lunedì 21 aprile 2014

Dopo le Feste

Fonte: poetyca.wordpress.com


Ore 20:52, la Pasquetta sta volgendo al termine.
Ed è proprio bello tornare con la mente alle ore spensierate di questi due giorni di festa.
Ieri Fred ed io siamo stati a casa dei suoi, per un pranzo tradizionale. Io mi son concessa un piccolo sgarro alla dieta mangiando un piatto di ottimi ravioli ricotta e spinaci con il ragù ma tralasciando poi tutto il resto, dolci compresi. Lui ha rotto gli argini e si è concesso quasi tutto quello che voleva.
Dopo il pranzo sono rimasta 3 ore con la sua mamma, a parlare in salotto. Mi sono tanto piaciute quelle chiacchiere tra donne. E prima ancora del pranzo è stato bello vedere la nonna tagliare la pasta fatta in casa. Mi è tornata in mente la mia, di nonna. Di quando da bambina mi insegnò a fare lo stesso. Ho pensato che voglio davvero un bene dell'anima a questa nonnina non mia, che però un po' è come se lo fosse.
Tornata a casa me ne sono stata ore al sole in balcone, a leggere. Devo ancora sedermi a terra perché pur essendo spaziosa, la terrazza non è ancora arredata. Non ci sono sdraio né panche, figurarsi quei bei salottini da esterno che tanto mi piacciono. Eppure quanto sto bene seduta lì...mi sento in pace con me stessa, quasi col mondo intero.

Questa mattina invece siamo partiti di buon'ora e abbiamo raggiunto la campagna. Ci attendeva una grigliata di carne, tanto sole ed allegria. Siam stati così bene! Io ho seguito la dieta come ogni altro giorno. Fred ha sgarrato nuovamente.
Al momento dei dolci si sono aggiunte altre persone che non vedevo da tempo. Ho rivisto mio zio e ci siamo abbracciati forte. Lui si è emozionato, dice che siamo carini. Io non volevo staccarmi, ho pensato che non potendo mangiare niente che fosse buono almeno la metà rispetto a ciò che prendevano gli altri, meritavo almeno di indugiare in quell'abbraccio caldo.
Ho visto scorrermi davanti pastiere napoletane, uova di cioccolato, pizze pasquali, colombe farcite. Ed io impassibile non ho toccato niente. Mi sono sentita come un blocco di granito, ferma nella mia determinazione. Eppure dispiaciuta, perché in fondo non è del tutto festa senza fare il pieno di calorie.
Amo il cibo eppure lo odio. Lo odio perché ne devo fare a meno, anche se mi rende felice.

7 commenti:

  1. Secondo me un dolcino te lo saresti dovuto concedere.... Scusami se mi permetto, ma mi sembra un atteggiamento un pochino troppo rigido nei confronti di te stessa, credimi, te lo dico da amica, con affetto e senza acidità alcuna, ma proprio perché ti stimo moltissimo e ti reputo una ragazza molto valida e intelligente. Da alcune rare foto che ho visto di te ho potuto vedere che sei una ragazza molto attraente anche esteriormente, direi proprio bella anzi!.)
    Ora, io capisco la dieta, capisco il voler tornare in forma perfetta prima dell'estate, capisco le quotidiane rinunce e vabbè. Non so quanto tu ne abbia effettivamente bisogno ( e te lo dico da persona che, in passato, ha avuto problemi di peso).però, se vuoi così, va benissimo.
    quello che non capisco è perché in un giorno di festa, circondata dall'affetto di persone che ti vogliono bene, e dall'allegria, tu non ti sia concessa nemmeno una piccola porzione di dolce. Non dico di tutti i dolci, ma di uno. Per partecipare fino in fondo alla festa, all'allegria, all'unione.Non penso che un piccolo sgarro avrebbe portato chissà quali conseguenze. Perché sei così dura con te stessa, dolce Dama?

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  2. vabbè, mi son sembrati però due bei giorni, no ?

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  3. @Irene è vero che sono rigida con me stessa, lo sono sempre stata. In tante cose, non solo nell'alimentazione. Lo ero anche da piccolissima, già alle elementari avevo questa forma di severità nei miei confronti. Non saprei spiegarmene il motivo, neanche se volessi davvero cercarlo. Le tue considerazioni sono tutte giuste (lo sono sempre, perché sei una donna avveduta che legge anche tra le righe) eppure non applicabili dalla mia testa.

    @Francesco bellissimi :)

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  4. Sono sempre io, non loggata!
    credimi, cara, lo ero anche io rigida con me stessa, davvero tanto. al punto di non volermi nemmeno bene. Poi ho scoperto che quella rigidità non era davvero parte di me, ma mi era stata inculcata nella crescita, durante lo sviluppo. E' stato allora che ho imparato ad ascoltarmi di più e, finalmente, a volermi bene. Spesso le mie poesie parlano di questo. dei condizionamenti, degli imprigionamenti mentali di cui siamo vittima. non sono riferite ad un uomo o ad una situazione sentimentale, ma a tutt'altro.
    Grazie di tutto, anche del fatto che sei passata a trovarmi!
    Un abbraccio, con affetto e stima,
    Irene

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    1. Io penso di volermi bene, in realtà. A prescindere da questa rigidità mentale :) un abbraccio, e grazie di tutto.

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  5. Io ammiro molto la tua determinazione, in tutte le cose che fai. Me ne basterebbe un quarto per portare a termine alcune cose che ho in mente.

    Per il resto, goditela davvero la tua nonnina acquisita, gli anziani sono un regalo nelle nostre vite, mi è piaciuto moltissimo ciò che hai scritto nell'altro blog.

    ...e anceh se non l'avevo ancora scrittto anche il nomigliolo Fred mi fa sorridere

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    1. Io amo gli anziani. Parlo con loro ogni giorno, ho diversi amici che hanno superato i 70. Adoro i loro occhi, anche se spesso sono stanchi o velati. Adoro la loro voce, un po' trascinata. Adoro l'andatura lenta, i racconti, le tante cose che sanno. Voglio bene a questa nonnina acquisita, penso che sia una persona "tosta".

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