sabato 7 dicembre 2013

Morire Giovani

Fonte: labuonastrada.wordpress.com

Mia madre mi ha telefonato in un orario insolito. Ci eravamo sentite appena quaranta minuti prima. Ho pensato che dovesse dirmi qualcosa di importante.
Un manifesto di morte, un nome, ricordi lontani che raffiorano tutti insieme. 

Io e Valerio eravamo nella stessa classe, all'asilo. Ci eravamo piaciuti subito. Come fanno spesso i bambini, ci eravamo riconosciuti. E da quel riconoscerci era nato un legame durato anni. Fino alle elementari non abbiamo fatto altro che fidanzarci e lasciarci, di continuo. Con lui e con un altro Valerio avevo questo rapporto altalenante fatto di bigliettini silenziosi, di disegni seduti vicini, di segreti sussurrati lontano dagli altri.
Era un bambino con delicati capelli castano chiaro e occhi di un azzurro scuro, quasi torbido. Le sue guance erano tonde come una mela e da adulto era ancora così, solo una versione più grande di se stesso.

In seconda elementare perse il padre, un omone forte e dalla risata fragorosa. Ogni volta che pensavo ai miei genitori ero triste per lui, per quello che gli era capitato. La madre dopo la morte del marito era entrata in depressione, si era ammalata, si accompagnava a uomini sconclusionati. Era bella ma il suo era uno sguardo vacuo, malinconico, arreso.
Ricordo come se fosse ieri una grande aula per il catechismo. Eravamo ancora bambini e si parlava di quanto fosse duro perdere i genitori in così tenera età. Sia lui che Giorgio erano lì. Lui aveva perso il padre, Giorgio la madre. Erano impassibili ma io stavo male per loro. Avrei voluto stoppare tutto, dirgli di smetterla con questi discorsi in loro presenza. Parlavano a fin di bene, volevano che noi coetanei fossimo in grado di stargli vicini. Eppure io lo leggevo come un affronto, come un doloroso rimarcare nelle ferite altrui.

E ieri a morire è stato lui, Valerio. Il mio Valerio bambino. A soli 28 anni, non so neanche come e perché. Bé, presumo che il perché non lo comprenderò mai. Non esiste una motivazione plausibile per morire ancor prima di aver compiuto 30 anni. 
Non lo vedevo da tanto tempo. Già alle scuole medie il nostro rapporto si era sciolto. Eravamo in classi diverse, quel legame che ci aveva accomunati da bambini si era poi dissolto entrando nella pubertà. 
So che era diventato cuoco. Con un suo amico avevano rilevato un'attività che restò aperta per poco più di un anno. Poi sparì, non lo vidi più.
Anche sua sorella era scomparsa nel nulla, anche lei con quei bei capelli biondo scuro, con gli occhi azzurro torbido e le guance floride. 



11 commenti:

  1. Noo...che pugnalata al cuore. E' incredibile come a volte la sorte si accanisca contro alcune persone, e quanti dolori la vita gli riservi. Poi, di fronte alla morte di una persona giovane, si resta sempre spiazzati, come di fronte all'immagine di un fiore reciso da una falce. Povero Valerio, pregherò per lui.

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    1. E' stato un fulmine a ciel sereno Irene. Sapevo che qualche anno fa è stato poco bene, però non immaginavo che sarebbe morto. Questo proprio no. E' davvero troppo ingiusto.

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  2. che dolore...piango sempre quando apprendo simili notizie, ne sono troppo sconvolta. davvero mi dispiace tantissimo, anche se non lo conoscevo. Ti abbraccio e ti sono vicina.

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  3. Direi un intero nucleo familiare sfortunato! Brutta storia...

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  4. il reader di word press non mi ha segnalato i tuoi post.

    Sono notizie che lasciano sempre un vuoto incredibile, anche qui da me c'è una famiglia che pare non trovare pace.

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  5. ecco sono queste le cose che non capisco e non capirò mai...perché la sorte si accanisca a volte su certe famiglie. Ho sempre in mente un alunno di mia madre...morì di tumore a soli 15 anni dopo 2 anni di sofferenze atroci...dopo pochi anni morì il fratello in un incidente in motorino. L'anno dopo il padre per un infarto. E' rimasta la madre, sola e con una sofferenza che immagino insopportabile. Non è giusto . Ti abbraccio forte :-(

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    1. Oddio povera donna, che peso insostenibile...

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  6. Dev'essere stato un duro colpo ricevere la notizia, soprattutto perchè conoscevi il ragazzo e siete stati compagni di scuola e di catechismo....già è difficile pensare alla morte di giovani vite quando non li conosci...a maggior ragione quando hai trascorso con loro momenti più o meno intensi della tua vita. Un abbraccio.

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  7. che brutto.... ti abbraccio.. anche se sono passati tanti giorni da questo post.. ma queste sono cose che restano dentro...

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