno attaccata a questo mondo. Le foto con i genitori, le foto che racchiudono un dolore sordo eppure assordante. 
Ho pianto. Pianto perché la vita non dovrebbe fare questo. Non dovrebbe separare chi si ama così. Non dovrebbe spezzare incurante delle vite giovani in questo modo sprezzante. 

E allora mi è tornato in mente quel discorso di ieri pomeriggio.
Che senso ha essere qui? ha davvero una ragione d'essere questo continuo sacrificarsi, arrabattarsi, tirare a campare? Se davvero contiamo così poco, perché dovremmo starcene con le mani in mano ad aspettare la fine? E allo stesso tempo ho pensato a qualcosa che da bambina sapevo già. L'amore muove il mondo. L'amore è l'essenza stessa del nostro vivere. E' forse l'unica attrattiva nel voler restare qui. Che sia l'amore di una madre per un figlio, che sia l'amore di due persone che stanno insieme da 50 anni. Che sia l'amore di una bimba per il suo cagnolino, che sia l'amore irraggiungibile di chi non può stare insieme. Che sia l'amore di un uomo solo per il suo lavoro, che sia l'amore per l'arte o per le cose belle che ci sono qui.


lunedì 8 settembre 2014

New Week

Fonte: wallpapershd.us


La prima settimana di lavoro dopo il rientro estivo è stata positiva. Merito della carica con la quale ho ricominciato, ma anche e soprattutto di clienti che ci hanno offerto un caloroso bentornato. Non tutto è filato liscio, colpa come al solito di un membro dello staff poco attento alle esigenze del punto vendita o di chi gli si pone di fronte.
Per il resto, però, mi ha fatto piacere tornare lì. E' bello notare che c'è chi ti vuole bene, chi torna a farti visita con gioia, chi ti dice che gli sei mancato. 
Una cliente nonostante la malattia contro cui combatte da tempo, è stata in viaggio ed ha avuto il pensiero di portarmi un coloratissimo bracciale indiano. Mi ha sorpreso e strappato un grande sorriso. Non è scontato che le persone lo facciano: accolgo questi regali sempre con meraviglia.

E anche la domenica è stata piacevolissima. Ho passato la giornata con Fred e ho ricevuto la sorpresa della visita di mio fratello. In questo periodo è impegnatissimo, preso con l'ultimo esame e con la tesi specialistica. Tuttavia ha trovato un po' di tempo per raggiungerci a metà strada e trascorrere una giornata insieme. Abbiamo fatto il nostro sgarro domenicale alla dieta con un piatto ben poco salutare ma molto "allegro", di quelli che fanno subito buonumore. 
Ho anche avuto l'opportunità di abbracciare un'amica blogger che conosco da anni e con la quale c'è sempre stata sintonia. Insomma, una domenica con i fiocchi.

Ora inizia una nuova settimana, incrocio le dita e parto, come sempre. 

martedì 2 settembre 2014

Settembre

Fonte: meteoweb.eu


Settembre è arrivato da 2 giorni, io sono tornata a lavoro e la vita è ripresa da dove l'avevo lasciata.
In mezzo un riposo adorante di 2 settimane nelle quali mi sono sentiva viva, in cui ho potuto fare tutte quelle cose che sono sempre costretta a rimandare. Ho approfondito il relax, le amicizie, un senso di comunione con questa casa. 
Ma ieri il lavoro è ricominciato e non mi pesa. La vita è soprattutto questa. I giorni di tran tran, di routine, di impegni a tutte le ore. E in fondo va bene così. 
Ho ripreso con la voglia di dare il 100% di me stessa sul lavoro. Di essere ancor più disponibile con la clientela, di essere un punto di riferimento dell'attività, qualcuno del quale si sente la mancanza quando non c'è. Ed è stato bello ieri sentire tutti quei "bentornati", il calore dei sorrisi dei clienti abituali. 

Parto carica e con il desiderio di fare la differenza. Forse è la prima volta che settembre mi si apre così.